Il commovente harakire televisivo di Lucianone, il più fedele dei renziani

Surreale – Il disastro di Nobili: “La mia interrogazione basata su notizie false? È possibile”.

(di Tommaso Rodano – Il Fatto Quotidiano) – Tra i meriti dell’ultima puntata di Report c’è l’aver mostrato a un pubblico più numeroso la grandezza di Luciano Nobili, il migliore tra i cosplayer di Renzi. Nel nostro piccolo rivendichiamo di essergli affezionati da tempo; avevamo compreso il suo talento prima di altri. Come quelli che conoscevano Calcutta quando suonava per due birre nei peggiori locali di Roma Est e nel giro di un paio d’anni se lo sono trovato a riempire palazzetti e stadi: Nobili grazie a Report è diventato mainstream, finalmente milioni di italiani sanno di che pasta è fatto.

D’altra parte l’esibizione di fronte alle telecamere di Rai3 è stata clamorosa. Lucianone è promotore per conto Renzi di un’invettiva parlamentare con la quale – dietro la formula ipocrita dell’interrogazione – si insinuano ipotesi gravissime nei confronti della trasmissione di Sigfrido Ranucci: Report avrebbe pagato una fattura da 45mila euro a una società lussemburghese che a sua volta avrebbe retribuito la fonte usata per un servizio antirenziano. Nel testo firmato Nobili si fa il nome di Francesco Maria Tuccillo, ex manager di Piaggio e Finmeccanica, alla quale si allude come possibile informatore di Report. Questa ricostruzione improbabile e diffamatoria è la polpetta avvelenata di un dossier patacca che girava da un po’ di tempo (agilmente scansato da più di un quotidiano, come ha raccontato Franco Bechis del Tempo): Nobili gli ha dato visibilità usando le sue prerogative di parlamentare.

Incalzato da Giorgio Mottola di Report, Luciano sfoggia un campionario quasi commovente di mezzucci e ostilità politico-mediatiche: interrompe, parla sopra le domande, sbraita e si agita, si ricompone, strumentalizza, mistifica. Si dice molto offeso dall’accusa di voler intimidire Report e inizia a strillare: “Io difendo i giornalisti dalle intimidazioni!!!”. Non spiega perché abbia fatto sue le ipotesi di un dossier palesemente assurdo, ma sostiene di rappresentare chi si preoccupa per le “professionalità esterne” utilizzate dalla Rai.

Il finale è sublime. Nobili è in chiaro affanno psicofisico, sono 20 minuti che aggira d’istinto e fantasia le domande del giornalista (lo si scopre grazie alla clip integrale pubblicata dallo stesso Lucianone su Facebook, dove esce addirittura peggio che nel servizio montato). Mottola gli chiede: “Immagino lei abbia visto questo dossier, o fa delle interrogazioni sul sentito dire?”. Risposta immaginifica: “Perché? Non faccio interrogazioni basate sul sentito dire anche sui dipendenti di Alitalia?”. Mottola insiste: “Quindi riconosce l’ipotesi che lei abbia fatto un’interrogazione su una notizia falsa”. Nobili, raggiante: “Certo, questo è assolutamente possibile”. Game, set, match: meraviglia e fama eterna.

È il momento più alto di una carriera già ricca di prestazioni abbaglianti. Nobili era il più ambizioso nella cucciolata di giovani borghesi romani che iniziavano a fare politica nella Margherita di Francesco Rutelli. Nel 2008 guida la “Lista civica under 30” che sostiene l’ex sindaco contro Alemanno. Va male: Rutelli perde, saluti romani al Campidoglio, la sua civica prende lo zero virgola.

Poi inizia la grande storia d’amore con il Pd. Il partito è il taxi di Luciano: gli paga lo stipendio, anche quando lui se ne va a fare le fortune di Api, con Rutelli e Tabacci. Quando torna, lo porta dritto in Parlamento: Nobili diventa deputato nel 2018 grazie alla candidatura blindata in un listino del Lazio; nemmeno stavolta ha dovuto sudarsi un voto che sia uno. Però si è meritato il posto facendo il cane da guardia di Renzi a Roma, protagonista della congiura contro Ignazio Marino che ha regalato la città ai grillini (Big Luciano è anche il responsabile della campagna elettorale di Giachetti contro Raggi). Entra alla Camera con i voti del Pd e se ne va in Italia Viva: ora è il critico più acido dei suoi ex compagni. La fedeltà è importante, c’è una sola affermazione che Nobili non contesta in tutta l’intervista di Report: quando Renzi viene definito, testualmente, “il suo capo”.

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4 replies

  1. “Il partito è il taxi di Luciano:”
    Pronti a riaccoglierlo a braccia aperte fra due anni. Io confido nell’affaticamento cardiaco dato il volume.

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  2. Come per il tragico Mr. Bean di Rignano sull’ Arno, anche per questo Big Luciano ( e non mi riferisco all’ immenso Pavarotti) sarebbe necessario uno studio approfondito dei vocaboli DIGNITA’ e ONORE.

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