Cosa muove al disprezzo il sinistrese

(Marcello Veneziani) – Ma che cosa spinge un accademico di prestigio ad augurare la morte a un nemico politico ricoverato in ospedale? Cosa muove un rapace finanziere di sinistra a dettare un necrologio feroce a un imprenditore malato ma vivo? Cosa frulla nella testa di un attore di successo a negare l’accesso a un festival del cinema a uno spettatore pagante che è leader nei consensi degli italiani?

Raffaele Simone è un pregevole linguista e uno spregevole odiatore. Non dimentichiamo nessuna delle due cose quando esprimiamo un giudizio. Mai dimenticare il testo, mai dimenticare il contesto. Mai ridurre un uomo a una frase infelice, mai ridurre un uomo ai suoi soli studi. Si può essere meschini benché illustri. Il veleno di una frase non appartiene alla follia di un momento; è il disprezzo assoluto e costante verso chi non la pensa come lui. La sua e-mail ostenta il seguente biglietto da visita: Emeritus Professor HC Lund University, Member of Academie Royale de Belgique, Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres.

Con Simone ho fatto parte per un paio d’anni di un ristretto gruppo impegnato a elaborare idee e progetti per l’avvenire; ne ho apprezzato l’intelligenza, abbiamo lavorato bene insieme, in buona sintonia, credevo che fosse nata perfino un’amicizia. Perciò gli proposi di presentare un mio libro appena uscito; lui ritenne la mia proposta “politicamente scorrettissima”, disse che ci avrebbe pensato dopo aver ricevuto il libro, poi ci ripensò prima di riceverlo e mi scrisse che aveva deciso di non presentarlo. Non perché avesse altri impegni o altri interessi di studio, o perché non avesse apprezzato un libro che non aveva neanche visto. Ma perché, evidentemente, ero di un’altra razza, inferiore e maledetta, “di destra”. Niente dissensi da esprimere in libertà; solo apartheid. Non mescoliamoci.

Quando Carlo De Benedetti era in affari con Berlusconi, l’odore dei suoi soldi non puzzava; ora che Berlusconi è in ospedale per il Covid, gli fa una lapide in cui lo definisce un imbroglione nocivo all’Italia. E se Berlusconi si fosse comportato con lui seguendo l’antica massima: a brigante, brigante e mezzo? E Pierfrancesco Favino in rappresentanza sindacale der glorioso popolo de li attori antifascisti de sinistra, non si è sentito la solita sciacquetta conformista da parata nel ringhiare alla Mostra di Venezia contro Salvini intimandogli di non andare a vedere il suo film? Solo i politici di sinistra, i veltronici, possono andare alla mostra del cinema, all’opposizione è vietato anche se paga il biglietto?

Lasciamo i casi clinici o cinici e cerchiamo di capire quale molla muove tre personaggi così diversi che esprimono lo stesso disprezzo, lo stesso odio razzista nei confronti di chi non è dalla loro parte. C’è un livore, un odio militante che è la sublimazione pacifista, vigliacca e borghese di una pulsione becera e animalesca: eliminare il nemico, toglierlo di mezzo. Non riconoscerlo come avversario e magari criticarlo e avversarlo nelle forme legittime della politica; ma abolirlo, negarlo, per giunta quando il nemico è in ospedale per una malattia che ha meritato, come suggerisce l’intellettuale neo-illuminista tornato alle fatture di morte e all’antica stregoneria. Dio non esiste ma il Diavolo si; che se lo porti lui all’inferno il Cavaliere Maledetto.

Ricordo tanti anni fa su una rete berlusconiana da Maurizio Costanzo, nei tempi mai rimpianti in cui andavo nei talk show televisivi. Costanzo a un certo punto lanciò l’ennesima sottoscrizione per Il Manifesto in difficoltà, di cui erano presenti i direttori, e mi chiese a bruciapelo se avrei sottoscritto anch’io per far sopravvivere “il quotidiano comunista”. Senza esitazione risposi di sì, ma aggiunsi una domanda ai direttori del Manifesto: avreste fatto altrettanto voi per un giornale di destra? No, fu la risposta risoluta e secca di costoro. Ecco la differenza di stile, di civiltà, di libertà tra uno “di destra” e loro che si definivano comunisti. Ma la stessa risposta avrebbero dato i tre succitati esemplari della sinistra intellettuale, cinematografica e finanziaria.

La stessa cosa si è ripetuta per decenni in svariate situazioni: a ogni apertura di dialogo, di rispetto e d’attenzione nei confronti di chi la pensa in modo opposto, ho ricevuto spesso – non sempre ma più di frequente – porte chiuse, facce ostili, rifiuti schifati come quello del prof. Simone. Capite qual è la ragione per cui sono e resteranno sempre una minoranza sterile, sdegnosa e antipatica, corrosa dall’astio e dal complesso ingiustificato di superiorità? Capite perché poi il sentire comune propende per l’altra parte? Da una parte è la vita reale, il comune sentire, con tutti i suoi difetti e il buon senso e dall’altra è l’arcigna, acida correzione della realtà, fino alla soppressione del nemico, o in tempi di pace, alla certificazione di morte civile e d’indegnità del medesimo.

Voi direte che a questo punto è meglio ripagarli con la stessa moneta e ricambiare disprezzo con disprezzo. E invece no: meglio non rispondere al male col male; chi fa del male sparge male, anche se lo ha subito. Non lo dico per buonismo e non rinuncio alle polemiche, ma si vive meglio senza rancori, a testa alta. Chi è civile e rispettoso lo è anche se ha davanti un incivile intollerante; la sua condotta non si adegua al livello del suo interlocutore; meglio farsi scivolare le loro maledizioni, meglio farsi superiori agli insulti, sorridenti. E se facessimo come il Mahatma Gandhi che in India sconfisse con la sua umiltà, disarmante e disarmata, la spocchia coloniale degli inglesi, il loro complesso di superiorità, il loro disprezzo razzista? Pensateci, anche se è più duro mantenere la calma che reagire con rabbia. Torneremo sull’argomento, cercando di capire quali meccanismi muovono la chiusura della mente sinistrese.

La Verità 9 settembre 2020

9 replies

  1. Va detto che anche la destra ha i suoi odiatori e i suoi urlatori da strapazzo: non è corretto presentare, come fa Veneziani, il mondo della destra come fatto da bonaccioni che, come Gandhi, subiscono in silenzio il disprezzo altrui. Obiettivamente il mondo della destra conta meno intellettuali di quello della sinistra (perché da sempre lo stigma sociale e culturale sulla destra è molto forte, ed essere un intellettuale “de sinistra” frutta di più quando si deve vendere un libro o promuovere un film), e molte figure pubbliche che si professano di destra sono imbarazzanti.

    Detto ciò, che vi sia un doppiopesismo a favore della sinistra è vero dal dopoguerra. Il cliché dell’uomo di sinistra come quello buono, generoso, disinteressato, altruista, tollerante, rispettoso, intelligente, colto, etc. etc. mentre l’uomo di destra è grezzo, ignorante, buzzurro, intollerante, razzista, individualista, egoista, etc. etc. è ben radicato nella testa della sinistra. La sinistra da sempre si autoattribuisce una patente di superiorità morale (derivante non si sa bene da dove) e si erge in cattedra, dall’alto della quale giudica gli avversari non al suo livello, li delegittima e li bolla come razzisti, fascisti, nazisti, populisti, sovranisti e così via.
    L’uomo di sinistra ama sentirsi tale: ama alzarsi alla mattina, guardarsi allo specchio e dirsi “meno male che sono di sinistra!”, e si sente in pace con se stesso, anche se spesso non sa nemmeno cosa voglia veramente dire essere di sinistra. L’importante però è potersi qualificare tale, fare cose di sinistra, leggere giornali di sinistra, guardare programmi di sinistra.
    E’ ovvio che soggetti del genere, che sono convinti non di appartenere a una fazione o a una corrente di pensiero come le altre, ma di avere la Verità e far parte delle forze del Buono e del Giusto, non potranno mai concepire che vi siano altri che la pensano diversamente, e che questi altri non siano tutti dei pecorari ignoranti. Non potranno concepire che vi sia una cultura di destra, perché la Cultura, quella vera, appartiene alla sinistra.

    Il guaio è che la sinistra così concepita è ormai diventata un’elite chiusa, lontanissima da quelle che erano una volta le battaglie storiche della vera Sinistra, e ha perso contatto col suo popolo, con la base elettorale, che vuole sempre più spesso risposte, non si accontenta di appuntarsi al bavero la spilletta di Indviduo Moralmente Superiore. anche perché con quella non si mangia.

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    • Ben detto.

      L’autoattribuita patente di superiorità morale che la sinistra, da molto (anche se non da sempre) si autoattribuisce, forse sei troppo giovane per ricordarlo, ma gli deriva dal fatto che, incredibile a dirsi, in Italia è esistito un tempo in cui i suddetti hanno davvero difeso i diritti dei lavoratori contro le pretese dei padroni. Poi è andata come è andata, forse anche perchè ad un certo punto ne hanno ottenuti troppi e qualcuno, soprattutto ai vertici, ha incominciato a sguazzarci; questo ha finito col rammollire la classe media, fino al punto di dimenticarsi che, se vuoi dei diritti, devi lottare per ottenerli, ma ancora di più per difenderli una volta ottenuti. Quando inizi a mollare, quello è il momento che i padroni aspettavano per cominciare a riprendersi pian piano tutto, e con gli interessi, che è ciò che è successo.
      E’ come un eterno tiro alla fune di tanti nani contro un gigante: se tirano tutti insieme per tanto tempo i nani stancano il gigante e guadagnano qualche centimetro, poi il gigante da’ lo strattone e tutti col culo per aria, e gli strattoni avanti e indietro sono i travasi di potere che si succedono, questi sì, da sempre.

      Ovviamente, gli attuali discendenti non hanno più nulla a che spartire con quel mondo. Quando Nanni Moretti disse a D’alema di dire qualcosa di sinistra (1998), era da molto che questo non accadeva, e comunque sta ancora aspettando. Sono solo gli eredi a cui non è rimasto altro che il titolo nobiliare con cui tirare a campare (per molta gente, inspiegabilmente, ciò reppresenta ancora un valore di qualche tipo), personalmente ritengo molto probabile che la loro sparizione sarà ancora lunga e dolorosa.

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  2. poveretto… !!! qualcuno gli tiri un euro nel barattolo affinché possa andare a comprarsi mezzo panzerotto… lì nel basso tavoliere… e possa evitare, ancora una volta, di essere scansato come “morto di fame…”, tradito e abbandonato dal padrone… sua maestà il liberismo fascistoide e predone…!

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  3. Veneziani come al solito colpisce il bersaglio e centra l’obiettivo.
    Erra solo su un.punto. È ora di finirla di compiere atti di signorilità e tirare innanzi.
    Questa marmaglia va trattata con la stessa identica moneta e personalmente se mi tirano un cazzotto, gliene rifilo due.
    Superiorità morale de che? Culturale de che?
    Eredi di un’ideologia folle, sanguinaria, sconfitta sul piano morale, economico e pratico.
    Teorici del nulla cosmico, difensori di tutte le cause perse, ipocriti sepolcri imbiancati.
    Non per niente governano con chi sino ad ieri detestavano e vedevano come nemico pubblico.
    Ma quando lo capiranno gli Italiani che il male di questo paese è questa sx illiberale, demagoga ed intollerante.?
    Sempre troppo tardi!

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    • Gentilissimo Ludwing , la sinistra è divenuta parte degli apparati anatomici, è una specie di seconda pelle che forgia le auree a persistere e dopo lo scavallamento dei 50 anni è difficile poter cambiare; La confusione si crea tra una presunta posizione ideale e il fare quotidiano e ognuno, calato nel suo ruolo, adempie alla sua funzione; Ciò che intride e ha intriso ad un benessere sociale è stata una pervicacia volontà, da parte delle segreterie, di erigersi a corti novelle, con lo stuolo dei votanti apparsi sudditi in tutte le loro variegate fogge. L’umanità è perplessa anche da se stessa, ma dove non vi sono ragioni per poter dubitare, il dubbio stesso è accantonato.
      Oggi, nel bel mezzo di una tempesta elettorale, viviamo il dubbio senza poterlo riversare su nessuna certezze per vanificare la stessa dubbiosità e incedere con passo perentorio verse mete chiare non solo nei contorni, invece è un andirivieni non senza la danza del gambero …

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  4. Mahatma ti do due opzioni : cantastorie /bipolare.
    Sai benissimo che Raffaele Simone è levantino
    e non lo freghi come non freghi quelli che ti conoscono, diciamo così a fondo.
    Continua a scrivere le tue Verità per i milanesi
    onorifico Mahatma

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  5. Mi dispiace ma non è così, le versioni degli amici rocciafusa e Jonny sono parziali.
    Purtroppo non ho tempo per sviscerare 70 anni di storia italica, cosa che peraltro ho fatto a lungo in altre sedi, sicuramente migliori di questa.
    Gli è che una sx democratica, tollerante ed incline a risolvere i problemi delle classi povere, esiste solo nella fantasia degli idealisti e degli ingenui.
    La sx che ha fatto e continua a fare il bello ed il cattivo tempo è ben altro.
    Spero di avere tempo n seguito.
    Saluti a pochissimi. 😬

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