Il problema è il pass, non il fascismo

Non si può nascondere dietro «quattro facinorosi» (a proposito: Luciana Lamorgese dov’era sabato?) il problema dell’esclusione dalla vita sociale e lavorativa di 8 milioni di cittadini. I dati migliorano costantemente: è insensato insistere con la misura più severa al mondo


(Maurizio Belpietro – laverita.info) – «Non può passare l’idea che quattro facinorosi tengano in scacco le istituzioni». Così, secondo il Corriere della Sera, avrebbe reagito Mario Draghi alla notizia degli assalti alla sede Cgil e al Policlinico di Roma durante il corteo contro il green pass. Come non essere d’accordo con il presidente del Consiglio: le migliaia di persone che hanno sfilato non erano i pericolosi black bloc che misero a ferro e fuoco Genova durante il G8, ma gente tranquilla, ossia ristoratori, dipendenti pubblici, pensionati. Manifestanti, dunque, che non avevano alcuna intenzione di far andare le mani. Ma un gruppo di esagitati ha preso inspiegabilmente il sopravvento, facendosi beffe delle misure di prevenzione.

Per capire quanto è successo sabato, ed evitare che i fatti si ripetano, non serve però chiedere lo scioglimento di Forza nuova, né gridare all’allarme fascista nel tentativo di addossare a Giorgia Meloni o a Matteo Salvini qualche responsabilità: è sufficiente citofonare a casa del ministro dell’Interno. Come è possibile infatti che quattro facinorosi, come li ha definiti Draghi, siano riusciti a sfondare i cordoni delle forze dell’ordine e addirittura ad aggirarli? Quando in passato polizia e carabinieri hanno voluto contrastare una manifestazione nel centro della Capitale, anche più numerosa di quella di tre giorni fa, non hanno avuto problemi. Che cosa non ha funzionato quindi sabato? Quali e di chi sono stati gli errori?

Su questo ci si dovrebbe interrogare, piuttosto che organizzare cortei antifascisti e chiedere prese di distanza dal Ventennio come, per cercare di alzare un polverone e nascondere il problema dell’applicazione del green pass, si sta facendo a sinistra. Per carità: massima solidarietà alla Cgil, anche se analoghe aggressioni a sedi di Ugl, Lega e Fdi non hanno suscitato né lo stesso sdegno né identiche preoccupazioni. Condanna fermissima nei confronti della violenza fascista (ma già che ci siamo anche di quella comunista, anarchica e dei centri sociali, che in questi anni non sono mancate). Tuttavia, non si può eludere il problema e lo dimostrano le manifestazioni pacifiche che si sono tenute a Genova e Trieste ieri, con la partecipazione di decine di migliaia di persone, cioè quanto quelle che hanno sfilato nella Capitale. Chi minaccia di bloccare due dei principali porti italiani non sono i fascisti, ma i portuali che, uniti ad altre migliaia di individui, contestano l’introduzione di una misura che comprime le libertà personali. A Genova c’erano le bandiere rosse di Rifondazione comunista e a Trieste i gilet arancioni di quelli che un tempo avremmo chiamato «camalli», termine ligure che abbiamo imparato a conoscere dovendo fare i conti con gli scaricatori delle navi. Cioè, quelli che sfilavano non erano manipoli di camicie nere, come si vorrebbe dare a intendere. Ma lavoratori, i quali dal 15 di ottobre, cioè fra tre giorni, rischiano di rimanere senza stipendio in quanto renitenti al vaccino. Si può discutere fin che si vuole sulle ragioni per cui queste persone non vogliano sottoporsi all’iniezione anti Covid, ma sta di fatto che 5 dei 23 milioni di lavoratori italiani non hanno ricevuto né la prima né la seconda dose di siero. Che facciamo? Li escludiamo, lasciandoli per punizione, senza neppure il reddito di cittadinanza che regaliamo perfino a chi non ha voglia di lavorare? E come ci comportiamo con gli altri 3 milioni di italiani, di casalinghe e pensionati, che pure diffidano della puntura? Li chiudiamo in casa vietando loro di frequentare luoghi pubblici? Tralascio gli effetti di simili misure, per le aziende e per i consumi. Ma anche uno sprovveduto, non un ministro, capirebbe che si sta innescando uno scontro sociale dagli esiti inimmaginabili. Anche un ragazzino, non un prefetto, comprenderebbe che non si possono escludere dalla vita sociale 8 milioni di italiani, vale a dire il 15% della popolazione adulta. In Francia, Olanda e Germania ci sono milioni di persone che non hanno intenzione di vaccinarsi, eppure nessuno accarezza l’idea di lasciarle a casa, né si parla di rigurgiti fascisti quando queste scendono in piazza.

La nostra Costituzione garantisce il diritto al lavoro e pure quello di scegliere di curarsi. Diritti che certamente possono essere compressi in caso di emergenza, ma oggi l’emergenza non c’è. Basta guardare i dati per rendersene conto. Siamo tra i Paesi con il maggior numero di vaccinati. L’80% della popolazione adulta è ormai vaccinata e se si considerano le persone ritenute a rischio, cioè chi ha più di 60 anni, tra prima e seconda dose si supera in media l’85%. In terapia intensiva ci sono 364 pazienti e i ricoverati per Covid sono poco più di 2.500. Una situazione che è frutto della copertura vaccinale, delle misure precauzionali e di una migliore conoscenza del virus che ha portato ad affinare le cure domiciliari. Nessuno lo nega. Come nessuno però può negare che non si tratti di un’emergenza. Allora, perché introdurre una misura che alimenta lo scontro sociale, senza risolvere il problema? È questo l’accompagnamento gentile verso il vaccino? O il problema, come sempre, è inventare un pericolo per far passare altro? Ma i compagni, quelli che sono sempre pronti a schierarsi contro chi criminalizza il dissenso, dove sono finiti? Forse sono andati a nascondersi per la vergogna?

53 replies

    • Egr. Sig. ENNIO, per favore, Noi tapini siamo Italiani non inglesi : quindi se Tu Ci volessi pure aggiungere la traduzione per non obbligarCi a ricorrere al traduttore Ti saremmo molto grati ! Contrariamente, giacché consideriamo ii tuoi commenti mai banali , Ci costringi a ignorarTI ! Un GRAZIE che accompagnano con un SALUTO !

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  1. Fabrizio Fabrizi
    Io ho rischiato e ho fatto entrambe le dosi del vaccino per poi pagare il tampone a chi non vuole rischiare? Accipicchia che volpino! Fabrizio Fabrizi:Complimenti per l'”arguzia” mettere la tua vita a rischio è proprio stata un idea intelligente.Come seguire il pifferaio magico, nel baratro.Robe da cavie inconsapevoli.Domani lo “stato” ti invierà una “ruota” dove poter girare liberamente in “gabbia”.Un imitazione del grenn pass però più stringente.Si inventeranno qualcosa di nuovo.Va ricordato che il numero eccessivo di decessi avuti nella maggiore parte in Lombardia è stato dovuto a “negligenze” e forse volontà, di tale regione.Lo dimenticate troppo spesso.

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    • azz addirittura mettere la vita a rischio?

      lo potrebbe sostenere se il signore a cui ha risposto fosse stato un portatore
      di pregresse gravi e che avrebbe dovuto tirare la sorte se perire
      per le pregresse aggravate dal covid-19 o per un infausto effetto collaterale che
      agisse sulle medesime.

      ma se, dopo 6.506.340.768 (sei miliardi e mezzo se le è più comodo leggerlo così)
      di dosi somministrate nel mondo, di effetti infausti registrati, e, per infausti, intendo che abbiano portato
      ad un decesso accertato per causa del vaccino
      (perché se mi vaccino, e vado sotto un mezzo pubblico, lo capisce pure lei, che non vale)
      e non che abbiano fatto la bua al braccino, non hanno portato ad una ecatombe degna di nota
      che sia stata registrata su nessun mezzo d’informazione -neppure quelli che fanno i catastrofisti
      hanno pubblicato foto di fosse comuni alla moda anglo-siriana- il rischio di perire
      probabilmente è compreso in un numero tra 1 e 5 ma preceduto da almeno due zeri decimali, se non tre
      (sempre per sua comodità 0.003% o 0.0003%)
      per fare un esempio, ha più probabilità di perire se va ad un manifestazione no-GP e fa il saluto romano
      prendendo così un colpo d’aria all’ascella che le fa entrare in fibrillazione atriale il cuore, il che peggiora
      se congiuntamente farà pure sfoggio di urla belluine.

      azz che eroi che ci sono in giro.

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      • Sei sempre più demenziale, eh Marchetto?

        Oltre 500 morti segnalati e oltre 12.000 effetti collaterali, solo considerando l’AIFA.

        Ma te che ne sai, ti fidi dell’algoritmo OMS che cancella il 97% delle ‘correlazioni’, così come invece il 97% dei morti COVID aveva patologie pregresse ma in questo caso funziona all’incontrario.

        Sei un neurone solitario, Marchetto. Non c’é niente da fare.

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  2. Il ministro “progressista” andrea orlando: “no al tampone gratuito, sarebbe come dire che chi si et vaccinato ha sbagliato”.

    Io vedo da sempre condoni, indulti e amnistie. Che è come dire che chi è diligente e onesto è un povero cretino.

    È una mia considerazione, da non “progressista”.

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    • Infatti li fa la destra, NON i progressisti, i condoni e le amnistie, esattamente come ora vorrebbero i tamponi gratuiti.
      E Grillo meglio avrebbe fatto a stare zitto, invece di accodarsi a Lega, FDI e FI.

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  3. Sì, adesso da quando DIbba Dibba ha deciso che ORlando non è progressista (questo hanno capito loro di quanto ha scritto, sia chiaro), gli adepti si sono dati appuntamento contro Orlando. Che tra l’altro fino a ieri ignoravano, ma gli bastano 3 righe per diventare super esperti. Loro si vendono per competenti, quelli che nello specchio (di legno) vedono Brad Pitt.

    E allora il sillogismo che oggi ci viene offerto è: indulti, condoni e amnistie sono sempre stati fatti dalla sinistra (sì, tutti quelli fatti DC, da Berlusconi, anche dal Conte 1, in realtà li ha fatti la sinistra secondo costoro), fatene un altro, non ci cambia niente. Tanto ci basta un articolo di Dibba Dibba per sapere da che parte stare.

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  4. Un ordine perentorio sta circolando nelle redazioni “progressiste”:
    per qualche giorno ancora fermate lo sversamento di m. nei confronti del M5*, ci servono i voti ai ballottaggi di quegli imbecilli.

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  5. Criticare Draghi senza sostenere Conte è solo giardinaggio
    di Giorgio Ceriani

    Che sia chiaro: il vero problema per lorsignori (quello decisivo, macroscopico, campale) non è tanto santificare Draghi. Il loro problema è silenziare Conte!

    E quand’anche (e ne siamo certi) la prima cosa (ossia la santificazione di Draghi) procuri a costoro un istintivo quanto irrefrenabile piacere, bisogna ribadire che essa rileva in funzione della seconda (ossia il silenziamento di Conte), di cui è variabile dipendente, sia quanto a tempistiche che quanto ad intensità, modalità e spregiudicatezze varie.

    Può apparire un’osservazione banale e pure ininfluente, visto che – come ci hanno insegnato – cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia. Il punto è che qui cambia: eccome se cambia! Anzi, insisto a dire che se non capiamo bene questa cosa, se non la sviluppiamo in tutte le sue diramazioni e non agiamo di conseguenza, non ne usciamo.

    Capisco, infatti, il livore, l’indignazione, la rabbia dei tanti “alternativi”, “ribelli”, “critici-critici” che vedono in Draghi il male assoluto, il grande restauratore. Io stesso lo vedo e lo denuncio: anzi, lo denunciavo già prima, quando appunto sostenevo fermamente e quotidianamente Conte e il suo governo da tutti gli attacchi e demonizzazioni varie. E questo anche quando i (soliti) critici-critici magari erano già lì a discettare sull’alleanza col Pd, sulla presenza di quel renzino lì, sulla nomina di quel colletto bianco là. Non capendo che quel governo, quella esperienza politica andava comunque sostenuta in tutti i modi e in tutti i suoi limiti, perché appunto, l’alternativa era Draghi: non certo il socialismo o chissà quale altra rivoluzione dal basso.

    Il punto era, ed è tuttora, quello di bypassare l’elemento personalistico o nominalistico della questione (Draghi, Conte, Renzi…) e riportarla alla sua essenza materiale di rapporto di forza. Ebbene, da questo specifico punto di vista, lorsignori hanno bisogno di una sola ma chiarissima cosa: neutralizzare i 5stelle e Conte. E neutralizzarli già in questa legislatura, per azzopparli e annullarli in vista delle prossime elezioni del 2023. Questa è la missione, lo scopo, l’escatologia presente nella fenomenologia draghiana. Questo è il punto decisivo e tutta l’operazione Draghi vale per questo unico e fondamentale motivo.

    Purtroppo, gran parte dei “critici” e degli opinionisti “critici”, e tanto più quelli che si ergono con maggior vigore e baldanza contro Draghi (e i suoi “complici”), non vedono questo lato della medaglia, ossia che la santificazione di Draghi serve unicamente a veicolare la dannazione di Conte, sia in quanto persona sia in quanto proposta politica per il futuro, sia in quanto ricordo di un’entusiasmante esperienza politica passata che però, stando a sondaggi, partecipazione popolare e energie diffuse, è ancora perfettamente competitiva e capace di ambire a indirizzare ancora la scena politica.

    Per questo, il loro opposto demonizzare Draghi senza valorizzare Conte, senza ribadire con forza il suo essere l’unica e vera alternativa al draghismo – beninteso: la sua alternativa non astratta, ipotetica, retorica, demagogica ma reale, fattiva e forte (forte perché radicale e forte perché sostenuta da consenso e masse) – non serve a nulla. Anzi, paradossalmente serve solo a demoralizzare ulteriormente Conte e i 5stelle nel loro difficile posizionamento mediano di vigilanza critica dentro questo governo, di resistenza attiva dentro questo governo, per difendere il difendibile e non permettere che tutto il malloppo finisca nelle tasche e nelle redazioni (giornalistiche) dei soliti noti.

    Criticare Draghi senza rilanciare la linea di Conte e il progetto contiano “è giardinaggio”, direbbe qualcuno. E io lo ripeto e lo ribadisco volentieri: “Criticare Draghi, senza sostenere Conte, è giardinaggio!”. Sì, è giardinaggio, se non peggio: complicità con gli alti profili nel processo di sabotaggio, silenziamento e neutralizzazione di Conte, il loro unico spettro.”

    E con “Dibba Dibba ” “A breve partirò per un tour politico in tutta Italia” sabotaggio completato

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  6. Sono favorevole ai vaccini (di questi tempi è meglio chiarirlo subito: due dosi da tempo, e mi sono appena sparato anche quello per l’influenza, per lussuria personale e con discreta voluttà) ma contrario al green pass, perché si tratta di un provvedimento “scritto” col culo. “Scritto” tra virgolette, dato che il Governo dei Supermigliori de sta gran ceppa ha infine deciso di non decidere, ripiegando sulla pappa pronta fornita dall’Europa (allungata all’infinito) e rimangiandosi la scelta dell’obbligo, che sarebbe stata l’opzione migliore, magari attuata prevedendo incentivi per i vaccinati (come in Usa e come qualcuno ha giustamente notato su queste pagine) piuttosto che “punizioni” per chi, per motivi tra i più vari (tra cui molta ignoranza e disinformazione), ma sempre e comunque legittimi, sceglie di non vaccinarsi.
    Sono contrario soprattutto perché lo strumento Green Pass, non a caso inizialmente chiamato passaporto vaccinale, è uno strumento che nasce per agevolare gli spostamenti, prima internazionali e successivamente anche interni: quando è stato applicato al turismo, ovvero al suo ambito “naturale”, ha prodotto un incremento apprezzabile nelle vaccinazioni, però è ovvio che (sempre nell’ottica pusillanime di non decidere), se si pretende di applicarlo anche per andare al cesso, non risulta certamente lo strumento più idoneo (sarebbe come se, per entrare al posto di lavoro, si dovesse esibire il passaporto invece che il badge: tanto legittimo, quanto assurdo).
    Il tutto organizzato all’italiana, ovvero non organizzato affatto ma perlopiù affidato alla buona volontà individuale, incredibilmente senza il preventivo coinvolgimento del principale soggetto implicato, ovvero le farmacie, che in buona parte non ne vogliono sapere di prenotazioni, code e in generale casini per quattro miseri soldi in più (che tanto non gli mancano di certo).
    …segue…

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    • Se almeno si fosse provveduto ad approntare centri per tamponi rapidi, o a potenziare i presidi, o a convertire i centri vaccinali (che tanto tra poco non serviranno quasi più), ne sarebbe anche potuto scaturire qualcosa di buono.
      E già, perché i furbissimi no-vax, per esercitare la loro legittimissima scelta, si guardano bene dal protestare nella maniera più corretta, efficace e costituzionalmente garantita, che sarebbe quella di rifiutarsi di esibire il GP al datore di lavoro (cosa che potrebbe fare chiunque, anche chi ce l’ha già ma è comunque contrario al provvedimento), col risultato di farsi mettere in aspettativa non retribuita (ma con il posto di lavoro comunque garantito). Almeno per venerdì prossimo, un vero sciopero generale senza violare le regole (tu ti presenti, è il datore a respingerti), così vediamo cosa fanno senza personale. E invece no, la maggior parte di questi furbissimi ha semplicemente deciso che, scampagnate del sabato a parte, da venerdì si faranno tre tamponi a settimana e via.
      Dovrebbero farglieli gratis, i tamponi (anche fuori dai posti di lavoro), dato che questo, incidentalmente, è anche un modo estremamente rapido ed efficace per rilevare precocemente qualunque focolaio, molto più efficiente del GP in questo senso (visto che un vaccinato potrebbe tranquillamente essere contagioso senza che nessuno se ne accorga).

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    • P.S: è davvero grottesco che ci siano tanti Che Guevara all’amatriciana disposti a spendere parecchie energie per una stronzata, per quanto legittima, come quella di “resistere” ad un vaccino (da cui la stragrande maggioranza trarrebbe solo beneficio), mentre quando si sono andati a toccare per davvero i diritti dei lavoratori (tipo a luglio scorso, mica secoli fa, quando sono stati sbloccati i licenziamenti, per i quali ora basta un whatsappino) non hanno fatto una piega, ma forse questo nemmeno lo sanno, da quei bravi disinformati patentati che mediamente sono.
      Capisco che un sopruso rimanga sempre un sopruso e sia comunque odioso in quanto tale, grande o piccolo che possa essere (compresi anche quelli a fin di bene, come in questo caso), però questo è il mondo reale, non un film (segnatamente, Pretty Woman: dopo averlo preso in figa, in culo, in bocca e nelle orecchie, scandalizzarsi per un bacio fa più sorridere che riflettere), per cui un po’ più di senso della misura (da parte di tutti, istituzioni comprese) non guasterebbe.

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      • Evidentemente è poco informato! Le manifestazioni ci sono state tutta l’estate….ma “l’informazione” non informava. Io, personalmente ho partecipato ogni sabato da luglio proprio in difesa dei nostri diritti. Chi vuole impedire le manifestazioni è Fascista.

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      • @ Elena: non ho affatto detto che le manifestazioni non ci siano state: ci sono state e ne sono perfettamente a conoscenza, proprio grazie a quei canali informativi che secondo te non funzionano.
        Io ho detto una cosa ben diversa, ovvero che chi scende in piazza contro il green pass all’urlo di “libertà, libertà” fa ridere i polli perché quando, come recentemente è successo (luglio scorso), Draghi (insieme a Orlando, Bonomi, Landini, Sbarra e Bombardieri) è andato a toccare alcuni dei diritti fondamentali dei lavoratori, nessuno ha fatto una piega (a meno che tu, da luglio, non stessi manifestato contro la revoca del blocco dei licenziamenti, ma ne dubito) mentre ora ci si straccia le vesti per una stronzata come il GP che, pur essendo odioso come tutte le imposizioni, ha almeno il merito di andare a beneficio personale sia di chi sceglie il vaccino (perché è più protetto) che di chi sceglie i tamponi (perché è più controllato).

        Le manifestazioni non vuole impedirle proprio nessuno, specialmente quando non sono altro che banale folklore, come in questo caso.

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      • Ripeto: le manifestazioni no Green pass sono state da sempre in difesa dei diritti. È sempre stata espressa solidarietà ai lavoratori licenziati e ai lavoratori sospesi. Io ero in piazza, ripeto, ho anche contribuito personalmente, per quel che ho potuto, alle raccolte fondi solidali per chi è rimasto senza lavoro. Lei dov’era?
        La difesa dei diritti vale per tutti, lo dimostrano i portuali di Trieste.
        Non è ridicolo protestare per difendere ciò in cui si crede, non è ridicolo promuovere trasparenza e dibattito, non è ridicolo difendere un diritto…piuttosto è ridicolo non protestare. “L’informazione “ ha sempre minimizzato e ridicolizzato le marce e le istanze, tutto ridotto alla ridicola paura della siringa o alla contrarietà alle vaccinazioni…. La Costituzione è sospesa.

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      • Le manifestazioni di piazza di quest’estate le ho viste (qualcuna anche dal vivo), e posso testimoniare che, per la stragrande maggioranza, assomigliavano più ad un gay pride (senza offesa per nessuno) che ad una protesta o una marcia per i diritti.

        Ribadisco che, se non ridicolo, è certamente grottesco piantare un casino come quello dei cosiddetti no Green Pass mentre quando (oltretutto negli stessi giorni) sono stati toccati diritti ben più fondamentali, nessuno di quelli che ora tanto s’inalberano ha battuto ciglio, per cui la ridicolizzazione (vera) operata dall’informazione, se non altro, è meno campata per aria del solito.

        Chi ritiene che la Costituzione non sia rispettata, non ha che da andare in causa e far cassare il provvedimento, sicuramente farà la felicità del suo legale.
        Buona serata.

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  7. Niente da fare.
    A questo punto, chiedo direttamente l’intervento della moderazione per sbloccare, se possibile, il mio commento delle 16.11 (e cancellare i doppioni). Ringrazio anticipatamente.

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  8. Beh, se non altro hanno raggiunto un altro “bel” risultato: i cittadini che vorranno protestare nel merito di qualsivoglia decisione governativa ( oggi il green pass, domani per il posto di lavoro, o la scuola, o quant’ altro) sarannno sempre più scoraggiati da questo costante apparentamento con facinorosi di ogni tipo, oggi fascisti domani “centri sociali”, ecc…
    Da tempo ormai questo succede. Ovviamente i media governativi registrano e registreranno tutto ciò in questo modo: a protestare sono stati solo i fascisti ( o i centri sociali) quindi per tutti i comuni cittadini che non sono scesi in piazza va tutto bene.
    Astensione anche dalla protesta ( e dallo sciopero: ormai chiunque scioperi è qualcuno che “ammazza il Paese”) oltre che dalle urne: meglio di così! E’ la pax romana.

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    • Ho visto questo video sul FQ e sono rimasto letteralmente allibito: operai che scioperano per turni di 12-14 ore (azienda già multata ha pagato la multa e ricominciato) e una squadra di una decina di cinesi vestiti di nero arriva e li picchia, il tutto sotto gli occhi di 4 agenti della digos pare, di cui nel lungo video non si vede traccia di intervento… sinceramente se me lo avesssero raccontato non ci avrei creduto.

      Piccole dittature crescono.

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      • Un calcio in culo a questi cinesi per ributtarli da dove sono venuti, non sarebbe né di destra né di sinistra.

        Sarebbe un calcio in culo giusto.

        Tanto più che non sono né profughi da qualche guerra né tantomeno disperati.

        Ecco, ora mi aspetto gli strepiti delle Rula Jebreal de noantri.

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      • Io penserei che il mandante del manipolo “dalla Cina con furore” sia il padrone della ditta.
        Chi altri ne ha convenienza?
        Non può passare neanche per un attacco di squadracce fasciste.
        Da come l’hai descritto(non l’ho visto), mi ha ricordato la serie anni ’70…ma senza l’intervento di Bruce Lee…

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    • “Presenti fin dall’inizio anche quattro agenti della Digos, che hanno ripreso la scena ma non sono riusciti a fermare la violenza (anche considerati i rapporti numerici)”

      Non hanno fatto niente, vigliacchi.

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  9. Carolina:Cinesi …sono almeno 20 anni che si era intuito che sarebbero venuti per “comandare” (a modo loro).Il governo si indignerà…ecc,ecc.Finirà male

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  10. Penso che la storia del lasciapassare covid si smonterà a breve, quando troppi lavoratori saranno impossibilitati a lavorare e il paese rischierà di risentirne economicamente oltre che socialmente.
    E’ un provvedimento demenziale, anche considerando che i numeri sono abbastanza sotto controllo, e mi chiedo a cosa miri.
    Io sono dell’idea che più persone si vaccinano meglio sia, ma usare questi metodi oltre che scorretto è anche stupido, perchè irrigidisce chi non si vuole vaccinare e crea un grosso disagio a tutti.
    Immagino che dopo un paio di giorni il re draghi dirà: ok, abbiamo scerzato, ritiro l’editto.

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    • Infatti. È miopia politica. Se hai vaccinato la stragrande maggioranza della popolazione e l’obiettivo è a portata di mano, chiudi un occhio e vai incontro ai resistenti.
      Se questa durezza fosse applicata a evasione, corruzione e mafie saremmo un paese modello. Ministro totalmente incapace. Ecco perché metto le virgolette, sono “progressisti” (de ‘sta ceppa).

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      • Dragula vuole far capire a tutti chi è che comanda. Ovvero i poteri forti di cui lui è degno rappresentate in Itaglia. E’ apparentemente furbo, ma come tutti i rettili è solo apparenza, serve solo per le reazioni più elementari. Uno che ha l’empatia di un camaleonte che vuoi che capisca di governare una democrazia? E infatti la riduce ad una banca.

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    • La tragedia è che invitano le aziende a pagare i tamponi ai dipendenti per evitare che i portuali di Trieste blocchino le forniture….ma i portuali NON vogliono fare i tamponi: vogliono che il governo ritiri i decreti, a cominciare dal prolungamento dello stato di emergenza…..

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  11. Infatti. Sembra a loro – che lavorano con l’ estero – inconcepibile che solo da noi ci sia questa manfrina. Immagino sia molto difficile lavorare. Il green pass può andare bene per le attività non necessarie, come succede altrove, ma non per lavorare: ci si dovrebbe almeno coordinare tra Stati: i lavoratori stranieri arrivano qui (navi, camion,…) e vengono fermati!
    Ma “lassù” i Migliori non ci hanno pensato: dovevano mostrare i muscoli con i poveracci.
    Almeno si facessero i controlli! Mai stati in un bar?
    Ci prendono proprio, solo, per … E tutto questo per “salvare l’ economia”! Che è più globale che mai, i superglobalisti non se ne sono accorti?
    Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere.

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