Violentati e contenti

(Anna Lombroso per il Simplicissimus) – Ieri uno degli argomenti a difesa della sceneggiata del padre dolente ma non contrito, uscito da un libro irrinunciabile delle edizioni Corbaccio, con il patriarca che illustra le speranze che i padri investono sui figli: «Vorrei realizzare per mio figlio ciò che ho mancato io. Voglio che abbia tutto! Voglio dargli una vita splendida!», in forma della stessa immunità e impunità cui ha pensato di aver diritto in veste di oligarca, consisteva nella fiera rivendicazioni di genitori integerrimi.

Alle loro figlie, sottolineano con l’abituale pretesa di innocenza che fa parte da sempre della autobiografia nazionale degli italiani brava gente,  non potrebbe mai capitare quello che è accaduto alla sfortunata quanto spericolata ragazza protagonista del fattaccio, che riempie la pagine dei giornali per via di una cospirazione ordita contro l’influente fondatore di un movimento politico da quelli che anche oggi sono suoi alleati nell’esecutivo.

Se il guitto di governo e opposizione si è dimenticato di aggiungere all’identikit della ragazza facile, le cui origini etniche denunciano una tendenza a costumi licenziosi, il repertorio accusatorio utilizzato anche per ridurre a miti consigli la militanza o la statura morale di oppositori, banchieri scrupolosi, cittadini che denunciano soprusi malavitosi, gli irriducibili agit prop grillini hanno sfoderato l’indecente equipaggiamento da scompartimento ferroviario a base di “se l’è andata a cercare”, o di “le sarà piaciuto”, oppure “chissà cosa sperava, e poi delusa si è vendicata”, fino all’immancabile: “avrà provocato”.

Frase quest’ultima che ricorda certi avvocati della commedia all’italiana che per dare qualche attenuante al rapinatore, accusavano la signora di aver dondolato la borsetta  e il commendatore di aver tirato fuori dalla tasca il portafogli con le banconote fruscianti.

Chissà che soddisfazione per la cerchia dei garantisti a intermittenza che i loro valori abbiano trovato un simile consenso inatteso, in difesa di quei poveri ragazzi messi in mezzo da una navigata sciacquetta nordica, dei loro passatempi ludici, della loro innocente sessualità a alta gradazione alcolica, del loro talento che ha trovato una applicazione creativa nella produzione di un film per youtube, di genitori che dimostrano in modo altrettanto spettacolare l’amore e la dedizione ai Lari, di figli che ricusano responsabilità personali e pubbliche, ancorchè adulti, che tanto ci pensa papà.

Chissà che compiacimento che quel populismo grezzo e ignorante, quello del “er più pulito c’ha la rogna”, della condanna aprioristica degli appartenenti all’establishment, sospettati tutti indistintamente di far parte della cleptocrazia, di guidare la macchina della corruzione, si sia convertito ai principi rigorosi in capo a una società civile e responsabile che coltiva gli ideali di giustizia dello stato di diritto a cominciare dalla presunzione di innocenza, che un tempo di pensava esistesse solo nella serie Law and Order, come l’appellarsi al quinto emendamento, istituto che verrebbe bene consigliare a Grillo insieme a raccomandabile e opportuno silenzio.

Probabilmente tutto rientra nelle nuove declinazioni del moderatismo ormai riconosciute virtù civica e qualità del politico, che sollecita alla prudenza fino a una ragionevole codardia, coerente con il dominio della paura che deve presiedere a ogni atto e comportamento.

I solleciti richiami al distanziamento sociale erano cominciati già da tempo, quando il contrasto al terrorismo che avrebbe potuto incendiare le nostre città, dove solitamente vigono ordine, sicurezza, coesione e armonia, ipotizzava la cauta sospensione della socialità, quando il verificarsi di stupri e violenze suggeriva non l’incremento di misure elementari di controllo del territorio combinato con l’ascolto e la tutela di donne che avevano denunciato persecuzioni e molestie, bensì il saggio ricoverarsi tra le mura di casa, combinato con un abbigliamento consono e poco appariscente, con costumi morigerati, con una sobria riservatezza, che, è bene ricordarlo, dovrebbe essere stesa anche alle relazioni virtuali.  

E adesso hanno ben altra rilevanza quando per evitare la morte si incoraggia a evitare la vita, non solo quella spericolata del Roxy Bar e di Steve McQueen, ma anche quella delle abitudini domestiche, delle gite fuori porta, delle chiacchiere sotto l’ombrellone, della merenda coi compagni di scuola, del pallone in cortile, della visita reale al museo o della recita  di fina anno.  

Non a caso tra i vari consigli per gli acquisti dei comportamenti ispirati alla tutela della salute, veniva esaltata l’estrema “profilassi”, quella dell’astensione dalle manifestazioni affettive ed erotiche fino a raggiungere i desiderabili standard di castità predicati in tempi non sospetti da amministratori e governatori che combinavano criteri dottrinari di fede con quelli di un’austera gestione della sanità pubblica.

E difatti le brave ragazze è meglio che seguano i dettami della saggezza popolare: la donna la piasa, la tasa e la staga a casa. Altrimenti si merita di essere nel migliore dei casi equivocata, nel peggiore punita per la sua provocazione e denigrata e delegittimata se si difende, avendo rinunciato a priori a ogni credibilità con il suo atteggiamento scostumato. Ai ragazzi invece, è permesso il libero esercizio della loro virile vitalità nelle sue ingenue manifestazioni di iniziazione sessuale, dedicandosi ai candidi e incolpevoli sollazzi che la carne esige, con alto contenuto alcolico o chimico, con una gioiosa condivisione come su Fb, con la necessaria visibilità non limitata a selfie.

Perché il tempo passa invano quando tutto concorre a ristabilire le gerarchie, le leggi e la morale del potere che chi sta in altro, chi possiede i mezzi, le tribune e i tribunali, esercita in condizioni di esclusivo privilegio. E quando perfino chi ne è vittima si compiace della finzione scenica allestita per aggiudicarsi consenso, mostrando la propria miseria umana a coprire l’istinto ferino alla sopraffazione,  rivelando debolezze  ed emozioni a orologeria, in modo da meritare quella compassione negata ai “qualunque”. Che non sono necessariamente e naturalmente “brava gente”, se sono sopraffatti dalla paura delle donne, degli altri anche con la schwa, dei diritti e della libertà.

25 replies

  1. Aspettiamo la sentenza per decidere se la ragazza sia stata violentata. Oppure vale il solito”io sono garantista , ma… “

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  2. ma scusi lei è rimasta all’epoca degli italiani che vanno nei paesi dell’est
    con calze e penne biro
    (ora, se non è cambiato, purtroppo ci vanno ancora, con qualcosa in più)

    ha presente Assage?
    sa chi l’ha incastrato?
    delle donne svedesi
    che origini avrebbe la ragazza del fatto?
    italo svedese

    ma che di facili costumi, è l’unione del peggio del peggio.

    la Svezia ora è la patria del coito sotto tutela dell’avvocato
    https+://www.repubblica+.it/esteri/2018/05/24/news/stupro_legge_sesso_senza_consenso_svezia-197251124/

    devi avere un documento che attesti che le parti contraenti
    sono entrambe libere da costrizioni e che intendono procedere

    non so bene cosa succeda se, a metà della copula,
    uno dei due si scoccia e recede, mentre l’altro ne reclama il completamento
    avendolo pattuito precedentemente, chissà forse hanno introdotto delle penali
    (mi si perdoni se paiono termini inopportuni, ma il legalese è quello)

    i ragazzi devono imparare ad ignorare ciò che la natura pretende
    (il DNA e quello che ne deriva non sono acqua, è lui che vuole vivere, mica gli organi preposti,
    e la signora che scrive o finge di non saperlo o è ignorante)
    e dedicarsi ad opere di bricolage con il legno, e soprattutto devono smettere di pretendere
    oppure che imparino a pagare il che, da meno soddisfazioni, ma pure meno problemi

    le donne non dovrebbero assumere droghe o alcol, se non da sole,
    o in un gruppi di donne così, nel caso di violenza, almeno non vanno a fare
    la morale puntando il dito a destra e a manca verso chi non centra.

    si si attaccatevi alla schwa mi raccomando
    così si che i diritti avanzano e gli stupri si fermano

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    • Vero, la Svezia oramai sta colassando sotto i suoi stessi esperimenti sociali sia che riguardino le violenze, i generi, il razzismo, e il bello è che ci sono periferie come Malmo dove non si può neanche mettere piede, perché con la loro politica di integrazione gli è sfuggita la mano, molto meglio guardare alla Danimarca se si vuole imparare

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      • Esatto omonima, (però non è obbligatorio) ma soprattutto la stessa che obbliga tutti i bambini stranieri a frequentare l’asilo dall’età di un anno, in modo che abbiano un inserimento all’occidentale, sai per evitare che da adulti facciano BUUM

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      • Eh, non è obbligatorio, te credo. Ma è sconsigliato. Non ti fa orrore neanche un po’? Come fai a voler imparare da loro?

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      • Orrore? È un esame che io ho fatto più di venti anni fa, o pensi che siamo messi come in Polonia. Comunque si, adoro la Danimarca

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    • Sei cretino? O fai lo squallido un tanto al chilo? Questo l’articolo citato:

      “IL SESSO deve essere volontario. Se non lo è, allora è illegale”. Con questo spirito il parlamento svedese ha approvato una legge che rivoluzionerà la normativa sui reati sessuali: da ora in poi il sesso senza consenso esplicito sarà considerato uno stupro.

      La norma è stata approvata con un’ampia maggioranza, 257 voti a favore e 38 contro, ed entrerà in vigore dal primo luglio 2018. Con questa decisione la Svezia si allinea ad altri paesi dell’Unione Europea come Gran Bretagna, Germania, Irlanda, Belgio, Lussemburgo e Cipro.

      “Questo voto – ha commentato Anna Blus, ricercatrice di Amnesty Inernational sui diritti delle donne in Europa – segna una grande vittoria per le attiviste e gli attivisti svedesi per i diritti delle donne che chiedevano questo cambiamento da oltre 10 anni. Una vittoria della campagna #MeToo”.

      COSA DICE LA LEGGE
      La nuova norma sostituisce quella precedente ed estende i casi in cui un atto sessuale può essere ritenuto violenza. Se prima, infatti, era indispensabile dimostrare che la vittima fosse stata costretta al rapporto con la forza, con la minaccia o sfruttata per via di uno status psico-fisico vulnerabile, ora basterà indicare la mancanza del consenso, che deve essere espresso o in modo verbale o fisico.

      Inoltre la passività della vittima non sarà più considerato un segno di partecipazione volontaria al rapporto sessuale.

      “Se una persona vuole impegnarsi in attività sessuali con qualcuno che rimane inattivo o dà segnali ambigui, dovrà scoprire se l’altra persona è disponibile”, si legge nel documento pubblicato sul sito del Government Offices of Sweden.

      La legge introduce anche due nuove forme di reato: lo “stupro colposo” e “abuso sessuale colposo”, entrambi perseguiti con una pena detentiva massima di quattro anni. A essere incolpato quindi sarà anche chi, pur considerando il rischio che l’altra persona non stia partecipando volontariamente, continua il rapporto.
      Nobel, l’Accademia di Svezia nella bufera: la principessa Victoria molestata da Jean-Claude Arnault
      Andrea Tarquini
      29 Aprile 2018

      IL CONTESTO
      Nel paese nordico il problema delle violenze sessuali è sempre stato molto sentito e ora, con l’esplosione mondiale del movimento MeToo, lo è ancor di più. A novembre ci fu la denuncia di oltre 450 attrici che ha travolto lo star system svedese, il mese passato la bufera ha raggiunto anche l’intellettuale Jean-Claude Arnault, ‘Il Weinstein di Svezia”, accusato di aver molestato la futura sovrana di Svezia e altre 18 donne.

      In 11 anni la percentuale di persone che ha dichiarato di aver subito molestie o abusi sessuali è più che duplicata. Secondo i dati del Consiglio nazionale per la prevenzione del crimine, il Bra, si è passati infatti dallo 0,9% del 2005 al 2,4% del 2016, anno in cui sono stati segnalati 20.300 reati sessuali, di cui 6.720 classificati come stupri.

      ***

      https://www.repstatic.it/content/nazionale/img/2018/05/24/161805689-2d1bbd9e-63d7-4953-90b3-15f98b495717.jpg?webp
      Percentuale di popolazione che ha subito abusi o violenze sessuali in Svezia (fonte: Consiglio nazionale per la prevenzione del crimine)

      ***

      LE REAZIONI
      Gli attivisti gioiscono, ma le critiche alla nuova legge non mancano. Sono in molti a credere che l’introduzione della nuova norma non aiuterà a far emergere il ‘sommerso’, ovvero a far aumentare il numero delle denunce. Mentre alcuni tribunali sostengono che non sarà facile valutare se nei casi di presunte violenze sessuali ci sia stato o meno l’elemento del consenso.

      Secondo la Convenzione di Istanbul, questo “deve essere dato volontariamente, come risultato dell’espressione della libera volontà della persona nel contesto circostante”, ma gli approcci tra due persone non sono sempre chiari e riuscire a dare un’interpretazione è complicato.

      Nonostante i problemi sottolineati, Amnesty e le altre associazioni sono convinte che questa legge sarà il punto di partenza di una futura rivoluzione culturale. Un po’ come avvenne in passato con l’approvazione, nel 1979, della legge contro le punizioni corporali sui bambini.

      Secondo Anna Blus il nuovo scoglio da superare ora è quello mentale: “La maggior parte delle persone associano lo stupro a un aggressore che esce da un cespuglio e attacca violentemente la sua vittima. In realtà, la maggior parte delle violenze sessuali avviene all’interno delle relazioni, oppure durante degli appuntamenti o incontri inizialmente consenzienti”.”

      Che vuoi comunicare con quell’esempio del menga a proposito della contrattualita’ del consenso al rapporto sessuale? Che oramai non ci si puo’ piu’ dedicare a trattare il sesso come un dovere verso di te?

      E se l’hai letto, l’articolo, allora lo sai anche tu che succede quando chiunche dica “No scusa, adesso basta” pretende che il “basta” consista. Vuol dire che dire di no e’ definitivo e non ci si puo’ piu’ guadagnare il pane da avvocato ricamando sul fatto che una stava immobile anche se aveva detto di no, o che era ubriaca, e che non dica niente. E’ una legge, funziona per funzionare, non per fare favori a qualcuno si’ e qualcuno no.

      I “ragazzi” ne hanno di cose da imparare (senti questa: dalle donne) eppero’ tu devi provare a meditare un bel po’ sulla domanda famosa, quella che chiede che cosa componga un essere umano, una persona, nella differenza che gli umani assumono nei confronti di cio’ che umano non e’, ed e’ Natura. Se ti stanca, prova questo: cos’e’ natura e cos’e’ cultura.

      Poi rileggi quello che hai scritto e vatti a prostrare innanzi ad un cipresso.

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  3. Gentile @Marco Bo
    Io non esagererei con la Svezia. Il problema è che, purtroppo, quando c’è un caso che si può sfruttare mediaticamente e politicamente si crea sempre una grande confusione. Ad esempio si condanna il papà Grillo – che poi, come si sarà accorto, è il vero motivo del contendere e ci ha messo molto di suo- perché non ha educato il figlio a non frequentare certi ambienti ma si tace riguardo al padre della ragazza che i medesimi ambienti e con le medesime”modalità” frequentava. Si parla già di stupro ( in questo caso, a differenza di altri, proprio nessuno dice che se l’era cercata ) e di video vergognosi ancora prima di vederli, si usa tutta questa faccenda nella quale nessuno, ma proprio nessuno, ci fa una figura decente per attaccare il M5S nel momento della discesa in campo di Conte e dell’ evidente tentativo del Movimento stesso di allontanarsi dalla tutela di Grillo.
    Insomma, non bisogna esagerare né in un senso né nell’altro. Non donne innocenti di default ( ben sappiamo quanto in tante sappiano brigare, soprattutto quando vi sono Vip di mezzo) né uomini derubricati a gaudenti e giocosi zuzzerelloni, quindi.
    Vedremo.

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    • x Carolina
      ” ma si tace riguardo al padre della ragazza che i medesimi ambienti e con le medesime ”modalità” frequentava.”

      pettegolezzo, supposizione , a chi si riferisce ?

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      • A qualche commento, su altri post e sentiti inTV, che biasimavano Grillo per non aver educato il figlio che frequentava il Billionare e di ubriacava. La ragazza faceva altrettanto, lì si sono incontrati, quindi, se Grillo non ha educato, anche l’altro padre….

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  4. Mi pare che in una situazione dove tutti, ma proprio tutti, erano ubriachi ( come minimo, a quanto di dice ) sia piuttosto difficile attribuire responsabilità. Per i magistrati sarà un duro lavoro, temo. Speriamo che rimangano fuori dall’aula le motivazioni politiche. Speranza vana, temo: la scelta della Bongiorno è un chiaro segnale, il momento politico per i 5stelle è delicato. Speriamo bene, per tutti.

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  5. Giulia Buongiorno sta alla giustizia come il Billionaire sta ad un bel posto.

    Freguentarli rappresenta la compromissione del giusto e la prostrazione di fronte all’altare del vitello d’oro.

    Ed i diritti sul simbolo li possiede lui, anzi, Lui.

    Il Referendum sull’Acqua Pubblica e’ definitivamente morto. Giuseppe Conte ha 48 di tempo per prendere le distanze da Grillo e tutto quanto pertenga alle tematiche “M5S e transparenza, meritocrazia e selezione, migrazione su Diaspora e certificazione”.

    Altrimeni ricomincio con la SSdS.

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  6. Ieri ho scritto questo post, chiaramente ironico, ma non immaginavo certo che in Svezia fossero già arrivati a questo punto!!!

    E pensare che sarebbe sufficiente allegare ad ogni scatola di profilattici un blocchetto con dei moduli prestampati di “consenso informato”, strano che i produttori di questi articoli non ci abbiano ancora pensato…
    “Io sottoscritta (nome e cognome), residente a (indirizzo completo), Codice Fiscale (…), Documento numero (…) rilasciato da (…) nel pieno possesso delle mie facoltà confermo la volontà di effettuare le seguenti attività (elenco dettagliato delle principali pratiche inerenti la sfera sessuale, apporre un “SI” su quelle permesse e un “NO” su quelle vietate).
    La controparte che non deve necessariamente essere un maschio (precisazione necessaria al fine di rispettare la par condicio) dovrebbe naturalmente controfirmare il documento…
    In effetti potrebbe sorgere un piccolo problema… al termine della compilazione del modulo al maschio potrebbe essergli… “ammosciato”… oppure potrebbe decidere di essere più interessato all’ultimo documentario di Piero Angela sulle abitudini sessuali dei gorilla…

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  7. E tutti i calciatori ( Maradona, Balotelli…) attori, vippume vario (Sgarbi compreso che non è certo uno sprovveduto) ma sempre col portafogli pieno, che si ritrovano all’ improvviso padri a loro insaputa ed obbligati a foraggiare ( un figlio da un VIP è come una grossa vincita a Win for Life) uno o più sconosciuti pargoli, non sono stati “stuprati”? Non è stata violenza, quella? Non è stato un feroce inganno?
    Immagino le situazioni: “Prendo la pillola”(impossibile da verificare); o la spirale o altri contraccettivi meccanici (idem). E non serve che anche il maschietto si tuteli: è facilissimo farlo ubriacare ( non succede solo alle donne) e/o “danneggiare” il condom.
    Non ho mai sentito femministe insorgere contro queste “violenze”. Mai. Eppure è una violenza che dura una vita.
    Ah, dimenticavo: un figlio è sempre un “dono del cielo” . Solo se lo vuole la donna, ovviamente: l’ uomo è sempre costretto, obtorto collo o meno, ad accettare, in un senso o nell’ altro.
    Questa è la parità.

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      • Guardi che il disconoscimento di paternità puo avvenire solo quando si apprende che il presunto figlio in realtà e’ biologicamente di qualcun altro ( altra furbata piuttosto frequente da parte delle donne…)
        Se la madre insiste e si fa il DNA, alla fine non c’è modo di sottrarsi, e mi pare giusto nei confronti del figlio (usato come bancomat da mammina); nei confronti del padre obtorto collo, giusto lo è molto meno. Nessuna femminista però ha mai fatto una battaglia di “giustizia” a suo favore. Chieda un po’ a Sgarbi, al quale certamente non mancavano gli avvocati, e a tutti quelli che improvvisamente… per caso… si trovano la sorpresina . Per citare solo un caso noto a tutti, quello di Bossetti.

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  8. SESSO, PREGIUDIZI E MISOGINIA – Viviana Vivarelli.

    La ragazza che ha denunciato il figlio di Grillo ha 19 anni (dunque è giovanissima), è una modella ed è svedese.
    Per molti essere una modella equivale ad essere di facili costumi ed essere svedese equivale a una licenza sessuale allargata.
    Ma vediamo cosa succede in Svezia e ricordiamo che per incastrare Assange si sono usate due donne che lo hanno denunciato per violenza sessuale. Il procedimento è stato poi archiviato nel 2017. Era anche per sfuggire a queste accusa che il fondatore di Wikileas si era rifugiato , il 19 giugno nel 2012, nell’ambasciata ecuadoregna di Londra, per sfuggire all’estradizione in Svezia. Ed era stata la lunga permanenza nella sede diplomatica, che fino allo scorso 11 aprile gli aveva concesso asilo, a portare i magistrati scandinavi ad archiviare le accuse nel 2017, nell’impossibilità di perseguire Assange finché si trovava in quell’edificio.
    Noi tutti pensiamo che Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia siano Paesi molto evoluti e aperti in materia sessuale, anche perché le loro donne non hanno tutte le remore che dovrebbero avere le donne cristiane. Eppure, anche in questi Paesi la violenza sessuale è vietata e punita e si pensa che le donne violentate non siano sufficientemente protette. Lo pensa anche Amnesty International.
    Ma la Svezia ha fatto un passo avanti: ha approvato una legislazione che ha considera stupro la penetrazione sessuale di una donna senza il suo consenso, e la Danimarca e la Finlandia intendono seguirla.
    Secondo la Convenzione di Istanbul (2011), lo stupro e tutti gli altri atti di natura sessuale non consensuali devono essere considerati reati. Molti paesi europei – tra cui la Svizzera – hanno ratificato questa Convenzione internazionale per la prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e contro la violenza domestica. Ma poi le sue regole non sono state applicate.
    Nella maggior parte degli Stati europei la definizione giuridica dello stupro prevede la violenza fisica, la minaccia di usare la forza o la coercizione, criteri che non si applicano però alla maggior parte degli stupri, per es. quelli avvenuti su una vittima minorenne, con handicap mentale, ubriaca o drogata o non in stato di intendere e di volere.
    Si crede comunemente che non ci sia stupro se la donna non ha opposto resistenza fisica, ma questo è limitativo, per es. nei casi in cui era paralizzata dal terrore, riposta fisologica e psicologica molto frequente.
    C’è poi il fatto che la vergogna impedisce spesso che la denuncia avvenga subito dopo il fatto e troppe donne pensano che la denuncia sarà inutile e che le modalità stesse dell’esame e del processo saranno un’ulteriore violenza mentre i giudizi o gli avvocati la faranno passare dalla parte del torto, sporcando la sua reputazione e c’è la sfiducia nella giustizia, perché i giudici sono spesso uomini che non capiscono le donne e tendono ad assolvere gli stupratori, cosa che purtroppo molto spesso accade. Le condizioni che trattengono la denuncia sono così forti che solo una donna su 10 in Norvegia denuncia lo stupro subito. E putroppo anche lì la maggior parte delle segnalazioni (dal 75% all’80%) non portano alla condanna. In Danimarca nel 2017 si contarono 890 denunce di stupro contro i 24’000 stupri stimati. In Finlandia (5 milioni di abitanti) la stima per lo stesso anno fu di 50’000 casi con solo 209 condanne.
    In Svizzera solo la metà degli imputati è stata condannata per stupro o violenza sessuale. E anche qui si richiede che ci sia violenza fisica e resistenza.
    Molte donne, per paura e vergogna o timore dell’ambiente sociale o famigliare, non denunciano lo stupro e troppo spesso i colpevoli la fanno franca.
    Insomma abbiamo una legislazione fatta da uomini che proteggono altri uomini.
    La Svizzera sembra un Paese tanto civile e moderno ma ha dato il voto alle donne a livello federale nel 1971, e al livello cantonale tra il 1959 e il 1990.
    Ultimamente in Svezia si è fatto un passo avanti. Nel 2018 il Parlamento ha approvato una legge per cui viene considerato stupro il sesso senza consenso.
    Non si deve più dimostrare che c’è stata forza o minaccia o che la donna sia stata in una condizione psico-fisica debole (handicap, ubriachezza, droga ecc.) ma ci vuole proprio il consenso espresso chiaramente.
    Si introducono anche due nuovi reati: “stupro colposo” e “abuso sessuale colposo” (pena 4 anni). Sarà colpevole anche chi a metà di un rapporto si sente dire dalla donna che non lo vuole continuare.
    La legge svedese è arrivata dopo una campagna di sensibilizzazione durata 5 anni, rilevante soprattutto dopo due brutte storie di violenze sessuali avvenute nel 2013 (6 giovani tra i 15 e i 17 anni furono assolti dopo aver violentato una ragazza e altri 3 assolti dopo aver penetrata una quindicenne col collo di una bottiglia fino a farla sanguinare).
    Sono altissimi i casi in cui lo stupro viene perpetrato in famiglia.
    Le pene per lo stupro nel mondo sono le più varie e si può arrivare anche alla pena di morte.
    In Italia il M5S ha fortemente voluto il “codice rosso” per le vittime di violenza domestica e ha allungato a 12 mesi il tempo
    a disposizione per fare la denuncia. La pena per lo stupro era dai 5 ai 10 anni, ma i 5 stelle l’hanno alzata dai 6 ai 12 anni. E hanno aggiunto l’abuso di autorità.
    Ci sono poi possibili aggravanti come la minore età della vittima, lo stato di gravidanza, l’uso di armi o di alcol ecc., che possono far arrivare la pena a un massimo di 24 anni (violenza su bambini sotto i 10 anni). Se lo stupro è di gruppo, questa è una aggravante.
    Tuttavia ci sono poi sempre delle attenuanti per cui è applicabile la sospensione condizionale della pena per 5 anni, dopo di che, se c’è buona condotta, il reato si estingue, dunque il violentatore alla fine se la cava. E, se la pena è sotto i 2 anni, ci sono i domiciliari, mentre se non supera i 4 anni, lo stupratore non va in carcere, per gentile concessione di Renzi con una legge mostruosa che nemmeno Bonafede ha mai modificato.

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  9. Magari prima di dilungarci riguardo congetture, occorre aspettare che i magistrati per lo meno decidano sulla richiesta di rinvio a giudizio. Occorre inoltre ricordare che il “filmato dello stupro” di cui tutti parlano, l’ hanno visto solo “parti interessate” – PM e Bongiorno , Grillo e famigliari – che ne danno (ovviamente) versioni opposte. Nessun giornalista e nessuno di noi.
    E questo vale per Ciro, i suoi amici, la modella , X, Y,Z…

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  10. Ma quante “modelle” ci sono in giro? Spuntano dovunque. Non ho idea di cosa facciano di preciso oltre a frequentare le feste.

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