Considerazioni di un impuro

(Di ilsimplicissimus) – Qualcuno che non sia mentalmente paralizzato dall’ideologia pandemica si potrebbe legittimamente chiedere come mai molte persone continuino a mettersi le mascherine anche passeggiando da soli oppure in macchina, nonostante il fastidio che esse procurano, la loro inutilità e anzi la loro pericolosità persino attestata dall’Oms che è il sacro tempio del profitto finanziario da cui viene scacciato chiunque non sia un mercante . Ed è solo uno dei tanti manufatti anti contagio  e comportamenti completamente assurdi dal punto di vista medico e epidemiologico che vediamo attuare. Ma sarebbe sbagliato pensare che tutto derivi dalla paura oltre che dalla volontà di fare paura: questi non sono che detonatori che per permettono di inalberare gesti e simbologie “di barriera”, di distanziamento dagli altri e in definitiva di allontanamento dall’impurità. Ed è ancora più interessante vedere come questi segnali siano assolutamente più frequenti proprio tra quelli che si inginocchiano in maniera teatrale contro il razzismo, secondo un rito primitivo di tradizione quacchera che gli sciocchi europei imitano senza comprenderlo, sapendo solo di fare spettacolo, vale a dire politica secondo gli attuali criteri.

C’è in vista solo un cambiamento dell’impurità che è all’origine del razzismo americano, quello che ispirandosi al libro di Giosuè impose lo sterminio dei nativi per evitare il “contagio”, quello che ancora fino a qualche decennio fa permetteva di considerare corrotta una persona che avesse soltanto un goccia di sangue nero (o fino alla guerra ebraico o italiano) nelle sue vene. Quando sentiamo nei vecchi film l’espressione “sporco negro”, ovvero dirty nigga non pensiamo che l’espressione si riferisca letteralmente alla contaminazione del sangue come è in effetti e che stessa denominazione di puritani riferita ai colonizzatori del Nord America, sia paradossalmente la più appropriata, ma questo ormai appartiene al passato, la questione razziale è talmente stupida e anacronistica da essere impresentabile anche per gli stessi razzisti di pancia. Ma non è così per il principio di purezza che si orienta ormai verso altri punti cardinali, ovvero quelli economico sociali ( lo “sporco povero”) o quelli sanitari, (lo “sporco infetto”). E’ una traslazione dovuta alle necessità della globalizzazione, della nuova disuguaglianza e della nuova discriminazione  che non a caso si esprime con più forza proprio contro il  razzismo che è la vecchia, obsoleta  versione della questione elitaria e in definitiva della purezza.

Non c’è stato un solo caso, non uno , nelle decine di prese di posizione e di dibattiti che ho letto e ho ascoltato nei quali la questione nera sia trattata come dovrebbe in una prospettiva sociale, visto che ormai il colore della pelle è accessorio rispetto alle condizioni sociali, alle pessime scuole riservate ai poveri, alla criminalità,  l’incontestabile marchio delle situazioni di disagio economico e di sfruttamento, nulla che osi contestare il sistema neoliberista e persino tra i sanderiani  non ci sono che tiepidi e vagi accenni. Come si può vedere dalle statistiche la polizia in Usa uccide oltre mille persone l’anno senza reale motivo e i neri non sono significativamente più dei latini e dei bianchi: ciò che collega questi individui non il colore della pelle o la lingua che parlano  è che vengono tutti da ambienti di impietosa emarginazione e discriminazione economica. Ora sentiamo dagli stessi super ricchi che vogliono vaccinazioni universali a fronte di un a sindrome influenzale, che questi poveri, sono troppi, che il loro numero va ridotto, che sono loro che mettono a rischio la salute universale non piegandosi ai riti pandemici destinati a dividere i puri dagli impuri. Non è nemmeno un caso che il complesso mediatico si avvi a stritolare le chiese di ispirazione neo testamentaria piuttosto che biblica o che le religioni nel loro complesso siano diventate in qualche modo sospette alla laicità neoliberista, non perché oppio dei popoli, che quello invece va benissimo,  ma in quanto portatrici di un criterio diverso di purezza e di discriminazione. Ora chi vuole sentirsi impuro? Chi non aspira a mettersi addosso il segno della nuova purezza? Chi non vuole far parte della razza dominante? Così il nuovo culto laico pandemico è destinato a rimanere anche senza pandemia e tra un po’ vedremo come con la scusa del distanziamento la scuola diventerà l’incubatrice delle differenze sociali invece di esserne l’ostacolo. Ecco perché i veri antirazzisti sono degli irriducibili “impuri”.

2 replies

  1. Quindi? Cosa la spinge a scrivere un articolo intero sul fatto che noi umani in genere usiamo modelli comportamentali atavici? è giusto una riflessione tipo “Toh guarda, fuori, è nuvolo… forse domani pioverà…” ?

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  2. Gli impuri sono quelli che con mille scuse “ideologiche” vogliono farsi i cxxxi propri fregandosene dell’interesse della collettività. Sono gli stessi che si inventano 10.000 motivazioni sociologiche per farsi di droga, Sanno che èsbagliato e che fa male ma la responsabilità non è mai la loro bensi della società, della famiglia, della scuola etc. etc.

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