Verso esonero raccolta firme per chi aveva gruppo in una Camera al 2025. Accantonati i testi su preferenze, raccolta digitale delle firme, parità di genere

(di Stefano Baldolini – repubblica.it) – Spunta una riformulazione anti Vannacci nella nuova legge elettorale, il cosiddetto Melonellum, voluto dalla maggioranza e in discussione in commissione Affari costituzionali della Camera prima dell’approdo in Aula.
Si va verso infatti l’esenzione dalla raccolta delle firme per le forze politiche che abbiano un gruppo parlamentare alla Camera o al Senato ma che sia stato formato entro il 31 dicembre 2025.
ll nuovo testo, di fatto, esclude dell’esonero Futuro nazionale, la formazione dell’ex generale Roberto Vannacci nata nel 2026. Salvi invece Azione, Avs e Noi moderati che hanno un gruppo in almeno uno delle due Camere. Costretta alla raccolta delle sottoscrizioni, invece Più Europa che ha solo una ‘componente’ e non un gruppo alla Camera.
Ovviamente Fn reagisce e per voce del deputato vannacciano Edoardo Ziello parla di “marchetta per Azione”. “È assurdo,” – aggiunge – “noi vogliamo raccogliere le firme e considerando i nostri 111mila iscritti le abbiamo già, ma qui sembra il mercato dell’est…”. “Forse – conclude – è “la prova di una possibile intesa” tra il centrodestra e Calenda.
“Di questo provvedimento beneficeranno almeno 4 gruppi parlamentari tanto di maggioranza quanto di opposizione e ricalca quanto è stato fatto per decreto nel maggio del 2022” per cui “io non mi sono inventato nessun criterio che non fosse in continuità” per “far valere un principio che è quello di rappresentanza”, replica il capogruppo di Azione alla Camera Matteo Richetti che definisce “volgari” le parole di Ziello.
Intanto continuano le polemiche sull’arrivo in Aula della legge. La maggioranza insiste per venerdì 26 giugno ma le opposizioni sono contrarie. “Continuare a sostenere che la legge elettorale possa approdare in Aula già venerdì significa ignorare la realtà dei lavori della commissione. Lo stanno dicendo gli stessi relatori, che continuano a chiedere supplementi di tempo per sciogliere questioni ancora aperte e affrontare temi di grande rilevanza politica”. Così il deputato Pd in commissione, Federico Fornaro.
Inoltre le opposizioni hanno chiesto i pareri sui 39 emendamenti accantonati, che contengono tra gli altri il nodo delle preferenze e il voto ai fuorisede. Secondo i dem si sarebbe arrivati a esaminare “appena il 46 per cento” degli emendamenti.
“Curioso modo di concepire il confronto che per la destra più o meno significa ‘fate quello che diciamo noi’”, attacca il capogruppo di Avs Filiberto Zaratti. “Non hanno voluto ascoltarci su nulla: su raccolta digitale delle firme è incomprensibile il no della maggioranza contro uno strumento efficace, dovremmo agevolare la partecipazione che così viene invece scoraggiata. Anche il parere contrario all’emendamento delle opposizioni sulla parità di genere è incomprensibile, dovete tornare indietro”.
Secondo il timing stabilito ieri in ufficio di presidenza, questa sera alle 20 ci sarà il voto sul mandato ai relatori. Il testo andrà poi in aula venerdì 26 per la discussione generale.
Facendo così spianano la strada al Generale🤔
"Mi piace""Mi piace"