Sala: “Sbagliato che un dipendente pubblico guadagni gli stessi soldi a Milano e in Calabria”

(fanpage.it) – “È chiaro che se un dipendente pubblico, a parità di ruolo, guadagna gli stessi soldi a Milano e a Reggio Calabria, è intrinsecamente sbagliato, perché il costo della vita in quelle due realtà è diverso”. Sono parole del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, pronunciate nel corso di una diretta Facebook con i Giovani democratici.

Costo della vita, le parole di Beppe Sala sugli stipendi a nord e sud
Il primo cittadino milanese ha ricordato l’importanza del tema del costo della vita a Milano, soprattutto per i giovani. “Esiste una questione relativa al costo della vita nella nostra città”, ha ammesso, “la cosa che non va è quanto sono pagati i giovani a Milano. Dietro lo stage e altre formule del genere, si nasconde un po’ di sfruttamento giovanile”.

Cosa sono le gabbie salariali

Sala fa un ragionamento che sembra riportare all’idea delle gabbie salariali, il sistema di calcolo dei salari che mette in relazione le retribuzioni con determinati parametri quali, ad esempio, il costo della vita in un determinato luogo. In Italia, il sistema delle gabbie salariali è stato in vigore tra il 1954 e il 1969. Per l’opposizione di sindacati e lavoratori, che le consideravano discriminatorie e poco eque, le gabbie salariali furono abolite definitivamente nel 1972.

Il sindaco Sulle periferie abbiamo fatto passi avanti
Il sindaco meneghino ha risposto anche a una domanda riguardante lo stato delle periferie della città. “A volte mi stanco di affrontare la questione sulle periferie come se fosse tutto un enorme mondo che non funziona, non è così”, ha affermato il primo cittadino milanese, aggiungendo che “ci sono quartieri che han fatto dei passi in avanti e quartieri che ancora ne devono fare”.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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8 replies

  1. giusto…!
    però facciamo pure che chi compie falso in atto pubblico va in galera e senza sconti…?
    che dici…! ci stai caro giuseppe sala…?
    o anche tu fai parte delle caste intoccabili che pontificano su tutto e il contrario di tutto senza capacità e cognizione…?
    perché se vuoi parlare dei miseri stipendi da fame che prendono il lavoratori, allora si dovrebbe parlare dei vergognosi e spesso immeritati e indecenti compensi percepiti da una dirigenza “protetta” e impunita che perfino chiede e ottiene leggi che conensentono loro di violare l’abuso d’ufficio perché – dicono – hanno paura di firmare…!!!
    però quando vanno alla cassa per “prendere” 150/250mila euro di stipendio annuo (300/500.000 milioni di vecchie lire l’anno; una vergogna planetaria…) non hanno paura…?
    ma c’é ancora qualche giornalista che informa con cognizione, copletezza e trasperanza i cittadini…?

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    • I dipendenti pubblici non guadagnano stipendi da fame, rispetto agli altri, sono dei privilegiati.
      Sono gli unici lavoratori iper garantiti.
      Infatti votano tutti in massa PD. Sarà un caso?

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  2. Dev’essere l’aria pesante di Milano che fa straparlare i milanesi (e limitrofi) ogni volta che s’azzardano ad aprir bocca.
    Sala non fa eccezione e s’accoda ai Fontana, Gallera, Salvini in una gara a chi spara la stronzata più grossa.
    Beppe Sala, per quanto si impegni, non ha alcuna speranza di prevalere: i tre che lo precedono sono ormai fuori di vista
    e li rivedrà solo al traguardo.
    Forza Beppe! Continua a pedalare!

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  3. Francamente non ho capito quale sia il problema. Se il costo della vita è più basso a Potenza il milanese chiede il trasferimento in Basilicata o in un’altra regione del Sud. A Cosenza, ad esempio, costa tutto pochissimo. Mi sembra talmente semplice E’ una vita che noi meridionali ci spostiamo per l’Italia, da soli o con le famiglie per avere condizioni di lavoro migliori.Dagli anni ’50. Provassero qualche volta a scendere sotto il Po, sono esperienze formative.

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