I colpi di spugna della Cartabia. Tana libera tutti fino a 6 anni

I colpi di spugna della Cartabia – Non solo prescrizione. Le nuove norme sulle pene alternative alzano la soglia per concedere la “messa in prova” di un biennio.

MARTA CARTABIA MINISTRO

(pressreader.com) – di Valeria Pacelli e Giacomo Salvini – Il Fatto Quotidiano – È un ritorno al passato di quattro anni. Cancellando con un tratto di penna la riforma Bonafede del governo gialloverde. Non solo sulla prescrizione, ma anche sulle misure alternative al carcere per i condannati che ricalca il decreto Orlando del 2017 del governo Gentiloni. La conseguenza della nuova riforma firmata dalla ministra della Giustizia Marta Cartabia è questa: quando diventerà legge dello Stato, tanti riusciranno a evitare il carcere, sostituito con i domiciliari o la semilibertà. Misure alternative cui potranno accedere anche coloro ai quali vengono inflitte condanne pesanti, come a 9 anni di reclusione. Ma come si arriva a questa conclusione?

Partiamo dal principio. La riforma prevede questo: per le condanne fino a 4 anni il giudice può decidere di sostituire “tale pena con quella della semilibertà o della detenzione domiciliare”. Attualmente invece si possono concedere i domiciliari ai 70enni (per determinati reati) o a chi ha sì una condanna fino a 4 anni, ma a specifiche condizioni, come per le donne incinte o per chi ha problemi di salute particolarmente gravi. E ancora. La riforma per le condanne fino a tre anni prevede la possibilità di scontare la pena con il lavoro di pubblica utilità. C’è poi il capitolo della sospensione del processo con la messa alla prova: attualmente ciò è possibile solo per i reati fino a quattro anni. La nuova riforma alza l’asticella, comprendendo le pene fino a 6 anni per “ulteriori specifici reati” oltre quelli già previsti dal codice di procedura penale. Quali, non è chiaro.

Il rischio è che se la riforma diventerà legge, in molti riusciranno a evitare il carcere. E nei fatti in questa categoria rientrano se non tutti, molti reati. Come corruzione, rapina, associazione a delinquere, concorso esterno e così via. Gli escamotage sono presto fatti. Facciamo un esempio. Un uomo viene condannato a 9 anni. È incensurato e con le attenuanti generiche la condanna passa a 6. Ma ha anche scelto il rito abbreviato e ottiene un ulteriore sconto di pena di un terzo. Si arriva così a una condanna finale a 4 anni.

Gli emendamenti targati Cartabia, di fatto, estendono la riforma Orlando, che aveva iniziato a mettere mano alla legge Gozzini del 1975 per espandere le misure alternative al carcere. Lo aveva fatto con una delega ottenuta dal Parlamento il 23 giugno 2017 dopo il lavoro degli Stati generali presieduti dal penalista Glauco Giostra. Il decreto legislativo però era stato varato dal governo il 17 marzo 2018, dopo le elezioni del boom di Lega e M5S: la norma alzava la soglia da 3 a 4 anni per non scontare la pena nei penitenziari, dando discrezionalità al giudice di sorveglianza, ed estendeva la semilibertà a chi (anche se condannato all’ergastolo) aveva usufruito di permessi premio fino a 5 anni.

Una legge che aveva fatto gridare allo “svuota carceri” i vincitori delle elezioni. Alfonso Bonafede parlava di provvedimento “pericoloso” che minava “il principio della certezza della pena”. Matteo Salvini invece gridava alla “vergogna” perché un governo “bocciato dagli elettori” stava approvando “l’ennesima salva-ladri”: “Appena andremo al governo – prometteva il leghista – cancelleremo questa follia nel nome della certezza della pena: chi sbaglia paga!”. Il governo Conte-1 così nel 2018 aveva ridimensionato la riforma Orlando sulle pene alternative al carcere. Il 3 agosto l’esecutivo decise di non convertire in legge le misure di Orlando e di approvare tre nuovi decreti. Solo ieri Salvini si è ricordato dei suoi annunci e per la prima volta ha mosso una critica alla riforma Cartabia: “Ragionare su alcune pene alternative ci sta, ragionare sulla formazione professionale ci sta, ma svuotare le carceri con colpi di spugna no”. La prossima settimana, quando la riforma arriverà in commissione Giustizia, oltre alla diatriba sulla prescrizione su cui il M5S di Giuseppe Conte non transige, Lega e 5S presenteranno emendamenti per modificare le norme sulle misure alternative. Provando a scongiurare un altro colpo di spugna.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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53 replies

  1. DI FRANCESCO VERDERAMI
    Se Draghi sente la necessità di ripetere che «l’unità è un forte valore aggiunto in questa fase decisiva per il futuro del Paese», è perché vuole richiamare i partiti di maggioranza al patto sottoscritto quando è nato il governo. Una sorta di «post it», utile ad evitare che le fibrillazioni degli ultimi giorni diventino un andazzo quotidiano e rallentino il timing delle riforme che «vanno varate nei tempi già stabiliti». È un messaggio erga omnes, ma è chiaro chi sia il principale destinatario e il motivo dell’appello: il Movimento, e i suoi contorcimenti sulla giustizia.
    Racconta un ministro che l’esecutivo si era fatto carico di venire incontro ai grillini, se è vero che «la Cartabia avrebbe voluto proporre un proprio e innovativo impianto di riforma, e invece per ragioni di equilibrio ha dovuto aggiustare ciò che c’era». «E Draghi — aggiunge un altro rappresentante del governo — dopo l’ultima mediazione in Consiglio ha spiegato che non avrebbe consentito ai partiti di snaturare l’impianto della legge». Sono queste le colonne d’Ercole poste dal premier. La sua visita a Santa Maria Capua Vetere con la Guardasigilli non aveva solo un valore simbolico: era un atto dovuto dello Stato dopo i pestaggi avvenuti nel carcere campano, quando l’esecutivo era retto da Conte e Bonafede era titolare della Giustizia.
    L’incontro tra il prossimo leader M5S e Draghi è atteso con preoccupazione della delegazione ministeriale grillina. Il timore è che se l’avvocato del popolo provasse ad attaccare sulla giustizia, finirebbe per schiantarsi e per affondare anche il Movimento. Non solo perderebbe l’appoggio della compagine di governo, dove è segnalata «una buona intesa» il premier e Patuanelli. Il rischio maggiore è che in tal caso, per la prima volta nella storia repubblicana, il partito di maggioranza relativa potrebbe misurare la sua irrilevanza in Parlamento. Non a caso Salvini dice che «su giustizia, fisco e altri temi c’è ormai un rapporto di forza diverso alle Camere». E c’è un motivo se ieri persino Zingaretti ha mandato un messaggio a Conte, avvisando che «l’obiettivo strategico non può essere indebolire il governo». L’ex leader dem comprende che una mossa sbagliata avrebbe ripercussioni sul suo stesso partito, dove si rafforza la tesi che «si lavora meglio con la Lega». Salterebbe il banco, certo non Palazzo Chigi. Allora si capisce perché Draghi confidi che il Pd diventi un attore più stabilizzante del governo. Come a dire che non lo è del tutto.
    L’iniziativa presa dalla segreteria del Nazareno sulle missioni all’estero e in particolare sul rifinanziamento di quella libica lo ha irritato per certe dimenticanze e ambiguità: gli accordi sulla Guardia costiera del Paese africano sono il lascito dei governi precedenti (dove c’era anche il Pd), e l’attuale gabinetto (dove c’è lui) non intende disattendere gli impegni. Sarà pur vero, come sostiene un autorevole ministro, che «la situazione fibrillante dei partiti è dovuta all’avvicinarsi delle Amministrative». Quasi a giustificare l’altra scossa tellurica: quella sulla Rai. Al momento, secondo voci bipartisan di Palazzo, la presidente della tv di Stato indicata da Draghi non avrebbe i voti necessari in Commissione di Vigilanza, che deve ratificare la nomina: una sorta di rivalsa collettiva delle forze politiche, che non accettano di perdere il controllo di Viale Mazzini. Ecco spiegato il motivo per cui l’altro ieri esponenti di centrodestra e di centrosinistra si scambiavano informazioni (e voti) per eleggere i consiglieri del Cda di nomina parlamentare, come testimoniato da uno dei «mediatori» alla Camera.
    Oltre al possibile smacco per l’eventuale bocciatura della Soldi come presidente Rai, Draghi potrebbe subire anche la beffa di veder cadere sul governo le ripercussioni causate dall’assenza nel board dell’emittente di un rappresentante di FdI: è un fatto senza precedenti che una forza di opposizione (l’unica) resti esclusa, ed è evidente che il primo effetto lo produce sul centrodestra. In frantumi. Il secondo si scaricherebbe su palazzo Chigi, se davvero la Meloni reagisse con un’azione di filibustering in Parlamento. Così però salterebbe il timing sulle riforme. Perciò a Draghi toccherà incollare i cocci rotti dai suoi «alleati».

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  2. “… oltre alla diatriba sulla prescrizione su cui il M5S di Giuseppe Conte NON TRANSIGE”.
    Io resto fermo in attesa. Voglio vedere Giuseppe Conte e il SUO M5S AFFOSSARE questa cosiddetta controriforma che a quanto leggo non fa altro che aiutare i peggio corrotti, ladri, delinquenti e mafiosi italiani, e su cui non mi azzardo a dire niente, a differenza degli illustri giuristi che scrivono in questo blog. Hanno la maggioranza relativa in Parlamento? Hanno o avranno un capo politico in cima ai sondaggi? Considerano la Cartabia una mezza deficiente? Avanti tutta allora. Sarà uno spettacolo di riscossa civile e democratica.

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  3. “L’ex leader dem comprende che una mossa sbagliata avrebbe ripercussioni sul suo stesso partito, dove si rafforza la tesi che «si lavora meglio con la Lega».” Sarà la volta buona fare chiarezza cosa sono , e basta minacciare il m5s speriamo che Conte non
    si lasci abbindolare. Lavorano meglio con la Lega? Saranno gli elettori a decidere.

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  4. Ma ci pensate che la Cartabia, è in predicato di diventare presidente della repubblica ? Io mi sono sempre meravigliato come abbia potuto diventare presidente della Corte costituzionale.

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  5. Aspetto una visita di Draghi con Speranza al Pio Albergo Trivulzio assieme a Fontana e alla Moratti per chiedere scusa dell’ecatombe di vecchi fragilissimi e incolpevoli durante la pandemia. Ovviamente tale processione dovrà essere ripetuta in almeno un cronicario per Regione alla presenza dei rispettivi”Governatori”ed Assessori alla Sanità.
    Sono certa però che se ne asterranno. I vecchi non attizzano né si possono gettare piano piano le basi per una privatizzazione del “servizio” come potrebbe essere per le carceri: Angelucci e cattolicissimi Soci c’è l’hanno già.

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      • A proposito che il nostro auguratore di suicidi (in buona compagnia con la GRADASSA), accuserebbe il blog de Ilsimplicissimus di non parlare mai dei responsabili della sanità lombarda, per cui le notizie vere riportate sarebbero, in realtà, solo un pretesto per attaccare il povero Mr. Pochette e il suo ruolo soteriologico:

        https://ilsimplicissimus2.com/2021/07/11/152919/

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      • Micetto,ma grazie assaje.

        Certo che un articolo che inizia dicendo che il governo impose il lockdown per non penalizzare le economie di posti meno colpiti dal coviddi, quando caso mai fu Confindustria che premette fino in fondo per evitare che ci fosse un blocco a bergamo, la dice lunga sulla lucidità della Lombroso in certi dettagli.

        Per il resto un articolo interessante e purtroppo veritiero, visto che quei bastardi legaioli non sono né saranno mai considerati colpevoli per la strage delle RSA.

        E questo non solo perché sono protetti dalla politica e magistratura, ma anche perché tanta gente ‘alternativa’ si scorda proprio che Fontana e Gallera esistano, perché vanno a nastro parlando di ‘Conte e Speranza’.

        Per riferimento vai a vedere i video di Mazzucconio su BN. Sarà almeno 1 anno che parlano solo ed esclusivamente del governo centrale. E i commenti ai video sono dello stesso livello.

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      • “Per riferimento vai a vedere i video di Mazzucconio su BN. Sarà almeno 1 anno che parlano solo ed esclusivamente del governo centrale.”…ahahah…

        E bravo il Nostro: di cosa vuoi che parlino del Comune di Briga Alta?

        Da dove arrivano le disposizioni vaccinaziste, da quello di Morterone?

        I locdàun chi li decide il Pirellone?

        Pensi che Mazzucco sia un leghista e che abbia a Quore le sorti di Fontana e Gallera perché non ne parla, eh partigiano del cazzo? E che quindi selezioni solo i commenti che sparlano di Speranza e di Sua Vacuità Mr. Pochette?

        Sì, sì, Dragula ve lo meritate, ve lo meritate proprio.

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      • Senti micio micio, ma non è che sei in modalità BASTARDO CRIMINALE NEGAZIONISTA per caso?

        No, chiedo.

        Per oltre 1 anno questi ‘alternativi’ dei due bastardi del Pirellone se ne sono fregati, questo è un fatto acclarato, ma per le teste di cocco come te evidentemente la cosa non è dimostrata solo perché non ne parlano.

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      • Anal-fa-ebetismo sfunzionale, SEMPLICEMENTE: la cosa, per me, E’ DIMOSTRATA proprio perché non ne parlano e non il contrario.

        NON NE PARLANO (o ne parlano poco) perché NON SONO, PER QUANTO INFLUENTI, ALL’APICE DELLA PIRAMIDE DECISIONALE: TI ENTRA IN TESTA IL CONCETTO?

        Senti ciccio, ciccio: ma non è che sei in modalità O BELLA CIAO, per caso?

        Per voi PARTIGIANI (ma anche per i CAMERATI) è sempre e solo una questione PARTITICA (stavo per dire POLITICA: magari!), anche quando, raramente, si ha a che fare con la Verità. Se è Pertini a dire che due più due fa quattro, è tutto ok, se è Hitler, la matematica diventa un’opinione!

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      • Ho letto “A proposito che” sotto un articolo 😳🙄
        Che cosa mai voleva significare? Che idioma era? Forse, sai, non è alla NOSTRA portata, come si è permesso di dirmi colui che non è stato neanche alla portata della 1a media superiore.
        La letterina mi sfugge, invece… 🤔

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      • In pratica aveva scritto una frase del genere: Ennio crede che io e te siamo uguali (a SM, non a me), frase che Sm non ha capito.
        Allora lui (il sociopatico) nel fare l’analisi ha scritto “Ennio” soggetto “crede” verbo “che io e te” complemento. sicché gli ho fatto notare che la merda che preme in testa gli fa ignorare che io e te è soggetto. Lui si è arrabattato col complemento predicativo dell’oggetto, o del soggetto, non rimembro. Però sai, non con la solita foga, e già era strano. Dopo uno o due giorni si è capita la ragione del suo fare il vago: ha pubblicato la letterina che aveva scritto a non so chi per chiedere se io e te era soggetto o complemento o non so che domanda ha fatto, non ho letto la risposta né la domanda, perché non necessitavo di supporto per fare analisi logica e analisi del periodo. Ma lui l’ha pubblicata quasi come per dire: ho sbagliato di poco, essendo la frase una oggettiva. Ah ah ah!

        Indi per cui suggerivo di riscrivere allo stesso professorino per chiedere se è possibile dire a proposito che, magari uno stilnovista lo può legittimare.
        Non mi ricordo di quale articolo trattasi se no sul serio ti facevi delle risate, comunque in questi giorni.

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      • Ecco ora te la spiega lui la storia, peraltro è molto affidabile, dice sempre la verità. Siccome non ho voglia di leggerlo, e siccome sono certa che mentirà, fammi tu un riassunto delle sue frescacce per favore.

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      • Sono andata all’articolo e, in fondo, ho anche commentato.
        La morale è: chi la fa l’aspetti.
        Se qualcuno non si fosse infognato per dare la solita risposta aggressiva e supponente (al posto di SM un bel vffncl non gliel’avrei mandato a dire), cercando nel contempo di esibire le nozioni apprese nell’ultimo ciclo scolastico effettuato (è quello che resta maggiormente impresso), nella fattispecie la 3a media, tutto sto ambaradan se lo sarebbe risparmiato.
        Gli servirà da lezione? No.
        Vorrei inoltre capire il perché di “dOiuanTersténd” e “inTer…etc”
        Do? O lo scrivi come si pronuncia… e la T di unDerstand? E la R, che non si pronuncia?
        E la T nuovamente al posto della D in InTer…?
        Dipende dal suo dialetto? È tedesco?
        Usare l’italiano, noo, quando non si è a proprio agio? Fa meno figo?

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      • Appunto, chi la fa l’aspetti. FIgurati se mi sarei scomodata se lui non andasse dietro ogni errore. Che poi lui dice che lo fa perché lo facciamo noi, ma io personalmente non l’ho mai fatto e dico mai. Certo se uno come il cogliostro dà a me dell’ignorante ovvio che gli faccio notare la sua ignorantità (cit. unoerre)

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      • Ah ecco, ma io non lo leggo cara, ti giuro. Certo lui scrive gradassa in maiuscolo e l’occhio mi finisce lì, ma se posso lo evito. Purtroppo di solito nn posso vista la sua ossessione.

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      • Immaginavo… Ma che pretesto si può usare? Poi mi sono ricordata che a un certo punto ha cominciato a spostare l’attenzione tipo con Paolo e Maria. Ah ah ah.

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      • Che schifo di prosa: se non metti “a proposito che” virgolettato, non si capisce nulla, tanto più che stai spiegando a un’estranea ai fatti…

        La frase è qui sopra ed era:

        “A proposito CHE il nostro auguratore di suicidi (in buona compagnia con la GRADASSA), accuserebbe il blog de Ilsimplicissimus di non parlare mai dei responsabili della sanità lombarda… ecc., ecc…”; ovvio che sarebbe stato più corretto scrivere:

        “A proposito DEL nostro auguratore di suicidi (in buona compagnia con la GRADASSA), CHE accuserebbe il blog de Ilsimplicissimus di non parlare mai dei responsabili della sanità lombarda… ecc., ecc…”, ma mica sono qui a scrivere articoli io (cit.), come quella piena di lauree, al secolo AMEMI’, ha sempre tenuto a precisare!

        Circa la “letterina”, questo il link

        https://infosannio.com/2021/07/12/lanomalia/#comments

        Io non ho scritto ” “che io e te” complemento”, come falsamente scrive la Gradassa, ma “Complemento: io e te… siamo la stessa persona.”, cioè credevo che tutta la frase fungesse da “complemento oggetto”, cosa che sarebbe stata valida solo se non ci fosse stato il verbo “sono”, mentre così diventava una “proposizione subordinata oggettiva”.

        Infatti, così concludevo:

        “Ho solo usato impropriamente il termine (sbagliato) COMPLEMENTO OGGETTO, invece che quello corretto (PROPOSIZIONE SUBORDINATA OGGETTIVA), ma questo intendevo. Il tentativo della SVITATA di farmi passare per uno che non sa la differenza tra SOGGETTO e COMPLEMENTO, cosa di cui non sarei nemmeno consapevole, fa parte della sua inveterata IDIOZIA di credere che solo lei e quelli che stima siano i depositari della VERITÀ e tutti gli altri si dovrebbero attaccare al cazzo! Chiedo quindi venia – sportivamente pure alla GRADASSA – per il mio errore, non di valutazione, ma di descrizione.”.

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      • A proposito DI: “cercando nel contempo di esibire le nozioni apprese nell’ultimo ciclo scolastico effettuato…”.

        Quindi UN’ALTRO (più volte reiterato insieme QUALCUN’ALTRO) sarebbe quello che hai appreso nel tuo ultimo ciclo effettuato dove, all’Università? Me cojoni… CHI LA FA, L’ASPETTI … ahahah…

        PS: perché “dOiuanTersténd”… Fatti i cazzi tuoi che ne hai a sufficienza… ahahah…

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      • “Che poi lui dice che lo fa perché lo facciamo noi, ma io personalmente non l’ho mai fatto e dico mai.”: ALTRA FALSITA’! Tu lo hai fatto eccome, a partire dal Giannini (Bimbi; la E a inizio periodo e cazzate simili…) e con tutti quelli che lo sostenevano, per attaccare i contenuti dell’articolo. La scusa: un conto è un articolo, un altro un commento. cioè tu IMB3CILLE puoi scrivere AMEMI’, ma BIMBI, giammai perché è un articolo. E la stessa cosa vale anche per l’altra BRAVA PERSONA che va sotto il nome di GLI/SCHIZZO, il quale adottava la tua stessa meschina idiozia, non essendone minimamente all’altezza.

        Questo è proprio il motivo che mi ha spinto a farvi le pulci e a rincorrervi: non avete proprio nulla di superiore, tranne la stupidità, a quelli che perculate! Non l’ho certo fatto per far vedere la mia di superiorità, che non ho mai pensato minimamente di avere, anzi, ma per mettere in risalto la vostra supponenza e cretinaggine. E adesso vai pure a SGOMMARE col cane, rincogli0nita con Speranza…

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  6. Il m5* rappresenta una grave minaccia per i detentori del potere costituito, quello assegnato dal grande architetto dell’universo e difeso ad ogni costo.
    Poiché si tratta di gente perbene (i movimentisti), la pena, per questo grave tentativo di sovvertire lo status quo, verrà inflitta non dai tribunali ma tramite squartamento da sistema mediatico (marcio e colluso).

    https://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Fran%C3%A7ois_Damiens

    E che sia da monito.

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    • Ah ah ah!
      A proposito che. Certo che la merda in testa proprio preme per uscire!

      Aspetta che mo’ deve scrivere la letterina a un professorino per chiedere se ci sono casi in cui sia ammesso l’uso del che, magari uno stilnovista nel ‘200 ha scritto “a proposito che” e lui potrebbe iscriversi a quella sQuola!

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      • Non occorre, la devi trovare tu la regolina che dice che non è ammesso l’uso del CHE, Fa un po’ il paio con la figuraccia dei “panni in Arno”… ahah…

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      • Questa poi… trovare una regolina per non usare una parola a caxxo è come dover raccomandare “Ragazzi, NON mangiate le margherite” (cit), o una caterva di altre cose a caso, perché non sai che cosa possono mai inventarsi di mangiare…

        Forse mi sono capita solo io, ma insomma.

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