Nuova tegola sulla Juventus!

(Giacomo Amadori – la Verità) – Il tabù della passione per il gioco d’ azzardo in casa Juventus aveva provato ad affrontarlo l’ ex portierone dei bianconeri Gianluigi Buffon, che a proposito del suo amore per le puntate aveva detto in un’ intervista: «Per me è più dipendente chi spende solo mille euro, ma regala alla dea bendata dieci o dodici ore al giorno del suo tempo piuttosto di uno come me che può rischiare di perdere centomila euro alla volta, ma dedica al gioco una sera ogni due mesi».

Le partite con la dea bendata, a voler credere alle segnalazioni di operazioni sospette (Sos) giunte all’ ufficio Antiriciclaggio della Banca d’ Italia, devono essere una passionaccia anche per l’allenatore Massimiliano Allegri, cinquantatreenne livornese doc, richiamato sulla panchina della Juventus dopo una separazione turbolenta e due anni sabbatici. «Acciuga», così era stato soprannominato da ragazzo per l’aspetto esile, è stato un centrocampista dalle spiccate caratteristiche offensive, poco amante delle marcature e delle gabbie tattiche. «Non sono un maniaco degli schemi, ma un estroso» ebbe a dire un giorno il vecchio-nuovo mister dei bianconeri, memore degli insegnamenti del suo maestro Giovanni Galeone.

Ma adesso deve guardarsi dalla marcatura a uomo dei risk manager della banca presso cui ha acceso il conto. Infatti sono diverse le Sos inviate all’Unità di informazione finanziaria di Palazzo Koch. Alert che battono quasi sempre sullo stesso tasto: i soldi provenienti dall’estero e inviati da società collegate al gioco d’azzardo e alle scommesse.

Ricordiamo che in base al regolamento della Federazione italiana gioco calcio ai tesserati del mondo del pallone professionistico «è fatto divieto di effettuare o accettare scommesse, direttamente o indirettamente, anche presso i soggetti autorizzati a riceverle, che abbiano ad oggetto risultati relativi ad incontri ufficiali organizzati nell’ ambito della Figc, della Fifa e della Uefa».

Ma le Sos visionate dalla Verità sembrano più collegate alle puntate da tavolo verde che alle scommesse sui risultati delle partite. A fine aprile 2021 i risk manager della Banca Intermobiliare (Bim), filiale di Torino, dove Allegri ha aperto un conto nel 2014, hanno segnalato che il loro danaroso cliente, tra l’ agosto del 2018 e l’ aprile del 2021, ha ricevuto in accredito sette bonifici per 161.000 euro complessivi dalla società maltese Oia service limited, per il tramite di Banca Poste italiane.

Nella Sos si fa presente che la Oia «è stata coinvolta nell’ indagine Galassia della Dda di Reggio Calabria che ha determinato il sequestro dei beni facenti capo all’ imprenditore Antonio Ricci per circa 400 milioni di euro» e che «la società in questione risulterebbe far parte del patrimonio sequestrato» e «sarebbe stata individuata come veicolo italiano utilizzato da Ricci per perpetrare le attività illecite contestate».

L’ imprenditore pugliese è accusato dagli inquirenti reggini, coordinati dal procuratore Giovanni Bombardieri, di associazione per delinquere, truffa aggravata ai danni dello Stato e reati fiscali per la mancata dichiarazione di 440 milioni di euro di redditi derivanti da raccolta illecita di scommesse e il relativo omesso pagamento di decine di milioni di imposte, il tutto aggravato dal fatto di aver agevolato la ‘ndrangheta. Il 14 giugno è prevista l’ udienza preliminare per discutere la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dai pm Sara Amerio e Stefano Musolino e alla sbarra ci saranno anche diversi soggetti in odor di mafia.

Per gli inquirenti Ricci avrebbe creato la sua rete per le scommesse illegali utilizzando siti Internet in gran parte non autorizzati e 2.000 punti commerciali fisici «di fatto funzionali alla raccolta da banco e anonima delle puntate». Va precisato che Allegri, probabilmente totalmente all’ oscuro del pedigree del committente dei bonifici, ha continuato a ricevere pagamenti dalla Oia limited anche dopo che la società è passata, nel novembre del 2018, sotto la gestione di due amministratori giudiziari incaricati dal Tribunale e ha iniziato a operare in modo legale.

Ma con che tipo di giochi o scommesse si diletta l’ allenatore della Juventus? La Sos di aprile non lo specifica, ma spiega che «sempre nello stesso periodo» dell’ arrivo dei soldi maltesi, sul conto del mister bianconero sono giunti altri 7 bonifici dall’ estero per un totale di 168.000 euro su ordine della società slovena Hit D.D. Nova Gorica, società che «gestisce hotel, centri di gioco e intrattenimento in Slovenia». Scrivono i risk manager: «Considerata la non presenza di documentazione giustificativa si presume che tali accrediti siano derivanti da vincite, ma la reiterazione di determinati importi similari potrebbe lasciare spazio ad altre sospette interpretazioni».

La filiale torinese della Bim ha fatto una segnalazione anche il 18 marzo 2021 avente ad oggetto due bonifici provenienti da Malta, ma anche altro denaro giunto da Monte Carlo.

Nella Sos viene puntualizzato che Allegri «è stato oggetto di accertamento disposto dalla Gdf Nucleo polizia economico finanziaria di Livorno (1 agosto 2019)». I controlli erano partiti su segnalazione di un intermediario finanziario, come previsto dalla legge, e la funzione antiriciclaggio della banca aveva fornito gli estratti conto di Allegri dall’ 1 gennaio 2017 all’ 1 agosto 2019.

Ma, evidenziano dall’ istituto di credito, «il 15 novembre 2019 è pervenuto un bonifico dall’ estero di 80.000 euro dalla Société générale (una banca, ndr) di Monte Carlo []. Trattasi di reiterazione di operatività già segnalata come sospetta» nell’ autunno del 2018, quando «tali somme erano state giustificate come rimborso carta di credito del casinò». Invece nel novembre del 2017 «era stato accreditato un ulteriore bonifico estero di 60.000 euro disposto dal medesimo mittente e giustificato in questo caso come vincite al casinò».

I funzionari della Bim specificano che sul conto dell’ allenatore, tra l’ ottobre 2017 e il dicembre 2018, sono entrati 9.657.708 euro di emolumenti della Juve e che il mister, attraverso 23 prelievi, ha ritirato 78.000 euro in contanti. Sul conto sono stati addebitati anche 497.740,46 euro di carta di credito, assegni per 63.252 euro e sono state date disposizioni di pagamento per 8.438.259 euro verso «altro intermediario italiano», un’ importante galleria d’ arte e per «spese personali (autista, viaggi, acquisti, affitto)».

I funzionari della banca concludono che il «sospetto» sul bonifico monegasco da 80.000 euro «nasce dal fatto che, nonostante gli importi movimentati siano coerenti con il patrimonio e lo standard di vita del cliente, tra l’ altro personaggio pubblico a livello mondiale, non è presente documentazione a supporto dei fondi provenienti dall’ estero e dal fatto che Monaco risulta essere Paese in passato ricompreso tra i cosiddetti paradisi fiscali».

C’è, infine, un’ ulteriore segnalazione dell’ ottobre 2019 riguardante l’ utilizzo della carta di credito da parte di Allegri. Tra il luglio 2018 e l’ agosto 2019 avrebbe speso 497.748,91 euro, spalmati su 123 operazioni. «Quattordici utilizzi, per complessivi 356.000 euro, sono riconducibili a operazioni di spesa presso esercenti appartenenti alla categoria merceologica del gambling (gioco d’ azzardo, ndr) fisico, in particolare presso il casinò di Monte Carlo e il casinò Perla (Nova Gorica). Tali operazioni sono state effettuate nei primi quindici giorni del mese, talvolta più volte nella medesima giornata, per importi elevati sino a un massimo di 50.000 euro».

«Acciuga» sarebbe stato oggetto di una segnalazione relativa alla carta di credito anche nel luglio del 2017. Queste le conclusioni dei risk manager: «L’operatività precedentemente descritta viene segnalata come sospetta in quanto le operazioni di utilizzo [] si traducono prevalentemente in operazioni di spesa effettuate presso la categoria merceologica del gambling fisico -in prevalenza presso il casinò di Monaco -. Tale modalità di utilizzo della carta, non risulterebbe apparentemente coerente con le finalità proprie dello strumento di pagamento». Chissà se l’«estroso» Allegri riuscirà a escogitare uno schema per liberarsi dalla marcatura dei solerti bancari che hanno messo sotto osservazione i suoi conti e che forse tifano Toro.