Dopo gli approfondimenti svolti, secondo la relazione della pg di Milano Francesca Nanni, trasmessa oggi al ministero della Giustizia, “non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito” che ha portato alla “concessione della grazia” all’ex consigliera della Lombardia

(ilfoglio.it) – Le notizie pubblicate dal Fatto Quotidiano sul caso della grazia concessa a Nicole Minetti“non corrispondono al vero” e “non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito” che ha portato alla “concessione della grazia” all’ex igienista dentale e consigliera regionale della Lombardia. Lo ha deciso la procura generale di Milano nella relazione trasmessa oggi al ministro della Giustizia, al termine degli approfondimenti disposti per verificare il contenuto degli articoli di stampa e le successive indiscrezioni emerse sulla vicenda che mettevano in dubbio la legittimità della concessione che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella le aveva fatto a febbraio scorso. A fine aprile, dopo un articolo del giornale di Marco Travaglio – dal quale erano emerse circostanze relative al figlio adottivo di Nicole Minetti diverse da quelle rappresentate al presidente con la domanda di grazia – il Quirinale aveva scritto a via Arenula per “provvedere ad acquisire con cortese urgenza le necessarie informazioni idonee a riscontrare la fondatezza di quanto rappresentato da un organo di stampa”.
In una lunga nota in cui viene ripercorsa l’intera vicenda, la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni spiega che gli accertamenti hanno escluso una serie di circostanze riportate dal quotidiano. E vengono elencati punto per punto. In particolare viene chiarito che il professionista deceduto in Uruguay in circostanze ritenute “non chiare” non era il legale dei genitori biologici del minore adottato, ma l’avvocato dello stesso bambino, favorevole all’adozione. Inoltre nel procedimento non vi sarebbe stata alcuna “battaglia legale”, poiché i genitori naturali non si sono costituiti e la madre biologica è sempre risultata irreperibile. Sul decesso del legale, il procuratore della Repubblica uruguaiano avrebbe escluso ipotesi di reato. La relazione evidenzia che non sono emerse irregolarità nel procedimento di adozione, successivamente riconosciuto in Italia dal Tribunale per i minorenni di Venezia, né risultano segnalazioni di reato, procedimenti pendenti o coinvolgimenti investigativi in Uruguay o in Spagna a carico di Minetti e del compagno Giuseppe Cipriani.
La procura generale conferma anche il “grave quadro sanitario” del minore, seguito dal Boston Children’s Hospital, che richiede la presenza della madre durante controlli e terapie, oltre ai precedenti consulti effettuati presso strutture ospedaliere di Cleveland, New York e in Italia. È stata inoltre verificata l’attività di volontariato svolta da Minetti e la sua presenza pressoché stabile in Italia dal gennaio 2024 per tutto il 2025, fatta eccezione per brevi rientri in Uruguay e sono state smentite, sulla base di numerose dichiarazioni raccolte nelle indagini difensive e di testimonianze acquisite dai carabinieri, le accuse relative alla sua partecipazione a presunte feste con droga e sesso negli ultimi anni – dichiarazioni che erano state rese da una massaggiatrice.
La grazia “umanitaria”, che Minetti aveva ottenuto per via dell’adozione di un bambino dato per abbandonato, aveva cancellato la condanna a 3 anni e 11 mesi per favoreggiamento della prostituzione e peculato che l’ex consigliera regionale della Lombardia avrebbe dovuto scontare ai servizi sociali. La procura generale di Milano e via Arenula hanno infatti motivato il loro parere favorevole alla grazia dal momento che l’affidamento in prova ai servizi sociali di Minetti “le avrebbe reso difficile la cura e l’assistenza di un minore, sottoposto, per una grave patologia, a visite periodiche e a terapie specialistiche all’estero”.
Secondo il Fatto Quotidiano, il bambino non era abbandonato, ma avrebbe avuto ancora entrambi i genitori “viventi e identificati”, come risulta dagli atti del Tribunale di Maldonado, tanto che Minetti e il compagno Giuseppe Cipriani avrebbero intentato una causa contro di loro per ottenere la “Separacion Definitiva y Pérdidade Patria Potestad”. La madre biologica dovrebbe trovarsi in Uruguay, però al momento risulta scomparsa. Ma anche l’avvocata che ha assistito i genitori non c’è più, è infatti morta carbonizzata insieme al marito, anche lui avvocato. Sempre secondo il quotidiano, sarebbero emersi dubbi proprio sulle cure mediche di cui il bimbo necessitava e sugli accertamenti svolti per arrivare alle conclusioni che hanno portato il Colle a concedere la grazia.
Nei giorni successivi alle polemiche, la pg di Milano Nanni e il sostituto procuratore della Corte d’Appello milanese Gaetano Brusa hanno spiegato ai giornalisti di aver “agito sulla base della delega del ministero, delega classica attivata in casi simili. Non ci interessa ciò che dicono di noi, abbiamo la nostra coscienza e sappiamo cosa fare e abbiamo fatto gli accertamenti. Il ministero li ha ritenuti idonei per il proprio parere e la Presidenza della Repubblica li ha ritenuti sufficienti. Ora l’interesse di tutti è chiarire i fatti indicati”. Sul caso era intervenuta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che aveva detto di fidarsi del ministro Nordio. La competenza della grazia non è la mia.
PETER GOMEZ: “LE NOTIZIE NON VENGONO CONSIDERATE VERE SENZA SENTIRE LA FONTE. CURIOSO”

(Da Un giorno da Pecora – Radio1) – Il comunicato della Procura Generale di Milano di oggi sulla vicenda Minetti? “In quel comunicato si scrive che non è stata fatta la rogatoria, perché non si poteva fare, e quindi non hanno sentito la testimone che noi abbiamo intervistato.
Non hanno fatto altri atti di indagine, se non appoggiandosi all’Interpol, ma hanno stabilito sulla base di indagini difensive, e di qualcuno che hanno sentito, che non è vero quello che ha detto a noi la testimone.
Curioso: in tutta la mia carriera non avevo mai visto un’indagine che si fa per stabilire se” una persona “ha detto ad un giornale o in tv delle cose vere e poi non viene interrogato”. Lo dice a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, il direttore del sito del Fatto Quotidiano Peter Gomez, ospite in studio della trasmissione di Giorgio Lauro e Nancy Brilli.
“Noi abbiamo fatto un’inchiesta per raccontare una storia. Prendiamo atto che le notizie che abbiamo raccontato non vengono considerate vere senza sentire la fonte da cui provengono. Curioso”. Quindi ora questa vicenda per il vostro giornale finisce qui? “Le inchieste del Fatto – ha concluso Gomez a Un Giorno da Pecora -, non finiscono qui”.
“né risultano segnalazioni di reato, procedimenti pendenti o coinvolgimenti investigativi in Uruguay o in Spagna a carico di Minetti e del compagno Giuseppe Cipriani.”
Quindi “se non sono stati segnalati e non hanno procedimenti pendenti o coinvolgenti investigativi”(in Uruguay e in Spagna!!!), non è vero niente…Anche B., prima di essere indagato per le cene eleganti, era ingiustamente infamato.
E ovviamente chiedono all’oste, non al cliente, se il vino è buono.
Tutto a posto.
Non arrendetevi, FQ 🙏🏻
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