Europa solidale, ai posteri l’ardua sentenza

(Dott. Paolo Caruso) – Dopo 90 ore di intenso negoziato il premier Giuseppe Conte è riuscito ad ottenere una proposta ragionevole e valida per l’Italia nonostante le ostilità messe in campo dai cosiddetti paesi “frugali”, Olanda in primis, un vero e proprio sussulto che manda per aria le trame e le tante ipocrisie di partiti e movimenti sovranisti e nazionalisti che attraversano in lungo e largo il vecchio continente. L’Europa nella sua svolta epocale solidale emetterà 750 miliardi di euro di debito comune, una novità assoluta nel complesso e rigido quadro economico finanziario che da sempre caratterizza l’Unione Europea. All’Italia è stata riconosciuta una maggiore quota del fondo, 209 miliardi quasi il 30%, di cui più di 80 miliardi saranno i sussidi complessivi del Recovery fund. A questi 80 miliardi si aggiungeranno 127 miliardi di prestiti a tassi bassissimi e con tempi di restituzione molto lunghi. Si è cercato di raggiungere un corretto equilibrio tra prestiti e sussidi come auspicato anche dalla presidente Ursula von der Leyen. Il MES tanto sbandierato e apprezzato dalle forze di opposizione al governo Conte con i rischi di condizionalità potrà essere messo da parte, evitando di ricorrervi, anche se l’aumento degli sconti sui contributi al bilancio U.E. per i cosiddetti paesi “frugali” Olanda, Svezia, Danimarca e Finlandia sia il prezzo da pagare e di sicuro un ingiusto privilegio, mentre il controllo del consiglio europeo sui piani di riforma nazionali presentati da ogni paese per accedere ai sussidi sarà svolto dalla stessa commissione europea. L’accordo è una grossa boccata di ossigeno per le asfittiche casse dello stato e un viatico interessante per il progetto unitario europeo. Forse per la prima volta l’Unione Europea di fronte ad una crisi economica risponde in maniera adeguata e all’insegna della solidarietà tra i Paesi membri, costruendo le fondamenta per ulteriori progressi futuri e scrivendo una pagina memorabile nella storia del variegato panorama europeo. Ora occorre vigilare sui fondi che arriveranno dall’Europa, fondi che già stanno stimolando troppi appetiti. Bisogna fare in fretta, correre con un occhio rivolto ai fantasmi del passato senza mai fermarsi, per costruire adeguatamente e degnamente l’Italia del domani e tacitare così i gufi, i rosiconi e le cornacchie tanto presenti nel nostro Paese. I risultati ottenuti sono sotto gli occhi di tutti e di certo non sono casuali ne per nulla scontati, ma hanno richiesto fatica, costanza e tenacia per il raggiungimento di un traguardo così importante, necessario per la rinascita e la ripresa economica del nostro Paese. Questo risultato dimostra quanto sia importante il ruolo dell’Italia in Europa, quanto sia apprezzato il lavoro svolto dal premier Conte, e quanto una Europa solidale sia vitale per la crescita e lo sviluppo dei Paesi membri. 

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