L’Eurispes lancia l’allarme su un Paese sempre più fragile, in cui sei italiani su dieci dicono di far fatica ad arrivare a fine mese.

Sei italiani su dieci faticano ad arrivare a fine mese: l’allarme dell’Eurispes

(di Stefano Rizzuti – lanotiziagiornale.it) – Più di sei italiani su dieci (il 62,1%) affermano di fare fatica ad arrivare a fine mese. Tanto che per farlo, circa un terzo della popolazione deve ricorrere ai risparmi accumulati in passato. In questo dato c’è molto della situazione economica nel nostro Paese, evidenziata dal nuovo Rapporto Italia dell’Eurispes. Una condizione segnata da “fragilità diffusa”, come testimonia anche il fatto che più del 45% delle famiglie afferma di avere difficoltà ad affrontare il pagamento dell’affitto, il 28,7% ha difficoltà per pagare le utenze, il 27,2% il mutuo e il 25,5% persino le spese mediche.

Proprio la rinuncia alle cure è uno dei problemi più gravi: il 34,6% infatti rinuncia ai controlli medici per risparmiare, il 32,1% fa a meno delle cure odontoiatriche e il 23% rinuncia alle visite specialistiche. Inoltre sei italiani su dieci dichiarano di rinviare acquisti necessari mentre più di uno su due riduce le uscite e i viaggi e le vacanze.

Un Paese sempre più fragile, ma in cui i miliardari sono sempre più ricchi: l’allarme Eurispes

C’è poi il tema delle disuguaglianze: il 10% delle famiglie più ricche detiene il 59,9% della ricchezza nazionale, mentre la metà più povera detiene solo il 7,4%. Nel 2024, poi, il patrimonio dei 71 miliardari italiani è cresciuto di circa 61,1 miliardi (per un totale di 272,5 miliardi). Riguardo al futuro, le prospettive sono tutt’altro che rosee: il 47,8% degli italiani si attende un peggioramento della situazione economica nei prossimi 12 mesi, un dato in crescita di dieci punti in un solo anno.

Un altro degli aspetti sottolineati dall’Eurispes è quello relativo al potere d’acquisto del ceto medio, che dal 2021 è sceso di circa il 7,5%: nel 2023 il reddito reale delle famiglie si è ridotto dell’1,6% mentre i beni essenziali – come cibo, medicinali e utenze – sono cresciuti oltre il tasso d’inflazione. E il ceto medio così rischia di scomparire: secondo l’Ocse alla classe media appartiene chi guadagna tra i 1.877 e i 5.006 euro netti al mese. Il reddito familiare più ricorrente in Italia è intorno ai 2.500 euro mensili, così la maggior parte delle famiglie si colloca nella parte basse di questa fascia.

In conclusione, l’’Italia del 2026 – per il presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara – “è un paese che si trova dinanzi a una costellazione di crisi che non sono emergenze da gestire con il metodo del rattoppo, ma nodi che, se non sciolti, rischiano di stringerci in una morsa irreversibile”.