Il Movimento masochista

(Tommaso Merlo) – La vecchia partitocrazia rivuole anche l’impunità e il Movimento sta trattando perfino sulla giustizia. Incredibile ma vero. Il Movimento spera di trovare il solito compromesso al ribasso con qualche cavillo che permetta ai vertici di salvare la faccia e magari pure di cantare vittoria. Il Movimento si è consegnato mani e piedi ai propri carnefici e sta aiutandoli a completare l’opera sia della piena restaurazione sia della sostanziale fine del Movimento stesso. Masochismo politico davvero incredibile ma assolutamente vero. Niente e nessuno è finora riuscito a fermare la spinta governista del Movimento. Niente e nessuno. Perché alla fine è questa la linea politica che ha sempre prevalso contro ogni logica. Quella di stare al potere sempre e comunque. Anche a costo di rimangiarsi idee e valori, anche a costo di perdere pezzi per strada, anche a costo di perdere la faccia. Una inossidabile spinta governista aggravata da una progressiva omologazione del Movimento ai riti e alle prassi della vecchia partitocrazia. Stessi schemi, stesso politichese. Tutta roba già vista e stravista fino alla noia. Ma con punte di sarcasmo. Quelli che vorrebbero salvaguardare le peculiarità del Movimento dipinti come talebani mentre i governisti dipinti come responsabili che auspicano una non meglio precisata evoluzione. E tutto questo tra gli applausi ipocriti della vecchia partitocrazia e dei giornalini delle lobby che se la ridono sotto i baffi. La loro è una vittoria clamorosa anche se non per merito loro visto che il Movimento si sta distruggendo da solo. Nessuno avrebbe mai immaginato uno scenario del genere solo pochi mesi fa. I big del Movimento dicevano che governare con Berlusconi e Renzi serviva a salvaguardare le riforme ottenute, ma Draghi le sta distruggendo una dopo l’altra e dopo la giustizia non gli resterà che passare al Reddito. Questo anche perché il Movimento non è riuscito a piazzare i ministri chiave ed è entrato a far parte di un governo nemico in una posizione di debolezza assoluta. Il Movimento è di fatto in balia dei suoi carnefici e contribuisce alla restaurazione di un sistema che diceva di voler rivoluzionare. Un sistema che ha comprensibilmente e perfino legittimamente come scopo la fine del Movimento e soprattutto delle istanze di cambiamento del 2018. Una restaurazione che la vecchia partitocrazia sta ottenendo molto più rapidamente del previsto anche grazie allo scossone pandemico. Il tutto con gustose punte di sarcasmo. Chi vorrebbe tenere vive le istanze di cambiamento radicale del 2018 dipinto come retrogrado e nostalgico mentre i governisti dipinti come innovatori illuminati. Già, come se la vittoria della vecchia partitocrazia e il governare con Berlusconi e Renzi non fosse un drammatico ritorno al passato. Ma quelle interne al Movimento sono dinamiche viste e straviste fino alla noia anche in altre forze politiche. Omologazione e resa spacciate come progresso. Coerenza e resistenza spacciate come ottusa conservazione. Con la vecchia partitocrazia e i giornalini delle lobby che applaudo calorosamente anche la trasformazione del Movimento in un partito presidenziale. La ciliegina sulla torta. Un ulteriore passo verso una solida normalizzazione dopo la sbornia del 2018. Incredibile ma vero. Il Movimento si è consegnato mani e piedi ai propri carnefici e sta aiutandoli a completare l’opera sia della piena restaurazione partitocratica sia della sostanziale fine del Movimento stesso. Seguendo una inossidabile linea governista. Tra punte di sarcasmo e applausi ipocriti. Un masochismo politico incredibile ma vero.

4 replies

  1. Mi corre l’obbligo:

    Con Matteo Renzi, noi,
    usiam la testa:
    ci fotte Conte e poi si torna
    a far la festa…

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  2. Sono purtroppo sostanzialmente d’accordo con Merlo: esercito in rotta.

    Però non ho ancora perso tutte le speranze.
    Confido nel fatto che gli eletti 5 stelle capiscano (e mi pare diano timidi segni di risveglio) che a sostenere draghi hanno tutto da perdere, poltrona compresa.
    A parte qualcuno particolarmente adattabile che può essere riassorbito dalla casta, la maggioranza sta segando il ramo su cui è seduta.
    Confido che, non fosse altro che per ragioni egoistiche, cambino strategia.
    E magari qualcuno potrebbe voler cambiare strategia perchè non si è ancora svenduto.

    Stesso ragionamento per Conte. Certo a lui un posto lo troverebbero comunque, ma il seguito e quindi la forza che ha avuto in passato se le dovrebbe scordare. E anche per lui non mi sento ancora di escludere che sia benintenzionato e che alla fine possa decidere di ostacolare questo disastro non votando la fiducia e uscendo dal governo.

    Del resto non tutti siamo miopi, qualcuno è anche in grado di guardare al futuro e non solo all’immediato presente, e fosse anche solo per egoismo, scegliere di opporsi al banchiere di dio.

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