Conte, le caste e un altro 4 marzo

(Tommaso Merlo) – Giuseppe Conte gode di vasto consenso popolare ma vecchia politica e stampa al seguito vogliono sbarazzarsi di lui in piena pandemia e senza uno straccio di motivo. Se dovessero riuscirci, il disprezzo dei cittadini verso le caste riesploderebbe in un altro 4 marzo ancora più veemente e sacrosanto. Del resto che certa vecchia politica e stampa al seguito siano ancora sulla scena è già dura da digerire, che addirittura ostacolino il cambiamento chiesto a gran voce dai cittadini e trascinino il paese in un folle pantano, è davvero intollerabile. Anche se non certo sorprendente. Per le caste il 4 marzo è acqua passata e dopo quasi tre anni di boicottaggio scalpitano per tonare alla normalità. Del resto non son capaci di cambiare e soprattutto non vogliono farlo visto che non gli conviene. Temono di venir tagliate fuori e di perdere il loro potere e le loro prebende. La loro non è solo ottusità ma anche egoismo. Nelle democrazie sane le classi dirigenti assecondano i mutamenti politici e sociali. In Italia li ostacolano. Resistendo strenuamente anche a costo di danneggiare la collettività. Ma molte responsabilità ricadono anche sui cittadini che ancora permettono a certa vecchia politica e stampa al seguito di sopravvivere. Se non li votassero più e se non leggessero più i loro giornali, non saremmo in questa condizione. In troppi ancora abboccano. Facendosi dividere, facendosi usare. Non chiedendo mai conto, non pretendendo mai di meglio. Colpa della faziosità che da noi si divora tutto. Anche il buon senso. Colpa del menefreghismo di chi partecipa superficialmente diventando manipolabile. Colpa della rassegnazione di chi non crede vi siano alternative. Certa vecchia politica galleggia perché c’è chi ancora la vota. Certa stampa galleggia perché c’è chi ancora chi gli dà retta. In Italia troppi cittadini sono ancora inconsapevoli dell’importanza del proprio ruolo e in generale manca un patrimonio democratico di fondo condiviso da tutti. Indistintamente. La coerenza e la serietà della politica dovrebbero essere patrimonio di tutti perché garanzia del bene di tutti. Una vera libertà di stampa e l’onestà intellettuale dell’informazione dovrebbero essere patrimonio di tutti perché garanzia del bene di tutti. Ed invece tutto finisce calpestato nella faziosa e meschina rissa quotidiana per il potere. Con le caste che ne approfittano e i cittadini che ci cascano azzuffandosi tra loro sul nulla. Il 4 marzo è stata una ribellione a decenni di malapolitica, decenni persi dietro al malaffare e alla vuota propaganda di una politica al servizio delle lobby e ostaggio di caste egoistiche e senza scrupoli. Dal 4 marzo è emerso un premier come Giuseppe Conte che sintetizza l’ansia di cambiamento. Un premier che nonostante tradimenti e denigrazioni subite sta operando egregiamente e gode di vasto consenso popolare. Se vecchia politica e stampa al seguito dovessero riuscire a sbarazzarsi di lui nel bel mezzo di una pandemia e senza uno straccio di motivo trascinando il paese in un folle pantano, altro che tornare alla normalità. Il disprezzo dei cittadini verso le caste riesploderebbe in un altro 4 marzo ancora più veemente e sacrosanto.

7 replies

  1. Io concordo con il finale. E credo che andando ad elezioni entro 60gg. I 5s con Conte, Di maio, Di battista possano benissimo arrivare al 40% se azzolina, toninelli, bonafede raggi, appendino e grillo facessero da spalla zero problemi. Il ferro bisogna batterlo quando è caldo.
    Se non ora : se non si cavalcano i super disastri lombardi, Cesa in calabria, Zingaretti indagato a roma i casamonica del duo alemanno meloni, QUANDO????
    SE SI HA la schiena dritta e la consapevolezza dell’onestà del proprio operato, sfruttando il recovery found, con idee e progetti futuri si può andare oltre il 40%.
    Tassativo entrare con prepotenza quotidiana in Rai. Saluti

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  2. Giuseppe, scusa il tono confidenziale, ma tu sei il mio Presidente del Consiglio, ti voglio dire riguardo all’approvazione della legge Bonafede, in parlamento vada come vada e se la maggioranza andrà sotto non fa niente, non fartene un cruccio e se saranno elezioni, la destra non vincerà un bel niente! Alla conta dei voti dovranno leccarsi le ferite. Se invece non andrà così ci divertiremo con fi, lega e fdi, alle prese col bomba e con merenda. Ops, volevo dire, non mi viene il nome, quello che sa tutto lui, quello dei parioli che in vita sua ha lavorato tanto! (Con la lingua!)
    Siamo ottimisti, e su con la vita Beppino!

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  3. È intollerabile ma è anche fin troppo comprensibile. Purtroppo. I soldi del recovery fund stanno arrivando per davvero, i grandi gruppi industriali hanno già le fauci aperte e pretendono di controllare la greppia (altro che l’ego di Renzi e balle varie). Quindi si andrà al governo tecnico, sostenuto dalla lega fino al pd (bisogna vedere se tutto o in parte, ma Zingaretti finirebbe a fare compagnia a Bersani in LeU) con i media pronti a intonare la fanfara

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  4. Tutto talmente vero, l’informazione becera, meschina, bugiarda, legata ai poteri forti la fa da padrona, voglio solo sperare negli ITALIANI che ragionano con la propria testa, se i due IRRESPONSABILI saranno la causa per andare al voto, che il 4 marzo diventi per loro una Waterloo.

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  5. Purtroppo le “intenzioni di voto” desunte da tutti i più recenti sondaggi fanno ipotizzare, realisticamente, tutto un altro scenario! La maggior parte dei “cittadini elettori” (non solo l’imbarazzante percentuale di “idioti, complici, collusi e analfabeti funzionali” ma anche quella di persone “ragionevolmente normali”), si forma la propria opinione leggendo giornali o guardando la televisione…
    Se ne deduce pertanto che il nostro paese sta per collassare… o meglio, che i “ricchi” diventeranno ancora più ricchi, i “poveri” sempre più poveri e la “classe media” diventerà “classe bassa”!!!

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  6. Vorrei ricordare a Fabio che , se cambia il governo, finisce la legislatura
    e la maggior parte dei big a 5 stelle sparisce proprio e arrivano i pivellini, quelli che non li conosce nessuno Gli stati generali hanno riconfermato il limite dei due mandati salvo che nelle elezioni comunali. Ma, se cade il Conte 2, spariscono Luigi Di Maio, Danilo Toninelli, Francesco D’Uva, Alfonso Bonafede e molti altri.
    Intanto nel M5S si traccheggia e in più di un anno non siamo riusciti nemmeno a fare un governo collegiale o a creare almeno un giornale on line, dando al Paese l’immagine dell’inefficienza più assoluta!
    e dovremmo andare alle elezioni con solo con un blog ormai defunto che sembra una lumaca e allontana gli elettori piuttosto che richiamarli e tutti i media contro di noi che non abbiamo nemmeno uno spazio in RAI per far sentire le nostre ragioni??
    Non ci posso nemmeno pensare !!

    .. e se è democrazia questa
    In Russia Putin userà il plutonio contro gli avversari o le cariche di polizia
    Ma in Italia con i media quasi tutti schierati in un solo unico modo nella disinformazione più totale, non andiamo molto meglio

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  7. Non credo che i cittadini italiani siano così ligi al senso civico. Guarda come si comportano i nostri politici e intravedi noi cittadini. Questi nostri politici non agirebbero come stanno facendo se noi italiani fossimo un po’ diversi da loro. Rischierebbero di essere rimandati a casa in massa, invece stanno lì da decenni. Hanno ridotto (con la nostra complicità) questa povera Italia ad un’inconsistente nazione e noi insistiamo a tenerceli stretti ormai da anni. Non abbiamo diritto a nessun cambiamento visto che non abbiamo nessuna voglia di informarci seriamente su cosa è successo in passato e cosa succede oggi nella cloaca della politica e della informazione-propaganda nella nostra Patria.

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