Il borsello e la democrazia

(Mattia Feltri – la Stampa) – Il lettore mi perdonerà, o più probabilmente mi ringrazierà, se gli risparmio i passaggi tecnici. Ma grosso modo le cose sono andate così: ieri mattina, a Venezia, come se stesse parlando di Vivaldi o del Canaletto, il presidente Conte ha annunciato la proroga dello stato d’emergenza. Gliela dovrà concedere il Parlamento, una volta spiegata qual è l’emergenza, e in quale orbita eserciterà il suo beneamato dpcm.

Per i più distratti, il dpcm (decreto del presidente del Consiglio) è una legge emanata dal premier dopo essersi consultato con Rocco Casalino e qualche ministro. Differisce dal decreto semplice perché quest’ ultimo entra subito in vigore ma entro una data certa va approvato dalle Camere (le care leggi ordinarie votate in Parlamento non portano più, sono come il borsello, antiestetiche).

Dunque, da qui a fine anno, Conte continuerebbe a decidere questo e quello per come gli gira. Ed è buffo perché siamo (quasi) tutti tornati al lavoro, viaggiamo con le metropolitane e i treni, la sera andiamo al ristorante, ci beviamo una roba ai tavolini del bar, organizziamo cene con gli amici, in un volonteroso approccio alla normalità.

Soltanto il governo si sente di restare in un regime eccezionale e, a essere maliziosi, vien da pensare sia l’unico modo per evitare l’andirivieni in quell’impiccio che è il Parlamento, con l’aria litigarella che tira e la maggioranza ridotta a un’ipotesi.

Ecco, forse l’emergenza non è tanto nel Paese quanto nel governo e allora tocca sopravvivere, e con l’alibi di salvare la democrazia dall’orco Salvini se ne prolunga la reclusione in quarantena. Ricordo che la democrazia qui ha 75 anni, è una categoria a rischio.

4 replies

  1. Qualis pater, talis filius. Che squallido prestatore di inchiostro, quando passerà anche ai fiaschi del padre comincerà anche lui con gli insulti ai meridionali.
    L’emergenza vera è questa informazione prona agli interessi di pochi, mestatrice e meretrice.

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  2. No, il lettore non ti perdonerà né ti ringrazierà, pennivendolo da strapazzo, degno di cotanto padre.
    La Stampa era già zeppa di lanzichenecchi al soldo dei potenti ma ora è scesa a un livello tale che
    nessuno avrà più il coraggio, se mai l’avesse mai avuto. di definirlo “giornale”. Puah!

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  3. Mio Caro Adorato nonché Gentilissimo Signor Ennio, alias Victor o’Spassoso, non sono qui per vendere ne per trombare, alias….
    alias Black, alias “ricordati che devi morire!!! ”
    Impostato con timbro BARITONOIMPERATIVOECORIMBOMBANTE,
    (per gli eclettici del web, “i dieci comandamenti”)

    Mi assale un dubbio.
    Lei che sa tutto, se dico a una persona, se pur diciamo così importante, “Figliezzzoccoll”
    La colpa dei figli ricade sui genitori o viceversa?
    Per cortesia vorrei una risposta celere perché sono in stand by con una persona, se pur diciamo così importante, in mancanza di una sua, mi vedo costretto a differirla

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  4. Se per sporchi giochi di palazzo o macchinazioni degli squali in attesa della carne fresca dell’Europa dovesse cadere Giuseppi, che è il premier più stimato dagli Italiani da sempre, chi andrebbe al suo posto? Il solito azzeccagarbugli o arruffapopolo , di sx o dx non importa, che ingannerá le masse amorfe con promesse surreali?Ma va là Mattia, sei peggio del padre. Almeno lui ha la scusa che alza un po’ il gomito. Ma tu?

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