Sulla mascherina nessun passo indietro

(Fiorenza Sarzanini e Monica Guerzoni – corriere.it) – Obbligo di mascherina nei luoghi chiusi, ma anche dove non è possibile garantire il distanziamento, almeno fino al 31 luglio. Parte da qui, dalla necessità di proteggersi ancora dal possibile contagio da coronavirus, il Dpcm (decreto del presidente del Consiglio) che entrerà in vigore domani. La curva epidemica non consente – questa la convinzione del ministro della Salute Roberto Speranza condivisa dal premier Giuseppe Conte – allentamenti, come era stato programmato nel provvedimento attualmente in vigore. La scelta è invece stringere proprio su quelle misure che secondo gli scienziati hanno consentito soprattutto nelle ultime settimane di contenere la diffusione del Covid-19.

Ecco perché nei colloqui di queste ore con i governatori il titolare degli Affari regionali Francesco Boccia ha chiesto di non discostarsi dalla linea di prudenza che si basa sui tre «pilastri» ormai divenuti un’abitudine per i cittadini: mascherina, un metro di spazio tra le persone, igiene frequente delle mani. L’appello che Speranza farà in Parlamento sarà rivolto soprattutto ai giovani e a chi si accalca sulle spiagge o nei quartieri della movida: «Se continueremo a rispettare le regole di base, riusciremo a non vanificare quanto fatto finora. Sono sacrifici minori, ma sono i più importanti».

Capita spesso di vedere persone che hanno la mascherina sotto il mento oppure attaccata all’orecchio. E invece nel nuovo provvedimento sarà ribadito che per entrare negli uffici pubblici, nei negozi e nei centri commerciali deve essere indossata correttamente. L’obbligo continuerà a valere anche al ristorante quando ci si alza per andare alla cassa oppure al bagno, quando si entra nelle palestre prima di cominciare l’allenamento, dal parrucchiere o nei centri estetici, negli ambulatori pubblici o privati, nelle strutture sanitarie. Rimane l’imposizione pure per musei, cinema, teatri.

E ancora su treni, autobus, metropolitane. Gli addetti alle vendite nei negozi, i ristoratori e i camerieri non potranno togliere mai la mascherina. In caso di ricevimenti sarà obbligatoria per chi gestisce il catering mentre gli ospiti potranno toglierla, ma solo se staranno a distanza di sicurezza dagli altri. Il personale degli uffici pubblici non potrà toglierla, così come quello sanitario.

Tutte le Regioni hanno eliminato l’imposizione quando si sta all’aperto, tranne la Lombardia che potrebbe comunque farla cadere domani. Questo non vuol dire però che quando si è all’esterno si potrà stare senza. Rimane infatti l’obbligo di tenere la mascherina quando non si può garantire lo spazio di un metro tra le persone. È proprio la mancata garanzia di rispettare il distanziamento in quei luoghi dove alto è il rischio di assembramenti ad aver spinto il governo a posticipare ancora il via libera a fiere, sagre, eventi pubblici e discoteche al chiuso, inizialmente previsto per domani.

Oggi il comitato tecnico scientifico dovrà fornire il proprio parere, ma appare scontato che almeno per altre due settimane rimarrà in vigore il divieto a meno che non siano le Regioni ad autorizzare la riapertura. La scelta di delegare ai governatori la decisione nasce proprio dall’impossibilità di muoversi seguendo l’andamento della curva epidemiologica che non è uguale in tutta Italia.

Sulle spiagge, di fronte ai locali pubblici, nei luoghi della movida, saranno intensificati i controlli per controllare che le persone rispettino le misure di protezione. Verifiche e accertamenti anche negli uffici pubblici e soprattutto nei ristoranti, nei bar, nelle palestre, in tutti i punti di ritrovo. Chi non sarà in regola rischia la multa e per i gestori potrà scattare il ritiro della licenza, o comunque la chiusura temporanea del locale.

1 reply

  1. I Governatori… Aridaje, i governatori de che? Del Nevada? Ma volete smetterla? Già buona parte di questi ha un ego smisurato per natura. A questo punto chiamiamoli anch Gran. Lup. Mann. Figl. di Putt. Duca Conte…

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