L’anomalia

(Giuseppe Di Maio) – Mettendo il piede a terra dalla scaletta dell’aereo atterrato in Italia, hai subito la sensazione di essere arrivato in un posto dove le regole valgono poco, dove te la dovrai cavare con strumenti precivili: furbizia, aggressione e, pubblicità; hai subito la sensazione che ognuno si stia adoperando a fregare il prossimo. Ovvia, è solo un’impressione (poi ne avrai la certezza), ma ti stavi già abituando a usi diversi – eri stato per un certo periodo fuori dal bel paese in cerca delle opportunità garantite dalle regole che da noi non avremmo mai potuto avere.

Quando si parla di anomalia italiana, non si sta pensando solo a uno specifico strumento di legge, ma al senso diverso che la democrazia acquista dentro o fuori dei nostri confini. Si sta parlando, a volte con malcelato orgoglio, dei connotati precipui della nostra civiltà millenaria in cui affondano le già scarse capacità di insorgere e persino di stupirsi. Tutte le conquiste della modernità, che oltralpe hanno creato le comunità nazionali d’Occidente, da noi sono state solo copiate e stravolte al fine di costruire il recinto per ladri che chiamiamo Italia. C’eravamo illusi che il giudizio negativo nel ‘700  dei viaggiatori stranieri per la Penisola fosse definitivamente sepolto, disgraziatamente ancora adesso non è cambiato, pur condividendo tanti istituti e organismi sovranazionali.

I Letta, i Tajani e i Salvini vogliono far credere che abbiamo bisogno di efficienza e modernità, per attirare investimenti, per stare al passo con le democrazie europee, ma mentono, perché esse ci chiedono tutt’altro. Difatti l’anomalia italiana sta nel non avere, unica in Europa, un salario minimo. Sta nel non avere una vera tassa di successione, progressiva agli averi e feroce con le larghe parentalità. Non abbiamo una patrimoniale, e ci ostiniamo a tassare il lavoro, deprimendolo, pur di non toccare la ricchezza. Abbiamo il sistema pensionistico più iniquo del’Ocse, che trasferisce i vantaggi sociali acquisiti nell’età attiva direttamente sul carico del sistema erariale, senza limiti superiori alle erogazioni pensionistiche e con ridicoli limiti inferiori. Tutto questo genera una contribuzione dell’apparato statale totalmente sbilanciata, per cui i maggiori beneficiari del sistema pubblico sono quelli che vi contribuiscono meno. La tenue inversione di tendenza del reddito di cittadinanza subisce minacce quotidiane.

Ma veniamo al nodo esiziale dell’anomalia. L’obiettivo della politica è creare regole per una comunità, e regole per il rispetto delle regole. La prescrizione è in tutto e per tutto una regola che dispone un diverso accesso alla giustizia, un filtro che stabilisce l’assenza di pene per un ceto abbiente, lasciando sanzionabile solo quello gregario. Questo è il motore costante della disuguaglianza, questo è l’arcaismo italiano che l’Europa ci chiede di cambiare. Poiché, non si capisce come mai la politica, dopo che ha sommerso il processo penale di garanzie pretestuose che ne prolungano la durata, voglia concedere ai trasgressori abbienti di giovarsi di tempi rapidi come se da essa non fosse dipeso il termine della celebrazione. E come mai i tempi di una richiesta di giustizia di un misero restano secolari? Come mai anche al poveraccio ricorrente non viene accolta automaticamente la sua interpellanza dopo aver atteso un tempo adeguato?

62 replies

  1. Freud non ci aveva pensato, lui, che proprio in Italia la parte conscia delle persone invece che alle responsabilita’ si sarebbe dedicata all’assenza di pene.

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  2. inutile piangersi addosso, 11 mil hanno votato un mov che doveva o poteva? raddrizzare le storture. Risultato: legge del menga. Eppure ero orgoglioso di averli votati, ora me…a su tutti i fronti, illusione, chimera per il futuro

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  3. Ma tutte queste fesserie per dire che la riforma del “fine processo mai” non era la stronzata che tutti capiamo che fosse, ma una cosa degna di un Paese civile?

    Cose da pazzi…

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    • Sai qual è la roba da pazzi?
      Che te ne freghi qualcosa di agevolare la vita processuale di gente che tu paghi perché agevoli la tua di vita, invece questi passano il tempo a preoccuparsi di come salvarsi loro.
      Ma a te cosa te ne frega se i genitori di Renzie si fanno un processo di due anni o di dieci, me lo spieghi?
      Tu nn sarai mai Renzie, né usufruirai mai di tutti i vantaggi che si stanno concedendo.

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      • Ti rendi conto del livello di abiezione nel quale sei finita a forza di leggere merdate su Facebook? Che me ne frega se X (fosse anche il padre di Totò Riina) si fa un processo di dieci anni?!? Certo che me ne frega! Mica sono come voi, che vivete mangiando m. tramite i social!

        Ma lo sai o no che la durata dei processi oltre ad essere ovviamente un peso enorme sulla vita della gente è un argomento toccato dalla nostra Costituzione (art. 111, ove mai sapessi pure leggere) ed è oggetto di continue censure al nostro Paese da parte della Corte Europea dei Diritti Umani?

        Ma a parte questo, ti rendi o no conto che con questa logica qualunque PM si può inventare un qualsiasi processo sul conto di qualsiasi cittadino e lo fa fuori per dieci o venti anni dalla vita pubblica?

        Ma non ti vergogni anche solo di pensarle queste cose?

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      • Caro il mio F. (colui che ha problemi seri se nella frase ci sono due soggetti, parole tue), ti prego, non scatenarmi sulla COstituzione.
        N. 1 l’azione penale è obbligatoria, understand? E ciò significa che la politica si deve fare gli affaracci suoi, non che Renzi e Salvini, suggeriti da Verdini decidono quali reati perseguire: c’è quello strumento, ti ricordi? IL CODICE!
        Poi, di grazia, in che modo il processo si sveltisce con la riforma della secca?
        E ancora, ripeto, visto che secondo alcuni repetita iuvEnt: un qualsiasi PM non ha motivi di venire a perseguire F. Cosa gliene torna, se non ha notizia di reato?
        Qua si parla solo di misure volte a tutelare un certo tipo di reati. Che ti lasciano fuori, a te, a me e a tutta la gente normale. QUindi: COSA TI frega? Imbroglierai mai le carte mai concedere l’appalto al fratello di tua moglie?
        SUlla vergona, su Fb (di cui non ho la pwd da mesi ormai) vabbé dai, visto il tuo livello very very populista (renziano prima maniera) a sto giro sorvolo.

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      • “E ancora, ripeto, visto che secondo alcuni repetita iuvEnt”: ahah.. la TORDA ANTICA, nonostante il Serianni, fa finta di non sapere il latino! Pur di tenere bordone (qualsiasi cosa significhi, cit.) ai suoi – l’insulso pagliaccio – preferisce farsi passare per una iNgnorante! No, no, ma lei non mi caga, sono io che sento l’odore demmerda da lontano…ahahah…

        PS: ma allora mi leggi di nascosto da tuo marito… Prima o dopo che il di lui cane ti abbia uscita a pisciare?

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      • “Che ti lasciano fuori, a te, a me e a tutta la gente normale…Imbroglierai mai le carte mai concedere l’appalto al fratello di tua moglie?”:

        CHE SCHIFO DI PROSA! AHAHAH…

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      • Cicciuzzo Gatto, lo sai che un’oretta fa ho visto un Martin Pescatore?

        E tu?

        No. Tu un’oretta fa che vedevi? Ma zitto…

        E tutto questo tralasciando la laboriosa ma conquistabile possibilita’ di godermi tutto Austerlitz solo per me, di questa stagione praticamente quando voglio, col coso la’ Bonaparte, i tre cosi messi li’, eccetera. Possibilita’ alla quale io ho accesso con sole due ore e mezza scarse di buona lena, capito? l’afflato della Storia, le file di soldati, gli spari, chi spara, chi spira, chi spera, insomma tutta quella roba la’.

        Io si’, tu no.

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  4. Da quando sono nata sento discorsi come questi e vedo “anomalie” che non passano, anzi.
    Si sono succeduti i governi ma nulla è cambiato.

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  5. Sono circa d’accordo con l’articolo tranne che su due punti:

    il primo è che l’Italia attualmente fa schifo ma è meravigliosa rispetto al prossimo futuro che si prospetta, dopo la cura draghi

    la seconda è che la riforma della giustizia avvantaggi i ricchi, perchè stavolta invece è alla portata anche dei poveracci, perchè tutti saranno in grado di sforare i due anni per l’appello, anche quelli con l’avvocato in gratuito patrocinio perchè senza reddito.

    A tal proposito, scusate se approfitto dello spazio, sto cercando complici per organizzare una associazione (a delinquere) per eseguire truffe, rapine, estorsioni, stupri, violenze (di genere e non), omicidi (anche preterintenzionali e colposi, anche solo tentati), stragi, pedofilia, furti (anche senza destrezza), aggressioni, spaccio, sfruttamento della prostituzione, riciclaggi, reati ambientali, corruzioni, tratta delle bianche e delle nere e anche delle gialle, attentati terroristici, mafie, rapimenti, infanticidi, falsificazioni, usura, evasioni, … ecc ecc. Mandatemi il curriculum, astenersi perditempo.

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      • Purtroppo era già legale prima della riforma, di fatto anche nelle sue versioni segrete che tu, essendo massone, dovresti odiare più di tutti, visto che infangano la categoria.

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      • Tanto per cominciare, tu non puoi sapere se io sono o meno massone, e comunque è irrilevante nell’economia del discorso. Inoltre, non “purtroppo”, ma “per fortuna” che è ancora legale! Infine, non è affatto il segreto – il SEGRETO se non nasconde reati che spetta alla magistratura scoprire, ficcatevelo bene in quella testa, è non solo legittimo ma pure inevitabile, se non si è così cretini da spiattellare gli affari propri al primo coglione che passa per la strada – che infanga la categoria, ma l’uso illegittimo che alcuni PSEUDO-massoni ne fanno. Questo uso illegittimo è quello che odio più di tutto, non il segreto tuot court: ci siamo capiti?

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      • Inoltre, non “purtroppo”, ma “per fortuna” che è ancora legale!
        Ma perché non te ne vai a ….. e non torni più. Se siamo messi male è soprattutto per le tue stronzate, dei tuoi amici e per quelli che hai sempre votato. Dissolviti!!!

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      • Voi poveracci, siete il contario dei crostacei: teneri democratici, fuori e duri dittatorelli (da strapazzo), dentro!
        Pensa coglione: rabbrividisco al pensiero di aver contribuito a portare al potere incapaci della tua fatta, dando il mio “consenso informativo” affinché il bibitaro potesse mettere il culo sulla sedia dove è ora ben saldato!

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    • Ti rendi conto del livello di abiezione nel quale sei finita a forza di leggere merdate su Facebook? Che me ne frega se X (fosse anche il padre di Totò Riina) si fa un processo di dieci anni?!? Certo che me ne frega! Mica sono come voi, che vivete mangiando m. tramite i social!

      Ma lo sai o no che la durata dei processi oltre ad essere ovviamente un peso enorme sulla vita della gente è un argomento toccato dalla nostra Costituzione (art. 111, ove mai sapessi pure leggere) ed è oggetto di continue censure al nostro Paese da parte della Corte Europea dei Diritti Umani?

      Ma a parte questo, ti rendi o no conto che con questa logica qualunque PM si può inventare un qualsiasi processo sul conto di qualsiasi cittadino e lo fa fuori per dieci o venti anni dalla vita pubblica?

      Ma non ti vergogni anche solo di pensarle queste cose?

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  6. Non mi pare che un tempo l’Italia facesse meno “schifo”. Lo possono pensare solo i nostalgici o chi non c’era. Il lavoro è sempre stato poco pagato e difficile da trovare, il problema è che si consumava meno e si spendeva meno, ma si guadagnava poco. Chi avrebbe immaginato di viaggiare in tutto il mondo, fare le vacanze più volte l’anno, cambiare l’auto, o di avere un paio di armadi pieno di vestiti? Per non parlare del divertimento: un giro con gli amici, una pizza, un cinema…

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  7. L’Itaglia e’ una nazione democratica. Se il governo fa schifo, se il parlamento fa schifo, e’ perche’ in primo luogo fanno schifo gli itagliani, che sono degnamente rappresentati.

    Quando faremo meno schifo noi, quando diminuira’ la quota di cavernicoli legaioli, di fasci pescivendoli, di mafiosi berluschisti, di craxiani piddisti, di renzioti, allora fara’ meno schifo il parlamento.

    Certo gli esimi parlamentari che bene ci rappresentano, proprio perche’ sono come noi, quando arrivano in parlamento tendono ad aggiustarsi solo i cacchi loro, esattamente come faremmo noi stessi qualora eletti.

    Percio’ sarebbe opportuno, ove possibile, permettere agli elettori di richiamarli all’ordine, sfruttando le potenzialita’ di internet.

    Per esempio, le petizioni online che stabiliscano la linea politica.

    Esempio: un iscritto propone il seguente quesito su area apposita di apposito sito

    “Il mov. 5 stelle deve restare nel governo Draghi”? Cliccare su “Si'” o “No”

    Una opportuna quota di iscritti, mettiamo il 10%, appoggia il quesito.

    Si vota, dopo un paio di settimane per l’ampio dibattito, e si fa come decide la maggioranza degli iscritti votanti, magari con apposito quorum.

    In piu’, se il “portavoce” diventa un Giggino bibbitaro poltronaro, bisogna dare la possibilita’ agli iscritti del “recall” del citato parlamentare poltronaro, sempre via apposita sezione di apposito sito. Se il parlamentare viene sfiduciato dagli iscritti si dimette e si passa al prossimo.

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  8. Magari è semplicistico, anzi di certo lo è…
    ma in questo paese è profondissimo il senso dell’assenza di una nazione.

    E la ragione risale ad un tempo lontanissimo.
    A quando nell’Eurasia si sparse la notizia che l’Impero Romano, sede delle immense ricchezze derivanti dal più grande impero dell’umanità…non c’era più.
    Da quel momento l’Italia divenne oggetto di invasioni di popolazioni di ogni dove, che arrivarono, depredarono, stuprarono e ripartirono con tesori via via più esigui.
    Procopio scrive che a Roma dopo il primo sacco a Roma erano rimasti 500 morti di fame. Intorno all’anno 1.000 il milione e mezzo dei romani al picco imperiale erano diventati 30-40.000.
    E gli invasori non si limitarono a scendere fino a Roma, continuarono a depredare l’intero stivale.
    Infinite le tracce di queste tragedie, tra queste i capelli rossi in Sicilia e gli occhi azzurri nell’appennino meridionale.
    Secoli di predazioni hanno lasciato nel profondo dell’animo italiano la primazia della famiglia (per quella si che faremmo i kamikaze), del comune/paese e l’assenza della nazione, ente inesistente che dovrebbe proteggere e non lo fa.

    La ridicola campagna dell’unità dove 1.000 avventizi fanno crollare un regno e poi cedono terre e ricchezze al sovrano sceso in vacanza/lavoro sono la prova provata della farloccheria dello stato che ne seguì.

    Pretendere rivoluzioni “nazionali” da 15 milioni di famiglie con dialetti domestici più diversi di quanto lo sia lo spagnolo dallo svedese è semplicemente troppo. Ci vorranno secoli per fondare un senso di nazione, per ora tireremo a campare.

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  9. “E gli invasori non si limitarono a scendere fino a Roma, continuarono a depredare l’intero stivale.
    Infinite le tracce di queste tragedie, tra queste i capelli rossi in Sicilia e gli occhi azzurri nell’appennino meridionale.”

    Avessi magari letto un botto di Peter Kolosimo?

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  10. Dai, che tanto abbiamo vinto gli Europeeeeeeeiiiiiiiiiiiiipopopopo-ppopp-nottimaggicheinseguendoungollll

    Perché preoccuparsi della schiforma del sorcio ciellino?

    Abbiamo vinttttttttttoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo

    Goooooooooooooooooooooolllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllll

    Paola Ferrari gnudddddddaaaaaaaaaaa nella fontana di Treviiiiiiiiiiiiii

    Popopopopopo-po.

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    • Gatto, vedi che la Ferrari la mettono a fare la statua di scorta nella Fontana di Trevi, tanto e’ rifattinvecchiata.

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      • Tu sei semplicemente OSSESSIONATO come la GRADASSA! ahahah…

        PS: @SM, il suddetto ossessionato, se ti è sfuggito, crede siamo la stessa persona, cioè, io e te, capisci? Non so se mi spiego…

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      • No guarda, Gattuccio, una cosa che non mi è mai passata per la testa è che te e Ennio siate la stessa persona.

        Pensa te, non credo nemmeno che tu sia un bastardo criminale negazionista.

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      • @SM: ma sai leggere? Soggetto: Ennio, Verbo: crede, che, Complemento: io e te (te, inteso come Sta Minchia) siamo la stessa persona.

        Il soggetto è Ennio, non Sta Minchia: doiuanterstènd?

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      • scusa micetto, non avevo visto la chiocciola davanti e così ho letto ‘SM crede che io e te (ennio) siamo la stessa persona.

        No non ho letto tutti i passaggio sopra.

        Magari metti X piuttosto che chiocciola, così la prossima volta lo capisco meglio, specie quando comunico con il cellulare.

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    • Ecco quello convinto che la SCHIFORMA l’ha notata solo lui, perché ha tifato CONTRO l’Italia…
      Logica STRINGENTE. 👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻
      Ragazzi, scappelliamoci al cospetto di cotanto genio.

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      • Eh, ma non esiste che il post me l’ha messo a casino, perché non sono arrivata UNO, ma mille…
        Ed era per l’ossessivo compulsivo che ci sta scartavetrando i cabasisi da giorni con ‘sta vittoria di Draghi agli europei…

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      • E gli chiede pure scusa, al micetto, invece di “scapparlo” a ca&are per il tono della risposta…
        Misteri della statistica. 😆

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  11. Ma vai a cagare BASTARDDO CRIMINALE NEGAZIONISTA (grazie Jerome, suona proprio bene)..
    Nun je pare vero che ho parlato di lui, e per dire che è un sociopatico demmerda!

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    • Quelle 3 parole sembrano l’Attacco Solare di Daitarn III.

      Peraltro è impossibile far esplodere Gatto dopo averlo colpito.

      Suggerisco di stirarlo con la macchina oppure dargli una batteria senza contratto d’uso

      Questo è l’identikit:

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      • No, ti prego, vorrei continuare a non visualizzarlo.
        Sul metterlo sotto, magari. Anche pestarlo di botte per strada come voleva fare il caro calciolari. Io sono disponibile.

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  12. No vabbè! “Crede che io e te complemento”.
    Sto malato mentale va in giro a rompere le palle alla gente coi congiuntivi e con le scemenze e poi lui c’ha la merda in testa e le conseguenze sono nella sintassi barra analisi logica, barra analisi neurologica.
    Complementati il cervello, cojone sociopatico.

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    • COMPLEMENTO PREDICATIVO DELL’OGGETTO.

      ESEMPI:

      La maestra considerava Maria MOLTO BRAVA

      Gli studenti elessero Paolo RAPPRESENTANTE DI CLASSE

      L’insulso pagliaccio crede che io e te siamo LA STESSA PERSONA

      DESCRIZIONE:

      Come e’ il Complemento Oggetto?

      E’ il sostantivo o l’aggettivo che definisce una proprietà del Complemento Oggetto, quando il verbo sia Appellativo [chiamare, soprannominare, apostrofare…], Estimativo [CREDERE, ritenere, considerare…], Elettivo [nominare, eleggere, incoronare…] o Effettivo [trovare, CREDERE…]

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  13. “Poiché, non si capisce come mai la politica, dopo che ha sommerso il processo penale di garanzie pretestuose che ne prolungano la durata, voglia concedere ai trasgressori abbienti di giovarsi di tempi rapidi come se da essa non fosse dipeso il termine della celebrazione. E come mai i tempi di una richiesta di giustizia di un misero restano secolari? Come mai anche al poveraccio ricorrente non viene accolta automaticamente la sua interpellanza dopo aver atteso un tempo adeguato?” Semplice, se la giustizia funzionasse come si deve molti politici sarebbero già in galera…

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  14. No vabbé, tu vorresti spiegare a me cosa sono il complemento predicativo del soggetto o dell’oggetto? E mi fai gli esempi? tu a me?
    E che mi hai preso per Adriana Rossi che civiltà deriva da cives?

    E poi che c’entra “la stessa persona”? vorresti cambiare come tuo solito le carte in tavola? Ah ah ah!
    io e te è soggetto cojone sociopatico.
    C’hai così tanta merda in testa, che non solo non sai de che stai a parla’, ma non ti riesce nemmeno di fare l’analisi logica di quella puttanata che hai scritto. E vorrebbe leggere Anna Lombroso, e capirla pure.

    Ma vattene affanculo!

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    • Quindi PAOLO e MARIA sarebbero i soggetti delle frasi? ahahah… Sei una cretina svitata… ahahah… Io cambierei le carte in tavola? Questo ho scritto: “Complemento: io e te (te, inteso come Sta Minchia) siamo la stessa persona.”,

      non “Crede che io e te complemento” come hai scritto tu, scema.

      Allora riscriviamo per far capire meglio:

      “Ennio crede io e te la stessa persona”: va meglio così frigida secca?

      Ma vattelo a pijar INTER culo!

      PS: e tu saresti quella che, insieme al pagliaccio, capisce la Lombroso? Fatti spiegare da Anail che ha qualcosa da dirti in proposito, rin-cojonita con Speranza!

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  15. Ma vattene affanculo cojone sociopatico.
    La frase è quella che hai scritto tu, e non serve cambiarla togliendo il che COGLIONE, serve saperla analizzare.
    Mo ha tirato fuori Paolo e Maria, ma vai a cagare.

    Ripeto, tutti i tuoi svarioni, e sono tanti sono decisamente il problema minore.
    È la merda che hai in testa la cui puzza sento fin qui il problema maggiore.

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    • A ME MI (cit… nemmeno all’asilo) piace tanto la GRADASSA! AHAHAH… Svarioni tanti? Fammi qualche esempio Z0CCOLA… Con la lingua e le dita sei molto brava: dovresti usarli per altri scopi che non sia il calunniare, ché (i panni in Arno cit.) faresti sicuramente un sacco di soldi. Ma vai a cagare tu INSULSA RINCOGLIONITA! Sei solo una poveraccia piena di vomito, cretina svitata. Continua pure a non cagarmi (fa persino le ore piccole; ma no, no, lei non mi caga, no…): a quanto pare sei molto attratta dal presunto odore demmerda, stupida rincretinita…

      Adesso lascio questo blog: ADDIO! …ahahah… insulsa…

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      • AH aH aH.
        Il sociopatico demmerda pensa cHe Ho fatto le ore piccole pensando a lui.
        AH aH aH! Ore piccole poi, mezzanotte.
        Questo non solo Ha la merda in testa è proprio un veccHio rincoglionito e pure scalcagnato.
        AH aH aH

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    • Per restare in tema di “sportiva” ammissione – anche se il sottoscritto non ha necessità alcuna di essere sportivo con chicchessia – ho atteso, non essendo un “linguista” di professione come la SVITATA, il resoconto del quesito, posto a un sito specializzato.

      Dunque, questa la risposta:

      «Caro utente, il verbo CREDERE può reggere un COMPLEMENTO OGGETTO o una PROPOSIZIONE SUBORDINATA OGGETTIVA. Nel primo caso abbiamo frasi come “MARIA CREDE LUCA UN BUON AMICO”, nella quale LUCA è complemento oggetto e UN BUON AMICO complemento predicativo dell’oggetto. Nel secondo caso abbiamo frasi come “MARIA CREDE CHE LUCA SIA UN BUON AMICO”, nella quale abbiamo due proposizioni, MARIA CREDE (Maria = soggetto della proposizione) e CHE LUCA SIA UN BUON AMICO. Nella proposizione oggettiva, LUCA è il soggetto e UN BUON AMICO è nome del predicato (detto anche PARTE NOMINALE). Aggiungo che il verbo CREDERE preferisce la costruzione con la PROPOSIZIONE OGGETTIVA a quella con il COMPLEMENTO OGGETTO; per questo motivo “ENNIO CREDE CHE IO E TE SIAMO LA STESSA PERSONA” è più comune di “ENNIO CREDE IO E TE LA STESSA PERSONA”.».

      È altresì ovvio che avessi cognizione che “IO E TE SIAMO LA STESSA PERSONA”, presa isolatamente, costituisse una frase con soggetto, predicato e complemento.

      Ho solo usato impropriamente il termine (sbagliato) COMPLEMENTO OGGETTO, invece che quello corretto (PROPOSIZIONE SUBORDINATA OGGETTIVA), ma questo intendevo. Il tentativo della SVITATA di farmi passare per uno che non sa la differenza tra SOGGETTO e COMPLEMENTO, cosa di cui non sarei nemmeno consapevole, fa parte della sua inveterata IDIOZIA di credere che solo lei e quelli che stima siano i depositari della VERITÀ e tutti gli altri si dovrebbero attaccare al cazzo! Chiedo quindi venia – sportivamente pure alla GRADASSA – per il mio errore, non di valutazione, ma di descrizione.

      GATTO

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      • Nn leggo quanto ai scritto.
        La tua era un a proposizione oggettiva dove io e te rappresenta soggetto della oggettiva.
        Punto!
        Qulsiasi altra elucubrazione tu vada facendo serve solo a spostare l’attenzione. Ma a ME NON MI fregi,
        Secondo poi, tutta quella puttanata del complemento predicativo dell’oggetto: a a a.
        E non o le acca quindi aggiungitele cojone.

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      • Cazzo, per una che non mi caga, non c’è male come tempismo! Evidentemente dalla tua solita insulsa risposta, non ai letto, o ai fatto finta di non leggere (fatti aggiustare la tastiera e aggiungici anche le mie di “h”)…

        “AMEMI” e tanti altri, restano invece errori di valutazione e non di descrizione che focalizzano, invece che spostarla, l’attenzione sulla nullità linguistica della GRADASSA: ciao SC3MA!

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    • “Amemi” e’ quel che si dicono gli innamorati a Todi, non lo sapevi? Le tastiere virtuali fanno brutti scherzi…

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      • Signor Ennio, giusto perché è lei, vorrei precisare che io a me mi lo rivendico, qui io non vengo a scrivere trattati di filosofia, come qualcuno crede di fare. Nè vado in giro commento per commento a rompere le palle alla gente. Ovvio che se qualcuno me lo fa notare, tipo lei o JD, non è che mi metta a contestare, ma se è il sociopatico demmerda contesto ecimancapure!
        Viceversa, “io e te siamo la stessa persona” non ha conosciuto nessuna “sportiva” ammissione, ma ha visto “io e te” diventare prima complemento di credere, poi predicativo del soggetto (lo ha cercato su wikipedia, porello) per finire con me che sono zoccola, tanto gli è dura la fatica di capire che la sua merda nel cervello da qualche parte deve pur finire, e non è nel WC.

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      • “…poi predicativo del soggetto”: ahahah… No, cogliona: PREDICATIVO DELL’OGGETTO, insulsa, non hai capito un cazzo! Hai visto mai che l’opera omnia del Serianni si riduca a una wikipedia qualsiasi per certe svitate: dovresti partire umilmente dalla seconda, prima di avventurarti in testi più complessi. Soldi buttati al vento!… ahahah… Amemi piaci da morire… ahah…

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      • Ma Paoletta!
        ” a me mi”
        il tuo buon prof. De Mauro, si sta centrifugando nel sarcofago!
        😂🤣😂🤣😂🤣😂🤣😂🤣😂🤣😂🤣😂
        A tal proposito,
        ricordo con piacere un vecchio bidello reduce di guerra, con gamba sx molto fissa,
        e capelli sale e pepe sempre impomattati,
        che gli conferivano un certo tono e autorevolezza.
        Fiduciario dello stesso, stanziava davanti alla presidenza con sediolina e banchetto
        da scolaro,
        sovente con la gamba buona accavallata all’altra.
        Lui ci insegnava a fare le domandine formali al preside, che iniziavano sempre così :
        Ill. mo Sig. Preside…
        con la presente CHIEDO: …
        e finiva sempre con un:
        Con Osservanza e firma.
        pace all’anima sua!!!

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    • Paoletta sei troppo intelligente per non aver capito l’ironia!

      Ma Paoletta!
      ” a me mi”
      il tuo buon prof. De Mauro, si sta centrifugando nel sarcofago!
      😂🤣😂🤣😂🤣😂🤣😂🤣😂🤣😂🤣😂
      A tal proposito,
      ricordo con piacere un vecchio bidello reduce di guerra, con gamba sx molto fissa,
      e capelli sale e pepe sempre impomattati,
      che gli conferivano un certo tono e autorevolezza.
      Fiduciario dello stesso, stanziava davanti alla presidenza con sediolina e banchetto
      da scolaro,
      sovente con la gamba buona accavallata all’altra.
      Lui ci insegnava a fare le domandine formali al preside, che iniziavano sempre così :
      Ill. mo Sig. Preside…
      con la presente CHIEDO: …
      e finiva sempre con un:
      Con Osservanza e firma.
      pace all’anima sua!!!

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  16. Ma, in tutto ciò, nessuno che sia inorridito nel leggere l’errore, ormai comune, ma marchiano, di questa frase dell’articolo?

    “Come mai anche al poveraccio ricorrente non viene accolta automaticamente la sua interpellanza dopo aver atteso un tempo adeguato?”
    … Dove “sua” è superfluo, quindi errato?
    Praticamente un “a me mi”, che in un articolo non sta bene per niente…
    Ps Comunque, giustificarsi per un errore di valutazione dicendo “Ho SOLO sbagliato a scrivere (una cosa per un’altra – ndr)”
    è piuttosto tristerello.

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    • “Ps Comunque, giustificarsi per un errore di valutazione dicendo “Ho SOLO sbagliato a scrivere (una cosa per un’altra – ndr)” è piuttosto tristerello.”: non ho giustificato l’errore formale di descrizione, ma solo il merito che mi veniva attribuito, che non corrispondeva a ciò che intendevo. In questo caso, repetita iuvant: ho usato impropriamente COMPLEMENTO OGGETTO in luogo di SUBORDINATA OGGETTIVA, in quanto ignoravo che, con il verbo, il complemento si trasformasse in una proposizione.

      Far finta di non capire questo per convenienza è piuttosto tristerello…

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      • Ecco, appunto, IGNORAVI.
        Molto più semplice ammetterlo.
        Io ad esempio non ricordavo NULLA di tutto il DISCORSO, pur avendolo sicuramente studiato, oltre 50anni fa.
        Invece tu, magari, confondi soggetto e verbo, poi dici “ho sbagliato a scrivere” 😆😆
        Lo capisci che è da “inglese”? E tutto perché, avendo fatto lo sborone prima, non potevi accettare l'”umiliazione”.
        Ma chi te lo fa fare di metterti SEMPRE in questa situazione?
        E poi ignorare GABINA, GUASI, DELINGUENTE da parte di chi si VANTA di conoscere 6 LINGUE, non capisci che ti espone, giustamente, al ridicolo?
        Che cos’è, conflitto d’interessi?

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