
(estr. di Andrea Scanzi – ilfattoquotidiano.it) – […] Le critiche piovute addosso a Virginia Libero, leader dei giovani dem, sono particolarmente sintomatiche. Alla festa nazionale del Pd a Reggio Emilia, Libero non ha fatto altro che tradurre in comizio politico l’ossatura di quel capolavoro che è Il disertore di Boris Vian, messo in musica anche da Ivano Fossati: un testo irrinunciabile contro ogni guerra.
Apriti cielo: l’hanno massacrata. Lungi dal santificarla anzitempo, perché la storia del Pd è piena di aspiranti leader nati incendiari e finiti pompieri (si pensi anche solo a Debora Serracchiani), le critiche a Libero sono puntualmente arrivate da persone riconducibili a quella fatiscente e mitologica galassia di “riformisti dem”, tutta gente senza arte né parte (men che meno voti) che fa più danni della grandine. Renziani, calendiani e altri demoni. È naturale che a criticare in prima fila Libero ci sia Giorgio Gori: nulla di più scontato. Ed è naturale pure l’imbarazzo di Elly Schlein, che verosimilmente ha rivisto in Virginia ciò che un tempo era e che ancora vorrebbe incarnare, ma che non può più essere pienamente in qualità di leader di un partito con 180mila correnti. Virginia ha quindi avuto la colpa di dire apertamente ciò che Elly pensa in cuor suo: una colpa gravissima.
[…]
In questa galassia di scontenti, arrabbiati e imbarazzati, colpisce – ma non stupisce – che figuri anche Diego Bianchi, alias Zoro. Bianchi è un caso emblematico di tutto quel mondo che gravita attorno al Pd. Ottimo professionista, conduce un bel programma con ospiti notevoli, buonissima musica e qualche momento televisivamente efficace. Lo schema è sempre quello del “salotto buono alla Fazio”, con tutti i pregi e difetti che ne conseguono, ma in ogni caso “ad averne” di Propaganda Live. Zoro è anche un personaggio televisivo discretamente permaloso e vendicativo, e dunque occorre stare molto attenti nel criticarlo, ancor più se da sinistra, perché è uno di quegli intoccabili cari al “piddismo salottiero” che piace alla gente che piace. Corro il rischio di ulteriori fatwa e garbatamente espongo le mie perplessità. I suoi punti deboli sono due. Il primo è quello di ostinarsi a parlare romanesco stretto, tipo “Er Monnezza”, come se fosse un vanto ostentare il dialetto e fregarsene della lingua italiana. Ma perché? È La7, mica TeleAbbacchio. Il secondo problema – che però per lui è un pregio – è quello di essere in tutto e per tutto il classico piddino ostinatamente avverso a tutto ciò che è – o sembra – sinistra radicale, peggio ancora grillismo. Chi lo ha ascoltato giovedì scorso a Otto e 1/2 ne ha avuto conferma. Dialogando proprio con Virginia Libero, ha tenuto una posizione così guerrafondaia e filo-Von der Leyen che, ad ascoltarlo, pareva Mark Rutte. Il web, che lui ben conosce, si è spaccato – o meglio, neanche tanto: lo hanno applaudito giusto renziani, calendiani e i quattro lettori in croce del Foglio. Una gogna che non augureremmo a nessuno. Tutti gli altri lo hanno demolito, soprattutto da sinistra. Praticamente un trionfo.
[…] Zoro è il classico sostenitore Pd il cui approccio, in estrema sintesi, si riassume nella seguente frase: “Sì, okay, Renzi è un po’ antipatico, ma resta il miglior leader di tutti, ed è l’unico che sa fare politica”. È ovviamente anche la posizione di molti dirigenti del Partito democratico: “Torniamo con Renzi, non fidiamoci di Fratoianni, non fidiamoci di Conte, non fidiamoci di questi sedicenti pacifisti in realtà putiniani”. Le stesse parole dei Parsi (ma senza la stessa competenza), dei Calenda, dei Molinari, dei Casini, dei Fassino, delle Quartapelle. Che bella compagnia, Diego! Forse anche Zoro è un ex incendiario diventato pompiere: non sarebbe il primo e men che meno l’ultimo. Di sicuro, essendo una persona intelligente (convinta d’esser pure urticante), se si fermasse a riflettere e prendesse atto che spesso ad ascoltarlo pare un Cerasa minore, forse qualche domanda gli verrebbe voglia di porsela.
La frase/battutona di Bianchi a Otto e Mezzo (“segondomèe, in Idaliah havvinto Pùdin”) la dice tutta. Un personaggio il cui pensiero politico si esaurisce inevitabilmente in uno scherzetto di bassa lega, senza spessore alcuno.
Non guardo il suo programmetto da anni.
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Io non l’ho mai visto (ma è anche vero che ho buttato il televisore molti anni fa; in questo, mi rendo conto, parto con molto anticipo e larghissimo vantaggio). 😉
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Zoro è l’idealtipo del militonto PD di guareschiana memoria.
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Mi ricorda certi studenti figli di papà capitano d’industria, che si vestivano e si atteggiavano da alternativi.
Poi me li sono trovati con la ventiquattro ore. Perchè quello erano.
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Approfitto di questo articolo per dire una cosa impopolare, anche qui su InfoSannio.
La Sinistra italiana è questa, impersonata da Zoro, che poi sarebbe quella Sinistra discola ( si fa per dire…), un po’ movimentista ( si fa per…ridere), e nei fatti politicamente corretta, più il PD in tutte le sue facce, dalla Schlein ( sinistra americana) ai riformisti PD ( sinistra erede dei Napolitano), più i “cosiddetti” giornalisti/intellettuali alla Giannini, alla Cappellini, ai Massini e ai Formigli, ai Floris e agli Augias, fino ad arrivare addirittura ai Paolo Mieli ( invaghito dalla Schlein, come confessò…tra una parakulata e l’altra). E potrei fare altre centinaia di Nomi che in molti qui, che ancora si sentono “di Sinistra”, in sostanza schifano.
La Sinistra politica non è quella che si sogna ma è quella che è. Nei fatti che un contesto in evoluzione presenta.
I principi, i progetti, i valori stessi, di una parte politica si misurano in ciò che “costruiscono” o “disfano”. Non in ciò che una teoria ideologica, tipo la visione marxiana della Società, prevedeva. Soprattutto quando un approccio, su quella base, viene totalmente superato.
Quindi, OGGI nel 2026, in Italia ( e voglio limitarmi al nostro Paese ma in UE non va diversamente) la Sinistra è questa robaccia qui. Che potremmo definire al massimo CENTROSINISTRA per rappresentare quella fusione che dagli anni ’90 vide l’incontro della Sinistra DC con gli ex comunisti. Prima nell’Unione, poi Ulivo, poi PD.
AVS sarebbe una Sinistra radicale, quindi a Sinistra del CentroSinistra piddino. Ma anche questa Alleanza è un “divenire” postideologico con una sommatoria di contaminazioni ambientaliste e da sinistra woke statunitense.
Il M5stelle, che qui molti ritengono la vera Sinistra, non solo non nasce nella logica bipolare destra/sinistra e la vuole superare, ma ancora oggi non si definisce di Sinistra ma Progressista. E si schiera da una parte, accettando il bipolarismo ( per me sbagliando ma comprendo che non sia facile con un potenziale non superiore al 15% fare strada da soli, altra cosa era 10-15 anni fa, opportunità bruciata), e volendo partecipare in coalizione con i meno distanti.
Il problema vero resta uno. Nella realtà, in Italia, la Sinistra costituzionale, dal 1946, è fondamentalmente il PCI. I Comunisti nella loro versione principale ( il PCI) e nelle loro derivazioni gruppettare o anche parlamentari ( penso al PDUP o a DP). Se dagli anni ’90 per gli eventi arcinoti, estrai come un calcolo renale la parola e la stessa idea COMUNISTA, trasformi la Sinistra in quello che è oggi. Perché assorbi le dottrine “liberal” e “democratiche” da Oltreoceano, dove DESTRA e SINISTRA in egual misura erano e sono AntiComuniste, e le fai proprie in un processo di adattamento che non punta più a rivoluzionare, anche democraticamente come voleva il PCI almeno dal 1975 ( prima…meno democraticamente…) la Società, ma a vestirla con i panni della modernità trionfante liberaldemocratica.
D’altronde quei soggetti alla Zoro e co. non solo non parlano più di Comunismo ma neppure di Socialismo. Per dire che una Società, un Paese, è degno, deve essere liberaldemocratico. È l’Evoluzione della Specie. Sono la Sinistra. Ma oggi la Sinistra deve essere LiberalDemocratica. Altrimenti non gestisce, in Occidente, la modernità.
Io, che non sono mai stato Comunista, sono convinto che aver sotterrato come un ferro vecchio tutta la base ideale e progettuale del marxismo/leninismo abbia portato, già dopo 15-20 anni dal seppellimento, ad una Sinistra aliena che trova il consenso soprattutto sulla pigrizia mentale o l’ignoranza, e il kul0 al caldo, di 40-80enni che pensano ancora che la parola Sinistra abbia i connotati del passato. La Sinistra italiana è robaccia. Questa che vediamo col volto della Gruber o di Bonaccini, di Carofiglio ( persona dignitosa ma funzionale alla robaccia) o della Boldrini. Nella migliore delle ipotesi il vuoto propagandistico dei “diritti” coniugato al capitalismo mitigato da quote di welfare. Senza mai provare ad abbattere il Sistema.
Ecco, gli antiSistema sono quello che per molti sfruttati, per i deboli, per gli “ultimi” era la Sinistra una volta. Ma l’asse non è più Destra/Sinistra, quindi orizzontale. Ma l’asse verticale Sistema/AntiSistema, Alto-Potere/Basso-Bersaglio del Potere, Ricchissimi dell’1% e i loro lacché/gli Altri del 99%.
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ottima analisi
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Ma sto soggettone da la 7 ( e questo già basterebbe a qualificarlo ) perché insieme a Renzi,Calenda,Picierno, Fassino e compagnia bella non si fanno imbarcare da Meloni visto a Bruxelles già stanno nella stessa barca ?
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L’accoppiata Prodi&Zoro che la pensa come Rutte e VDL.
Dove ho sbagliato? si starà chiedendo Berlinguer.
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Propaganda fide ?
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Zoro=Zero
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