Grandi ritorni: il Mes

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Oggi userò questo spazio per solidarizzare toto corde con Luigi Marattin. Sì, non è un refuso e nemmeno arteriosclerosi: intendo proprio il deputato italovivo. Che ieri, intervenendo alla Camera sul Recovery, mi ha dato grande soddisfazione, riprendendo una campagna che il Fatto lanciò fin dalla nascita del governo Draghi: “Vogliamo il Mes”. A furia di sentirlo invocare per due anni, in tutti i dibattiti parlamentari, le prime pagine di giornale, i talk televisivi, le conferenza stampa di Conte, i vertici della fu maggioranza giallorosa, ci eravamo alla fine convinti e anche un po’ arrapati su quel meraviglioso acronimo di tre lettere (Meccanismo europeo di Stabilità o Fondo salva-Stati). Per due anni ci domandavamo perché nessuno lo chiedesse in Europa e tutti lo pretendessero in Italia (a parte i putribondi populisti): che sia una fregatura tipo Grecia? Ma alla fine, per sfinimento, ci eravamo arresi: viva il Mes. Del resto, se ne parlavano bene Calenda e Lawrenzi d’Arabia (“col Mes molti morti in meno e tanti vaccini in più”), come dubitarne? Così quando Conte, che non lo voleva, fu sostituito da Draghi, non avemmo dubbi: è il Migliore, il Mes ce lo darà. Invece, nel discorso della fiducia, non se lo filò di pezza. Anche perché nessuno glielo chiese. Anzi tutti gli chiesero di non prenderlo perché ormai c’era Lui. “Presidente Draghi, il nostro Mes è lei!”, proruppe il renziano Faraone, noto economista della Magna Grecia, con la salivazione leggermente fuori controllo.

I giornaloni che avevano sempre il Mes in bocca spiegarono che l’“effetto Draghi”, con la sola imposizione delle mani, faceva precipitare lo spread, rendendo il Mes superfluo, forse dannoso. Strano: col Conte-2 lo spread s’era dimezzato (da 222 del 13.8.2019 a 106 del 6.1.2021) e nessuno se n’era accorto; poi la crisi innescata dall’Innominabile l’aveva fatto schizzare a 122 (lui che voleva farci risparmiare ben 360 milioni di interessi sul debito) e nessuno se n’era accorto; con Draghi lo spread scese nei primissimi giorni da 105 a 98, per poi tornare a 105. Il quale Draghi, nella conferenza stampa del 19 marzo, lo liquidò tranchant: “Oggi prendere il Mes sarebbe buttare via i soldi”. E tanto bastò a placare l’astinenza da Mes dei suoi più accaniti cultori, da Folli a Franco, da Molinari a Sallusti. Insomma, temevamo di non risentirne mai più parlare. Poi, ieri, lo sparo nel buio. Marattin ci ha strappato le parole di bocca: “Dobbiamo accedere alla linea pandemica del Mes. È trascorso un anno e noi di Iv non abbiamo cambiato idea” (in realtà l’han cambiata per la terza volta, ma fa lo stesso). Purtroppo non se l’è filato nessuno. Ma noi sì: sappia che siamo con lui.

34 replies

  1. Travaglio deve aver sbagliato riferimento storico. Nel punto in cui, per perculare la leccatina a Draghi del renziano Faraone, bolla quest’ultimo come “noto economista della Magna Grecia”: casomai, col cognome che si ritrova, dell’antico Egitto…

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      • Ti ringrazio per la segnalazione. Quell’intervista di Giovanni Minoli a Gianni Agnelli nella trasmissione Mixer del 1984 non l’avevo proprio vista. Lasciami, però, evidenziare che il punto di vista di Agnelli su De Mita, non certo dispregiativo, non collimerebbe affatto con l’intento denigratorio di Travaglio nei confronti di Faraone.

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      • Sono edotto del fatto che Faraone provenga dalla Trinacria, parimenti a quale fosse l’estensione
        geografica della Magna Grecia. Stupisce piuttosto che tu/Lei, utente “storico” del blog che ci ospita, non lo fossi/fosse circa il genere femminile della collega @Anail.

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  2. Peccato che a sparare su questi pagliacci ci sia solo Travaglio. I 5stelle hanno preferito entrare dentro lo zoo di Draghi e Mattarella (rischiando l’estinzione) piuttosto che fargli le pulci all’opposizione (e guadagnare un oceano di consensi, vista anche la finta opposizione della Meloni). Ma si sa, c’era un pezzo di cuore di grillo da tentare salvare. E quindi vai con le supercazzole per mettere il cappello su un governo di tutti e di nessuno.

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    • Premesso che al momento il M5S è la maggior forza politica in Parlamento…. meglio stare fuori dal governo pur di far crescere i M5S nei sondaggi?! Beh…non credo proprio!

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      • Gentile, io ho votato il movimento non per vederlo al governo con delinquenti, massoni e fancazzisti vari, tradendo in gran parte i suoi ideali e idee. Di difese all’arma bianca dei provvedimenti Conte non ne ho visti, in compenso ho sentito una marea di supercazzole per giustificare lo stare dentro allo zoo di governo. Ma forse sono io che ho il difetto di avere un poco di memoria. Cordialità.

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      • @fabgag
        Eddaje co’ ‘sta storiella trita e ritrita dei 5S entrati nella maggioranza per difendere le conquiste del governo Conte.
        Bisogna essere sordi, ciechi e pure non troppo svegli di comprendonio per continuare ad alimentare la panzana
        che la mossa suicida di Grillo & Co. abbia avuto una sia pur minima ricaduta positiva per il Mov.

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    • Effettivamente, la motivazione per entrare nel governo Draghi era, ufficialmente, la difesa dei buoni risultati legislativi ottenuti dai governi Conte. Io difese non ne ho viste, ne prese di posizione definite. Mah, non sarà che quel che c’era da difendere era soprattutto il cadreghino di Di Maio che guarda caso mai ha avuto un profilo così basso , qualcuno direbbe ad altezza verme?

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  3. C’è poco da fare, certi politici e certi giornalisti che volevano il Mes per salvare l’Italia e cacciare Conte, sono fatti così. Il Mes, tutti lo volevano, ma nessuno lo ha preso…adesso il Mes(sia) l’han chiamato Mario…

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  4. a proposito di grandi ritorni

    Travaglio non ha avuto modo di leggere questa sotto, pubblicata nel famoso sito
    dichiaratamente atlantico pro Navalny
    (che, per fortuna sua, non è ancora morto come titolavano un piano di giorni fa
    i pesci rossi in redazione)

    “Draghi, presto alle Camere relazione su Ponte Messina
    Sarà inviata in Parlamento dal Ministro delle Infrastrutture
    Redazione ANSA
    ROMA 27 aprile 2021 20:48
    NEWS”

    non è uno scherzo del 1o Aprile in ritardo

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    • Non pare proprio con quello che è successo ieri, se solo Travaglio fosse un giornalista che DEVE informare innanzi tutto…Sembra davvero più una vendetta personale verso IV ed il suo creatore…

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      • Birillo per informarsi c’è l’intero giornale di circa 25 pagine da leggere, poi ci sono gli editoriali in cui si esprimono le proprie opinioni (basate sui fatti possibilmente), comunque del Recovery ne ha già parlato qualche giorno fa anche in un editoriale.

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  5. “Se ne parlavano bene Calenda e Lawrenzi d’Arabia (“col Mes molti morti in meno e tanti vaccini in più”), come dubitarne? Ah ah ah 😂🤣🤣

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  6. Basta cercare in rete chi, tra politici e giornalisti, ha usato la parola d’ordine “il MES” per ribaltare il governo Conte II. Una combriccola variegata di sospettabili e non.

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  7. La notizia più eclatante è che la Sardegna avrà un sacco di miliardi dal ricovero plan.Miliardi di Zecche accompagnate da miliardi di sanguisughe.Sardegna fai schifo perché voti ed eleggi politici incompetenti parassiti.Ti meriti questo ed altro.

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  8. Dove sei Jerome B.? Oggi niente prima pagina del FQ? Anche tu sei rimasto senza parole come me? Perché invece di leggere a caratteri cubitali la frase di Draghi: l’onestà vincerà sulla corruzione, frase che in altri frangenti avrebbe fatto godere come un riccio Travaglio, si parla di politica politicante, e si dedicano interi editoriali a Marattin (avete letto bene: Marattin) cioè al nulla del nulla cosmico.
    Jerome B. un abbraccio

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  9. Intanto cominciamo con le “manine ”
    “Una mano sconosciuta sta inondando le redazioni dei quotidiani e le sedi di alti organi istituzionali dossier anonimi composti dai verbali di Piero Amara, l’ex avvocato esterno dell’Eni”

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/04/28/i-dossier-con-le-accuse-di-amara-a-conte-e-vietti-spediti-ai-giornali-e-pure-al-csm-di-matteo-ricevuto-plico-anonimo-con-calunnie-a-un-consigliere/6180539/

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  10. “Consulenze e hotel di lusso: ecco gli affari segreti di Giuseppe Conte”

    Negli interrogatori Amara, l’imprenditore coinvolto nelle inchieste su Eni, ha raccontato di una consulenza a Conte. Una presunta segnalazione che avrebbe permesso a Conte di ricevere contratti e conferimenti di incarico per circa 400mila euro, non tutti incassati. Il leader: «Amara mi calunnia, ho lavorato per Marseglia ma nessun conflitto di interessi»

    La risposta di Conte a Fittipaldi /DOMANI/

    Giuseppe Conte
    ·
    Gentile dott. Fittipaldi,
    ho letto questa mattina l’articolo che mi ha dedicato sul quotidiano “Domani” dal titolo “Gli affari segreti di Conte”. Questo titolo e vari passaggi interni dell’articolo sono palesemente diffamatori.
    Già dal titolo, a ben guardare, Lei tradisce una concezione davvero “singolare” della professione di avvocato. Un avvocato civilista, che è la professione che ho svolto prima di diventare Presidente del Consiglio, non fa affari, tantomeno segreti. Un avvocato civilista svolge attività professionale: difende i clienti nei processi e fornisce consulenze e pareri legali, rispettando – è un preciso e rigoroso dovere imposto dal codice deontologico forense – la riservatezza dei propri assistiti. Gli “affari” – ostentati o segreti non spetta me dirlo – li concludono gli imprenditori, come ad esempio il Suo datore di lavoro, ing. De Benedetti. Quanto a quest’ultimo, da Presidente del Consiglio non mi sono mai concesso il piacere di incontrarlo privatamente, pur sollecitato varie volte a farlo. Ma come Lei sa mi sono dovuto dedicare a tempo pieno ai bisogni del popolo, della gente comune, di quei cittadini – per intenderci – che non hanno santi protettori sulla terra e che, ancor più con la sopravvenuta pandemia, si sono ritrovati a vivere in condizioni di forte sofferenza. Di questa rinuncia, peraltro, l’ing. De Benedetti mi sta ripagando amabilmente, ragionando di me – in tutte le occasioni pubbliche che gli sono offerte – con pertinace livore.
    Nel Suo articolo scrive, tra le altre cose: “𝘎𝘭𝘪 𝘢𝘧𝘧𝘢𝘳𝘪 𝘴𝘦𝘨𝘳𝘦𝘵𝘪 𝘥𝘪 𝘊𝘰𝘯𝘵𝘦 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘲𝘶𝘦𝘭𝘭𝘪 𝘥𝘪 𝘶𝘯 𝘢𝘷𝘷𝘰𝘤𝘢𝘵𝘰 𝘥’𝘢𝘧𝘧𝘢𝘳𝘪 𝘥𝘪 𝘴𝘶𝘤𝘤𝘦𝘴𝘴𝘰, 𝘱𝘳𝘰𝘣𝘢𝘣𝘪𝘭𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘭𝘦𝘤𝘪𝘵𝘪, 𝘮𝘢 𝘪 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘰𝘳𝘵𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘦 𝘭𝘦 𝘳𝘦𝘭𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘯𝘰𝘯 𝘴𝘦𝘮𝘣𝘳𝘢𝘯𝘰 𝘴𝘰𝘮𝘪𝘨𝘭𝘪𝘢𝘳𝘦 𝘮𝘰𝘭𝘵𝘰 𝘢 𝘲𝘶𝘦𝘭𝘭𝘪 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘩𝘰𝘮𝘰 𝘯𝘰𝘷𝘶𝘴 𝘴𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘮𝘢𝘤𝘤𝘩𝘪𝘢 𝘥𝘦𝘴𝘤𝘳𝘪𝘵𝘵𝘰 𝘥𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘱𝘳𝘰𝘱𝘢𝘨𝘢𝘯𝘥𝘢 𝘥𝘦𝘭 𝘔𝘰𝘷𝘪𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 5 𝘚𝘵𝘦𝘭𝘭𝘦. 𝘘𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘴𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘤𝘰𝘯𝘴𝘪𝘥𝘦𝘳𝘢𝘳𝘦 𝘭𝘦 𝘥𝘪𝘤𝘩𝘪𝘢𝘳𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘥𝘪 𝘈𝘮𝘢𝘳𝘢 𝘤𝘩𝘦, 𝘧𝘰𝘴𝘴𝘦𝘳𝘰 𝘤𝘰𝘯𝘧𝘦𝘳𝘮𝘢𝘵𝘪 𝘪 𝘧𝘢𝘵𝘵𝘪 𝘳𝘢𝘤𝘤𝘰𝘯𝘵𝘢𝘵𝘪, 𝘱𝘰𝘳𝘵𝘦𝘳𝘦𝘣𝘣𝘦 𝘭𝘢 𝘷𝘪𝘤𝘦𝘯𝘥𝘢 𝘴𝘶 𝘶𝘯 𝘱𝘪𝘢𝘯𝘰 𝘥𝘪𝘷𝘦𝘳𝘴𝘰 𝘦 𝘱𝘪𝘶̀ 𝘴𝘤𝘪𝘷𝘰𝘭𝘰𝘴𝘰”.
    Caro Fittipaldi, questa mia attività professionale non è stata “probabilmente lecita”, come finge di concedermi. È stata pienamente lecita. Corretta e trasparente.
    Già ieri, nel corso di una conversazione telefonica, le ho chiarito che non ho mai avuto rapporti personali né professionali con l’avv. Piero Amara, della cui esistenza ho appreso leggendo le cronache dei giornali.
    Escluderei inoltre che il mio nome come professionista possa essere stato suggerito dall’avv. Michele Vietti, per la semplice ragione che non ho mai avuto rapporti personali o professionali neppure con lui. Fermo restando che sapevo chi era in ragione dei suoi impegni politici e del suo incarico come Vice-Presidente del CSM.
    Quanto al contenuto degli incarichi professionali, nulla di segreto. Quando il Gruppo Acqua Marcia è entrato in tensione finanziaria a seguito dell’arresto di Francesco Bellavista Caltagirone (neanche lui mai conosciuto o incontrato), mi è stato chiesto di redigere all’incirca 300 pareri legali per certificare lo stato di tutti i contenziosi giudiziali e di tutte le vertenze extragiudiziali che riguardavano le varie società del Gruppo. Questi pareri legali, che hanno richiesto un impegno professionale particolarmente intenso, sono stati necessari per valutare, più puntualmente, le potenziali poste attive e passive delle società al fine di presentare un concordato preventivo che fosse rispondente alle effettive condizioni economico-finanziarie del Gruppo. I relativi compensi professionali, peraltro, a conferma della limpidezza dell’incarico, sono passati al vaglio e mi sono stati liquidati dai vari Commissari giudiziari nominati dal Tribunale fallimentare di Roma, in relazione alle varie società ammesse al concordato.
    Quanto al secondo incarico professionale di cui si fa cenno nell’articolo, trattasi di un incarico di consulenza legale in relazione a una complessa operazione finanziaria di cartolarizzazione che ha riguardato la società GHMS, che era proprietaria dell’hotel Molino Stucky di Venezia. Questo secondo incarico, che pure riguarda una società del Gruppo Acqua Marcia, risale ad alcuni anni dopo (al 2015, mentre i pareri legali di cui sopra risalgono al 2012/2013). Per questo secondo incarico ho avuto accesso, al pari di tutti gli altri professionisti, a tutta la completa documentazione e, quindi, a tutte le pertinenti informazioni che sono state messe a disposizione (nella c.d. data room) di tutti i soggetti (anche molti fondi stranieri) che hanno mostrato interesse per l’operazione.
    Cordialmente,
    Giuseppe Conte

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    • @Tracia
      “Questo titolo e vari passaggi interni dell’articolo sono palesemente diffamatori” scrive Conte.
      Se veramente lo sono, e personalmente non nutro dubbi al riguardo, mi piacerebbe sapere se
      è stata presentata querela.
      Sarebbe ora che questi spalatori di fango in S.P.E. (servizio permanente effettivo) e i loro
      mandanti (direttori responsabili ed editori) paghino cara la loro fellonìa.

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  11. X Aloysius

    twitter di Fittipaldi

    “Quando
    @DomaniGiornale
    scopre che Renzi prende soldi dai sauditi, la notizia rimbalza subito ovunque. Quando scopre che il rivale Conte prendeva 150 mila euro da lobbisti oggi a processo per corruzione e faceva affari in conflitto d’interesse, tutti zitti. La forza del consenso!”

    A parte che le due cose non sono nemmeno paragonabili,
    Renzi è un senatore della repubblica, Conte era un privato cittadino, avvocato civilista all’epoca delle consulenze.
    “FACEVA AFFARI IN CONFLITTO DI INTERESSI” 2011 – 2012 ?

    Questa è ITALIA – L’ INFORMAZIONE in mano a faccendieri e imprenditori indagati, con giornalisti schiavi ai padroni
    e senza dignità.

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