(Tommaso Merlo) – Togliere il bollo auto per il solo anno delle elezioni è una mossa mediatica per far reggere i sondaggi mentre il prezzo della benzina e della spesa finiscono fuori controllo. Armi di distrazione di massa mentre il mondo va a rotoli e anche per la linea politica seguita da questo infimo governo. E cioè la guerra contro la nostra principale fonte energetica russa e il servilismo americano e quindi verso i sionisti che da Gaza sono passati a versare sangue nel Golfo Persico. Armi di distrazione di massa affinché la propaganda prevalga sulla misera realtà e le élite continuino a godersi ad oltranza le onorevoli poltrone. Ma un conto è la politica, un altro la storia. Questo governo passerà ai posteri per la complicità nel genocidio del secolo e per il folle riarmo mentre milioni di cittadini sono alla canna del gas. Tutto il resto è chiacchiericcio. Da noi come in tutta Europa dove le élite attendo con terrore le elezioni e quando nasce un movimento dal basso estraneo al carnevale partitocratico, si scagliano contro per distruggerlo. Democrazia apparente ed oligarchia sostanziale, coalizioni faccia della stessa medaglia bucata con chi comanda davvero che dietro le quinte maneggia il capitale con cui si compra anche la coscienza degli arrivisti. Una lotta mediatica tra propaganda e realtà. Il bollo come i 5 mila dollari di Trump, voto di scambio a favore di telecamera nella speranza che il telelettore metta i propri miseri interessi prima di quelli collettivi. Ma per scordarsi dei disastri di Trump, ci vogliono ben altre somme. Oramai e’ al capolinea, non ne azzecca una neanche per sbaglio e persiste narcisiticamente nei suoi tragici errori. Come coi dazi che hanno distrutto interi comparti, fatto schizzare l’inflazione e scombussolato la comunità internazionale ma ancora minaccia litigando perfino col ligio Canada. E come l’aggressione illegale all’Iran finita malissimo e da cui non sa come uscire. Gli americani sanno che votando i democratici a novembre cambia ben poco perché gli oligarchi corrompono entrambi i partiti per essere sicuri che il banco vinca sempre, ma almeno togliendo a Trump la maggioranza al Congresso arginano quella demenziale iattura. Anche in Russia si vota per il rinnovo del parlamento col beneplacito dello zar. I cagnolini della Nato danno Putin per decrepito da anni ed invece è l’unico leader in carica con consensi oceanici. E questo soprattutto grazie agli aggressori occidentali che hanno risvegliato l’orgoglio russo che pare non abbia nessuna intenzione di arrendersi ai rigurgiti da guerra fredda e pure ipocrita. Quanto alle elezioni nella democratissima Ucraina invece, Zelensky ha fatto sapere che non se ne parla nonostante il suo mandato sia scaduto da una eternità. Dice che la colpa è ovviamente dei russi i quali da anni pero’ chiedono elezioni in modo che a Kiev si insedi una leadership legittima con cui trattare. Ma del resto dopo intere generazioni finite sotto terra e dopo immani scandali di corruzione, gli ucraini non voterebbero Zelensky e la sua banda neanche con una pistola alla testa. Ma si sa, degli ucraini non frega nulla a nessuno, tantomeno agli europei che continuano a mandare soldi ed armi in modo che quel disgraziato paese sparisca del tutto dalle mappe geografiche. In Terra Maledetta invece si vota, il sionismo deve scegliere il suo nuovo führer. Quell’orco malefico di Netanyahu va male nei sondaggi perché considerato troppo moderato oltre che un immondo cazzaro. Ha perfino mentito spudoratamente sul 7 ottobre e sull’Iran e dopo anni di crimini di guerra, l’unico suo vero risultato è lo sputtanamento globale del sionismo. Da quelle parti al posto di comizi e mancette elettorali si ammazzano palestinesi e si ruba terra altrui. Vince il condottiero più sanguinario che rassicura i coloni sionisti che la terra promessa non è affatto una minchiata colossale e che potranno continuare a spargere sangue innocente nella totale impunità fino alla divina vittoria. Quanto ai Palestinesi non gli permettono di votare da vent’anni, del resto all’ultima tornata del 2006 ha vinto il partito sbagliato e cioè Hamas innescando una reazione del mondo democratico e civile tale da sfociare in un genocidio. Ed è proprio quella Terra Maledetta ad insegnare come alla lunga la realtà prevalga sempre sulla propaganda. Dopo decenni di bugie e manipolazioni, a seguito dell’orrore di Gaza è emersa la verità sulla persecuzione del popolo palestinese. Già, con le trovate mediatiche e il voto di scambio puoi raccattare qualche voto e far reggere i sondaggi, coi soldi puoi corrompere politica e media mainstream deviando la narrazione pubblica per un po’, ma un conto è la politica e un altro la storia. E dato che la verità alla lunga trova sempre modo di emergere, non bisogna perdere la speranza che da questa infima oligarchia lobbistica si torni presto ad una democrazia autentica.