La “dittatura sanitocratica” non esiste, ma le nostre libertà sono a rischio

(Corrado Ocone – huffingtonpost.it) – L’anno che si conclude non è stato un anno bello per le nostre libertà. Anzi, decisamente il contrario. Anche nel cuore dell’Occidente, soprattutto qui in Italia. A chi ci avesse detto, l’anno scorso, di questi giorni, che le libertà fondamentali – di movimento, circolazione, associazione – avrebbero subito così drastiche limitazioni per vie legali; che le decisioni sarebbero state prese In “stato di emergenza”, e per di più con strumenti legislativi di “eccezione” di dubbia costituzionalità e non strettamente necessari per raggiungere i necessari fini di rapidità ed efficacia; che il Parlamento, le opposizioni e ampia parte della stessa maggioranza sarebbero stati bypassati da un sistema di comando centralizzato avvalentesi di tecnici e scienziati chiamati, da impolitici quali sono, a prendere, o a farsi strumento, di decisioni politiche; che una comunicazione paternalistica e poco sobria avrebbe condito il tutto; a chi ci avesse detto tutto questo, non avremmo facilmente creduto.

Ed invece è successo. È come se tutti avessimo avvertito, in una prima fase, che di fronte ad un nemico sconosciuto più forse che potente, si potesse soprassedere alle forme classiche (e in verità già da tempo usurate o in crisi) della democrazia formale, senza andare troppo per il sottile. Chiudere un occhio.

Passata quella prima fase, venute alla luce le innumerevoli contraddizioni legate alla gestione della pandemia, cresciute le incognite sul futuro, perseverando una certa ottusità del potere centrale che aveva all’inizio avuto vita facile nel seguire la naturale tendenza di ogni potere a conservarsi e accrescersi servendosi della situazione in atto; le restrizioni alla libertà personale, nonostante la prevedibile ma gestibile (e malamente gestita) recrudescenza della malattia, hanno progressivamente generato una diffusa diffidenza e ostilità da parte di molti cittadini. Anche di quelli che, per paura o anche semplicemente perché le giudicavano temporanee, le avevano in un primo tempo “responsabilmente” accettate.

Il sondaggio dell’Ipsos dimostra chiaramente questa tendenza. E vivaddio! Significa che non siamo diventati del tutto ottusi e pavidi, pronti ad accettare tutto per una sicurezza che in realtà è sempre relativa e che, anche quando preserva la vita, le dà un significato talmente misero, basico, elementare, da farci perdere in dignità e degradarci. Detto questo, il problema delle nostre libertà permane, forte, e tutto lascia presagire che sarà un problema non irrilevante anche in futuro. Ricondurlo però a slogan facili e espressioni insignificanti, quale può essere quello di “dittatura sanitocratica”, buoni al massimo per un titolo di giornale o nel dialogo informale fra amici, è non solo errato e semplicistico, ma anche foriero di conseguenze non irrilevanti da un punto di vista pratico: non permette di inquadrare bene il problema, e quindi agire di conseguenza. Il rischio è proprio di non capire, con lo schematismo di un’analisi semplicistica, i veri termini della questione che si pone.

In un certo senso se esistesse veramente una “dittatura sanitocratica”, facilmente imputabile a un “dittatore” o a un centro di potere definito e coeso che costruttivisticamente elabora e impone un progetto di dominio che dall’alto va verso il basso, avremmo un nemico precisamente individuato, chiaro, di fronte, contro cui combattere. Potremmo iniziare tranquillamente la nostra “resistenza”. Non è così: questo rapporto duale, verticale, fra potere e libertà, élite e popolo, governi e cittadini/sudditi, nella realtà della biopolitica attuale non si dà. I sistemi di dominio e di potere sono molto più tentacolari, pervasivi, inafferrabili, e avvolgono in qualche modo un po’ tutti, popolo e élite. Accentuati e facilitati nei loro effetti dall’interconnessione del mondo che diciamo “globalizzazione” e dagli sviluppi della tecnica, soprattutto nella sua dimensione digitale. Abbiamo visto all’opera, in Italia, un governo che senza porsi troppi problemi ha sacrificato le libertà fondamentali dei cittadini, ma anche una accondiscendenza e anzi una richiesta in tal senso da parte dei più. Tentativi di prevaricazione istituzionale e volontà di “servitù volontaria” si alternano e chiamano a vicenda in questi casi.

La lotta va quindi spostata primariamente a livello delle egemonie culturali, delle consapevolezze diffuse, delle retoriche e mentalità vincenti. E solo poi operanti a livello governamentale, per dirla con espressione foucaultiana. L’impressione è che l’emergenza sia connessa alla stessa globalizzazione, allo sviluppo del processo di razionalizzazione radicale, e al conseguente disincanto nichilistico del mondo che l’accompagna. Che perciò a questa emergenza altre ne seguiranno, non solo sanitarie. Che la politica si delineerà sempre più come governo o gestione delle emergenze. E che in questo contesto, nelle fenditure del sistema che andrà creandosi, che si è già creato, si porranno altresì i più seri problemi per la nostra libertà. Il rischio della chiusura del cerchio fra potere e libertà,, per convergenza di interessi e soprattutto di mentalità, mai come oggi forse è un rischio concreto.

È in questa dimensione perciò che chi ha a cuore la libertà, il “liberale”, ha ora necessità di muoversi. È un lavoro in lato senso “culturale” quello che va fatto, Non per opporre semplicemente narrazione a narrazione, ripetendo all’infinito uno schema dicotomico a somma zero. Ma per provare a tenere aperto quanto più possibile il campo della divergenza, o meglio dell’eccedenza: sia all’interno del terreno di gioco, aumentando il numero delle interpretazioni in campo, sia anche all’esterno, ove gli stessi perimetri di gioco vengono a delinearsi.

16 replies

  1. Ocone, di cognome e di fatto
    quando le tue libertà finisco sul letto di un ospedale
    hai un bel po’ di pelo sullo stomaco
    a guadagnarti il salario scrivendo sciocchezze su un giornale
    si, vabbè, giornale… ho esagerato.

    Piace a 5 people

  2. E’ assurdo ! Non posso piu’ andare a prendere l’aperitivo dove e a che ora voglio io con tanti amici e amiche !!!!! Siamo in una dittatura!!!!!!………….

    "Mi piace"

  3. Ecco un altro che invece di arare i campi crede di saper scrivere degli articoli su qualche foglio di spazzatura. In realtà molti tengono molto al patentino della stampa poiché: si fanno tante abbuffate ai vari eventi , dove non mancano mai un sacco di buste e bustine con prodotti ( a volte molto costosi , tra gli pseudo giornalisti esiste anche un vero mercato degli scambi dei doni ricevuti nelle varie manifestazioni! ) che mai potrebbero permettersi , oltre ad avvicinare possibili datori di lavoro etc.. insomma dei veri furbetti da 4 soldi ! Li compri anche con un profumino costoso…il sottobosco dell editoria

    Piace a 2 people

    • Gentile Elena, ZAPPARE è un lavoro duro e faticoso che, evidentemente, costui non è in grado o non vuole svolgere. Anche i parassiti hanno la libertà di infestare i campi, ma non sono graditi e si cerca di contrastarli, magari con la lotta biologica, fregandosene altamente della loro libertà. Anche i criminali vogliono le loro autonomie comportamentali ma c’è il codice penale a limitarle .
      Ho dubbio che vorrei condividere con lei: questo tipo ” ci fa oppure c’è? “.

      "Mi piace"

  4. Ma L’autocmpattatore per la raccolta dei rifiuti, non passa dalla redazione di codesto”giornale”? Vorrei inoltrare una sonora protesta per questo disservizio, visto l’uso alquanto disinvolto, che ne fanno in “redazione” CAZZO!! Li pubblicano i rifiuti, assurdo!

    Piace a 1 persona

  5. Immaginate che ci sia un terremoto pesantissimo. Immaginate che dopo questo terremoto ci sia un articolo che critica le casette in cui vivono gli sfollati perché non hanno doppi servizi, balcone panoramico e box doppio. Ecco, il senso di questo articolo è esattamente questo.

    Piace a 1 persona

  6. A proposito di impressioni, ho l’impressione che hai pubblicato tanta aria fritta con uno spolvero di becera tendenziosità. Ma almeno lo scarafaggio nero te li ha fatti i complimenti?

    "Mi piace"

  7. Voglio fare gli auguri di Buone Feste, alle persone che ammiro per la loro integrità:
    Beppe Grillo-Luigi di Maio-Giuseppe Conte-Alfonso Bonafede-Alessandro di Battista-Virginia Raggi-Marco Travaglio-Piercamillo Davigo-Mia moglie.

    Piace a 1 persona

  8. Arrivato al terzo paragrafo mi è venuto il vomito e ho dovuto smettere di leggere. Capisco che la pagnotta va guadagnata, ma quando per farlo bisogna sputtanarsi scrivendo scemenze simili, allora proverei a cambiare lavoro.

    Piace a 2 people

  9. Oh Dio, da ora in poi per i prossimi decenni, una sequenza di pandemie con dittature conseguenti senza fine. Magari pioveranno anche locuste, rane e pipistrelli morti poi ci saranno carestie e siccità con eruzioni di vulcani e immancabili terremoti. Ci saranno preghiere affinchè il padre eterno si decida per la fine del mondo immediata che sara considerata l’unica via di salvezza e liberazione dalle catastrofi.Dio ci salvi dai profeti sventura e dalla famiglia agnelli con i suoi giornali che spingono all’ottimismo.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...