Tra i venti punti del testo – che sarà votato dagli iscritti e poi portato al tavolo della coalizione progressista – molto spazio è dedicato alla necessità di superare le disuguaglianze esistenti

Nel programma 5 Stelle la sanità è il primo punto: più risorse e personale, stop alle nomine politiche e soldi dal privato per le liste d’attesa

(ilfattoquotidiano.it) – Il primo dei venti punti del programma M5S, che sarà votato sulla piattaforma dagli iscritti fino a domenica, per poi essere portato al tavolo della coalizione progressista, è dedicato alla sanità. Il titolo del paragrafo è: “La salute non è un privilegio: conta la tessera sanitaria, non la carta di credito”. La priorità è lavorare per superare le disuguaglianze, sociali e territoriali, esistenti nel Servizio sanitario. Per far sì che, indipendentemente dal reddito o dal Cap della propria residenza, il diritto alla salute sia ugualmente esigibile da tutti.

Le proposte sono il frutto dei suggerimenti di attivisti, eletti e associazioni, riuniti per Nova, l’iniziativa del M5S che sabato e domenica vedrà il suo atto conclusivo con un evento a Milano. Giovedì il Consiglio nazionale, di fatto il Politburo del Movimento, aveva lavorato tutto il giorno per riassumere e limare le proposte, che contribuiranno a costruire il programma di tutto il centrosinistra.

Con una “modifica del titolo V della Costituzione” si propone di “rafforzare i poteri di coordinamento dello Stato nella gestione del Servizio Sanitario nazionale”. Poi “aumentare strutturalmente il finanziamento del Ssn per recuperare il divario rispetto alla media Ocse. Adeguare le retribuzioni del personale sanitario pubblico agli standard europei” ed “eliminare il tetto alle assunzioni e avviare un piano straordinario di reclutamento”.

Altro tema è lo “stop alle nomine politiche nella sanità”, attraverso una “selezione dei dirigenti per merito e non per appartenenza partitica”. Si prevede inoltre di “istituire un fondo perequativo finanziato dalla sanità privata gestito da una struttura straordinaria di coordinamento nazionale per abbattere le liste di attesa, con poteri di intervento destinati al personale e ampliamento dell’uso di diagnostica, sale operatorie e servizi. Stabilire tempi massimi nazionali per visite, esami e interventi e usarli nella valutazione dei sistemi regionali”. E ancora, affiancare ai già esistenti Lea, livelli essenziali di assistenza, i “tempi essenziali di assistenza“.

L’ultimo aspetto è dedicato alla “prevenzione come investimento”. La proposta è quella di “scorporare dai vincoli di bilancio europei gli investimenti in prevenzione sanitaria”, per smettere di inquadrarla come “un costo da contenere” e iniziare a pensarla come “un investimento sulla salute e sulla sostenibilità futura del Ssn”.

I venti punti del programma del Movimento dedicano uno spazio di rilievo anche al tema della disabilità. Il punto quattro è titolato: “Rendere effettiva l’autonomia delle persone con disabilità e riconoscere il lavoro di cura”. Tra le proposte, quella di “finanziare programmi per la vita indipendente e assegni per assistenti personali qualificati”. Oltreché “riconoscere i caregiver attraverso reddito di cura, tutela previdenziale, sostegno psicologico, protezione del lavoro o del percorso di studi e servizi di sostituzione nell’assistenza”. Infine, il testo sostiene l’importanza di potenziare il co-housing sociale per gli anziani, i centri diurni e le Rsa pubbliche, rendendo questi servizi più accessibili grazie a un maggiore sostegno pubblico delle rette.