
(Emanuele Maggio – lafionda.org) – Stava al margine della piazza, circondato da alcuni giovani Volenterosi, l’Onorevole Carlo Calenda.
C = “Dobbiamo difendere l’Unione Europea dall’attacco russo!”
Giunse Socrate, attirato da quelle parole.
S = “Mi scuso con tutti voi, ma ho sentito parlare di attacco russo all’Unione Europea. Io sono ignorante, dunque concedimi, Onerevole Carlo, alcune domande per aiutarmi a capire”
C = “Prego”
S = “Tu vuoi forse dire che, siccome l’Italia è parte dell’Unione Europea, è doveroso e giusto che contribuisca alla difesa dell’Unione dalle minacce esterne. È corretto?”
C = “Dici benissimo, Socrate”
S = “Ottimo! E dunque, prima ti riferivi all’attacco russo all’Ucraina, per caso?”
C = “Certamente”
S = “E non convieni con me che l’Ucraina non fa parte dell’Unione Europea?”
C = “Assolutamente”
S = “Oh, si preannuncia una conversazione piacevole. E dunque, se la Russia ha attaccato l’Ucraina, ma l’Ucraina non è in Unione Europea, non trovi che sia errato concludere che la Russia ha attaccato l’Unione Europea?”
C = “Quel che dici è vero, caro Socrate. Ma l’Ucraina è Europa, e noi italiani non siamo solo Unione Europea, siamo anche Europa, e dunque dobbiamo difendere anche l’Europa dalle minacce esterne, contribuendo per quel che possiamo. Dunque dobbiamo difendere l’Ucraina.”
S = “Vediamo se ho capito. Chiedo pazienza, perché sono anziano. Immagino tu voglia dire che, dal punto di vista storico-culturale, l’Ucraina è a tutti gli effetti Europa, anche se politicamente non è Unione Europea”
C = “Senz’altro”
S = “Quanto è difficile stabilire queste identità storiche! Io purtroppo non sono capace, però capisco che, se usiamo lo stesso punto di vista storico-culturale, anche la Russia è Europa, sebbene non sia in Unione Europea.”
C = “Immagino di sì”
S = “Oh, meraviglia. E dunque, possiamo dire che né la Russia né l’Ucraina sono Unione Europea, e che sia la Russia sia l’Ucraina sono Europa, giusto?”
C = “Non vedo errori”
S = “Ne consegue che parliamo di un conflitto esterno all’Unione Europea ma interno all’Europa, tra due Stati europei, sbaglio?”
C = “Non sbagli”
S = “Eppure prima mi dicevi che dobbiamo difendere l’Europa dalle minacce esterne, mentre ora mi dici che dobbiamo difendere un Paese europeo da un altro Paese europeo. Ne consegue che non solo non stiamo difendendo l’Unione Europea, ma nemmeno l’Europa. Sto andando bene?”
C = “Sì, però mi sembra, Socrate, che tu stia conducendo un dialogo pretestuoso. È vero, si tratta di difendere un Paese europeo da un altro Paese europeo. Ma è un Paese europeo, la Russia, che è un pericolo non solo per l’Europa, ma anche per l’Unione Europea.”
S = “Mi dici ora qualcosa di oscuro, che la mia povera mente non riesce ad afferrare. Come si quantifica un pericolo? Forse la Russia ha minacciato di attaccare altri Paesi d’Europa o dell’Unione Europea?”
C = “Carissimo Socrate, tu sei un filosofo e sei distratto dalle cose celesti. Tutti i giorni la Russia minaccia di attaccare l’Unione Europea!”
S = “Hai proprio ragione, sono distratto. Tuttavia, mi pare di poter dire che la Russia minaccia l’UE da quando l’UE arma l’Ucraina contro la Russia; mentre tu stai dicendo l’opposto: che noi dobbiamo armare l’Ucraina perché la Russia minaccia l’UE. Per giustificare ciò che dici, dovremmo trovare una minaccia russa all’Unione Europea precedente al nostro appoggio all’Ucraina”.
C = “Per questo esiste la storia, caro Socrate. L’imperialismo russo è una minaccia sempre latente nell’Est Europa e i Paesi europei devono armarsi e tenersi pronti!”
S = “Oh, quanto l’attributo di Onorevole ti s’attaglia bene, così pronto al cimento. Questo riarmo però, mi pare, vede come massima protagonista la Germania. E se guardiamo la storia, come il tuo acume ha suggerito, non dobbiamo concludere che anche una Germania armata è una minaccia per l’Europa?”
C = “Mi vanto di essere un liberale e non posso dimenticare un passato così nero. Dunque dici il giusto”.
S = “E dunque spiegami, ti prego, che senso ha scongiurare una minaccia storica riproponendo un’altra minaccia storica? Vedi, ancora non ho capito perché dobbiamo prendere le parti dell’Ucraina.”
C = “Scusami se te lo dico, ma voglio parlare con franchezza”
S = “Ma è proprio questa la qualità che tutti ti riconosciamo, mio pettinato amico”
C = “Mi stai trascinando in discorsi di basso rango con cavilli artificiosi. Non esistono solo i rapporti di forza. Esistono anche Principi Morali Superiori, irrinunciabili, che sono a fondamento della nostra Civiltà”.
S = “Oh, sono felice di sentirlo, Onorevole. È giunto il tempo per le nostre anime di librarsi verso i cieli superni delle Idee”.
C = “Infatti. Uno di questi Principi è il Diritto Internazionale. La Russia lo ha violato. La Russia ha invaso un Paese sovrano. Io e Pina Picierno non possiamo sopportarlo”.
S = “Profonda è la mia emozione, perché tocchiamo qui un’Idea alta e purissima, molto vicina al Sommo Bene. Però dopo l’ultima guerra, se non mi inganno, l’ONU ha assunto questa funzione di garante militare per impedire che alcuni Paesi violino la sovranità altrui. L’ONU, non l’UE”.
C = “Hai sempre la testa un po’ tra le nuvole, mio caro Socrate. L’ONU non potrebbe intervenire, perché la Russia stessa esercita potere di veto sul suo intervento. È l’Unione Europea, erede e fautrice dei più alti principi del Diritto, che ha il sacro dovere di riparare a questa ingiustizia”.
S = “Il discorso si fa sempre più nobile. Dunque mi stai dicendo che l’Unione Europea ha il compito storico e sacro di difendere i Paesi aggrediti dai Paesi aggressori, almeno per quel che può permettersi. È esatto?”
C = “Esattissimo”.
S = “Dunque dovremmo anche inviare armi ai palestinesi e agli iraniani, invece mi risulta che in quei casi collaboriamo all’intervento militare degli aggressori. Sono sempre più confuso”.
C = “Da un filosofo come te non mi sarei mai aspettato questo argomento benaltrista”
S = “Hai ragione, Onorevole, a rimarcare il mio benaltrismo. E io che pensavo di rimarcare il tuo doppiopesismo. Ma dunque sciogli i miei dubbi, ti prego”.
C = “Non esiste solo il nobile principio del Diritto, ma anche quello della Democrazia. L’Ucraina è un Paese democratico aggredito da uno non democratico. Iran e Palestina non sono sistemi democratici. L’Unione Europea si erge a difesa delle democrazie nel mondo”.
S = “Devo ringraziarti per la pazienza che dimostri nello spiegarmi cose così difficili. Ma purtroppo non hai chiarito la mia confusione. Il Diritto Internazionale non giustifica aggressioni “democratiche” contro Paesi “non democratici”. Dunque non puoi tener fede a entrambi i principi, per come li hai definiti. Devo dedurre che consideri il principio della Democrazia come superiore a quello del Diritto”.
C = “Se vuoi dire così, diciamo pure così. È una posizione encomiabile”
S = “Dunque le democrazie sono superiori al Diritto, possono violarlo per un Bene più grande, per garantire l’ordine internazionale democratico, anche con la forza, sostituendosi all’ONU secondo il nobile dovere che prima dicevamo”.
C = “Mi sembra lodevole”.
S = “Orbene, mi risulta tuttavia che la Russia sia formalmente un Paese democratico, secondo i criteri del costituzionalismo europeo moderno, a differenza dell’Iran e della Palestina”.
C = “Continui a essere ingenuo, o Socrate. Formalmente la Russia è democratica, ma nella realtà sappiamo tutti che non lo è!”
S = “In effetti, Onorevole, alcuni studiosi utilizzano una parola: democratura, una felice crasi di democrazia e dittatura, in grado di descrivere quei sistemi tipici dell’ex blocco sovietico e jugoslavo.”
C = “E vuoi spiegarlo a un liberale anticomunista come me? Certo che è così, finalmente dici bene!”
S = “Sono contento che concordiamo. Si tratta di Paesi formalmente democratici, dove però la transizione al modello multipartitico occidentale non ha eliminato la vecchia gestione centralizzata del potere, e una corruzione endemica della classe dirigente”.
C = “È assolutamente così!”
S = “Ebbene, nell’elenco di quelle che oggi gli studiosi considerano democrature, non c’è solo la Russia, ma anche l’Ucraina, l’ultimo baluardo a cadere della vecchia URSS. Dunque, Onorevole Calenda, ricapitoliamo. Mi hai detto che dobbiamo difendere l’Unione Europea dalla Russia, ma la Russia ha attaccato l’Ucraina, non l’Unione Europea. Allora mi hai detto che dobbiamo difendere l’Europa, ma anche la Russia è Europa. Poi mi hai detto che dobbiamo contrastare la Russia perché è una minaccia per l’Unione Europea, ma la Russia oggi è una minaccia proprio perché l’abbiamo contrastata, sanzionata, persino bombardata. Poi mi hai detto che dobbiamo seguire il principio del Diritto, ma gli stessi che dichiarano di seguire quel principio armando l’Ucraina, poi lo violano sull’altra sponda del Mediterraneo. È evidente che seguono un altro principio. Ma quale? Allora mi hai detto che il principio da seguire è quello della Democrazia contro le dittature, ma ora mi stai dicendo che dobbiamo difendere una democratura aggredita da un’altra democratura. Insomma, Onorevole, io vorrei tanto appoggiare la tua ardimentosa impresa, ma non ho ancora capito quale è il criterio da seguire. Sono una persona semplice, ho solo visto gli effetti negativi che le posizioni come le tue hanno causato a tutti noi. Non saranno, le tue, le solite retoriche che giustificano tutte le guerre, e che coprono altri interessi? Aiutami, io sono ignorante”.
C = “Mmm, va bene… te lo spiegherò un’altra volta, Socrate, ora ho fretta. Sono ospite a Propaganda Live. Hasta la Victoria. Però un’ultima cosa te la voglio dire: ti paga Putin”.
Carlo Calenda si allontanò stizzito, con un colpo secco di mantello. Alcuni giovani Volenterosi lo seguirono, ma altri restarono lì a mormorare:
“È stato proprio incastrato. A un certo punto non sapeva più cosa dire.”
“È vero, lo ha messo al muro. Soprattutto quando ha detto: ti paga Putin”.
“L’ha detto anche per asfaltare Jeffrey Sachs, è un genio!”
“Che mantello, che capello, che cervello!”