Un paese chiamato Furbistan

(Marcello Veneziani) – Benvenuti nel Furbistan, il paese che in una precedente vita si chiamava Italia. È in corso la guerra dei furbi, tra la volpe Renzi e la faina Conte, per il dominio del Furbistan. ‪Riuscirà la volpe Renzi a far fuori la faina Conte? Nella guerra dei furbi non contano il Paese, gli altri, la propria dignità; è solo un fatto personale. Conte venderebbe sua “madre” pur di restare lì; vedremo se Renzi sarà disposto a comprarsela, e a che prezzo. La furbizia è sempre stata diffusa tra gli italiani. Ne parlava già Prezzolini tanti anni fa, dividendo gli italiani in furbi e fessi. Ma negli ultimi tempi la furbizia è passata da espediente per tirare a campare e vizio antropologico soprattutto delle classi subalterne, a requisito chiave delle classi dirigenti. La furbizia è il vero metodo di selezione e di consenso, di comunicazione e di manipolazione dell’Italia odierna; è la “virtù” primaria per mantenersi a galla in ogni caso e cavalcare ogni evento, disgrazie incluse, volgendole a proprio favore personale.

La furbizia è il riassunto cinico dell’Italia di oggi e dell’anno appena trascorso e il viatico scoraggiante per il decennio che viene: il raggiro continuo dei media allineati, il teatrino dei politici con le loro recite false, la parata grottesca allestita sui primi vaccini, la finta gara di solidarietà dei politici a Natale (deplorata se la fa il furbo Salvini, elogiata se la fanno i furbi governativi o i non-governativi delle Ong). I casi sarebbero troppi per citarli.

La furbizia, un tempo tecnica di sopravvivenza nella vita, si è costituita in potere, ed è nato il Furbistan, il regno dei Furbi, dove i leader politici come gli opinion maker, mangiano pane e volpe. Se la furbizia come atteggiamento rispetto alla vita e agli altri ha una storia antica, la furbizia come categoria politica e post-ideologica è esplosa con l’avvento di Matteo Renzi. È stato lui il prototipo del furbo per antonomasia, l’arrampicatore veloce sui gradini del potere, che fa le scarpe a tutti mentre li tranquillizza (staisereno), l’intortatore da video, colui che sostituisce ogni altra categoria politica con l’occupazione astuta dei posti chiave e usa la parola per nascondere il pensiero.

Ma oggi la furbizia è il tratto comune distintivo di chi ci governa. Sulla mozione di furbizia regge l’alleanza di governo: un patto furbo solo per durare al potere. La furbizia è la qualità principale di Giuseppe Conte, la faina di Palazzo Chigi: solo la furbizia può spiegare il suo sbucare dal nulla, il suo trasformismo senza scrupoli, la sua capacità di galleggiare in stagioni così diverse, il gioco di prestigio delle tante task force per disperdere, distrarre e mantenersi il potere, la faccia disinvolta con cui comunica di continuo agli italiani restrizioni presenti e benefici venturi. Il furbo premier succhia benefici di consenso dalla paura della gente per il virus.

Ma la furbizia è il tratto distintivo di quasi tutti i leader odierni e il vero sistema di reclutamento e di scalata al potere. I furbetti del quartierino sono andati al potere, ma non solo politico. Virologi-star a gettone, direttori e presidenti furbastri, influencer volpini, persino papi e preti.

Tanti scherzano sull’ignoranza di Luigi Di Maio, la sua sintassi e i suoi errori, ma Di Maio è tutto meno che un tonto: è uno sveglio, anzi sveio, per dirla nel suo idioma. Ma l’intelligenza è un’altra cosa… Lui è un furbo, come il suo maestro Beppe Grillo e tanti grillini, scappati di casa che si sono furbamente accasati. Nei loro curriculum vacanti, solo la furbizia può spiegare il posto che occupano. Parafrasando Machiavelli, le loro carriere folgoranti si possono spiegare per metà con la fortuna e per metà con la furbizia. La furbizia e la fortuna sono i glutei su cui sono seduti…

La furbizia regna pure nella cultura, nel cinema, nel giornalismo: la furbizia di prostituirsi per far carriera, di adeguarsi ai pregiudizi, di allinearsi alle parole d’ordine, agli ingredienti giusti del politically correct, come i film che hanno dosi ormai obbligate di omosex, neri, migranti, disabili, femministe. Espedienti furbi.

O l’intellettuale in tv che non sa nulla dei temi che affronta ma sproloquia, ripetendo furbamente frasi appena carpite, spruzzando inchiostro nero come la seppia per non farsi stanare… Si premiano film, opere, libri col criterio della furbizia, non della qualità. Vanno avanti i furbi e coloro che possono ricambiare la gratificazione dando vantaggio a chi li promuove. La furbizia è un sistema a specchio, un furbo chiama l’altro, si riproduce di furbizia in furbizia, genera una rete di reciprocità, una gara di scambio…

La furbizia è il surrogato disonesto dell’intelligenza, che invece manca nel nostro Paese. O è sommersa, disconosciuta o disattivata, a tratti proibita. In ogni campo, in ogni potere, in ogni settore, la capacità e l’intelligenza, la competenza e l’affidabilità sono state sostituite da questo formidabile passe-partout, applicato a ogni settore. L’intelligenza capisce, collega, ha visione, ha strategia, va in profondità, rapporta i mezzi ai fini, va oltre il puro espediente di superficie per ottenere un risultato personale o apparente; l’intelligente cerca la soluzione, il furbo invece la trovata. L’intelligenza mira a una meta, il furbo galleggia e sceneggia. Con la furbocrazia viene meno la competenza, che è esperienza più studio, l’affidabilità, che è capacità più lealtà, e la capacità, che è intelligenza applicata, in grado di affrontare le situazioni reali.

Il nemico insuperabile della furbizia è però la realtà. Quando poi vedi gli effetti scarsi o negativi, quando noti i mancati risultati rispetto agli annunci e alle promesse, quando vedi che all’apparenza non segue alcuna sostanza, e i leader e i testimonial sono solo palloni gonfiati e simulatori, allora la furbizia si sgonfia. A quel punto il problema è stare attenti a non passare dal predominio di una furbizia all’altra…

Panorama, n.2 (2021)

35 replies

  1. Conte venderebbe sua madre!?! Ecco la libertà di pensiero e parola!! Credo fermamente sia un pensiero totalmente sconnesso dalla realtà e purtroppo chi lo esterna può farlo pubblicamente e molti lo leggeranno.. da qui si evince che l’informazione deve essere controllata da garanti seri e competenti, dare la penna in mano a cialtroni devia l’informazione con menzogne che possono influenzare un popolo già abbastanza manipolato.

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    • PSICOLABPLUSSS

      Ma se è scritto nei libri
      che, quando sei nato,
      gli operatori della cooperativa
      di tutte le marineria di Bisceglie,
      hanno fatto
      “am barabà ciccì coccò” per sapere a chi eri figlio!

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  2. Veneziani finalmente lucido e sobrio (e quindi ingiustificabile oltreché illeggibile) , non riesce proprio a capire la differenza tra l’essere delinquente furbo per farsi solo i cazzi propri (tipo gente come Silvio B., Salvini, Meloni, Renzi e chi li ha preceduti) e chi è incensurato e cerca ogni furbizia per fare gli interessi del popolo.

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  3. Questo ogni mattina si sveglia, apre il vocabolario a caso, con gli occhi chiusi, e sulla prima parola su cui punta il dito fa l’editoriale.
    Sulla furbizia ci ha costruito la carriera, perché solo un furbo sarebbe ancora giornalista, con le sue doti palesemente ASSENTI, ma si mette a descrivere la FURBIZIA ( altrui) e l’intelligenza (propria, ovviamente) senza il minimo nesso con la realtà.
    Inventa.
    Punta il dito a caso e inventa. È il suo metodo furbo e disgustoso.
    Se domani esce “pedofilo” Conte è pedofilo, se esce “saggezza” di chi parla, di Trump?

    Ps. Ma “sveio” non è romano (anzi svejo)? Che ci azzecca con l'”idioma” campano? Gli suonava denigratorio per Di Maio?
    Questo è SCEMO, gente, e noi di più, ché lo leggiamo, fosse anche solo per perqularlo.

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  4. Questi sarebbero i giornalisti che spiegano come stanno le cose, cioè semplici opinionisti secondo il loro modo di vedere le cose. “Conte venderebbe sua “madre” pur di restare lì”… così l’ha capita? … e non ha capito niente, a Conte non gliene frega niente se deve tornare alla sua vita che non è affatto male nè per professione nè per reddito nè per prestigio, e in più, se gli fanno cadere il governo, per la gente diventa un eroe nazionale, cioè… comunque vada ne esce vincitore

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  5. Ogni volta che pubblica il suo editoriale raccoglie feroci insulti.
    Anche la redazione aka Billy Nuzzolillo potrebbe provvedere a togliere ogni suo riferimento al blog.
    Capisco la pluralità delle voci, ma questo è proprio un C0GLl0NE.

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  6. M.V Tra avvoltoi pezzolati…(tu). faine e volpi.Si potrebbe creare uno zoo.Oppure definire le persone come te per quel che sono .F.D.P.Conte si è preso la gatta da pelare con un “contorno” di m indescrivibile…cosa volete da lui.Fà a mio parere quel che puote…Sembra l’esca per gli squali di tutte le specie, dai più famelici allo squalo balena che si nutre solo di Plancton.Ne pagheremo tutti le conseguenza…(cari intelligenti e furbi).Si sono estinti i dinosauri si estingueranno pure gli squali (e per mancanza di cibo) ma siete troppo co…ni per capirlo. State sereni cari i mie “giocolieri” che giocate con le nostre p.Se andrà avanti così il cibo non basterà per tutti e voi “elite” farlocche verrete spazzati via di sicuro.Sarete i primi. https://www.treccani.it/vocabolario/elite P.s M.V Qualcuno non ha ancora capito lo spartito . Continua a sbagliare la “melodia” Pensando di essere un virtuoso “solista”.Quando invece serve l’orchestra.

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  7. VENEZIANI, La leggo per la prima volta e sono disgustata della sua malafede, identica a quella di altri giornalisti che NON SCRIVONO PER INFORMARE IN MANIERA PROFESSIONALE MA PER STRAVOLGERE LA REALTA’ CON CONTORCIMENTI LESSICALI E PENSIERI VIPERINI. Mi chiedo: CHI LA PAGA PER DISONORARE COSI’ IL GIORNALISMO E SE STESSO?

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  8. Vorrei anch’io rispondere a Veneziani il quale pubblica il suo editoriale di “parole in libertà” per ricordagli che sveio non esiste nel dialetto napoletano, magari svejo, ma è romanesco. Se tuttavia volesse attribuire un aggettivo campano a Di Maio, considerandolo furbo, sveglio, ma anche scaltro potrebbe dire che “tiene a cazzimme”.
    Visto che siamo in tema,il suo articolo lo definirei così:-Chiacchiere e tabacchiere e’ lignamme nun s’accatano o’ banch’ e’ Napule!-
    tradotto: chiacchiere e tabacchiere di legno non si comprano al banco di Napoli-
    E’ inutile che certa roba la spacci per notizie.

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  9. Il mio omonimo (nessuna parentela) deve essere esausto, dopo aver scritto un articolo sulla furbizia, evitando accuratamente di nominare uno dei furbi più dannosi della recente storia italiana, alias Silvio. Probabilmente si sta ancora riprendendo dalla fatica..
    Ma alla fine non ce l’ha fatta, come indica la chiosa “Il nemico insuperabile della furbizia è però la realtà. Quando poi vedi gli effetti scarsi o negativi, quando noti i mancati risultati rispetto agli annunci e alle promesse, quando vedi che all’apparenza non segue alcuna sostanza, e i leader e i testimonial sono solo palloni gonfiati e simulatori, allora la furbizia si sgonfia. A quel punto il problema è stare attenti a non passare dal predominio di una furbizia all’altra…”.

    Annunci di un milione di posti di lavoro? Apparenza (es. Minetti) senza nessuna sostanza? Leader che sono palloni gonfiati e simulatori (cominciamo da Alfano?)… Il mio omonimo ha descritto così perfettamente cosa abbia significato S.B. per l’Italia , ivi inclusa la paura di passare da una furbizia all’altra (M.R.). Capolavoro!

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  10. Viareggio:Come si fa a prescrivere gli omicidi?M.V sai rispondere a questo?I delinquenti “politici”…innominabili ma conosciutissimi come gli editori x E.S ..che “foraggiano” i tuoi”nonsense”. . Complice?Ti vedo sempre scrivere di cose insignificati che riguardano l’universo mondo. Ma mai una critica al tuo “inverso” mondo criminale e politico…. mai.Sei propio furbistan.Ma in giro non ci sono solo “polli” .Tieni presente la cosa quando ti “illudi” che siano tutti boccaloni. DI “illusi” ne è pieno il mondo.Poi si svegliano.

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  11. QuestoVeneziani,
    probabilmente, ha capito che,l’unico modo per essere commentato,è scrivere idiozie e,
    forse,il modo per liberarsene è fare zero commenti.
    Io inizio da ora.

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  12. Certi pseudo o sedicenti giornalisti essendo a corto di argomenti, pur di scrivere qualcosa che accontenti i loro padroni si inventano contorcimenti neuronali (ammesso che abbiano qualche neurone superstite).
    A parte che Di Maio nel suo dialetto non direbbe mai “sveio” , quindi si informi lo scrivente sulle origini del ministro degli esteri e impari a distinguere i dialetti, ma poi cosa c’entra la furbizia?
    Oltre che furbescamente dimezzarsi lo stipendio, come tutti i parlamentari furbi ma onesti dei 5S, il bravo Di Maio ha portato a casa dei risultati concreti (vedi la liberazione di Silvia Romano, dei pescatori sequestrati in Libia, etc.,) che se l’avesse fatto Salvini tutti i giornali e giornaloni avrebbero enfatizzato i fatti che invece non solo sono sfilati con qualche balbettio di tiepido riconoscimento ma addirittura criticati perché Conte e Di Maio sono andati a riprendere i nostri fino in Libia.
    E che dire di Conte? Secondo me è il premier più invidiato finora. Avvocato di successo, docente universitario, parla fluentemente 5 lingue, in Europa ha saputo conquistare benevolenza e credibilità per l’Italia, simpatico e belloccio con una fidanzata giovane e carina e non credete che ci sia un bel numero di politici e non che sbavino con la bile alla bocca? Credete che un Salvini o un Renzi avrebbero ottenuto altrettanto dall’Europa e altrettanti miliardi di euro? Sì, caro Veneziani (si fa per dire) preferisco questo genere di furbi agli intelligenti e disonesti che ci hanno governato finora!

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  13. Il fatto di esordire unendosi al vasto coro di chi gabella i solitari (e finora inascoltati) capricci di Matteo Renzi (comprensivi di ultimatum, paletti, penultimatum, ricatti più o meno velati, pretese che non stanno nè in cielo nè in terra, richieste di approvazione del Mes e puzzette varie), il quale ha palesemente fatto e disfatto tutto da solo in questa pseudo-crisi di governo (che, peraltro, dura da settimane ma che ancora non ha avuto il coraggio di formalizzare) per una fantomatica guerra tra Renzi e Conte, ponendoli di fatto sullo stesso piano, è indice di poca obiettività (nel migliore dei casi, di completa malafede manipolatoria nel peggiore) e potrebbe tranquillamente porre fine alla lettura senza ulteriori patemi, visto che partendo da simili premesse il seguito è fin troppo scontato, infatti il resto dell’articolo sono patetici (ancorchè divertenti) contorsionismi che tentano vanamente di dimostrare come Conte e Renzi siano entrambi dei furbi, quindi sostanzialmente uguali.

    Par di essere tornati a quando sacrosanti processi che la magistratura aveva il DOVERE di istruire, sulla gran parte della cosiddetta informazione venivano spacciati per fantomatiche guerre tra politica e magistratura, quando era fin troppo chiaro già allora che la sola guerra in atto era tra un certo modo rapace di intendere la politica come cosa propria e la legalità che dovrebbe valere per tutti (a distanza di tanti anni, può dirsi ormai dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio come stessero realmente le cose; la sola cosa straordinaria è che gli stessi che al tempo tenevano bordone a certe tesi bislacche sono tutti al loro posto e, ancor più incredibilmente, nonostante uno sputtanamento unico in tutto l’Occidente, esiste ancora qualcuno disposto a dargli corda).
    L’altro giorno, per dire, mi è capitato di ascoltare un’intervista a Salvini sulla possibile crisi. Ebbene, oltre a parlar male del governo (e fin qui è il solito disco rotto), ha realizzato un vero capolavoro riuscendo a non nominare neppure Renzi: praticamente, a sentir lui, è tutta colpa di Conte.

    A mio parere, tutti questi sono segni rivelatori della strategia in atto: usare ancora una volta un Matteo come ariete per far cadere Conte, con la novità di cercar anche di addossare tutte le colpe a quest’ultimo. Però accade che Conte goda di ampio gradimento, per cui la seconda parte sarà difficilmente digeribile da parte dell’opinione pubblica; per quanto riguarda la prima parte, è pur vero che Renzi è perennemente in vendita, ma forse la lince rignanese sta cominciando a realizzare che lo sforzo a cui i suoi burattinai lo stanno chiamando richiederà in primis proprio il suo stesso sacrificio, probabilmente definitivo, pertanto è ipotizzabile che i suoi tentennamenti nascano dal fatto che stia attentamente valutando se terminare la carriera col botto o se non sia magari più conveniente per lui non sparire del tutto dalla circolazione, essendo ancora troppo giovane per la pensione. Tanto, il suo rimangiarsi la parola e le sue giravolte ormai non li conta più nessuno, per cui Marte può aspettare.

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  14. Il cialdiniano “filosofo” di Bisceglie nostalgico balillaro miliziano per sentito dire………….seguo suggerimento G.S. Ippoliti e chiudo.

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  15. Ora, non vorrei ridurla con troppa faciloneria, ma penso che davvero non valga la pena neanche di usare mezza caloria anche solo per pensare a un insulto da regalare a questo tizio (chiamiamolo giornalista, per capirsi). Figuriamoci per scriverla!
    Si fa come s’è sempre fatto in casi analoghi, per di più una bojata da Panorama, nientemeno! Seeee, figuriamoci! E quindi che si fa? Ma è facile, facilissimo! Non la si caga nemmen di striscio proprio, e fine.;)
    Molto (ma dico davvero!) più spassosi i commenti, via!

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  16. Ah Veneziani, la furbizia l’ha portata Renzi in politica? Capisco ti stipendia Lui, ma il Nome Berlusconi dice nulla? Giornalisti come te sono i veri Furbi, prezzolati!

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