
(di Antonio Pitoni – lanotiziagiornale.it) – Ci sono due notizie buone e una decisamente meno nella mozione unitaria presentata ieri alla Camera dal centrosinistra. Quelle buone riguardano il metodo e il merito del testo. Solo qualche giorno fa, su queste stesse pagine, ci chiedevamo che fine avesse fatto l’appello di Conte all’indomani della vittoria referendaria ad accelerare su programma e leadership. E ieri è arrivato un primo, importante segnale: la mozione, riassunta dal primo firmatario Filippo Scerra (M5S), sulla quale – e qui veniamo alla seconda buona notizia – le forze progressiste si sono ritrovate unite ad impegnare il governo su alcune delle questioni più spinose che finora avevano messo in evidenza distinguo e divisioni. “Riconsiderare urgentemente gli impegni assunti in sede Nato in materia di spese per la difesa, considerato l’impatto strutturale sulla finanza pubblica di fatto insostenibile alla luce dei dati Istat”, si legge nel testo a proposito allo sconsiderato vincolo del 5% del Pil imposto da Trump e sottoscritto da Meloni senza battere ciglio. “Una revisione integrale del Patto di stabilità”, che la stessa Meloni non si fece problemi a firmare salvo ora elemosinare flessibilità in deroga alle regole da lei stessa approvate e accettate. “Promuovere una politica di difesa comune europea attraverso la pianificazione, l’acquisizione e la gestione di capacità condivise, al fine di efficientare le risorse già previste e sfruttando le economie di scala”, anziché sperperare centinaia di miliardi per riarmare alla rinfusa e senza coordinamento i 27 eserciti dei Paesi Ue. Tutto perfetto se non fosse per l’elenco dei firmatari della mozione: M5S, ovviamente, Pd, Avs e Italia Viva. Il partito di Renzi che, a quanto pare, gli altri partiti del fronte progressista sembrano sempre più convinti di includere nella coalizione che sfiderà le destre alle prossime politiche. Come se fosse passato un secolo da quando, proprio Renzi, staccò la spina, vantandosene pure, al Conte II per spianare la strada all’esecutivo Draghi. Errare è umano, ma perseverare è diabolico. Soprattutto in politica. Soprattutto con Renzi…
IL PADRINO PARTE 1 SPIEGA CHE CHI TI VIENE A PROPORRE UNA MEDIAZIONE CON UN TRADITORE SARA’ IL TUO TRADITORE….
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IL PADRINO PARTE 1*SPIEGA CHE CHI CI VIENE A PROPORRE UNA MEDIAZIONE CON UN TRADITORE SI E’ MESSO DACCORDO CON COSTUI PER TRADIRCI…
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“Il partito di Renzi che, a quanto pare, gli altri partiti del fronte progressista sembrano sempre più convinti di includere nella coalizione..”
Tranquillo, gli elettori sono cotti e rosolati a puntino. Nemmeno si sono accorti che quel dolorino era lo spiedo che.. ecco, ci siamo capiti.
Una cosa mi spiace veramente: fossero ragazzetti appena entrati nel calderone della politica lo capirei. E invece si tratta di elettori con una certa esperienza e conoscenza delle cose Italiane.
Triste, molto triste.
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“È più facile essere ingannati che ammettere di essere stati ingannati”
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L’ho detto e lo ripeto, se alle prossime elezioni ci dovesse essere una coalizione di centrosinistra con dentro Renzi, io, per la prima volta in vita mia, non andrò a votare.
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E lo stesso farò alle elezioni comunali di Roma se il M5S dovesse appoggiare una ricandidatura di Gualtieri.
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