Il partito di Conte e l’idea del Movimento

(Tommaso Merlo) – Il partito di Conte non è ancora nato e ci sono già milioni di persone pronte a votarlo a scatola chiusa. Senza nemmeno aspettare che Conte apra bottega e illustri un programma. Alla cieca. Sta in questo personalismo sfrenato, in questo leaderismo d’annata, la dimostrazione di come la rivoluzione culturale a cui ambiva il Movimento è ancora una chimera in Italia. Un paese che da tradizione s’infatua di qualche salvatore della patria e come risultato è da sempre in mano ad una politica imbarazzante. Un problema culturale prima che politico. Cittadini che rinunciano al proprio ruolo e si mettono a tifare o addirittura amoreggiare per il proprio idolo e a spernacchiare quello altrui. Una politica fatta col cuore invece che col cervello. Oggi chi tocca Conte si scotta. È lui l’idolo del momento e tutti accorrono sotto al suo balcone certi che grazie alle sue qualità straordinarie e alla sua leadership illuminata, il paese e la loro vita cambierà per il meglio. Il solito film di cui si conosce già l’amaro finale. Il Movimento era nato proprio per superare questa autolesionistica concezione della politica e passare alla cittadinanza attiva, al cittadino che diventa protagonista sia per strada che nei palazzi, senza delegare, senza infatuarsi di nessuno, senza credere ma sforzandosi di capire e fare la sua parte. Un progetto ambizioso soprattutto in un paese democraticamente arretrato come il nostro, un progetto che richiede tempo e fatica e che in molti hanno abbandonato strada facendo e ancora a metà dell’opera. Ma non per un’idea nuova e migliore, non per andare avanti ma per tornare indietro. Anche dentro al Movimento oggi molti parlano di rinnovamento, dopo soli tre anni dalle elezioni e una pandemia di mezzo. Coi primi mesi a bomba e poi una progressiva implosione. Invece di perfezionare la sua idea, il Movimento è tornato ai protagonismi, al leaderismo, alle correnti, agli scontri egoistici al vertice, alle rivoluzioni a tavolino. È la vecchia cultura “politica” italiana che si è rimangiata l’idea del Movimento. L’unica idea innovativa emersa nel panorama politico italiano dopo decenni di vuote chiacchiere politichesi. Un’idea che ha dimostrato di funzionare, ma che in troppi hanno votato senza nemmeno capire mentre altri hanno abbandonato strada facendo per tornare ai soliti vizietti di sempre. La storia la fanno le idee. Gli uomini sono solo un veicolo, un mezzo che spesso finisce per travisarle e rovinarle. Colpa dell’egoismo che giorno dopo giorno si mangia tutto. Colpa dell’incapacità dell’uomo di apprendere dai propri errori e migliorare. Colpa di una politica che da scontro tra idee diventa scontro tra persone. Risse tra tifosi, risse tra capibastone, risse tra salvatori della patria. Un degrado politico e democratico che i social han reso solo più palese e che certa stampa cavalca per qualche click in più. Solo negli ultimi anni l’Italia si è infatuata di Berlusconi e di Renzi e di Salvini. Adesso tocca alla Meloni da una parte e a Conte dall’altra. Il solito film di cui si conosce già l’amaro finale. L’unica consolazione è che oggi certe infatuazioni durano molto meno che in passato. I tifosi sono più chiassosi, ma anche molto più umorali e incostanti nei loro slanci amorosi. Come se sotto sotto si rendessero conto di quanto siano autolesioniste e assurde certe infatuazioni e che il proprio ruolo in democrazia sia molto più di quello. Non resta che attendere il partito di Conte e l’esito dell’implosione del Movimento. La speranza è che la sua idea non scompaia del tutto e con essa nemmeno la speranza di una democrazia finalmente all’altezza.

11 replies

  1. stavolta Merlo non è stato un pollo ma un’aquila, perché ha capito una cosa importante: che questo fenomeno di bimbocontismo è la cosa più perniciosa che esista.
    tutti a spellarsi le mani e pronti a salire sulla barca di Conte.
    senza nemmeno sapere che cazzo vuole fare Conte.
    l’avvocato del popolo non ha nemmeno illustrato il suo progetto politico, non ha avanzato un’idea, una proposta, un progetto, non ha detto che tipo di partito vuole fare, con chi vuole stare, l’alleanza col PD sarà organica o occasionale?, sarà un partito centrista, di sinistra, di centrosinistra, equidistante?
    non ha spiegato un cazzo, ma la gggente è pronta a stare con lui a scatola chiusa, solo perché è Conte, anzi CONTE tutto maiuscolo come per il DVCE.
    chi se ne frega di che idee ha: è CONTE, non può sbagliare. meno male che CONTE c’è.
    è un’adesione acritica e imbecilloide, che si farebbe andare bene ogni cosa: anche se Conte scrivesse nello statuto che tutti gli iscritti devono prendersi un calcio in culo dall’Immenso Statista all’atto dell’iscrizione, come prova di fedeltà.

    quello che Merlo non coglie però è che il bimbocontismo di adesso è lo stesso grillismo delle origini: un’adesione imbecilloide a quello che diceva Grillo, anche le più colossali puttanate, che andavano benissimo fino a ieri e nessuno osava fiatare.
    adesso non vanno più bene perché c’è un altro che è più popolare di Grillo, ma il fenomeno non è diverso.
    Grillo non viene messo in soffitta perché dittatoriale, per far posto a un sincero democratico: viene semplicemente cambiato dittatore, anche senza sapere come la pensa questo qui.
    è solo tifo da teenager che seguono il loro idolo.
    è la mentalità che è sbagliata, non l’idolo.

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  2. Sono sempre perfettamente d’accordo con Tommaso Merlo.

    Veramente io non reggevo più Grillo già da prima quando usciva con degli ordini che scavalcavano il voto di Rousseau dimostrando che della democrazia diretta se ne fregava. Avevo creduto in lui quando disse che ‘si sentiva stanchino’ e lasciava che il Movimento crescesse da solo. Ho cominciato a dubitare di lui 19 mesi fa quando Di Maio si dimise e lui, come garante, non fece nulla per farci votare una nuova dirigenza e ha lasciato in fase di stallo il Movimento per un tempo lunghissimo con Crimi che faceva il reggente abusivo mentre doveva restare in carica solo per un mese. C’è stato poi l’anno perso inutilmente sugli stati generali. C’era sempre stata la mia critica durissima alla sua mancanza di interesse per la propaganda del Movimento, per la nostra assenza nel panorama delle informazioni, per aver affidato la Rai ai nostri nemici. Ma la mia stima verso di lui è precipitata del tutto davanti al quesito truffaldino che spingeva a votare Draghi, la sua scelta di non stare all’opposizione, le frasi demenziali su Draghi e Cingolani, il modo disastroso con cui ha condotto il patteggiamento con Draghi abusando dei suoi poteri di garante e permettendo il pesantissimo governo del banchiere dei banchieri che doveva essere il nostro peggior nemico. Le braccia mi sono cadute del tutto quando ha espulso 50 persone, ha calpestato il nostro voto per un governo collegiale e ha imposto Conte che non era nemmeno un 5 stelle. Infine mi chiedo come ha potuto tenere contatti con Conte per 4 lunghi mesi senza accorgersi dove Conte andava a parare? Cosa faceva? Dormiva?

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  3. Probabilmente sarà andata così: Conte (e Zingaretti) a suo tempo aveva pensato di mantenere il ruolo di mediatore di una coalizione , con lui candidato premier.Solo che in casa Pd (no Leu) avranno detto : e come, siamo noi avanti nei sondaggi -anche se di poco- e facciamo fare il candidato presidente a questo qui? Costringiamo in qualche modo Zingaretti a dimettersi e rispolveriamo Letta , cui nessuno può dire nulla in quanto anche lui è stato premier .
    Così gestiamo noi tutta la grana, altro che Conte ( che è pure meridionale!) che fa anche qualcosina – non troppo-a favore del popolo , senza che Confindustria o altre lobby ci finanzino come partito (o ce ne ristornino una parte ).
    Difatti tutti ancora strillano come polli spennati dopo 3 anni per il Rdc, e in privato credo anche il Pd , Perché è una prestazione a domanda erga omnes se si hanno i requisiti , non è un favore da elargire a categorie selezionate in cambio poi del voto .
    IMHO

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    • …Segue …
      Che poi Letta abbia il carisma di una rapa lessa , viene di gran lunga dopo .
      Per non sparire dalla scena È stato fatto ripiegare a Conte a leader 5 stelle, ma la sua attitudine maggiore è quella di fare il mediatore .
      Invece a mio avviso doveva ritirarsi , almeno per ora .

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  4. QUALCUNO CHIEDE CHE PROBLEMA C’E’ A TRASFORMARE IL MOVIMENTO IN PARTITO- Viviana Vivarelli.
    Un partito è una piramide dove la base non conta niente e tutto il potere è accentrato nel vertice, il capo politico assoluto da cui dipendono le scelte, le nomine, le alleanze e che può anche fare l’assoluto contrario di quello che aveva promesso in campagna elettorale.
    Un Movimento di democrazia diretta è l’esatto contrario: è una piramide rovesciata dove il popolo esercita ‘direttamente’ la sovranità, gli eletti sono solo portavoce, non formano una casta a vita, non curano i propri interessi, non ci sono capi politici assoluti, ma governi collegiali dalla durata limitata e dai poteri limitati.
    Come in Svizzera e in Islanda.

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    • Viviana, il problemino è che per come M5S ERA GIA’, trasformarlo in un partito non può che essere un AUMENTO NETTO DI GARANZIE, se la trasformazione avrà esito positivo con uno statuto rigido e aperto nei confronti dei militanti.

      Devo ricordarti che i meet up sono SPARITI negli ultimi 2 anni?

      Secondo te, per colpa di Conte… o di GRILLO/DI MAIO?

      Quindi di che temi? Che Giuseppi faccia peggio di Grillo?

      Ma peggio è IMPOSSIBILE, cara Viviana.

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  5. Abbondano cervelli foderati di salame.Non so cosa’ fara’ Conte ne se sarò d’accordo. Però devo dire che in certe occasioni ha mostrato una grande autorevolezza.Per esempio quando ha tirato le orecchie al cazzaro verde o quando in Europa ha battuto i pugni ottenendo buoni risultati col il Mes prima invocato da tutti e poi sparito dalla scena.Direi anche con Grillo ha mostrato la stessa autorevolezza.Grillo invece è sicuramente in piena isteria e dimostra quello che nega cioè il volto del padre padrone brandendo la spada(di cartone) della democrazia diretta.E a proposito del famigerato video degli sproloqui pro figli non centra nulla la storia del padre ferito.Sono gli sproloqui di chi sente che sta perdendo il controllo del potere sulla sua creatura.Stendiamo un velo pietoso

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  6. Ultras, solo ultras da curva sud a curva nord,
    Basta scorrere gli annali e capiamo chi sono gli itagliani.

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  7. tutto questo si risolverebbe semplicemente, se Grillo lasciasse leggere a tutti lo statuto di Conte, in maniera trasparente. Sarebbe per lui un ottimo modo di dimostrare che ha ragione con tutte le sue critiche. Perchè non lo fa? Basta cosi poco per eliminare discussioni, logorii et similia.Io vedo che Conte vuole pubblicare le carte, e Grillo nicchia. Qualcosa vorrà dire.

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