Francia, gli studenti tornano in piazza: scontri a Parigi e Strasburgo. Trump: “Colpa dell’Islam”. Nuove manifestazioni dopo quelle del fine settimana, degenerate in violenza. Mélenchon al corteo: “Quello che fate è incredibile”. Lecornu: “Sospese lezioni al liceo per organizzare momenti di democrazia interna”

(repubblica.it) – Al via i primi cortei studenteschi in diverse città di Francia, in attesa del corteo parigino previsto per il primo pomeriggio. A Lione, i giovani hanno invece già cominciato a marciare lungo il percorso della manifestazione con slogan del tipo: “L’Istruzione è una priorità nazionale, “Diritto a un avvenire”. La giornata è stata presentata come “l’atto III” della mobilitazione iniziata la scorsa settimana nella periferia di Parigi e poi diffusa in tutto il Paese, degenerando in scontri e violenze.
Secondo i media francesi, tensioni con le forze dell’ordine sono esplose in Place de la Nation, punti di arrivo del corteo partito da Place de la République. Petardi sono stati lanciati in direzione delle forze dell’ordine, scrive Le Parisien, aggiungendo che gli agenti hanno replicato con i gas lacrimogeni. In un video pubblicato sul sito internet di Le Parisien, si vedono uomini vestiti di nero e incappucciati, scagliare oggetti e fumogeni contro il muro di agenti. Alcuni di loro indossano elmetti e caschi.
Scontri sono stati registrati anche a Strasburgo. Le immagini mostrano agenti in tenuta antisommossa che respingono gli studenti e ne colpiscono alcuni. È l’ultima città in ordine di tempo in cui si sono registrate tensioni tra manifestanti e polizia, con dimostrazioni in corso oggi in tutto il paese.
A Parigi, il corteo è previsto in partenza da place de la République alle 14. Nelle altre città, secondo il ministero dell’Interno, già 86.000 persone in mattinata hanno manifestato, mentre le lezioni risultano sospese, in modo parziale o totale, in circa 900 istituti, un quarto del totale. A Lione ci sono già stati otto arresti dall’inizio della giornata, principalmente per vandalismo e trasporto di ordigni incendiari o fuochi d’artificio.
“Quello che state facendo è incredibile e non ve ne rendete conto”, ha detto rivolgendosi ai giovani Jean-Luc Mélenchon, leader di La France Insoumise, presente al corteo di protesta degli studenti a Parigi. “E’ il movimento giovanile più potente che si sia visto negli ultimi 50 anni e nessuno può dire che avete torto, perché avete ragione”, ha spiegato, come riportano i media francesi. “Siate prudenti”, ha poi aggiunto.

Sono 215 gli studenti feriti dall’inizio delle mobilitazioni studentesche in Francia a metà settembre: è quanto annunciato all’Assemblea Nazionale dal premier, Sébastien Lecornu. Rivolgendosi ai deputati, il capo del governo ha inoltre evocato il ferimento di “85 dipendenti dell’Istruzione pubblica”. Per Lecornu, si tratta del bilancio “più grave degli ultimi decenni per l’istruzione pubblica in termini di numero di dipendenti pubblici feriti”. Lecornu ha quindi denunciato una “banalizzazione della violenza” che “non è accettabile”. Sempre secondo il premier, sono invece 715 tra gendarmi e poliziotti i membri delle forze dell’ordine feriti durante le dimostrazioni. Molti di loro, ha detto, hanno anche subito insulti e intimidazioni.
Il premier francese ha annunciato la sospensione delle lezioni nei licei di Francia nel fine settimana per organizzare un “momento di democrazia interna” con gli studenti, tornati oggi a manifestare in tutto il Paese per chiedere maggiori risorse per le scuole. “A partire da domani mattina, da giovedì o venerdì, è prevista una completa sospensione delle normali attività didattiche per consentire ai dirigenti scolastici e a ogni preside di dedicare del tempo alla democrazia interna del liceo”, ha affermato il premier, rivolgendosi ai deputati all’Assemblée Nationale.
Nel tentativo di placare la protesta il ministero dell’Istruzione di Parigi ha avviato una consultazione pubblica nazionale aperta agli studenti. Da lunedì 5 a venerdì 23 ottobre, si legge in una nota diffusa dal ministero guidato da Edouard Géffray, gli studenti potranno recarsi sulla piattaforma Agora per “comunicare le loro difficoltà, le loro aspettative e e le loro proposte per migliorare la scuola”.
La piattaforma è aperta a tutti gli studenti ma al momento, apparentemente, anche chiunque voglia dare il suo contributo anonimo. Tra i quesiti formulati, “Quali sono oggi le principali difficoltà riscontrate a scuola?”, “Cosa dovrebbe, a vostro parere, cambiare o migliorare per imparare meglio e vivere una scuola migliore?”. Secondo il ministero, “i contributi raccolti saranno oggetto di una sintesi e di una presentazione nazionale a fine ottobre. Puntano ad alimentare il proseguimento del dialogo con gli studenti”, concludono a Parigi.
“Non smetteremo di mobilitarci sino a quando non ci saranno 10 miliardi sul tavolo”, ha detto ai microfoni di BFMTV la portavoce dell’Union Etudiante, Sabrine Kharbach, ricordando le rivendicazioni di liceali e studenti di Francia. Si chiede di poter “mangiare, dormire e disporre di insegnanti di filosofia nell’anno della maturità, è pur sempre il minimo indispensabile”, ha affermato, aggiungendo: “Chiediamo soprattutto, di smetterla con il disprezzo”.
E sul tema è intervenuto anche Trump. “Quanto che sta accadendo in Francia è nientemeno che un’immigrazione di massa fuori controllo. Non è una questione di scuole: si tratta dell’Islam che vuole prendere il sopravvento su un Paese un tempo grande”, ha detto il presidente americano sul suo social Truth.
Eccerto, proprio quel pagliaccione arancione parla!
I soldi per il 5% della difesa non ci sono, e non ci saranno nemmeno per battere la Russia!
Continuate a sostenere senza se e senza ma Zelensky, e poi vedrete!
I francesi non sono pecore come noi italiani!
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