
(Di Marco Travaglio – ilfattoquotidiano.it) – Due fotografie danno l’idea di com’è ridotta la classe dirigente italiota. Una ritrae il parterre de rois del potentume alla corte di Leonardo Maria Del Vecchio che presenta alla Galleria d’arte moderna di Roma il suo “nuovo” Quotidiano nazionale, coi leader del governo e dell’opposizione, ma senza i giornalisti delle altre testate, sennò sentivano i suoi protestare per gli straordinari non pagati e i troppi precari. […]
Il villaggio di Asterix
(Di Marco Travaglio) – Due fotografie danno l’idea di com’è ridotta la classe dirigente italiota. Una ritrae il parterre de rois del potentume alla corte di Leonardo Maria Del Vecchio che presenta alla Galleria d’arte moderna di Roma il suo “nuovo” Quotidiano nazionale, coi leader del governo e dell’opposizione, ma senza i giornalisti delle altre testate, sennò sentivano i suoi protestare per gli straordinari non pagati e i troppi precari. L’altra è quella di LMDV, assiso sulla poltrona di un jet privato ed eccezionalmente sprovvisto di Fedez, che legge avidamente il Fatto, con la scritta “Anche io ho comprato il Fatto quotidiano. Il 2%”. A parte che non sa neppure cosa ha comprato (le azioni sono di Seif, cioè dell’intero gruppo editoriale), la battutona fa il verso alla nostra campagna abbonamenti (a proposito: sta andando bene, grazie di cuore). Ma denota scarsa comprensione dell’oggetto dei suoi desideri, per nulla sopiti dopo il misero flop dell’Opa sull’82,9% di Seif: se la nostra comunità si abbona sempre di più, è proprio per evitare che ci metta le zampe la gente come lui.
Però sono ammirevoli lo stile e l’eleganza di annunciare, a mercati aperti e senza obbligo di legge (previsto sul 5% e oltre), l’acquisto del 2% di un giornale libero per disturbarlo in Borsa e/o in assemblea. E non con un comunicato formale, ma su X, con una bullata da padrone delle ferriere. Il sottotesto, suo o di chi pensa per lui, è chiaro: io, con tutto quello che ho fatto nella vita (ereditare 5 miliardi da papà), ho la grana, ho il jet privato, ho Fedez, ho il Qn e il 30% del Giornale, ho l’acqua e le terme Fiuggi per prevenire il catetere, il Twiga, i ristoranti Vesta, un po’ di occhiali Luxottica e Ray-Ban, un po’ di Leone Film, Mps, Generali e Unicredit, tre indagini giudiziarie che fanno curriculum, amici come Bocchino e Renzi, morfina e altra roba buona per levarmi ogni tanto i miei 44 denti del giudizio, ho avuto 2mila donne, o forse 10mila, vatti a ricordare, e ora mi compro pure i miei fratelli. Mi resiste solo un piccolo villaggio di Asterix: il Fatto, o Ratto va’ a sapere, che non solo si permette di non volermi come padrone, ma rifiuta proprio l’idea di un padrone. Ma si può? Ora gliela faccio vedere io: tutti hanno un prezzo e sono in vendita, sennò io che ci sto a fare.
P. s. Se fosse vivo suo padre, il Leonardo vero, gli racconterebbe che nel 1994 aiutò Montanelli a fondare la Voce con una micro-quota di 500 milioni di lire, senza chiedere nulla né comparire. Il vecchio Indro, messo alla porta da B., aveva appena salutato noi redattori del Giornale così: “È un po’ tardi, ma alla fine mi sono convinto che di padroni non bisogna averne. Perché, anche quando cominciano bene, finiscono male”. E parlava di uno che almeno aveva cominciato bene.
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