In manovra nessuna risorsa per la pensione dedicata, su cui Piantedosi si era impegnato. Agenti pronti ad abbassare gli scudi: “Garantiamo sicurezza, basta promesse disattese”

(di Alessandra Ziniti – repubblica.it) – Pronti ad abbassare gli scudi, a togliere caschi e divise. E a scendere in piazza. Questa volta non per fronteggiare o contenere chi manifesta contro il caro vita, ma per rivendicare il loro diritto ad una pensione dignitosa. «Saremo in piazza sicuramente per lo sciopero generale del 20 novembre», annuncia Pietro Colapietro, segretario generale del Silp Cigil.
Un nuovo sabato di cortei
Alla vigilia di un nuovo sabato di cortei che, da Torino a Bologna a Genova, porta con sè i timori di tensioni e scontri, esplode la protesta dei poliziotti italiani contro il governo. «Legge di stabilità, la grande beffa. Impegni totalmente disattesi, nessuna traccia delle risorse promesse.Stavolta nelle piazze manifesteranno i poliziotti.Sarà una stagione di proteste senza precedenti», promette il volantino del Siulp, il sindacato di polizia più rappresentativo che chiama a raccolta le forze dell’ordine deluse dall’assenza nella manovra delle norme e dei finanziamenti sulla previdenza dedicata su cui il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi si era impegnato già l’anno scorso.
In chat la rivolta dei poliziotti
La rivolta dei poliziotti corre sulle chat: «Avrei voglia di togliere la divisa e manifestare insieme alla gente che sta vedendo il proprio lavoro andare a rotoli». E ancora: «Come posso ferrare un camionista che a causa del caro del gasolio non riesce più ad andare avanti?». «I giovani vanno in corteo perché non hanno futuro. E hanno ragione, qui stiamo tutti nella stessa barca». «La benzina la facciamo anche noi, la spesa la facciamo anche noi». E così a centinaia. Nessuna solidarietà con i violenti e con chi sfascia le vetrine e saccheggia ovviamente, ma con chi protesta perché non ce la fa più sì.
La beffa sulla pensione a 60 anni
«Sapete quanto prenderanno di pensione, a 60 anni, questi poliziotti che stanno in trincea, pronti a prendersi pietre, sputi, calci e pugni dalle frange violente dei cortei? Non più di 1200-1300 euro, il 65 per cento di stipendi da 2.000 con i quali già si fa fatica a campare», dice Felice Romano, segretario del Siulp.
Nella legge di stabilità le forze dell’ordine contavano di trovare ben altro: le norme che – così come era stato assicurato loro già nel 2025 al tavolo delle trattative con il governo – avrebbero previsto una previdenza dedicata al comparto in cui l’età pensionabile, fissata a 60 anni, legata al sistema contributivo dà una grossa sforbiciata alle pensioni che, con un pensionamento a 65 anni, salirebbero mediamente di 500 euro al mese.
Le assunzioni degli agenti ausiliari
E non è una questione di risorse. A fare inferocire il comparto sono i soldi che il governo ha invece trovato per le assunzioni degli ausiliari. «Sfruttamento e precariato di Stato – denuncia ancora il Siulp -si assumono agenti ausiliari con uno stipendio più basso di quello effettivo e solo per un anno. E poi li si manda a casa, costo 251 milioni di euro. Dunque i soldi c’erano, questione di priorità. Il governo ha scelto di non mettere in sicurezza chi la sicurezza la fa veramente».
Protesta a cui si associano sindacati militari e vigili del fuoco: «Il governo ci riceva, senza soluzioni scenderemo in piazza anche noi»