L’Europa non s’è desta

(Giuseppe Di Maio) – Oggi avremo una risposta definitiva. Il progetto Europa non è né di cooperazione né di unità, ma è un modo diverso di fare la guerra. La foto che assilla gli italiani attenti alle vicende del Consiglio Europeo è quella di un Conte accerchiato dai falsi amici e dai nemici dichiarati dell’Italia. Di fronte a lui la composta e spaurita Von der Leyen, di fianco i dialoganti Merkel e Charles Michel, dietro Macron quasi incuriosito, di lato l’antenna di Rutte che controlla se la trattativa possa prendere una cattiva piega per il suo paese e per la propria rielezione.

Oggi l’avvocato Conte dovrebbe avere il sostegno di tutta la nazione mentre confronta i benefici che l’Italia ha avuto dall’euro e dal mercato comune con quelli ricevuti da Olanda e Germania. Oggi si decide a chi serve l’Europa. E se dovessimo scoprire che serve a trasferire ricchezza da sud verso nord, allora dovremmo avere il coraggio di denunciare il trucco. Non dovremmo solo minacciare, ma anche pensare a un progetto diverso da quello europeo. Poiché, se nemmeno la pandemia in corso è stata capace di sciogliere i vincoli egoistici e antistorici che imbrigliano il sogno di un’unione continentale, allora vuol dire che l’Europa è un sogno sbagliato.

Siamo chiari, il mondo antico non conosceva l’Europa. L’estrema propaggine dell’Asia, resa più fertile dalle correnti temperate dell’Atlantico, è un’invenzione della politica e della religione. Il primato che ha assunto per mille anni in tutto il pianeta è un primato sottratto al Mediterraneo dilaniato dallo scontro di civiltà. La sostanziale omogeneità culturale acquisita nel tempo non ha cancellato la bellicosità tribale che sta alla base della sua specificità, allo stesso modo delle città stato della Grecia antica. E come quelle, i piccoli egoismi europei aspettano di essere definitivamente travolti dagli imperi d’Oriente o d’Occidente.

Invece, la vivezza delle realtà mediterranee pesa ancora sul bilancio planetario. L’arco latino, la conca adriatica, il ponte egeo-anatolico, la facciata mediorientale, il flesso libico e il fronte magrebino. Il potenziale economico e culturale è ancora tutto qua, nelle acque della Tetide, con 453 mln di abitanti e un patrimonio di civiltà ineguagliabile. Per più di mille anni questo mondo è stato soffocato dalla scontro religioso, e conteso dalle ideologie della modernità. E ora che l’Europa sta dimostrando di essere sterile, capace solo di rubare civiltà e progettualità, ma non di farle nascere, ora è tempo che questo mondo risorga.

Quanto sono lontane le parole di Liutprando da Cremona al Basileus Porfirogenito, che accusavano i Romani di doppiezza e di mendacio, contrariamente a loro, popoli del nord. Quello che essi hanno portato in dote all’umanità è solo il terribile sistema di menzogna associata all’oppressione del Capitale e alla sua moderna civiltà. E allora il Mediterraneo dev’essere capace di dare vita a una cultura della verità, che possa sostituire gli obiettivi anticapitalisti dell’integralismo islamico ed estinguerlo. E’ l’Italia che deve promuovere questa nuova via. L’Italia, che da molto tempo è laboratorio politico delle democrazie occidentali, dev’essere capace di dare la maggioranza al suo Presidente del Consiglio se egli minacciasse di mettere fine all’imbroglio europeo. Poiché l’Europa non s’è desta, e se è così, non dovrà sopravvivere.

7 replies

  1. Coltivo un sogno, un’unione mediterranea, Italia e Spagna leader, Francia se ci sta senza troppe pretese, che coinvolga tutti gli stati che si affacciano sul Mediterraneo, ricco di risorse anche umane se si pensa alla fascia di popoloziane piú giovane prevalente in Libia, Tunisia, etc; avremmo il 100% della vitamina C, da far crepare di scorbuto tutti i frugali del nord… farebba da argine all’integralismi islamico e alla migrazione incontrollata….ruolo strategico e geopolitico indiscusso es controllo del traffico del canale di Suez…

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  2. Questo articolo veleggia sopra un niente: estinguere l’integralismo islamico la vedo dura come estinguere la Chiesa di Roma e quello che si è alimentato in medio oriente, in soldoni come si suol dire, è anche colpa dell’invasione occidentale e di una sua cultura antica che basa le sue fondamenta sulla sua supremazia contro gli indigeni di ogni dove. Se il capitale si fosse limitato a distribuire ricchezza nelle mille forme della creatività umana, senza divenire il predone dei mari, forse le rocce infuocate restavano arginate dal cordone più moderato. L’idea che non viene esplicitata è quella di una moneta del mediterraneo che inglobi anche i paesi arabi che vi si affacciano oltre ai paesi al di là dell’Adriatico? potremmo chiamarla la moneta del mare: 10 mar = 1 euro tanto per contenere l’inflazione dei paesi più poveri..

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