Blaterare l’hobby principale dei media e della politica

(Dott. Paolo Caruso) – A blaterare in Italia si è tutti bravi, specialmente quando l’esempio ci viene dato dai media e da certa politica. Infatti, se la tragica morte della giovane studentessa diciottenne, Camilla Canepa, legata verosimilmente al vaccino Astra Zeneca e alla sua patologia, fosse accaduta durante il governo Conte, cioè durante il governo dei cosiddetti “Incapaci”, si sarebbe di sicuro assistito al fenomeno del deja vu, una vera levata di scudi contro l’ex premier Conte, il ministro della salute Speranza, Arcuri, e tutti i componenti del comitato tecnico scientifico. Ora dopo questo ennesimo tragico avvenimento, nessuno dei cosiddetti “giornaloni” ha fiatato, “neanche una fiata”, sulla propaganda gratuita delle regioni in merito agli Open day, Astra nigt, Vax day, offerti dai governatori, utili oltre alla propria immagine, a spacciare le dosi Astra Zeneca rimaste inutilizzate negli hub vaccinali dopo il rifiuto di molti soggetti anziani. Nonostante che ad aprile il ministero della salute avesse raccomandato la somministrazione del vaccino Astra Zeneca agli over 60, i governatori delle regioni sono andati in ordine sparso, promuovendo iniziative in grado di irretire i giovani a sottoporsi alla vaccinazione. Una vera propaganda politica a livello regionale che ha attraversato in lungo e in largo il bel Paese, e che tendeva a sbandierare le capacità organizzative dei governatori, veri responsabili della sanità regionale. Gli stessi governatori che in epoca Contiana si   contrapponevano al governo centrale, il cosiddetto governo degli “Incapaci”, ritenendosi nelle loro periferie regionali, i “Migliori”. Ora il Paese ripiomba nel panico e nel dubbio , e si riflette anche sui pareri di alcuni esperti del mondo scientifico nazionale che sconsigliavano da mesi il vaccino Astra Zeneca ai giovani e soprattutto alle donne giovani adulte. Certa politica di opposizione come la Meloni di FDI e come l’ambiguità leghista di Salvini hanno iniziato la loro opera di sciacallaggio, emettendo accuse e sentenze, sfruttando così la più becera propaganda di bottega in un momento di dolore e di forti perplessità nel prosieguo della campagna vaccinale. Ancora oggi si assiste ad un Salvini in grande spolvero nella ambiguità che da sempre lo contraddistingue, incapace di tenere la bocca chiusa e tacere una volta per sempre di fronte al dolore di una famiglia e all’incredulità attonita di una intera nazione.