Pandaffarismo

(Anna Lombroso per il Simplicissimus) – E anche oggi mi tocca parlare di Covid, per ambientare adeguatamente qualche informazione. Allora, c’è una parte dei decisori, trasversale ai partiti della maggioranza, che si industria per mantenere vivi i livelli del terrore sanitario, offrendo dati incerti, confusi, manipolati contro ogni affidabilità e accertamento da quando la scienza è diventata un’opinione.

Poi c’è un’altra  parte, si tratta soprattutto di quelli di recente nomina “speciale”, che si esercita per mettere a frutto l’apocalisse profilattica, quelli dei banchi, delle mascherine, delle siringhe, dei vaccini, che comportano tali e tanti investimenti che non ce n’è per ospedali, bus e metro, assunzione di personale medico  o di insegnanti.

Poi  ci sono quelli scafati che occupano tutti i settori, avendo fatto della morbilità un brand favorevole a profitto, signori del cemento che si attrezzano per proporre fondi, boss dell’elettronica che si specializzano in assicurazioni sanitarie, capoccia della meccanica che obbligano i dipendenti a rifornirsi delle loro pensioni integrative, anche per avere il gusto di sfruttarli due volte, come lavoratori e clienti. 

E infine  ci sono quelli che zitti zitti, con l’aiuto del silenzio stampa – esteso alla rete – su qualsiasi tema che non sia igienico, continuano nella loro solerte e alacre attività affaristica di sempre in favore di una cupola parassitaria, imprenditorial- finanziaria, cordate di costruttori e immobiliaristi, pusher di balle digitale e simili.

Così in tutto questo affaccendarsi stava per sfuggirci la notizia che il fiero Bonaccini che non perde un’occasione per mostrarci il vero volto del riformismo  progressista ha tentato un colpaccio che Berlusconi, si direbbe a Roma, je spiccia casa: nelle maglie  della discussione in corso in assemblea legislativa sulle “Misure urgenti per promuovere la rigenerazione urbana dei centri storici”, all’articolo 33 in materia di  «riqualificazione delle strutture ricettive alberghiere e la rigenerazione urbana degli ambiti a vocazione turistica», aveva fatto introdurre surrettiziamente un vero e proprio condono edilizio, sanando gli abusi  e aumentando le volumetrie. È il nuovo “modelle emiliano”, che vuol far dimenticare quando nel1968, quando superando i decreto del governo centrale che stabiliva che ogni cittadino italiano avesse diritto a non meno di 18 metri quadrati di spazi pubblici (per il verde, l’istruzione, i parcheggi ecc.), l’Emilia-Romagna lo fissò invece a 30 metri quadrati, o il piano Cervellati per le case popolari a Bologna, o il piano paesistico regionale che addirittura tenta di peggiorare la legge regionale del 2004 che consente di sanare gli abusi conformi alle regole vigenti al momento della domanda di condono.

Bonaccini ci prova. Sussulto dei Verdi e di una non precisata “sinistra”. Minaccia di ricorsi. Bisbigli della stampa, mentre tace  la vice distratta dall’impegno costante a essere Coraggiosa, alla fine il Presidente, proprio come il Cavaliere quando c’era lui, incolpa una “manina” insidiosa, la scarica malgrado sia una fedelissima, fa marcia indietro, scontenta i suoi grandi elettori della costa romagnola e  fa stralciare le misure incriminate, quelle che, dichiara, “non sono strettamente legate solo traguardo cui puntiamo: una maggiore semplificazione per favorire il ricorso all’Ecobonus 110%”.

Insomma, questa è andata male, ma altri cantieri sono aperti,  grazie al tandem con la garrula ministra che, pur sognando in grande un altro duetto, quello con Nardella per le Olimpiadi BO-FI,  ha accelerato l’attribuzione delle risorseper “fondamentali”  opere stradali, tra cui Passante, bretella Campogalliano-Sassuolo e Cispadana. E poi  c’è l’ampliamento dell’aeroporto di Parma, candidata a città green, che estende la pista di circa 770 metri, con un terminal cargo e un hangar per aerei privati, a meno di 2 km dai quartieri periferici della città e 3 km dal centro  e che dovrebbe ricevere gli aerei più grandi del mondo come il Boeing 747, 450 tonnellate di peso di cui 200 solo di carburante, un terzo del quale viene consumato durante decolli e atterraggi, sopra la città, prevedendo  entro il 2034, 50 movimenti al giorno. A chi si domanda ingenuamente cui prodest un intervento del genere con gli scali ridotti a archeologia aeroportuale: presto detto, Amazon che ha acquistato un lotto di 11 000 mq nelle vicinanze,  si accredita come capofila di un gruppo di aziende che voglio realizzare là, nel cuore della zona più inquinata d’Italia, un immenso polo della logistica di oltre 100000 mq.

Così si capisce meglio cosa intenda Bonaccini per autonomia regionale: la consegna a multinazionali, gruppi privati che intendono occupare militarmente il territorio e tutti i comparti a cominciare dal commercio, alla scuola, alla sanità e infatti per risparmiare al bilancio pubblico i costi di nuove strutture ospedaliere, il furbacchione ha dichiarato a suo tempo che i positivi “stanati dai suoi tracciatore casa per casa”, sono le sue parole,  possono essere ricoverati nei 1.000 posti letto che ha individuato in strutture alberghiere.

Una volta si parlava di questione meridionale, ma pare chiaro a vedere l’assalto a Milano condotto da colossi immobiliari e costruttori esotici, l’ostinazione con la quale si collocano Mose, Tav e Olimpiadi invernali tra le priorità della ricostruzione, tramite la promozione di quelle 130 Grandi opere, che ricorda da vicino la Legge Obiettivo di Berlusconi, anche senza citare l’infiltrazione mafiosa  in probabile non temporanea associazione di impresa con il tessuto economico “legale”, sarà più corretto parlare di questione nazionale, nella quale illegalità, sfruttamento, consumo e abuso del territorio avvengono a norma di legge, grazie a procedure concordate che hanno trasformato programmazione, pianificazione e urbanistica in pratica negoziale tra amministrazioni pubbliche e privati, nella quale sono i secondi ad avere sempre ragione.  

Basta pensare al decreto Semplificazioni orgogliosamente licenziato in luglio mentre eravamo distratti dal “via libera” concesso in modo da poterci subito dopo accusare di licenziose trasgressioni, quelle invece autorizzate ai comuni delegati a decidere misure autonome in materia di condono, alla incertezza che, non a caso, regna in merito alle autorizzazioni paesaggistiche e alle valutazioni di impatto ambientale, perché anche in questo caso la confusione permette lo stravolgimento di regole e buonsenso.

Basta pensare  al maquillage effettuato per modernizzare il testo di legge che regolava gli interventi edilizi (DPR 380/91) nella direzione dell’attacco delle aree storiche delle città,  alterando un edificio, innalzandolo, modificandone il prospetto, in virtù di opportune deroghe discrezionali elargite dall’amministrazione comunale in nome dell’interesse generale.

Basta pensare che il decreto prevede che i sindaci possano affidare senza alcuna gara pubblica lavori fino a 150 mila euro, e che per tutti gli importi superiori a questa cifra fino al massimo di oltre 5 milioni di euro, possano essere bandite gare negoziate senza  “evidenza pubblica”. Basta pensare che il provvedimento acclamato  come un colpo alla burocrazia, rafforza il ruolo del Cipe e attribuisce poteri eccezionali alla figura dei commissari, sempre gli stessi intercambiabili,  per l’attuazione delle opere e che potranno dotarsi di uffici tecnici a loro scelta, emarginando e svuotando il ruolo delle strutture di sorveglianza e controllo.

Basta pensare che ha messo le basi per un altro provvedimento che viene da lontano, dal mito della lotta alla burocrazia dei lacci e laccioli alimentato nelle Leopolde, nutrito del dileggio dei parrucconi misoneisti, fossero costituzionalisti, sovrintendenti, storici, officiato come una fede che richiede il sacrificio di armonia, qualità di vita, bellezza del paesaggio urbano e dell’ambiente naturale.

Sarà infatti costituito da 140 articoli e si intitolerà ‘Disciplina delle costruzioni’ il “tanto atteso” nuovo Testo Unico dell’Edilizia messo a punto dal tavolo istituito dal Ministero delle Infrastrutture presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, al quale partecipano Ministeri, Regioni e Professioni Tecniche in materia di  resistenza e stabilità delle costruzioni; sostenibilità delle costruzioni;accessibilità delle costruzioni e che lascia ampia delega alle Regioni, che proprio in questo anno hanno mostrato la loro efficienza,  e ai Comuni, a introdurre proprie norme sulle distanze, altezze massime e densità “per favorire la riqualificazione del patrimonio esistente”, riducendo  a due i “titoli abitativi”, le autorizzazioni cioè,  per realizzare costruzioni e interventi sull’esistente.

Ecco, non diciamo più che lo stato di eccezione ha paralizzato l’azione legislativa. O che ha interrotto una normalità fatta di conflitti di interesse, sacco del territorio, speculazione, abusivismo, sfruttamento di risorse e svendita del bene comune, illegalità resa ancora più lecita e necessaria dalle leggi della “pandeconomia”.    

7 replies

  1. Beh. Di che stupirsi! Il pc i era abituato alle sovvenzioni.. e di 2uesto hanno sempre vissuto! Ladri e incompetenti! Sono solo braccia tolte all agricoltura, gente di pochissima cultura e invece di pensare a coltivare il loro campo si buttano in politica come alla rupts della fortuna! V3di Renzi da Frignano .
    .

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  2. L’ATTACCO ALLA DILIGENZA- Viviana Vivarelli.
    La pandemia ha reso più insopportabili tanti vizi italiani: il chiacchiericcio continuo e confuso della disinformazione, la scienza ridotta a gossip ben pagato, i soliti noti che speculano su tutto, i falsi tentativi di colpo di stato dei più gradassi del quartiere, l’esibizionismo fallace e cretino, il vizio di parlare male di tutto e di tutti, la maldicenza come arma di sfogo e di opposizione, le esibizioni stolide degli arrampicatori sociali, la cattiveria inutile e gratuita, la voglia di primeggiare in negatività: dico no, dunque esisto, l’attacco demenziale al governo qualunque cosa faccia. Tutto questo ciarpame accompagna una delle più grandi tragedie di tutti i tempi, una tragedia mondiale. E non possiamo farci niente!
    Di solito in Italia, quando arriva una catastrofe, emerge il meglio degli italiani, la solidarietà, l’eroismo, lo spirito di sacrificio, il bene comune. Questa volta è emerso il peggio. Grazie a media ignobili e allo sfociare della schiuma peggiore sui social e sui blog, si ha l’impressione che il livello etico del Paese sia sceso troppo in basso per essere sopportabile. E sembra quasi inutile che una classe dirigente e un premier eccezionale lavorino indefessamente e al meglio per la salvezza di tutti. La morchia della calunnia sale ogni giorno a livelli inaccettabili.
    E ancora più inaccettabile in questa crisi epocale è la solerzia dei peggiori a sporcare con le loro insinuazioni ignobili e i loro tentativi criminali tutto l’esistente.
    Salvini che finge di fare beneficenza, la destra in Parlamento più sciamannata e cafona che mai, Renzi che si inventa colpi di stato fasulli e si vanta di mettere il governo al muro, i no vax che esibiscono la loro cretinaggine come eroi di una libertà che è solo menefreghismo, il diritto all’aperitivo sventolato come sacro, l’insistenza su particolari secondari come i banchi a rotelle, i fissati con l’anarchia degli assembramenti, i profittatori che rubano anche sulle mascherine, la crisi crescente con i governatori leghisti che si aumentano tutti gli stipendi e rubano su tutto, le solite lobbye che appiccicano i loro interessi spiccioli alla finanziaria, i furbetti dei bonus, Bonaccini che tenta il megacondono edilizio poi si tira indietro, governatori che cambiano colore alla Regione come cambiassero cravatta o tentano affari con le multinazionali, colossi immobiliari a caccia di grossi affari fregandosene della difesa del territorio, l’affievolirsi della tutela pubblica nelle gare d’appalto, la fame di edilizia inutile, le incerte attribuzioni dei commissari, la task force vista non come semplificazione sul recupero del Paese ma come occasione di saccheggio sui miliardi europei… È tutta una corsa al tesoro delle diligenza, solo che al posto del fazzolettone sul volto dei banditi abbiamo la mascherina sanitaria ma il far West c’è tutto.

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  3. Basta pensare…
    Basta pensare…
    Appunto, quando si mette a pensare, non si accorge che dal luglio 2020 i Boeing747, i famosi Jumbo jet, NON VOLANO PIÙ.
    Articolo con contenuti ma prolisso e lagnoso e recriminatorio:
    du’ palle

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