
(di Marcello Veneziani) – Quale sarà la prossima novità della politica italiana, da che parte arriverà? Abortita precocemente e rovinosamente la novità Elly Schlein, sclerotizzate e imbolsite le leadership degli altri partiti, di maggioranza e di opposizione, tutto ruota intorno alla Meloni e a Mattarella. Non s’intravedono gravidanze politiche, mutamenti, nuove apparizioni. Non ci sono nozze politiche, cioè alleanze all’orizzonte e faticano a consumarsi perfino i divorzi, come quello tra Calenda e Renzi, condannati a vivere more uxorio sotto lo stesso, esile tetto. Anche a destra è impensabile, dai malumori che pur serpeggiano per un governo troppo in continuità con gli assetti preesistenti, che venga fuori un antiMeloni. E’ tutto fermo. Nello stallo si trascina la leadership di Conte nei 5 Stelle, tra sconfitte e malumori; ma di stallo, a onor del vero, si dovrebbe parlare anche a proposito della Lega o di Forza Italia dopo Berlusconi. Il resto sono spiccioli e frattaglie, ma nessun presentimento di cambiamento.
L’unica cosa che può accadere in questo contesto vischioso è la scivolata: un errore, un incidente politico, una caduta di chi governa, come vorrebbero i numerosi tirapiedi. O altra ipotesi, l’ammutinamento in qualche partito d’opposizione, a partire dal Pd, attraversato da malesseri e mal di pancia; potrebbe ingrossare la richiesta di sostituire la leader scelta in primarie suicide da un popolo ibrido, non dai dem.
Se non fosse condannato in cella d’isolamento, all’un per cento, uno contro cento, forse l’unica novità potrebbe venire da Matteo Renzi. E’ ancora troppo giovane, troppo inquieto e troppo ambizioso per considerare conclusa la sua carriera e restare a vita l’ex premier e l’ex leader, all’età di soli 48 anni. Si aggira famelico tra le rovine del centro e della sinistra, ulula minaccioso davanti alla tenda di Forza Italia, dopo i tristi eventi, è l’unico leader mobile e fluttuante.
Giocherà la sua partita sull’effetto Schlein a sinistra e sul dopo-Berlusconi al centro, cercando di trarre consensi e vantaggi da ambo le situazioni.
Nella roulette della politica dove si fermerà la pallina Renzi? Se mi permettete un’illazione, vi dico: vedrete, Renzi finirà sul versante destro. Giocando una partita speculare, a ruoli invertiti, rispetto a quella che ha giocato a sinistra. Trainò la sinistra verso il centro; domani, vedrete, sarà il centro della destra. E fa niente che il suo, più che centrismo è ego-centrismo, in questo erede di Berlusconi (senza l’empatia berlusconiana). Stavolta sarà un egocentrismo pendente verso destra? Perché ciò avvenga è però necessario che il governo Meloni subisca una forte turbolenza, per fattori esterni o interni; insomma abbia bisogno di supporti, rimpiazzi e riequilibri. Renzi potrà essere allora la sponda e il soccorso. Altri spazi di agibilità politica non ne ha. Magari sarà alleato oggi e nemico domani, nel tentativo di succhiare e drenare consensi ed ereditarne la guida. Ma l’unico suo spazio di agibilità è lì, ai confini di Melonopoli.
Con la sinistra i ponti sono saltati, con i contegrillini manco a parlarne; con entrambi c’è ormai una repulsione reciproca, un’incompatibilità irreversibile. L’unica terra vergine per lui è la sponda centrista della destra. Prima o poi approderà, e non è da escludere che la riforma del premierato, lanciata da lui e dalla Meloni, che ha via via abbandonato il presidenzialismo per lavorare a questa seconda ipotesi, alla fine sarà la prova generale, se non il test d’ingresso, in quell’area di maggioranza.
Considero Renzi il più leader dei politici presenti, e non solo per capacità di manovra e abilità di sgambetto. Eccellente comunicatore, spregiudicato condottiero, abilissimo tessitore di trame e inganni, Renzi ha anche un’attitudine al comando e una capacità di ramificazione e proliferazione in tema di nomine, occupazione e pedine che gli altri non hanno. Fa ridere la Schlein al suo paragone, non sa niente e parla tanto, per nascondere la sua ignoranza e la sua inesperienza; fa la radicale perché non sa fare politica, le mancano i fondamentali. L’unica che non teme il confronto con Renzi è proprio la Meloni, ma non perché sia simile, semmai perché sa fare un altro gioco, forte di un largo consenso e di una posizione con forte rendita politica che rispecchia una vasta area d’opinione del Paese. E contrariamente alle previsioni, la Meloni ha pure mostrato di sapersi muovere con accortezza anzi con destrezza, sia sulla scena nazionale che su quella internazionale; finora non ha fatto gaffe e scivoloni, le cose che di lei sono inaccettabili, in politica estera e non solo, sono deliberate, perfino ostentate, non sono cadute o scivoloni tattici. Gli altri sono poca roba, o roba vecchia, comunque non reggono il paragone. E altri non si intravedono, attualmente non ha rivali. Renzi è il più accorto e malaccorto dei politici, il più furbo, forse il più cattivo, ma pure il più sveglio, il più duttile, il più capace e strategicamente attivo. E’ però entrato in un personaggio, in un ruolo e in una situazione di stallo da cui non riesce ad uscire, che lo rendono il più impopolare dei leader, il più detestato e il meno votato. Non si fa volere bene, Matteo. Ma sono in tanti a riconoscergli intelligenza politica, anche se negli ultimi anni è stata rivolta soprattutto a far saltare i governi, fino a meritare la fama, come già scrissi tempo fa, di Jep Gambardella della Politica, il protagonista della Grande Bellezza che aveva il potere di far fallire le feste. Il gioco è aperto, anche alle sorprese.
(Panorama n.25)
“Considero Renzi il più leader dei politici presenti, e non solo per capacità di manovra e abilità di sgambetto. Eccellente comunicatore, spregiudicato condottiero, abilissimo tessitore di trame e inganni, Renzi ha anche un’attitudine al comando e una capacità di ramificazione e proliferazione in tema di nomine, occupazione e pedine che gli altri non hanno.”
Questo è uno di quelli che pensano che la era dote di un politico sia” saper dire menzogne e prendere per il qlo gli elettori”, come mi sono sentita dire a proposito di Renzi prima del suo gran tonfo.
In questo sicuramente anche la Meloni è grande esperta.
Solo che a destra sono meno scafati e più analfabeti che a sx… e magari se ne accorgono dopo!
Ma prima o poi la sgamano, tranquo, caro (si fa per dire) MV
…e forse, allora, ci arriverai PERSINO TU.
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Ec. la Vera dote
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No, ma per dire, per questo qui un vero leader è di fatto uno bravo a dare coltellate nella schiena e poco altro. Bravo nell’intrigo. Bravo a fregarti facendoti intendere di essere qualcun altro. Bravo a fare il furbetto, o a binsalmanizzarsi. Bello.
E poi vaticinare che finirà sul versante destro uno che a sinistra non c’è mai stato è come predire che il coniglio presto finirà fra le carote: e lo poteva scrivere solo un genio così.
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A marcè…sei in ritardo di anni!
Era di dx già prima di entrare nel PD …. padre e madre democristiani e bacia pile.Solo che bersani e company non se ne erano accorti e quindi …. solo dopo i primi danni fuggirono..ora per ritornare da quando la Lice è stato sgamato!(rinascimento)
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Ha, a modo suo, estro.
È un estroso. Un grandissimo estroso.
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😆😂🤣😆😂
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Certo perché i suoi voti serviranno per la schiforma della costituzione ma se ci sarà il referendum saranno inhiappettati dal popolo e l’ innominabile per la seconda volta …e allora dove c’è gusto non c’è perdenza👍
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Veneziano è famoso per toppare clamorosamente le analisi politiche. Sulla Meloni dice delle cose al limite del ridicolo: la Meloni, in effetti, sulla scena internazionale conta come il due di picche; vedi per esempio la deprimente scenata fatta in Libia o in Tunisia non ricordo, con la Von Der Layen e con Mark Rutte sui migranti. Addirittura l’Urlatrice seriale non ha avuto neanche il coraggio di parlare in una conferenza stampa per non essere additata al pubblico ludibrio dopo le stupidaggini che aveva combinato.
Adesso Veneziani vede in Renzi quasi quasi l’erede di B. Adesso che Renzi ormai sia approdato a destra non è un mistero per nessuno (se ne è accorto anche Veneziani, ma prima di lui i milioni di elettori che piuttosto che non votare Pd si astengono!). Ha distrutto il Pd riducendolo ad un’appendice di Forza Italia. Tutto sommato, nel caso specifico, mi auguro che Veneziani abbia ragione, nel senso che, non vedo l’ora che Renzi approdi a Destra: magari riesce a fare alla Destra quello che è riuscito a fare al Pd! Buon lavoro allo statista di Rignano!
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E quale novità ? Persino Salvini ,almeno in campo sociale con le pensioni, è più a sinistra di lui.
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Perché, quando era al governo che politiche avrebbe fatto, di sinistra? 🤣🤣🤣🤣🤣 “Una risata vi seppellirà” dentro un’urna… elettorale.
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Veneziani da amante della cultura fiorentina hai riabilitato il renzismo e i presunti pregi politici ,che al dunque, sarebbero le armi necessarie per fare un tiepido venticello nello stallo. Abbandonata l’ipotesi di un ereditiero del caimano , in quanto non arriva al suo grado spregiudicatezza e meno male, si passa al morso del ragno e ad una nuova tela che comprenderebbe l’ala centrista della destra . Certo davvero che non è arrivato ai gradi di efferatezza di Berlusconi ma dalle ultime interviste ne ha tessuto le lodi facendo capire che anche la sua pasta ha quei caratteri ; strano vecchio modo di interpretare la politica , arsenico e vecchi merletti , cambiare tutto per non cambiare nulla. E invece sono emerse nel mio cervello , delle ipotesi cioè che le alternanze di governo, a parte le fasi dei governi tecnici, sono state speculari ad un rafforzamento alternato nei territori: io governo ma ti do la possibilità di fare la mia stessa politica nei territori e con i governi di sinistra idem con la trasformazione dei beni pubblici in aziende verticistiche e labirintiche, la pubblicità come elemento di collante e il depauperamento dei territori per far crescere i colossi del cemento e della moda oltre a quelli del petrolio dai cui guadagni è scesa parte della manna di sopravvivenza mentre i lor signori si sono fatti ville piscine, aziende e capitali. Gli imprenditori , questi eterni finanziatori per misure a loro favore e appalti nella giungla dei mercati globali. Le armi e come sempre il rafforzamento della presenza americana sul territorio attraverso le basi e l’ingresso e fatizzato della loro economia , mentre la Cina invadeva, comprava e importava i suoi manufatti. Ma l’italiano? Veneziani dove lo metti l’italiano , al giogo con il capestro o in croce?
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E pensare che laVerità, prima di acquistare panorama, era nata proprio per fare le pulci, pelo e contropelo al governo Renzi e a Renzi stesso
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Ma quando andò di sera e di nascosto da papi nella villa di S.Martino,era segretario del PD, nessuno se ne accorse e nel PD il silenzio assoluto!
Dove nacque l’idea del “rottamatore”!Per arrivare in…..FI!
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Novità Renzi a destra? Bella questa.
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Al contrario di Veneziani penso e mi auguro che non verrà più il giorno dello SCIACALLO…..
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