La lobby Mef-itica di McKinsey

(Anna Lombroso per il Simplicissimus) – Nella miglior tradizione di tutti i governi non si fa in tempo a avere una notizia sull’operato dell’esecutivo in carica, che è già pronta la smentita ufficiale, il dito puntato contro la manina che ha aggiunto o cancellato un nome o una cifra, la minaccia di rimozione del capro espiatorio “promosso” a altro incarico.

E difatti:  “In merito ad articoli di stampa relativi ai rapporti in essere con la società McKinsey, si precisa che la governance del PNRR italiano è in capo alle Amministrazioni competenti e alle strutture del MEF che si avvalgono di personale interno degli uffici“. Così il Mef in una nota nella quale si precisa che “McKinsey, così come altre società di servizi che regolarmente supportano l’Amministrazione nell’ambito di contratti attivi da tempo e su diversi progetti in corso, non è coinvolta nella definizione dei progetti del PNRR“.

Chiunque abbia dimestichezza con lobby, burocrazia, Pubblica Amministrazione sa bene che se un colpevole di conflitto di interesse viene punito è soltanto perché ha agito imprudentemente e si è rovinato con le sue mani vantandosi di incarichi, prebende, consulenze. E che si contano a decine i modi nei quali si aggirano problemi di trasparenza e legittimità. Figuriamoci se un governo come quello attuale, che mutua le abitudini dell’impero di Oriente e gli usi dei satrapi di Bisanzio, le loro trame intessute dietro i tendaggi che ammiriamo a San Vitale adatti a nascondere delitti orditi contro il popolo, veleni e congiure   studiati  tessitore che ormai fa sospettare che dietro al suo enigmatico e criptico silenzio si nasconda un furbastro marpione.

Per una McKinsey che sembra uscire ufficialmente dalla porta una McKinsey è già pronta per produrre il suo programmino, perché si tratta di una di quelle organizzazioni irrinunciabili, per via dell’equivoco su cui si basa il loro successo di autorità tecniche, competenti e dotate di terzietà, proprio come le agenzie di rating,  portavoce e portaordini del mercato finanziario, la cui credibilità grazie ai ragionieri chiamati a dare soluzione finale ai problemi delle democrazie non è stata toccata dai tanti attestati di ineccepibile solidità emessi a “beneficio” di  grandi banche d’ investimento alla vigilia del loro clamoroso fallimento, come i sette giganti promossi con titoli lusinghieri: Aig, Bear Sterns, Citigroup, Countrywide Financial, Lehman Brothers, Merryl Lynch, Washington Mutual, che collassavano con perdite di 107 miliardi di dollari, non gravanti sui loro dirigenti che nel frattempo – 2007-2008 – intascavano 450 milioni di dollari).

E difatti non pagano mai per l’incapacità previsionale, per i copia-incolla di piani, strategie e grandi promesse queste società che in combutta con gli studi legali multinazionali che dettano gli articoli di legge ai governicchi, con le lobby, con un ceto di “studiosi” che offrono supporti ideali dal chiuso di pensatoi allestiti nei sotterranei delle major delle telecomunicazioni, del digitale, della logistica, basta che riempiano di frasi interscambiabili  le caselle date loro dai funzionari in servizio permanente e effettivo dell’impero, perché possano poi diramarle a Davos, nei parlamenti nazionali che non meritano concetti di prima mano, o a Bruxelles dove vanno con il cappello in mano a conquistarsi la paghetta, davanti al Grande Alleato dal quale si recano con doni e contratti per l’acquisto dei benemerenze e armamenti.

E mica potrà contare solo su Giavazzi, su Colao, sulla Mazzucato, il liquidatore fallimentare chiamato a fare piazza pulita dei piccoli, tanto parassitari da frenare la crescita concentrata dei grandi, delegato a prolungare a tempo indefinito le emergenze in modo da rimuovere qualsiasi timido palpito di esistenza in vita della democrazia, e mica potrà fidarsi degli strafalcioni messi insieme nell’era prima di lui,  che deve garantirsi le protezioni dei suoi superiori in modo da assicurarsi un ancora più alto profilo.

E dunque è comprensibile che attinga al suo archivio, dalla letterina a quattro mani che ha promosso la rimozione di Berlusconi che prima o poi ci sembrerà un martire della lotta all’egemonia sovranista europea, e l’arrivo di Monti, al suo compitino per il G30, e alla sua rubrica coi numeri di cellulari dei suoi favoriti.

E alla lettera M c’è da giurarci che ci siano i curatori del Concept per una visione dell’Europa alla vigilia del Trattato di Maastricht, e poi gli stessi con il loro survey 2017 sulla rivoluzione digitale, con le proposte per un corretto impiego del capitale umano “a buon mercato” degli immigrati e che hanno già pronta la loro ricetta per una tempestiva applicazione dell’intelligenza artificiale nel mondo di impresa.

Che poi a ben vedere di intelligenza artificiale c’è gran bisogno, vista la carestia di quella naturale.   

38 replies

  1. Urka, difficile leggere la Lombroso, come al solito. Non bastava in sostanza, almeno in calce, dire “Chiedere aiuto alla McKinsley è una furbata figlia dei grandi banchieri che non solo salveranno la galassia, ma quindi a maggior ragione, anche l’Italietta de noantri visto che la (s)governano!” in ultima analisi?

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  2. Quante idiozie.
    Tutte le società fallite o salvate avevano dei dirigenti che si muovevano in ottemperanza a quanto stabilito dai propri cda.
    È le società di consulenza si muovono sulla base delle informazioni che gli passano.
    Se i delinquenti sottopongono loro dei bilanci che alla fine sono risultati truccati, di chi sarebbero le colpe, dei mega dirigenti interessati ad assegnarsi corpose stock options o dei consulenti esterni che guadagnano solo per il servizio a loro reso?

    Attendo risposte che si basino sulla logica e non sui complotti.

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    • @Jerome B.
      si, ma lo stato non é una multinazionale…o non dovrebbe esserlo…!!!
      lo Stato (con la S maiuscola) dovrebbe regolare e dominare le multinazionali e le mckinsey di turno… non esserne dominato…!!
      ma forse (con te) é un dialogare vano, visto da ciò che scrivi sembra non ti importi un fico secco dei modelli di democrazia possibili che dovrebbero prevalere sulle tirannie… economiche e non solo…!
      saluti rossi… di quelli veri…!

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    • Jerome, mi piacerebbe sapere la tua opinione, cosa ne pensi ? E’ una domanda, non polemica

      Quanto poi al ricorso ai servizi di McKinsey da parte dei governi, un crudo articolo del Financial Times del novembre 2005 (“Blair faces storm over report by McKinsey”) rivelava i duri contrasti che avevano allora accolto l’iniziativa di Tony Blair di reclutare (in tutta segretezza) la compagnia di consulenza aziendale (con un contratto da 95.000 sterline) per la ristrutturazione del Gabinetto – la “sala di controllo del Governo” – nella direzione di un più forte accentramento dei poteri nelle mani del suo Capo
      Ciò non ha evitato che la premiata ditta assumesse un peso sempre maggiore nella ristrutturazione dei servizi pubblici del Regno Unito, favorendone e rendendone sistematiche le privatizzazioni, come nel caso della società ferroviaria inglese Railtrack, “ridotta al collasso dopo una serie di incidenti, imputati ai consigli della McKinsey di ridurre le spese sulle infrastrutture per destinare i risparmi di spesa agli azionisti” (Wikipedia) e del National Health Service (che ha visto personale e attrezzature drasticamente tagliati).

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      • Che le decisioni sulle scelte intraprese restano POLITICHE.
        La Mckinsey fornisce pareri sulla base delle richieste dei loro clienti. Ma sono quest’ultimi, nel caso di specie dei politici, ad avere sempre l’ultima parola.
        Su questo concordiamo? Oppure pensi che s’infiltrino di notte nel Palazzo prendendo in ostaggio i decisori?

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      • @Ennio
        Non rispondermi male. La mia frase era riferita all’autrice dell’articolo.
        Purtroppo mentre cominciavo a scrivere ti sei inserito tu e non avevo notato. Se guardi gli orari degli interventi sono vicini.

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      • Nooo, la differenza temporale giá c’era, non é questo il punto… Ho una opinione fideistica di questi maneggi e delle ragioni adottate per richiederne l’intervento.

        Queste societá behemot di consulenze sono per me assimilabili come funzioni a quelle di un commercialista di Casoria: aiutano il dolo. Nel caso specifico il dolo é quello di suffragare decisioni politiche che praticamente mai beneficiano la collettivitá, mentre chi ne raccoglie i frutti diventa sempre piú ricco o evita di non diventarlo (usando la ricchezza come stimmate generica del potere).

        Hai ben detto che questi affari vengono condotti su richiesta del committente, portati avanti da personale molto qualificato e competente che si adopera per rispondere alle esigenze del committente, insomma, la crema della crema… del capitalismo finanziario.

        Come nel caso René Guénon mi sono accuratamente astenuto dal cerchicchiare esempi di scandali o notizie di ingiustizie varie poiché tutto quello che penso dell’argomento si basa sulla mia ideologia [aggiungi termine] secondo la quale la ricerca del profitto inevitabilmente lo mette in quel posto a moltissimi “qualcun altro”.

        Semplicistico, ma anche semplice semplice

        Accenture, PWC, eccetera, sono i commercialisti di Casoria o di Lambrate a livello globale e offrrono capacitá operativa per le competenze richieste dei clienti. Quando mai – se ne hai dammi esempi – un qualunque “lavoro” di, metti, McKinsey ha mai prodotto per la collettivitá piú di quanto abbia arricchito o rinforzato la posizione di potere dei richiedenti?

        Esatto, per me i lavoratori delle societá di consulenza globale – stiracchia, accorcia, piega e ripiega questa definizione – sono dei demoni.

        Sono anche delle persone, dei padri e delle madri, simpatici o antipatici, vittime di sofferenze o esempi di riscatto sociale personale, creativi e brillanti quanto ti pare. Ma lo sono anche i narcos.

        Non succederá mai… Ma se dovesse succedere mi ricorderó di quando al poligono, durante la leva in Toscana, avevo la media di otto su dieci.

        La penso cosí da quando avevo dodici anni.

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      • “Come nel caso René Guénon mi sono accuratamente astenuto dal cerchicchiare esempi di scandali o notizie di ingiustizie varie …”… ahahah… “…Sono anche delle persone, dei padri e delle madri, simpatici o antipatici, vittime di sofferenze o esempi di riscatto sociale personale, creativi e brillanti quanto ti pare. Ma lo è anche Ennio/Pindaro de noantri.”.

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      • Già ,sono i politici ad avere l’ultima parola, quello che penso anche io ,quelli che hanno sempre deciso nel bene e nel male
        Più male che bene. Comunque 25.000 euro parcella i dubbi vengano anche a me che non conto niente, ma che potessero
        dare consigli per migliorare PA , consigliando privatizzazioni , che permetterebbero ai consiglieri di arrotondare la parcella,
        mi viene la celebre frase di Andreotti – A pensare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina

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  3. “in combutta con gli studi legali multinazionali che dettano gli articoli di legge ai governicchi”

    Ti lovvo!

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  4. Ma a che servono società di consulenza che possono essere tranquillamente ingannate con bilanci truccati? E comunque mi pare di ricordare che in passato sono venuti fuori parecchi scandali per rapporti troppo “ stretti” tra controllori e controllati.Volevo poi dire una cosa sulla Lombroso,che leggo sempre volentieri :mi pare che per mesi abbia sparato a zero sul vecchio governo e sui relativi ministri (alcuni anche meritevoli di aspre critiche), ma non doveva forse aspettarsi l’arrivo di questi qua? Non era forse meglio una democrazia zoppicante con qualche incapace di questa “dittatura” di inutili meriti?

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  5. “C’è qualcosa di perversamente perfetto nel fatto che il governo tecnico con a capo il massimo tecnocrate bancario di cui disponiamo, si rivolge ai tecnici della McKinsey per studiare come spendere i soldi del Recovery fund che in realtà sono ben poca cosa, non gli immaginari 209 miliardi, ma una decina di miliardi l’anno per sei anni. Il fatto che i tecnici si nascondano dietro altri tecnici pagati ovviamente dai cittadini è paradossale se non fosse vergognoso perché è evidente che non esiste alcuna idea politica di spesa, ma che questa viene affidata alla volontà di mediatori e mestatori finanziari internazionali secondo la dinamica finale del neoliberismo in cui gli organismi economici, ma soprattutto quelli finanziari sono diventati un vero governo ombra. Ancora più perfetto perché Draghi continua imperterrito, come è accaduto nel ’92 a bordo del panfilo Britannia , a chiamare in causa centri finanziari stranieri che comprano poi a prezzo di svendita asset essenziali del Paese, solo che questa volta si serve di un mediatore. Piuccheperfetto perché la McKinsey come orgogliosamente ci fa sapere il Sole 24 Ore, ha contribuito ad alimentare la dipendenza di psicofarmaci a base di oppioidi fornendo consulenza di marketing a produttori di farmaci tra cui Purdue Pharma e Johnson & Johnson. Adesso è in causa con 49 stati con i quali si è accordata per sborsare quasi 600 milioni di dollari per le terapie di disintossicazione.

    Il che è come il cacio su maccheroni visto che siamo tutti intossicati da narrazioni oppiaceo pandemiche provenienti dalla medesima costellazione di potere che sfruttano la paura per destabilizzare dall’interno le democrazie e nessuno farà causa ai responsabili per queste operazioni visto che quanto meno sul piano delle istituzioni hanno già vinto loro. Basta vedere l’accoglienza benevola con cui è stata accolta questa questa consulenza assurda, senza neanche un borborismo nemmeno da quella che appare l’unica opposizione dichiarata a questo governo, mentre quando la stessa ipotesi di consulenza fatta da Conte aveva suscitato una canea di critiche . Tutti proni di fronte ai “buoni consigli della finanza” che in questo particolare caso eviteranno a Draghi di doversi inginocchiare in direzione di Berlino: lo farà per lui la McKinsey che ci presenterà i voleri della parte forte dell’Europa. A questo punto ci si potrebbe anche chiedere che cosa ci sta a fare Draghi visto che vuole delegare a società di consulenza internazionali, ciò per cui era stato proclamato premier dal Palazzo. Ma forse serve proprio a questo a far passare senza traumi quest’ultimo tradimento della politica e del Paese.”.

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  6. https://infosannio.com/2021/03/07/la-lobby-mef-itica-di-mckinsey/E naturalmente tutto è strumentale a seconda di chi si deve attaccare! Draghi svende alla Mc Kinsey il paese per una consulenza di 25000 euro ma se ai tempi del dominio in ENEL del governo D’Alema$Bersani si svendeva l’ENEL spezzettandola e “erodendo valore dal gruppo” mediante l’espediente delle società off shore/scatole cinesi con la complicità delle più note agenzie di rating come mi riferi’ un Ispettore Centrale Enel ed alto esponente sindacale CISL – alcune delle quali tra quelle nominate in questi giorni per il recovery plan, nessuno ha dato alcun peso, manco la Corte dei Conti o la magistratura che, pure, qualche curiosità in merito dovevamo farsela venire!

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