Sondaggio Ipsos: l’associazione può arrivare fino al 13 %. Il presidente Di Giuseppe: “Candidatura? Non escludiamo nulla”

(di Luca De Carolis – ilfattoquotidiano.it) – Tutti guardano il dito, cioè le primarie, e magari si sono scordati di una possibile luna: ovvero, dell’associazione di Alessandro Di Battista, Schierarsi. Indipendente da tutto e da tutti, se corresse alle Politiche potrebbe prendere almeno il 3 per cento. E da qui a salire, stando almeno a un sondaggio Ipsos Doxa commissionato dal movimento. Sufficiente per far venire qualche altra preoccupazione al Campo largo, e per far sorgere più di qualche domanda nel fronte delle destre. Perché è vero, da alcune settimane le priorità per l’ex deputato del Movimento sono (purtroppo) cambiate. Ma la sua lotta contro il tumore non gli ha tolto la voce, e la voglia di farla sentire. E figuriamoci agli iscritti di Schierarsi, in gran parte ragazzi. Un progetto che era partito come una sfida quasi da carbonari, e che invece è silenziosamente cresciuto, tra raccolta di firme – e di sostegno – per Gaza e battaglia per un referendum contro il finanziamento pubblico ai giornali, boicottato ovviamente da quasi tutti i mezzi di informazione.
Da qui le stime di Ipsos, secondo cui l’associazione partirebbe dal 3,2 per cento, per arrivare a una punta massima del 13 per cento dei voti validi (7,7 di quelli effettivamente espressi). Un elettorato potenziale che per i due terzi si dichiara contrario al sostegno militare all’Ucraina e favorevole a un negoziato con la Russia, e che chiede il rafforzamento dei servizi pubblici e la legalizzazione della cannabis e si dice contrario al nucleare. Un consenso trainato innanzitutto da Di Battista: conosciuto dall’85 per cento degli italiani, il 41 per cento dei quali afferma di nutrire “molta o abbastanza fiducia” nei suoi confronti. Dato che supera il 50 per cento al Sud, nelle grandi periferie urbane e tra le fasce economiche più in difficoltà. Elettorato in buona parte sovrapponibile a quello dei progressisti e innanzitutto del Movimento, a cui un’eventuale discesa in campo di Schierarsi creerebbe ovvi problemi, anche per la sua capacità attrattiva rispetto a militanti storici e a ex elettori 5Stelle che il M5S spera di poter recuperare. Ma Di Battista può davvero correre?
Appena tornato da Cuba, l’ex deputato lo aveva detto alle persone più vicine: “Con questo quadro politico alle Politiche avremmo grandi possibilità”. Nelle settimane precedenti aveva contattato diverse personalità per saggiare la loro disponibilità a candidarsi. L’opzione della corsa alle Politiche era concreta. Ora sarebbe tutto più complicato: non solo per i suoi problemi di salute, ma anche dalla norma che le destre hanno calato nella legge elettorale per imporre la raccolta di 6mila firme a collegio ai partiti senza rappresentanti in Parlamento. Ostacolo che però verrebbe a cadere se la Consulta tra febbraio e marzo cancellasse almeno quella parte del Melonellum (assolutamente possibile, secondo molti costituzionalisti). Nell’attesa il presidente di Schierarsi, Luca Di Giuseppe, spiega al Fatto: “Abbiamo commissionato un sondaggio per comprendere meglio la forza di Schierarsi, il suo radicamento e le prospettive che abbiamo. In questi anni abbiamo costruito dal basso una comunità che si è conquistata la libertà di decidere il proprio futuro”. Anche quello di correre alle Politiche? Di Giuseppe non si sbilancia ma non chiude, affatto: “L’associazione non è nata per candidarsi alle elezioni, ma per riportare i cittadini alla partecipazione politica e per costruire una comunità capace di incidere da Nord a Sud. Ma non abbiamo mai escluso nessuna strada, e non intendiamo farlo oggi”.
Tradotto: Di Battista e i suoi devono ancora decidere. E la tentazione è forte. Come la spinta della base “composta da giovani e giovanissimi che partecipano e decidono”, aggiunge ancora Di Giuseppe. Oggi si ritroveranno nel tardo pomeriggio a Roma al teatro Don Orione, per una raccolta fondi per gli ospedali cubani. E il Movimento, che ne pensa? “Vediamo cosa farà Alessandro” allarga le braccia un big. Nessun commento ufficiale dai vertici. Ma nelle chat interne ieri il sondaggio è circolato parecchio, sollevando timori. Un Di Battista elettorale potrebbe picchiare parecchio contro il M5S, che oggi manderà una delegazione con il deputato Francesco Silvestri e i consiglieri comunali – tranne Virginia Raggi – al lancio della ricandidatura a sindaco del dem Roberto Gualtieri, a Roma. Ieri, invece, Giuseppe Conte era a Rieti per la presentazione della rivista Rinascita, assieme al suo direttore Goffredo Bettini e all’assessore romano Massimiliano Smeriglio.
E proprio Bettini ha ribadito i suoi dubbi sulle primarie: “Sono un po’ demoniache: arrivare allo scontro con la destra avendo prima fatto una competizione che può risultare anche pericolosa non è una cosa che tutti capiscono”. Di certo oggi alle 14 partirà il sospirato tavolo per il programma del centrosinistra, con una conference call tra i capigruppo dei vari partiti. Sarà una prima riunione per fissare un metodo di lavoro. L’idea resta quella di creare tavoli tematici, ma prima vanno chiariti diversi problemi pratici. “Se riguardo a un argomento c’è uno stallo tecnico, chi va chiamato?” faceva notare ieri un deputato. Se ne discuterà, con l’obiettivo di arrivare a una quadra entro fine mese: in qualche modo.
il prode De Carognis ha trovato un altro da stolcherare, mai che vada a dividere il capello alla Elena detta Elly, o meglio a contarle i peli del naso.
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Certo che se scendessero in politica il “campo largo” non potra’ fare finta di niente….!!!
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Credo che sarebbe una grossa mina vagante e potrebbe portare a votare parecchia gente, ma il problema delle firme da raccogliere, a meno di qualche transfuga dal M5S in parlamento, è bello grosso: secondo me la clausola che aumenta le firme necessarie in quella misura è stata pensata proprio in funzione anti-Dibba…
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e anche per vanna–acci!
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Anche, ma Vannacci è più “gestibile” e l’obiettivo è ricondurlo nella coalizione di centrodestra, ma Di Battista gestibile non lo è, ed è l’unico che ha posizioni veramente antisistema, le più temute in assoluto dai centri di potere nostrani.
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Sicuramente sarebbe bello potesse scendere in campo, del resto è uno tosto e combattivo, molto altruista, le sue battaglie sarebbero sicuramente per gli ultimi.. Attirerebbe una buona parte dei delusi dal M5S e degli scettici nei confronti della politica che non vanno più a votare, è un puro, del resto e ne ha dato prova.. Potrebbe portare via anche voti al M5S, pazienza, gli affezionati a Conte non lo “tradirebbero”, però qualche voto lo perderebbe, tanti hanno continuato a votare M5S perché non c’era altro ma se Alessandro scendesse qualcosa potrebbe accadere.. Il mio augurio innanzitutto è che possa guarire e se fossi in lui, mi concentrerei su me stesso, però è pur vero che lui è un combattente e ama la politica, odia le ingiustizie e non so se riuscirà a farne a meno, almeno per un pò.. Sicuramente sarebbe bello potesse scendere in campo, del resto è uno tosto e combattivo, molto altruista, le sue battaglie sarebbero sicuramente per gli ultimi.. Attirerebbe una buona parte dei delusi dal M5S e degli scettici nei confronti della politica che non vanno più a votare, è un puro, del resto e ne ha dato prova.. Potrebbe portare via anche voti al M5S, pazienza, gli affezionati a Conte non lo “tradirebbero”, però qualche voto lo perderebbe, tanti hanno continuato a votare M5S perché non c’era altro ma se Alessandro scendesse qualcosa potrebbe accadere.. Il mio augurio innanzitutto è che possa guarire e se fossi in lui, mi concentrerei su me stesso, però è pur vero che lui è un combattente e ama la politica, odia le ingiustizie e non so se riuscirà a farne a meno, almeno per un po’..
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È un commento doppio 🙄! È partito per errore
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Certo meglio Lui che il bischero!
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Comunque il Piddino de carognis …anche oggi al lavoro!
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Io credo che Di Battista sia fortemente tentato proprio per dare alla sua associazione la possibilità di scendere in campo, con lui come leader, proprio perché è generoso ed altruista! Forse proprio la vicenda che mi auguro possa lasciarsi alle spalle, ha indotto uno spirito del qui e ora…..chi prova una tale esperienza acquisisce consapevolezza del tempo, quando ciò che conta non è più rimandabile! E l’ impegno intellettuale, sociale e politico credo facciano parte della sua vita, da cui risulti difficile prescindere anche con problemi di salute , non ancora totalmente risolti, anzi possono costituire un meccanismo di cura , di normalizzazione della malattia: si accetta, si affronta per evitare che diventi un impedimento permanente a ciò che è vita ! Certo ci vuole un coraggio ed una centratura di se’ veramente notevoli! I soliti sondaggi lasciano il tempo che trovano, verificano una tendenza, più che una stima/percentuale reale…. se Di Battista partecipasse alle prossime elezioni, si potrebbe verificare il caso del non li abbiamo visti arrivare e mi riferisco ai milioni di giovani che non aspettano altro…..E per Alessandro sarebbe una bella e meritata soddisfazione! La clausola delle firme sarebbe superabile, ed anche testante la generosità dei parlamentari 5 stelle….credo ne basti uno! Non si trova? Anche solo per lo schiaffone a chi si e’ inventato la clausola probabilmente proprio anti Di Battista ne varrebbe la pena…..Il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi….dritti, dritti nei denti! Che piacere!
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Il problema è che la generosità dei parlamentari 5S non basta: servono veri e propri transfughi. Se uno lascia il gruppo M5S per favorire Di Battista non potrà poi tornare indietro, in quanto la cosa non farà piacere ai vertici pentastellati che non hanno alcun interesse a favorire la nascita di una concorrenza interna…
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TOMMASO MERLO
La candidatura del gruppo Di Battista
Se confermata, la candidatura del gruppo Di Battista è una bella sorpresa alla faccia del destino avverso. E se impostata bene, potrà superare lo striminzito 3 percento dato dai sondaggisti.
Il bacino da cui il gruppo può potenzialmente pescare è infatti immenso, la metà dei cittadini italiani che schifa la partitocrazia al punto da ignorarla perfino il giorno del voto. Perché delusi troppe volte e senza proposte nuove, credibili e soprattutto che incarnino l’ansia di cambiamento “radicale”. Parola chiave perché “moderato” è sinonimo di perbenismo, pensiero unico e poltronite inconcludente.
Serve una proposta che ambisca a fare politica in modo diverso e cioè senza cravatta e frasi fatte e che sia fermamente “anti sistema”. Altra parola chiave perché di forze politiche che si mettono in coda per spartirsi le briciole di un sistema fallito non se ne sente proprio il bisogno.
La democrazia italiana è in stallo perché il sistema è marcio e per cambiare bisogna cambiare il sistema ed un sistema si cambia solo da fuori. Gli abbracci col diavolo beneficano solo quest’ultimo. Come ha dimostrato anche questo governo di presunta destra radicale che nonostante le roboanti premesse ha tradito le promesse elettorali e persino la sua presunta ideologia sovranista finendo nel calderone nullafacente e nullapensante del sistema.
Servono forze politiche esterne e quindi libere da lacci lobbistici e partitocratici ma anche mentali e che hanno il coraggio di sfidare le ipocrisie dello status quo e di fare scelte nette e controcorrente.
Quanto alle cose da fare, il principale tema casalingo non può che essere l’ingiustizia sociale. Occuparsi dei milioni di poveri ridotti alla fame perché i paesi civili non lasciano indietro nessuno, ma occuparsi anche della mitologica classe media tradita dal sistema e precipitata nella povertà per salari e pensioni vergognosi. Ridistribuire la ricchezza è compito dello stato e i soldi vanno presi dove ci sono. Dalle nuove oligarchie e dalle classi privilegiate, ed evitando sprechi, privilegi e spese folli come quelle belliche. Neanche un centesimo deve essere speso in armi o in fasulle missioni di pace che devono tutte rientrare in Italia. Mega risparmi ma senza intaccare servizi pubblici essenziali come istruzione e sanità ed investendo in sviluppo soprattutto giovanile in modo da creare ricchezza ma diffusa e non elitaria.
La politica non deve servire la mafia lobbistica ma i cittadini, deve servire gli interessi di tutti e non di pochi. E in modo umile e trasparente. Politica come servizio e addirittura sacrificio e non carriera egoistica. Cittadini al servizio di altri cittadini e non élite al servizio di altre élite coi media mainstream a fare da palo.
Basta propaganda camuffata da giornalismo e a spese del contribuente. L’onestà intellettuale della politica e dei media è una fondamentale questione di igiene democratica.
E basta mafia civile generalizzata e promozione del merito in ogni ambito perché la politica è importante ma la storia la fanno i popoli e per salvarci dal baratro bisogna trattenere i migliori invece che farli scappare in paesi più evoluti e dargli le redini con fiducia.
I giovani vanno valorizzati e non schiavizzati e l’Italia deve tornare un paese vivibile anche psicologicamente.
Ma in un mondo sempre più interconnesso, il gruppo Di Battista dovrà posizionarsi con nettezza anche sulle questioni internazionali. Tipo sulla pace come scelta di fondo con l’articolo 11 della Costituzione che diventi realtà e non resti un vano proposito. Bisogna emanciparsi dalla mafia bellica che spadroneggia in Occidente. La neutralità taglierebbe la testa al toro e avrebbe enormi vantaggi anche economici per paesi come l’Italia che ha nella sua bellezza e ricchezza anche culturale la sua vera miniera d’oro.
Ma se è chiedere troppo, che almeno si proponga di uscire da quella organizzazione a delinquere di stampo bellico che è la Nato oramai diventata la nostra principale minaccia.
Vanno anche rivisti i trattati con la Comunità Europea perché come l’hanno impostata non funziona. Serve una fase di riflessione in modo da non finire mai più in mano a psicopatici guerrafondai e sanguisughe. Bisogna siglare una immediata pace con la Russia e il ristabilimento di rapporti diplomatici e commerciali con Mosca a tutti i livelli, anche contro la volontà di Bruxelles e di Washington e il piano di riarmo va buttato nel cesso e tirata l’acqua.
Quanto agli Stati Uniti, servono rapporti di amicizia franca smettendola col penoso servilismo. Non c’è più nessuna ragione per la massiccia presenza militare americana in Italia e va rigettata al mittente ogni interferenza politica. Siamo uno stato sovrano e in democrazia il sovrano è il cittadino mentre la mafia lobbistica di qualunque genere e specie sia, è il vero male del nostro tempo. Poi c’è la questione palestinese e con Di Battista su questo si va sul sicuro.
Oltre all’immediato riconoscimento dello Stato Palestinese serve un embargo economico e militare totale contro Israele per fermare il genocidio ancora in corso, favorire una soluzione sudafricana e bandire il sionismo come le ideologie del secolo scorso.
I sondaggisti danno il gruppo solo al 3 percento ma senza cravatta e frasi fatte e con una credibile proposta radicale e anti sistema, potrebbero esserci belle sorprese alla faccia del destino avverso.
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Una mazzata tra capo e collo ai malati incurabili del centro del centro del centro…..della mediocrità politica italoidiota . Magari fosse possibile che Alessandro Di Battista potesse essere in grado di presentarsi alle elezioni , a parte la sua salute, visti gli ostacoli che la nuova legge elettorale ha posto a chi intenda presentarsi alle elezioni per la prima volta, facendo un grande piacere a tutta la casta partitocratica .Di sicuro chi proverebbe simpatia per lui e i suoi principi politici lo voterebbe volentieri ma in quale contenitore politico ? Se fosse una costola indipendente dei cinque stelle il PD inorridirebbe e ancora di più lui che al PD ,se costretto da una ghigliottina, preferirebbe persino la miserabile e vergognosa lega del pagliaccio Salvini .
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“Elettorato in buona parte sovrapponibile a quello dei progressisti e innanzitutto del Movimento, a cui un’eventuale discesa in campo di Schierarsi creerebbe ovvi problemi…”.
Essendo sostanzialmente una copia del M5s, non gli creerebbe alcun problema. Tra la copia e l’originale, si sceglie sempre l’originale. Secondo la rilevazione Ipsos, infatti, un’eventuale lista di Di Battista attingerebbe dal serbatoio dell’astensionismo.
Nel caso in cui decidesse di candidarsi alle elezioni, avrebbe forti difficoltà a raccogliere le firme richieste dalla nuova legge elettorale. A quel punto potrebbe chiedere aiuto ai 5s, che hanno “prestato” un senatore a Maraio e Onorato per aggirare l’ostacolo. https://www.lanotiziagiornale.it/scialuppa-cinque-stelle-ad-onorato-contro-le-storture-della-legge-elettorale/
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La questione delle firme è la più problematica perché non ci sarebbe nessun aiuto da parte del M5S, dal momento che Schierarsi non correrebbe insieme al M5S (cioè nel “campo largo”). Credo però che, se riuscisse a presentarsi, di voti al M5S – a questo M5S alleato con PD, Italia Viva e +Europa – ne toglierebbe parecchi (e anche per questo non può aspettarsi nessun aiuto dal M5S sulla questione delle firme).
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Se decide di correre in solitaria, è chiaro che il M5s non può aiutarlo. Il M5s si è già presentato insieme al Pd e a Italia Viva in diverse elezioni locali e ha preso gli stessi voti di quando si è presentato da solo. In alcune tornate ha anche preso di più. Non è detto, comunque, che in coalizione ci sia Italia Viva. E non è nemmeno sicura l’alleanza con il Pd. Se non si superano le divisioni sulla politica estera, alle prossime elezioni il M5s correrà da solo.
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