A. Di Battista: “Dell’Africa non importa a nessuno”

L’altra faccia dello sfruttamento: i migranti servono ad arricchire i paesi occidentali, dell’Africa non importa a nessuno

(di A. Di Battista – tpi.it) – Anche l’Africa ha il suo Che Guevara. È Thomas Sankara, Presidente del Burkina Faso dall’agosto dell’83 all’ottobre del 1987. Il 13 aprile scorso, trentaquattro anni dopo il suo assassinio, il tribunale militare di Ouagadougou, la capitale del Paese, ha chiesto il processo per l’ex-Presidente Blaise Compaorè accusato di attentato alla sicurezza dello Stato e concorso in omicidio.

La notizia ha avuto poco risalto in Italia. D’altro canto nel nostro Paese di Africa si parla poco o nulla sebbene il destino del continente nero sia così legato al nostro. Compaorè vive in esilio in Costa d’Avorio dal 2014 e difficilmente, in caso di condanna, verrà estradato in Burkina Faso.

Ciononostante il processo per l’assassinio di Sankara è un processo decisivo se non altro perché potrebbe far coincidere la verità processuale con quella storica. Tutti sanno che Compaorè, Presidente del Burkina Faso per quasi trent’anni, uomo rispettatissimo in occidente in quanto succube dell’occidente abbia fatto parte della congiura conclusasi con l’assassinio di Sankara. Vi sono addirittura due testimoni oculari che affermano che sia stato Compaorè in persona, tra l’altro compagno di rivoluzione di Sankara nonché suo grande amico, a premere il grilletto. Tutti sanno, altresì, che i mandanti furono altri.

Sankara prese posizioni nette. Rifiutò l’assistenzialismo finanziario occidentale reputandolo una moderna forma di colonizzazione. Denunciò il controllo francese dei principali asset del Paese. Si rifiutò di pagare il debito cosciente che un affronto del genere gli sarebbe potuto costare la vita.

Il 29 luglio del 1987 ad Addis Abeba, durante un vertice dell’Organizzazione dell’unità africana disse: «Il debito è ancora il neocolonialismo con i colonizzatori trasformati in assistenti tecnici. Anzi, dovremmo invece dire “assassini tecnici”. Sono loro che ci hanno proposto i canali di finanziamento dei finanziatori. Questi finanziatori ci sono stati consigliati, raccomandati. Ci hanno presentato dei dossier e dei movimenti finanziari allettanti. Noi ci siamo indebitati per 50, 60 anni e più. Cioè siamo stati portati a compromettere i nostri popoli per 50 anni e più. Il debito nella sua forma attuale, controllata e dominata dall’imperialismo, è una riconquista dell’Africa sapientemente organizzata, in modo che la sua crescita e il suo sviluppo obbediscano a delle norme che ci sono completamente estranee. In modo che ognuno di noi diventi schiavo finanziario, cioè schiavo tout court, di quelli che hanno avuto l’opportunità, l’intelligenza, la furbizia, di investire da noi con l’obbligo di rimborso».

Chi oggi al mondo osa pronunciare parole simili? Quale politico ha il coraggio di menzionare il concetto di “schiavo finanziario”? Eppure la schiavitù finanziaria è attuale sia in Africa che in Europa, e lo sarà ancor di più senza un adeguato controllo “politico”, dunque popolare, della spesa del Recovery Fund.

Il discorso sul debito lo condusse alla morte. Sankara venne assassinato otto settimane dopo. L’Alto Volta, così si chiamava il Paese prima che Sankara lo ribattezzasse Burkina Faso (Terra degli uomini integri) era, parole sue “la quintessenza di tutte le disgrazie dei popoli”.

Un Paese dilaniato dai colpi distato, assetato dalla desertificazione, costretto alla monocoltura di cotone dalle imposizioni coloniali, con un tasso di alfabetizzazione del 2%, una mortalità infantile spaventosa, un’aspettativa di vita di poco più di 40 anni ed un medico ogni 50.000 abitanti. Sankara tagliò privilegi e stipendi pubblici e con quel denaro finanziò una serie di campagne di vaccinazione contro la poliomelite e la meningite.

I pochi denari nelle casse dello Stato li investì nella costruzione di pozzi riducendo la mortalità infantile (nell’Africa nera una delle principali cause di morte per i bambini sotto i 5 anni è la diarrea dovuta all’acqua contaminata), di case popolari, di centri di salute. Sankara iniziò a tessere una rete internazionale preoccupante per le cancellerie europee e per Washington. Incontrò

Fidel Castro, viaggiò a Mosca, si schierò apertamente contro l’apartheid in Sudafrica.

«Un assassino come Pieter Botha ha passeggiato tranquillamente nella bellissima Francia. Nella libera Francia. Ha potuto calpestare quel suolo con i suoi piedi sporchi. Quelli che gli hanno permesso questa possibilità ne dovranno rispondere alle loro coscienze per sempre». Parole sprezzanti che Sankara pronunciò in faccia a Mitterrand durante un incontro tra i due.

«L’Africa agli africani» soleva ripetere. E ancora: «consumate burkinabè». Non era un autarchico, credeva nelle Nazioni Unite, nelle relazioni internazionali, negli scambi commerciali. Allo stesso tempo credeva nella sovranità africana, una sovranità politica, economica, energetica, alimentare e produttiva.

«Dobbiamo far capire a tutti che i mercati in africa sono i mercati degli africani. Dobbiamo produrre in Africa. Trasformare le nostre materie prime in Africa e consumare in Africa. Dobbiamo produrre ciò di cui abbiamo bisogno e consumare ciò che produciamo. Siamo qui oggi per mostravi la nostra produzione di cotone tutto prodotto in Burkina, tessuto in Burkina, confezionato in Burkina, per vestire la nostra gente. La mia delegazione ed io stesso siamo vestiti con il nostro cotone, tessuto dai nostri compatrioti, non c’è un solo filo che proviene dall’Europa o dall’America» disse in uno dei suoi ultimi discorsi.

Mentre Sankara non voleva importare neppure un filo di cotone straniero in Burkina Faso, la sinistra al caviale nostrana insiste nulla necessità di importare manodopera africana in Italia.

«I nostri giovani sono pochi, dobbiamo accogliere più migranti», così si è espresso Enrico Letta, segretario del PD, la settimana scorsa. Questa di Letta è solo una delle innumerevoli argomentazioni avanzate dai fautori dell’accoglienza interessata per convincere la pubblica opinione della positività dei flussi migratori.

Nel 2016 Tito Boeri, ex-Presidente dell’INPS sosteneva: «Se chiudessimo le frontiere ai migranti non saremmo in grado di pagare le pensioni. Ogni anno gli stranieri versano otto miliardi di euro in contributi e ne prelevano tre. È vero, un giorno avranno la pensione pure loro, però molti torneranno al loro Paese d’origine. I loro versamenti saranno a fondo perduto». Ci arricchiscono insomma, perché questi poveracci lavorano, versano contributi, poi tornano in Africa e quel che hanno versato resta in Italia. Se affare si tratta non lo è certo per l’Africa.

Nel 2017 il Fondo Monetario Internazionale ha pubblicato una dossier dal titolo L’impatto della migrazione sui livelli di reddito delle economie avanzate nel quale si sostiene che un aumento dell’1% del numero di lavoratori immigrati corrisponde ad una crescita del 2% del Pil del paese che li accoglie. Insomma i migranti ci arricchiscono. Fanno lavori che non siamo più disposti a fare anche perché si accontentano di salari più bassi. Versano contributi a fondo perduto. Fanno crescere il nostro Pil e Dio solo lo sa quanto questo conti negli uffici tecnici di Bruxelles. I migranti coprono la domanda di manodopera. I migranti ci aiutano a crescere i nostri figli.

Tuttavia, come sostiene Maurizio Pallante nel libro Il diritto di non emigrare “se col loro lavoro gli immigrati fanno crescere il Pil dei Paesi ricchi in cui si trasferiscono, non contribuiscono a farlo crescere nei Paesi poveri in cui sono nati”. Logico no? Non per Letta evidentemente. L’accoglienza interessata altro non è che l’altra faccia dello sfruttamento. L’utilità dei migranti per le esigenze occidentali (in particolare quelle della grande industria) prende il posto dei diritti degli africani, in primis quello di prosperare a casa loro, di aumentare il Pil dei loro paesi, di lavorare per la crescita socio-economica delle loro comunità o di crescere i loro figli, non quelli degli altri.

L’accoglienza interessata non ha nulla a che vedere con la tanto sbandierata solidarietà. L’accoglienza interessata è puro imperialismo mascherato da magnanimità. L’accoglienza interessata interessa all’uomo bianco, eterno protagonista delle vicende africane.

L’uomo bianco toglie (ricchezze, risorse, democrazia, sovranità, indipendenza) e l’uomo bianco dà, o meglio finge di dare in quanto utilizza le fughe africane per il proprio sviluppo. L’Africa agli africani urlava Sankara. Obiettivo difficile se gli africani, in particolare coloro che sono nel pieno della loro capacità lavorativa, sono costretti a lasciare la loro terra. Le migrazioni contribuiscono ad aumentare gli squilibri sociali ed economici tra nord e sud del mondo. È evidente. Ed in tale senso le migrazioni si trasformano via via in una delle ragioni stesse per le quali gli africani sono costretti a fuggire. È un dannato circolo vizioso che nessuno in Europa immagina di spezzare. Nessuno ha il coraggio di investigare approfonditamente le ragioni che spingono milioni di cittadini ad abbandonare i loro paesi d’origine.

Ritenere che l’aumento dei flussi migratori sia un fenomeno positivo significa ignorare la storia. Anche quella italiana. Il divario socio-economico tra il sud ed il nord è aumentano o è diminuito con le migrazioni dei meridionali verso il settentrione più industrializzato? D’altro canto anche al nord serviva manodopera, anche al nord i “terroni” accettavano condizioni di vita peggiori, salari più bassi, tuguri dove vivere a dozzine.

Se Letta avesse detto “dobbiamo aumentare il numero di meridionali al nord perché al nord manca manodopera” probabilmente sarebbe finito nel tritacarne politico-mediatico. Ma ha parlato di migranti e la cosa ha destato meno scalpore.

Delle ragioni per le quali gli africani fuggono non sappiamo nulla. Nulla dei motivi per i quali si combattono le guerre. Nulla dello sfruttamento delle risorse, coltan in primis. Nulla dei colpi di Stato moderni, della penetrazione cinese, dell’arroganza occidentale. Nulla di nulla. Come nulla, probabilmente, si seppe in Europa della congiura a danno di Sankara quando questa veniva consumata.

Sankara minacciava lo strapotere della finanza, minacciava i trafficanti di armi, minacciava l’imperialismo monetario. Sankara aveva compreso che i nuovi schiavi sarebbero stati gli schiavi finanziari e che le catene della grande finanza, meno visibili ma non meno stringenti, sarebbe stato molto più difficile spezzarle una volta poste. Sankara chiedeva a gran voce una maggiore rappresentanza africana in seno al Consiglio di sicurezza dell’ONU denunciando la vergogna dei membri permanenti con diritto di veto.

«Proponiamo anche di rivedere tutta la struttura delle Nazioni Unite per porre fine allo scandalo costituito dal diritto di veto. È vero che certi effetti più diabolici del suo abuso sono stati controbilanciati dalla vigilanza di alcuni fra gli stati che detengono il veto. Tuttavia, nulla può giustificare un tale diritto, né le dimensioni di un paese né la sua ricchezza» disse al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite.

Settantasei anni dopo la fine della II guerra mondiale i cinque Paesi usciti vittoriosi (si fa per dire, la Francia venne umiliata) dal conflitto detengono un potere antidemocratico: quello di veto. Possono, di fatto, rendere nulla ogni decisione presa dal Consiglio stesso.

I due continenti più poveri del pianeta, Africa e America Latina, non hanno un solo Paese che goda di tale privilegio. In Europa (calcolando anche la Russia europea) vivono 750 milioni di persone. Ebbene hanno diritto di veto la Gran Bretagna, la Francia e, per l’appunto, la Russia. Il Nord America è abitato da 580 milioni di cittadini e gli Stati Uniti sono membro permanete. In Africa ci sono 1,4 miliardi di abitanti eppure nessuno stato africano può imporsi nel Consiglio di sicurezza. Altro che Nazioni Unite. Nazioni diseguali. Chi oggi osa prendere posizione pubblicamente contro questo scandalo?

Se Sankara fosse vivo verrebbe tacciato di populismo, di irresponsabilità. Verrebbe accusato di non capire la complessità della politica internazionale. Oppure, dato il suo totale sostegno alla causa palestinese, verrebbe silenziato.

«Parlo con indignazione a nome dei palestinesi, che un’umanità disumana ha scelto di sostituire con un altro popolo, solo ieri martirizzato» disse Sankara nel discorso del 1984. Ecco perché i leader di mezzo mondo, Letta in primis, si sono dimenticati dei diritti dei palestinesi. Per paura di essere “silenziati”. Eppure a furia di stare dalla parte dei più forti sarà la Storia a ridurli al silenzio.

59 replies

  1. questo oramai si è sostituito pure a Gesù di nazareth. Con la sola differenza che ci fa pure i soldi con gli africani che difende con la penna delle chiacchiere al vento.

    Chiacchiere al vento.

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      • troverai sempre di meglio tra gli scrittori, anche quelli poco famosi ma scrittori. Sempre che tu legga, ma lo escludo.

        Leggere scrittori sconosciuti ma scrittori, NON paraculi che sono in sud america e contempornemanete parlano di salvare l’africa dai mali del mondo.

        Forse un giorno capiranno cosa faranno da grandi, ma fino a quando troveranno degli idioti che li comprano per leggere come risolvere i mali del mondo con un libricino, continueranno nell’opera di raccontare come salvare il mondo dai cattivi a quegli idioti che gli portano la grana.

        Non sapevo che ti piacesse odorare la merda contro vento. Non ho riferimenti da darti tra gli scrittori poco conosciuti. Mi spiace poco, ma mi spiace.

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  2. Infatti, mi dicevo, ma come se le sceglie questo qua.

    Se questo e’ il fine sembra un Saviano molto minore – perche’ non ha mai rischiato gran che – nel senso che produce pillole di un Bignami del politicamente lottabile.

    Ho il sospetto che sotto sotto vi sia una ultima riga, in queste freguenti e senz’altro motivate condivisioni, che questo Dibba non scrive ma vuol che noi intuiamo. Dice: “E voi, che fate?”

    Perche’ c’e’ lui.

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    • bravo Ennio, hai capito perfettamente il personaggio.

      E’ uno che si è sempre vantato di non guardare mai la televisione, per poi finire sempre in televisione. Quindi la guarda solo quando ci va lui, cioè TUTTE le volte che lo chiamano. NON dice MAI di no.

      E’ un saviano minore, ma il senso è lo stesso. Hanno ASSORBITO per pura convenienza di portafoglio quel finto buonismo di questa finta sinistra paracula che il dibba ha sempre condannato (solo con le chiacchiere), per finire col parlare di retorica buona e vuota, di come risolvere problemi IRRISOLVIBILI, come la povertà in africa o le discriminazione nel mondo. Usa cioè lo stesso linguaggio che ha sempre condannato.

      Finchè troveranno degli ignoranti stupidi da mungere per mangiarci sopra lo faranno. Forse faranno pure la pubblicità come le llitizietto, per far ancora più soldi.

      Tutto chiacchere senza distintivo.

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      • Io per “Saviano minore” non intendo dire che ammorbidisca i toni o che abbia meno pubblicita’, poiche’ questo non mi sembra il caso.

        Inoltre, le parole di Saviano, eccetto quella su quel cretinissimo referendum di Renzi, le condivido tutte.

        A Saviano e’ stato imputato il fatto, da qualche anno ma sicuramente non all’inizio (per forza di cose, visto l’oggetto della sua scrittura) di scrivere libri usando libri altrui. Queso l’ho riscontrato leggendo le recensioni estere che non sembravano mostrare tutta la riverenza che io invece attribuisco all’autore di Gomorra.

        Quindi, intendevo dire che Di Battista ripete cose gia’ dette e ridette o abbondantemente scritte su riviste semiclandestine zeppe di gente che si e’ fatta un mazzo studiando, le quali vengono ignorate quando a dirle sono i morti i fame che si impegnano per non far sommergere i bambini e le bambine dal degrado da tutti noi accettato in quanto non combattuto. Paro degli attivisti e delle attiviste.

        Che si faccia carico di questo impegno e’ per lo meno lodevole, e poi non fa male.

        Quanto al veleno su Roberto Saviano, vedete per pure Jodorowsky si e’ fatto un “canale” su Iutiub.

        Ma voi dovevate esserci quando l’ho saputo, hanno chiamato la polizia!

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      • X Andrea e Ennio.

        Fate a gara a chi raglia più forte o mi sbaglio?

        Evidentemente, come qualcuno ha scritto più sotto, i cretinetti guardano il dito invece che la luna.

        E intanto voi che avete come punti di riferimento qualcuno ‘più bbbravo’ del Dibba, diteci pure: quale altro politico o ex politico si ricorda di scrivere di questi temi?

        Politici di schieramenti che prendono più del prefisso telefonico, intendo.

        E poi che Dibba ‘non abbia corso gli stessi rischi di Saviano’, da dove salta fuori?

        Gira senza scorta in alcuni dei paesi più pericolosi del mondo, come cazzo farà con la famiglia al seguito non lo so proprio, è già tanto se non ammazzano anche lui.

        Ma oh, per Andrea e Ennio Moccicone l’importante è dare addosso al Dibba.

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      • Caro SadoMaso, ringrazioti per le tue gentili parole, e ricambio il tuo affetto con questa piccolissima nota, solo per esser piu’ preciso…

        Andare in giro in alcuni dei paesi eccetera eccetera non dovrebbe rimpolpare la panoplia onorifica del viaggiatore, visto che anche una tazzina da caffe’ sbreccata capisce che il Dibba, nei suoi giri di acquisizione informazioni e contatto con fonti locali, NON andava dove avrebbe rischiato la pelle.

        E’ giusto menzionare quel minimo di acidita’ ed invidia che non si nega a nessuno, laddove si porti a dimostrazione della non letalita’ dei rischi corsi dal Di Battista il fatto che tali eventi sarebbero stati ampiamente raccontati dallo stesso in paginate e paginate di pixel.

        Ricordoti inoltre che e’ questa l’unica rotolata di carta igenica digitale nella quale, a proposito del gia’ citato personaggio, ho scritto piu’ d’un pugnetto di parole.

        Porgoti distinti i miei piu’ o meno spernacchianti saluti ed auguroti colite domani mattina alle 7 per aver mancato di notare la nobilta’ e l’equilibrio delle mie gia’ citate parole.

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      • @SM

        Un velo pietoso sul Che Guevara

        Vorrei che fosse chiaro che il dibba lo considero molto meno peggio di gigino e sono tra quelli favorevoli al suo secondo mandato, mentre sono CONTRAIO ai gigini, che vorrei invece fossero messi in votazione, anche se non lo faranno perchè hanno sabotato tutto.

        Mi limito quindi a constatare le contraddizioni comportamentali e di informazioni filtrate, alcune al limite della presa per il culo.

        Tutto il suo racconto passa come quello di uno che ha letto le cose su internet e ha fatto copia incolla come i bambini delle elementari quando devono fare una ricerca a casa.

        Burkina Faso: contraddizioni e incertezze.
        15 anni fa, durante il periodo di “ingegneri senza frontiere”, mi proposi come azienda, a gratis, di fare progetti proprio per la piccola isola felice di 2 metri per 3, il burchina faso. Scoprii presto chi i volontari italiani con i progetti tutti finanziati dalla ue ci MANGIAVANO TUTTI SOPRA, TUTTI. Ti pare volontariato questo??? E’ l’isola così felice come va raccontando il dibba??? E’ veramente come la racconta lui??????

        Capito??? Questo non sa di cosa parla e come tutti la butta sul burkina faso, un pezzeto di orticello in una africa totalmente in mano al crimine, alle bande armate, alla corrozione, alla criminalità e alla complicità di governi locali fatti di africani, non SOLO occidentali cattivoni, che dettano legge in terrotori dove la dittatura militare comanda con le condanne a morte. Il nostro eroe informatore dimentica poi di citare la cina, cioè la forza straniera che oggi ha la maggiore influenza sull’africa, se l’ è comprata nei fatti quasi tutta, forse per farne la sua cina. Sicuramente per farne la sua cina, la cina della cina.

        Come fa una persona informata come il dibba a dimenticare che la cina oggi in africa conta molto di più dell’occidente anche in chiave di prospettiva futura di breve periodo??? Come è possibile??? Non puoi non parlare della cina quando parli di africa. NON SI PUO’.

        Il nostro EROE delle galassie parla anche di cose che non conosce e le informazioni che fornisce sono reperibili da ciascuno di noi usando una cosa aliena che si chiama google. Credo che in meno di 20 minuti ciascuno potrebbe scrivere le stesse cose, ovviamente migliorandole e raccontandole meglio, cioè come sono nella realtà o comunque più vicine alla realtà di come sono state raccontate.

        Il burkina faso 1) non è l’isola felice che fa comodo di raccontare 2) è grande come san marino confrontata non all’italia, ma all’europa. Cioè non conta un cazzo nemmeno come modello socio culturale, perchè non potrà MAI fare scuola in africa. E’ trascurabile. La domanda è: perchè cazzo ne parlano TUTTI tutte le volte se non conterà mai un cazzo anche come modello replicabile?

        Si definiscono esperti, ma sono dei mediocri cialtroncelli.

        Stendiamo infine un velo pietoso sul Che Guevara. Che c’entra come i cavoli a merenda. D’estate.

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  3. Si percepisce una sottile ma lunga vena di invidia, invidia x la liberta che uno spirito libero come il Dibba si concede, liberta che gli permette di viaggiare, di conoscere popoli e culture differenti, paesaggi ed etnie che gli ispirano scritti e teorie ma soprattutto uno stile di vita al di fuori degli schemi e cio fa arrabbiare soprattutto chi sia per pavidita, sia ignoranza non si sia mai allontanato dal suo cortile di casa o al massimo volato in qualche paradiso esotico ma senza mai uscire dal villaggio vacanze con personale e cuochi italiani,
    Vai DIBBA, vivi la tua liberta. E in culo agli invidiosi.

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    • Non per velenare ma … “uno stile di vita al di fuori degli schemi”. ???

      Ripeto, Di Battista non lo vedo come causa o concausa di inquinamento, ponti che crollano o depauperamento della ricerca scientifica sulle energie rinnovabili, eppero’ ignoro in cosa – al netto della acidita’ che provo per chiunque occupi una qualunque ribalta – lo stile di vita del Dibba sia conforme a quella definizione.

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    • Non mi serve…

      Etnie differenti: mezzogiorno a Kanalstraat in Utrecht. Sono 14.

      Etnie differenti: un mese a Chateau D’Eau a Parigi, Africa da capo a piedi.

      Etnie differenti: un anno a Leicester, dove anche gli alberi parlano Gujarati.

      Etnie differenti: negli anni Novanta tutto intorno a Termini, me li sono fatti tutti i ristorantini dei Paesi del Corno d’Africa.

      Etnie differenti: due settimane in meno di due metri quadrati nel Triangolo d’Oro a Parigi.

      Anche a casa mia sono stato minoranza etnica; tranquillo che non serve l’invidia.

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  4. Sarà che pure io ho sognato terre e mondi lontani, vissuto con gente diversa, conosciuto cose che la grandissima parte dell’umanita neppure si immagina, dal baltico all’equatore, dall’oceano atlantico agli urali, percorso buona parte dei pirenei a cavallo, cavalcato con i butteri maremmani, o nella puszta ungherese traversato il massiccio centrale traversato l’ucraina in pulman e in treno, l’africa le savane, gli altipiani i deserti, il mio piu grande rimpianto è non poter vedere il resto del mondo,
    Perciò ammiro il Dibba, sicuramente un miracolato, ma cio non gli ha impedito di inseguire i suoi sogni, di salvaguardare la sua libertà,
    Notte gente,

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  5. E io non cago te, tutto cio che hai scritto non vale un cent,
    Parigi Bruxelles berlino vienna oporto lisbona senza tralasciare milano roma torino catania palermo bari buda pest belgrado bucarest tirana bratislava varsavia minsk kiev dnipropetrvsk dmosca tunisi amman bagdad dakar
    Sebastopoli lagos e molte altre compreso la dancalia e gli altipiani del niger e nigeria, dovresti provare anche te, ne vedresti delle belle,
    I ghetti e le banlieue di parigi marsiglia e simili non hanno niente a che vedere con le realtà, quelle sono zone dove vivono popolazioni che non hanno piu niente a che vedere con i loro paesi d’origine, prova ad andare a mogadiscio oppure al cairo e vivere nella loro quotidianità Poi parla.

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      • Non hai visto quello che ti presentavo: puoi viaggiare anche se incontri persone che ti raccontano. Sai fare lo zighini’?

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      • Parla l’incasinato mentalmente che quando ha a che fare con la lingua araba, gli si sovverte lo schema prima-dopo, sinistra-destra; che confonde Testi Sacri con Religioni: i fessi come te non dovrebbero uscire dall’uscio della porta della casa dove sono nati! Sempre che siano nati al chiuso…

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  6. Guarda,li c’è la luna.E il cretino fissa il dito invece del nostro satellite.Di Battista ci ricorda le nostre colpe e responsabilità di occidentali pasciuti che fanno passare per beneficenza lo sfruttamento facendo innervosire gli ipocriti. Certo tra me e gli Agnelli ce ne passa , ma il mio benessere per quanto modesto è prodotto a meno in parte da quello sfruttamento.Certo,vi è povertà anche da noi,ma le sperequazioni fra nazioni produrranno con la globalizzazione e le emigrazioni l’aumento esponenziale dei nostri indigenti e con essi i conflitti raziali e sociali.

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  7. Chi oggi al mondo osa pronunciare parole simili? Quale politico ha il coraggio di menzionare il concetto di “schiavo finanziario”?

    Io mi ricordo, appena un paio d’anni fa, un certo vicepremier che denunciò pubblicamente il colonialismo francese portato avanti attraverso lo sfruttamento del Franco Cfa (tuttora in uso in 14 Stati, tra cui il Burkina Faso), con suggerimento agli interessati di decolonizzare l’Africa e a Bruxelles di applicare sanzioni, ma invece di finire elogiato per il gesto coraggioso, è stato prima accusato di aver voluto creare un caso diplomatico e poi spernacchiato a media unificati.

    E’ sempre qua che casca l’asino, nei pur condivisibili discorsi del buon Dibba: quando si tratta di passare dalle parole ai fatti.

    https://www.ilmessaggero.it/mondo/ambasciatore_italia_parigi_convocato_governo-4246230.html

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  8. In fondo però sono il parco buoi… Va bene che arriveranno i sedicenni e lo jus soli, ma per impinguare la finanze pubbliche con il lavoro di questi ci vorrà ancora tempo: per ora sono solo una non piccola spesa ( caporalato a parte) e un problema. Si campa ancora con le tasse che hanno pagato e pagano gli “anziani” e pure tanti mojito sono di tasca ancora loro.

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  9. Fra i commenti che ho letto nessuno rileva il fatto che Di Battista citi più volte Letta in termini non proprio elogiativi. Dunque, come la mettiamo con Conte? I due dicono di stimarsi a vicenda, ma le divergenze ci sono, eccome … escluderei un ritorno di Di Battista nel futuro Movimento, ammesso che decolli.
    Sull’Africa, è evidente che l’ONU dovrebbe essere riformato nel senso indicato dal compianto leader del Burkina Faso, ma sul tema -ad esso correlato- dell’immigrazione Di Battista a mio avviso ha una visione “sentimentale” che non sempre corrisponde alla realtà. Quanti scappano davvero dalle guerre? E quanti sono abbagliati dallo stile di vita europeo e si illudono di trovare ricchezza e benessere senza fatica? I giovani africani della borghesia, cioè quelli che possono permettersi un viaggio in Italia, seppur su barconi fatiscenti, non vanno a lavorare nei campi come certi poveracci pagati tre euro l’ora … bisogna distinguere fra immigrati: quelli che lavorano vanno accolti e vanno applicate le nostre leggi di tutela dei lavoratori, gli altri vanno rispediti a casa loro senza se e senza ma. Se il Pd nostrano si dichiara in sintonia con Kamala Harris (che in Guatemala è andata a dire di restare nel proprio paese perché i clandestini non saranno accolti), si comporti di conseguenza, soprattutto ora che riprendono gli sbarchi e in Europa nessuno ci soccorre.

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  10. “E quanti sono abbagliati dallo stile di vita europeo e si illudono di trovare ricchezza e benessere senza fatica? ”

    Ommammamia…

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  11. Una idiota totale ha scritto che Di battista è di destra.Non solo Di Battista è di sinistra ma lo è secondo crismi mondiali e non ristretti al provincialismo della decadente sinistra italiana.
    Vorrei ricordare a tanti che dileggiano ALESSANDRO DI BATTISTA senza nemmeno conoscerlo che nella sua attività di volontario e di inviato speciale si è sempre occupato del Terzo Mondo. Ha lavorato per un anno come cooperante in Guatemala, occupandosi di educazione e progetti produttivi nelle comunità indigene. Nel 2008 si è occupato di microcredito e istruzione in Congo-Kinshasa e di diritto all’alimentazione per conto dell’UNESCO. Ha inoltre collaborato col Consiglio italiano per i rifugiati, la Caritas e Amka Onlus. Nel 2010 è stato in Argentina, Cile, Paraguay, Bolivia, Perù, Ecuador, Colombia, Panama, Costa Rica, Nicaragua, Guatemala e Cuba per scrivere il libro Sulle nuove politiche continentali.
    A partire dal 2011 collabora con il blog di Beppe Grillo pubblicando reportage sulle azioni dell’Enel in Guatemala. Nel 2012 gli è stato commissionato un libro sui sicari sudamericani da parte di Gianroberto Casaleggio. E’ quindi partito per Ecuador, Panama, Guatemala e Colombia e a fine anno ha pubblicato l’e-book Sicari a cinque euro, edito da Adagio (Casaleggio Associati), nel quale analizza l’origine del fenomeno del sicariato e propone alcune possibili soluzioni. Ora è partito per un reportage di due mesi commissionato da Il fatto Quotidiano per la Colombia.

    Nel suo ultimo libro ‘Contro’ scrive:
    “Ho le mie idee non le ho barattate per nulla al mondo. Non le ho sacrificate sull’altare della convenienza politica né su quello dell’agognata tranquillità personale. Se proprio qualcuno volesse catalogare le mie convinzioni politiche, probabilmente sosterrebbe che sono opinioni di Sinistra. Credo nello stato sociale e nella Costituzione repubblicana. Credo nella difesa del risparmio, nel principio di autodeterminazione dei popoli, nel multilateralismo. Non amo la Nato e detesto quello che la Nato ha fatto negli ultimi 20 anni. Sostengo la causa palestinese, la nazionalizzazione di Autostrade per l’Italia, la piccola e media impresa. Ritengo indispensabile una legge sul conflitto di interessi soprattutto alla vigilia dell’arrivo dei soldi del Recovery fund. Sono cattolico ma non tollero che gli istituti religiosi non abbiano pagato le tasse dovute. Sostengo la lotta alla mafia e penso che, oggigiorno, passi anche attraverso la legalizzazione delle droghe leggere. Da dieci anni chiedo il ritiro dei militari dall’Afghanistan. Credo nel disarmo mondiale, nel reddito universale e non vorrei basi americane a casa mia… Detesto il razzismo e tutte le forme di discriminazione. Tuttavia ricordo che vi è anche la discriminazione sociale ed economica e a patirla sono uomini e donne di ogni razza, di ogni religione e di ogni credo politico. Il punto è che alcuni degli artefici di tale discriminazione , causa a sua volta di disuguaglianze sociali, tagli alla spesa pubblica, suicidi, risparmiatori truffati, sono uomini e donne che si professano di Sinistra, che oggi frequentano ancora i palazzi del potere nonostante il loro passato. E che oggi si aggrappano all’ultimo salvatore del sistema. Colui che difficilmente riuscirà a domare gli appetiti della partitocrazia, non avendo, in passato, contrastato adeguatamente quelli dei finanzieri”

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  12. Chi dice la verità viene deriso o diffamato da chi sostiene i propagatori di bugie.
    Ci sono su questo blog persone così meschine che si rendono miserevoli da sole con i loro commenti.
    Che il futuro dia loro la luce dell’onesta visto che la disonestà e la cattiveria hanno inquinato i loro cervelli e i loro cuori, sempre che ne abbiano!
    Da che mondo è mondo, i succubi hanno sempre esecrato i liberi, e i delinquenti hanno sempre sparlato degli onesti.
    Ma chiunque ha un minimo di intelligenza e sa fare un minimo di distinzione tra male e bene non può che schifarsi di certi commenti che si rendono vergognosi da soli.

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    • @viviana v.
      Nessuno vuole deridere Di Battista. Quando uno si da da fare come lui, il rispetto è garantito. Se c’è qualcuno da deridere è lei e tutti quelli come lei, che trascrivono il suo curriculum vitae e ne parlano come il nuovo Hemingway. Solo questo.

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  13. All’Africa vi penserà Figliuolo”donando”le dosi di Astrazeneca che non riuscirà a sbolognare neppure come terzo richiamo nelle RSA.

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  14. viviana.v:Non ti pare che si “occupi” di troppe cose? Un Cettolaqualunque farebbe meglio.Porto ad es. Giuliano Ferrara-lotta continua- cia.Mieli idem revisionista storico post fascista.Napo ex balilla…lo zombie ex direttore di repubblica Scarafone idem.Si potrebbe andare verso l infinito a nominarli tutti.Ieri su la sette infamavano pure Pertini.Perché dibba dovrebbe essere diverso?Un leone a chiacchiere sui fatti non si è ancora visto e dopo ben sette anni.Borghese all’ennesima potenza, direi. Con i veri casini italiani di disagio sociale e non. Si “confronta”?Già meglio il sudamericano più lontano e lontano dagli occhi.Messico e nuvole…il volto triste dell’America.Qui è sempre sereno.

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  15. Anch’io ho un po’ la sensazione che Di Battista si sia un po’ calato nella parte del difensore dei popoli ultimi e ci marci un poco, scrivendo cose su tanti popoli diversi, forse un po’ superficiali, e a volte quasi ovvie o banali.

    Però di questi popoli ultimi non se ne parla mai abbastanza, sono ultimi anche nella copertura mediatica, tutta concentrata sulla propaganda ai popoli primi … quindi il lavoro di Di Battista secondo me è comunque utile.
    Un po’ savianistico ok, nel senso di saltare da un argomento all’altro ma restando un po’ in superficie, senza fermarsi ed immergersi in una situazione particolare e approfondendola e tentando di ottenere davvero qualcosa, ma negli anni, non nello spazio di un articolo.
    Un po’ come ha fatto col M5S in cui è entrato, si è impegnato anche moltissimo, ma poi se ne è andato.
    Però è giovane, e i conti sulla persona si faranno fra qualche decennio, e per ora comunque, almeno per me, promette bene.

    E poi ce ne fossero di giornalisti (direi che sia un giornalista, e di quelli ancora invenduti) che si occupano degli ultimi, sempre dimenticati da tutti.
    Contro il proprio interesse fra l’altro, perchè se si metesse a leccare piedi e culo ai potenti avrebbe la carriera facile, e invece li critica, e nel farlo ha tutto da perdere.

    L’occidente si comporta con l’Africa come una mafia, schiacciandola e sfruttandola, ed evolve nel tempo il suo metodo. Prima scendeva con le navi di legno e si portava via gli schiavi, poi con le navi di ferro si è portato via le risorse, ora con la finanza e la propaganda gli porta via l’anima, la cultura e il futuro.

    Almeno gli schiavi venivano in europa a spese degli schiavisti, ora devono pure pagarsi il viaggio, e ancora tanti ne muiono in viaggio, non è nemmeno diventato comodo.

    E l’occidente gli impone governi di burattini spietati e sanguinari sfruttando lo scontento popolare per abbattere un regime per poi sostituirlo con uno peggiore.
    Mi viene in mente il libro egiziano “Sono corso vero il Nilo” di ‘Ala Al Aswani, o il film messicano “Nuevo Orden” di Michel Franco, che parlano di moti popolari cui è seguita una sanguinosa repressione e poi un golpe militare, il primo riferito a storia reale, il secondo a una storia immaginata ma possibilissima.

    E mentre li schiacciamo (noi tutti, perchè noi tutti godiamo se non le fette le briciole almeno di quella torta) intanto ci distraiamo a sentirci buoni parlando dei diritti degli ultimi ora neri, ora donne, ora LGBT, ce n’è per tutti, purchè restino solo parole … imbiancando di buonismo la nostra società malata, sofferente e per questo violenta e ingiusta, e la nostra unica vera legge: quella della giungla.

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    • @ Fabrizio Castellana
      La storia di certi popoli, per lo più africani, fa rabbrividire. La pratica della schiavitù, messa in atto da portoghesi, spagnoli, inglesi ha privato per secoli quel continente di energie giovani, condannandolo alla povertà. Tutto questo è inconfutabile.
      Però è anche vero che gli europei non possono continuare a battersi il petto all’infinito per quanto è stato fatto da chi ci ha preceduto. Cerchiamo di essere realistici, concreti e magari operativi: intendo dire che l’accoglienza non può essere gratis per anni e i giovani africani, per lo più robusti e purtroppo spesso analfabeti, potrebbero fare dei lavoretti socialmente utili nei comuni in cui sono accolti. Dalle mie parti vige il modello dell’accoglienza diffusa e questi marcantoni (nel senso di prestanza fisica), dotati di cuffiette e cellulare, stazionano vicino ai negozi o nelle piazze da mane a sera chiedendo l’elemosina. Magari s’annoiano anche … Bisognerebbe organizzare corsi di formazione e farli lavorare, non vedo altre strade. Chi si rifiuta è bene che torni da dove è venuto.
      So bene che quello che scrivo non è politicamente corretto ma è la realtà. Ce n’è un’altra? Qualcuno me la indichi…
      Se poi questo significa, come vuole Viviana, essere di Destra, me ne farò una ragione. In casa mia abbiamo sempre lavorato, da generazioni e si dà per scontato che il pane bisogna guadagnarselo. Non era di sinistra questo stile di vita?

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  16. Dibba….se stai sempre sulla riva de fosso…..boh siamo capaci tutti?
    Dibba fuori le palle e dai un apporto costruttivo, altrimenti 4 cagate le possiamo scrivere tutti

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    • Potresti cominciare anche tu a scrivere come lui, e magari puoi andare a leggere le tue 4 cagate fuori la villa di B. ad Arcore, magari leggendole insieme alla sentenza contro dell utri sulla trattativa Stato mafia.

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      • prima però ci ha stampato DUE libricini, entrambi pagati, cioè stampati, dal mafioso di arcore (rizzoli mondadori).

        Mettiamo i puntini sulle i. Perchè altrimenti sembrerebbe che ce l’abbiamo col dibba perchè siamo rosiconi, come dice lui.

        Non ce l’abbiamo contro nessuno, ci limitiamo a fare constatazioni oggettive.

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      • E cmq il primo libro si intitolava Sicari a 5 Euro ed è stato pubblicato da Adagio (Casalleggio Associati)…..

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      • Potresti cominciare anche tu come Jack a scrivere come lui, e magari puoi andare a leggere le tue 4 cagate fuori la villa di B. ad Arcore, magari leggendole insieme alla sentenza contro dell utri sulla trattativa Stato mafia.

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      • “Pensa che furbo B. a stampare i libri di Dibba ahahahaha”

        Bravissimo. E’ un grande furbo. Così si prova a comprarla una persona.

        Ma la domanda che ti faccio io è: se sei così “DURO E PURO” come la vai raccontando perchè cazzo ci hai pubblicato due libri??? Questo è il punto.

        Non c’erano rosiconi sulla piazza, ma tanta gente imbarazzata. Seguì un silenzio infinito.

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      • Bravissimo Dibba che non si è mai venduto ne a B ne a altri.
        Le idee si pubblicano anche per Rizzoli per 2 motivi: 1) perche ci credi 2) per soldi.

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    • @Ennio
      Caro, ma io sono dispostissima a pagarlo di più e non compro prodotti della Nestlé ma solo “equo e solidale”. Sono una consumatrice informata. Aggiungo che controllo le etichette perchè non vi sia sfruttamento dei lavoratori. Fai altrettanto anche te?

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      • No, non lo faccio. Coi soldi che ho posso comprare solo sconti o roba piu’ economica del Lidl.

        Ma ti e’ chiara l’antifona? Devo ripetere che la vita che si vive – ad esempio – in Europa ed il tipo di consumo di massa che avviene e’ modellata tanto sul colonialismo quanto sul neo-colonialismo?

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  17. Contro il proprio interesse fra l’altro, perchè se si metesse a leccare piedi e culo ai potenti avrebbe la carriera facile, e invece li critica, e nel farlo ha tutto da perdere.Gli interessi li ha.Non preoccuparti.

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    • @Ennio
      Se non compri prodotti di qualità e non ti sottrai alle leggi del mercato, di che vai blaterando? Certi prodotti vanno boicottati, ormai è cosa nota

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    • Purtroppo col potere funziona così: occoirre mantenere qualche per lo più innocuo contestatore per mostrare di essere in “democrazia”. Se fosse pericoloso gli avrebbero già trovato qualcuna che si sarebbe dichiarata “molestata” o un paio di calzini azzurri. Siccome non lo è, via libera a chi si “ritrova” nelle sue parole, almeno si sfoga così e se ne sta buono.
      Gli esempi sono stati millanta (Ingroia, ecc…)
      Tra l’ altro è terzomondista quindi a Francesco & C. va benissiomo.

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  18. Two corn so meglio che one.Se poi sei cervo a primavera, bingo.Roba forte…tutto un fremito emozionale.Neanche Cristina D’avena mi suscitava simili “turbamenti”.Coricati magari sogni pure la fata turchina e gli gnomi e ti rilassi.Onirico da videogame.

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    • Furio, comprendo la frustrazione, è stata una giornataccia, ma ti rammento che,
      per te c’è sempre il divieto di accesso agli archi a tutto sesto,
      inoltre è noto oramai, che 6 il Re-Pioniere
      del risparmio energetico.
      Magicamente, quando torni a casa, trovi sempre un letto caldo.
      Non sarà che, sistematicamente la fata turchina sogna gli gnomi?

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