
(Andrea Malaguti – lastampa.it) – «Gareggiando a fare i puri, troverai sempre uno più puro che ti epura». – Pietro Nenni (discorso alla Camera del 1953 per la morte di Iosif Stalin
Festa del 2 giugno al Quirinale. Un importante politico di Fratelli d’Italia dice una frase assurda che mi rimane in testa. “Dovevamo schiacciare Vannacci come un pinolo. Ora è tardi”. Metafora bucolicamente cruenta, ovviamente paradossale, che però svela un mondo. Un dialogo informale, che illumina il disagio profondo della destra di governo. Panico Generale. L’ex addetto militare dell’ambasciata italiana a Mosca, filo-putiniano per tabulas, reimigrazionista, pignolo sulla pigmentazione e sui lineamenti non caucasici abbinati al sacro tricolore, cattolico oltranzista, machista novecentesco, arcitaliano con moglie rumena, amato dall’alt-right targata Steve Bannon, orripilato dal politicamente corretto (cioè dal banale passo indietro che andrebbe istintivamente fatto di fronte alla sensibilità altrui), inquieta Giorgia Meloni, innervosisce Matteo Salvini e infastidisce Antonio Tajani.
Ma, dettaglio non irrilevante, secondo sondaggi sempre più accreditati e chissà quanto attendibili, ad un anno dal voto vale il 3.5% dell’elettorato. Con una spintarella di Peter Thiel, spiegano fonti vaticane, potrebbe guadagnare altri tre punti secchi, scavalcare la Lega e decidere le sorti dell’esecutivo. Fantapolitica? Forse. Ma la paura dei suoi – nuovi, ex, possibili? – alleati è reale. Dunque, lo si tiene a bordo o lo si emargina, uno come il Generale? Si insiste con il farisaico e autocelebrativo racconto di una destra moderata che aspira a diventare la colonna conservatrice del Ppe in Europa o si sbraca verso la barricata ultraconservatrice di Futuro Nazionale e del suo mondo al contrario (che poi è il mondo come è sempre stato, con il dominio del più forte sul più debole)?
Oggi, sul Generale tutti zitti, ma tre anni fa, quando uscì il suo libro, autorevoli esponenti di governo, come il ministro Guido Crosetto, presero le distanze dalla velenosa propaganda di questo militare aggressivo e poco decifrabile. Poi Salvini lo invitò incautamente a fargli da vicesegretario, senza contare che il Maschio Belligerante non ha mai l’indole del numero due. Ama il comando. Possibilmente su truppe docili. Caratteristiche che dovrebbero mettere tutti noi in allarme, perché, diceva Hannah Arendt: “Il male non è mai radicale, è soltanto estremo, e non possiede né profondità, né una dimensione demoniaca. Esso può invadere e devastare il mondo intero perché si espande come un fungo sulla superficie”. Va da sé che Vannacci non è il Male. Ma i suoi messaggi, spalmati sull’epidermide micotico dello Spirito del Tempo, non inducono all’ottimismo.
Il partito antisistema, vero dominatore delle ultime tre tornate elettorali (prima con Grillo, poi con Salvini e infine con Meloni), oggi indossa le sue stellette. E viene il dubbio che avesse ragione Nenni. «Gareggiando a fare i puri, troverai sempre uno più puro che ti epura». Se vi sembrano solo suggestioni, chiedetevi qual è il vero motivo per cui la presidente del consiglio rinuncia a partecipare al vertice sui Balcani con Francia, Germania e Gran Bretagna, preferendo il lancio di un nuovo francobollo. Infelice quel Paese che ha bisogno di comici vaffanculisti ormai estinti e di generali suprematisti in ascesa per costruire il senso di sé. E a che cosa serve la tanto sbandierata stabilità, se basta l’ultimo Capopopolo in mimetica per sbilanciare le scelte di Palazzo Chigi?
Dopo quattro anni di rivendicato appoggio euro-atlantista all’Ucraina, perché questa freddezza nel momento di massima difficoltà del Cremlino? L’incompatibilità con Macron, i dubbi su Merz, il tentativo impossibile di recuperare il rapporto con Trump, il fastidio per la retrocessione dell’Albania nelle gerarchie d’ingresso nell’Unione. Tutti elementi veri, che si appoggiano però su un problema di fondo: lo stato confusionale fatto esplodere da Vannacci. Come se, all’improvviso, la premier non fosse più capace di una linea politica autonoma e consegnasse il senso del proprio futuro prossimo non tanto ad una visione, quanto ad un antico e spesso inutile istinto politicista, l’improbabile ciambella di salvataggio di ogni furberia di Palazzo: la revisione rapida della legge elettorale. Che, così com’è, oggi azzererebbe i candidati di Fratelli d’Italia nei collegi uninominali del Sud Italia.
Vannacci aprirà il suo Congresso la prossima settimana. Di fronte al Vaticano. A Roma. Esattamente come Thiel. Ribadirà le proprie parole d’ordine. E una destra moderna, senza bisogno di essere coraggiosa, dovrebbe avere la forza semplice di dire che cosa ne pensa. Di prendere le distanze. Non succederà. Perché parte della base elettorale meloniana è francamente filo-russa. La Premier li ha tenuti a bada per quattro anni, adesso teme di perderli se non cede al ricatto di questa ennesima minoranza ultra-populista che si colloca nuovamente fuori dal racconto democratico.
Meloni, dopo il vistoso errore del vertice ignorato, è di fronte all’alternativa del Diavolo. Inglobare Vannacci, lasciando che le succhi la ruota e la schiacci sugli umori più estremi di quella parte di Paese affascinata da un’idea orbaniana del potere, oppure dimostrare la sua leadership e rivendicando la sua differenza, anche correndo il rischio di essere tradita dal pallottoliere.
Se Palazzo Chigi piange, la Lega non ride. Difficile immaginare che Luca Zaia accetti di fare la ruota di scorta del Generale in libera uscita. Di prenderne il posto alla destra del suo pericolante leader. Quale vantaggio avrebbe? Se la Lega tornasse a crescere (ipotesi non semplice), il merito sarebbe di Salvini. Se precipitasse a percentuali irrisorie, schiacciata tra Vannacci e Meloni, la carriera del governatore veneto sarebbe al capolinea. Non ha un solo motivo per esporsi.
Il Generale Roberto Vannacci da La Spezia, già comandante della Folgore, è motivo di imbarazzo per la coalizione se resta dentro, ma si trasforma in devastante fuoco amico se resta fuori. Un paradosso capace di ridare fiato persino all’agonizzante campo largo della sinistra, che con tempi di latenza piuttosto preoccupanti, ha finalmente deciso di scendere in Calabria per dire basta alla schiavitù del caporalato.
Resta da capire perché, in una Repubblica fondata sul lavoro, non siano stati la Presidente del Consiglio e il ministro dell’Interno a precipitarsi ad Amendolara dopo la strage di lunedì scorso. Forse perché a morire bruciati sono stati tre afghani e un pakistano. Forse perché gli assassini vengono da Islamabad, forse perché così si eliminano tra di loro, o forse, più francamente, perché abbiamo perso qualunque senso di umanità e non ce ne frega niente se pezzi di Paese sono zona franca, se alla base di quella filiera del cibo di cui ci facciamo giustamente vanto nel mondo, ci sono gli ultimi degli ultimi, con la loro pelle scura, la loro civiltà opaca, la loro lingua incomprensibile. Quelli che non piacciono ai suprematisti, salvo l’attimo in cui mettono i pomodori in tavola. “La pazzia è rara negli individui, ma nei gruppi, nei partiti, nei popoli, nelle epoche è la regola”, sosteneva Friedrich Wilhelm Nietzsche centoventi anni fa. La regola non è cambiata. Fingiamo di andare avanti, scommettendo sui puri più puri, senza renderci conto che continuiamo ad appoggiare un piede malfermo sul limite di un pericoloso tempo già vissuto.
hahahahahahhahahahahahahha
hahahahahahahha
falsoooo…falsooooo…!
Ce ne fossero salvagenti per la destra…
ammettere questo articolo(solo il testo)…come una sconfitta della Meloni è come dire che o Generale andrà con la sistra a governare!
hahahahahaha…hahahahahha…hahahha…
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https://www.corrieredellacalabria.it/2026/06/06/furgiuele-rompe-con-la-lega-e-sceglie-vannacci-ritorno-a-camelot-non-riconosco-piu-il-partito/
https://www.corrieredellacalabria.it/2026/06/06/furgiuele-lascia-la-lega-e-approda-in-futuro-nazionale-vannacci-non-ci-ferma-piu-nessuno/
Tolto Antonio Maria Rinaldi*, gli altri mi sembrano serpi in seno. del Vannacci
1. Gianangelo Bof deputato Lega fino al 2026. Nessuna presa di posizione pubblica su Russia/Ucraina a suo nome.
2. Attilio Pierro Ha fatto il percorso Lega → Misto → Forza Italia → Futuro Nazionale, senza bandiere filo-Mosca pubbliche. Zero dichiarazioni russofile. I video/conferenze che escono sono su violenza, ebrei internati a Campagna, coproduzioni italo-israeliane. Niente Russia. .
3. Davide Bergamini. Ha parlato di “aggressione russa all’Ucraina” in un intervento FI sul Mediterraneo. Quindi allineato alla linea FI/occidentale, non russofila. Ex-Lega anche lui, passato a FI e poi a Vannacci.
*Conclusione*: russofili “certificati” tra i 5 di Vannacci, l’unico nome che circola con posizioni filo-russe storiche è
*Antonio Maria Rinaldi* ex eurodeputato, economista. Alle Europee 2024: tagliato fuori. *Il dato*: Nel 2019 Rinaldi con la Lega in Centro Italia prese 48.501 preferenze. Risultò il 2° più votato dopo Salvini stesso. Mandato fino al 15 luglio 2024.“Non viene ricandidato cinque anni dopo”. Wikipedia riporta: “Resta in carica fino al 2024, quando opta per non ricandidarsi alla successiva tornata elettorale”. *Salvini c’entra?*Ufficialmente la versione è “opta per non ricandidarsi”. I retroscena parlano chiaro: Rinaldi è economista euroscettico, filo-russo dichiarato, volto dei talk. Linea molto più dura di quella che Salvini voleva tenere nel 2024, quando cercava di ” *normalizzare* ” la Lega dopo il governo Draghi e le sanzioni UE.-
Nelle liste Lega 2024 in Centro Italia c’erano: Salvini capolista, Ceccardi, Bonfrisco… ma Rinaldi sparito… piazzò Vannacci capolista NordOvest e tolse spazio ai pesi massimi euroscettici. Rinaldi era troppo”russofilo” e troppo autonomo. Salvini nel 2024 ha messo in lista Vannacci e Ceccardi: critici con Bruxelles sì, ma non “uscitisti dall’euro”.
Rinaldi era troppo radicale. Troppa autonomia mediatica. Volto fisso dei talk show, economista post-keynesiano che spiega le cose a modo suo. Prendeva più voti di Salvini in Centro Italia nel 2019: 48.501 preferenze, 2° dopo il leader.
Salvini nel 2024 ha scelto capolista “fedeli” e meno autonomi. Rinaldi aveva una sua base e una sua linea su Russia+Euro che non poteva controllare.Salvini nel 2024 ha “normalizzato” la Lega. Via gli euroscettici duri e i filo-russi troppo espliciti. Rinaldi è stato sacrificato per dare spazio a Vannacci e a una linea più istituzionale. Preferendo candidati più allineati e meno “ingombranti” in tv. Salvini nel 2024 doveva tenere la linea atlantista/NATO per restare credibile al governo con Meloni.
Le 3 posizioni di Rinaldi che hanno dato fastidio a Salvini: Filo-russo + contro sanzioni “fatte male”. Ottobre 2022 in Europarlamento: Rinaldi votò a favore delle sanzioni alla Russia, ma subito dopo ha martellato contro gli effetti collaterali.- La sua linea: “Sediamoci al tavolo con la Russia per il gas e chiudiamo la guerra in Ucraina”.In pratica diceva che le sanzioni penalizzavano le aziende italiane e che bisognava parlare con Putin per gas/petrolio. Un economista che chiede “tavolo con Putin” era troppo ingombrante in tv. Euroscettico duro, non “europeista critico”.
Ironia: quello che Salvini ha tagliato per “eccesso di russofilia/euroscetticismo” nel 2026 è finito in Futuro Nazionale con Vannacci… che a febbraio 2026 ha mollato proprio Salvini e fondato FN.Rinaldi quindi aveva ragione lui: Salvini lo ha fatto fuori, e ora stanno dalla stessa parte della barricata.🤣 Il karma versione politica italiana:*Legge del contrappasso leghista:*1. Tagli fuori Rinaldi per “eccesso di russofilia/euroscetticismo” alle Europee 20242. Metti Vannacci capolista al posto suo per fare il partito “presentabile”3. Febbraio 2026: Vannacci molla Salvini, fonda Futuro Nazionale 4. Giugno 2026: Vannacci chiama proprio Rinaldi come primo ingresso in FNBoomerang con la traiettoria curva e ritorno al mittente 💥Ora Rinaldi è contento, Vannacci ha il suo economista filo-russo, e Salvini si ritrova senza i due pesi massimi che aveva messo in lista per contenere l’ala dura. Nel 2016 ha fondato “Alternativa per l’Italia”, movimento sovranista ispirato ad AfD tedesca, con obiettivo uscita dall’eurozona.
Rinaldi è finito in Futuro Nazionale con Vannacci… il generale che Salvini ha messo capolista al posto suo nel 2024. E Vannacci a febbraio 2026 ha mollato la Lega e fondato FN. Quindi Rinaldi è stato scaricato da Salvini… e ora sta col tizio che ha fatto fuori Salvini. Cerchio della vita politica 😂Karma 1 – Salvini 0
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