Federico Palmaroli (Osho) hai rotto er ca**o! Bacchetta Natangelo sulla vignetta, ma dimentica la sua su Ferragni, Fedez e Rosa Chemical…

Federico Palmaroli (Osho) hai rotto er caz*o! Bacchetta Natangelo sulla vignetta, ma dimentica la sua su Ferragni, Fedez e Rosa Chemical…

(Ottavio Cappellani – mowmag.com) – Continuano le polemiche per la vignetta pubblicata dal Fatto quotidiano con protagonista il ministro Lollobrigida e sua moglie, sorella della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Misoginia? Sessismo? Ma dove? È invece evidente l’inedito ruolo di Federico Palmaroli/Osho come satiro di regime, che sentenzia, giudica, pontifica. Ma forse ha già dimenticato la sua su Chiara Ferragni e il bacio tra Fedez e Rosa Chemical a Sanremo…

AOsho sai che c’è? Hai rotto er cazzo. E stacce. Se è vero, come è vero, quanto scritto da Luca Bottura, che “la politica che spiega alla satira cosa è la satira non è mai uno bello spettacolo” è ancor più vero che la satira che spiega alla satira cosa è la satira fa un po’ cagare. Ed è proprio questa cagata che Federico Palmaroli, in arte Osho, compagno di merende della famiglia Meloni, ha giustappunto fatto in relazione alla meravigliosa – e sottolineo meravigliosa – vignetta di Natangelo, esprimendosi con tali scagazzanti parole: “La vignetta di Natangelo fa un’allusione molto grave” con un carico di “cattiveria” che “si poteva evitare”. Ma che davero davero Osho pensa che Natangelo, con la sua vignetta, stava seriamente dando la notizia che Arianna Meloni se ne sta a scopicchia’ coi neri? Maddai, certo che non lo pensa! Nessuno lo pensa, neanche Arianna Meloni per dire.

La vignetta di Natangelo e Arianna Meloni con la Sorella Giorgia Meloni
La vignetta di Natangelo e Arianna Meloni con la Sorella Giorgia

Che poi tutti a menarcela che la vignetta se la sarebbe pigliata con la sorella della Meloni in quanto sorella della Meloni e moglie di Lollobrigida, quando la verità è che di Arianna Meloni a nessuno gliene fotte una strabeatissima minchia, la moglie di Lollobrigida poteva essere chiunque, anche la mia tabaccaia o il mio gommista (che non po’ esse che Lollobrigida se sposa un gommista se je pare?), e dopo la sparata del ministro sulla “sostituzione etnica” era giusto e benedetto rappresentare la sua (o il suo) compagna/o a letto con un uomo di colore. Io avrei fatto di più, una bella gang bang con una comitiva di camionisti, col panzone, e neri, nerissimi. Che non è, ripeto non è una immagine misogina o sessista, solo i misogini e i sessisti possono reputare tale una immagine del genere che invece rappresenta rappresaglia sentimentale verso un uomo del quale non si condivide la visione, diciamo così, culturale sulla sostituzione etnica. Che poi, nella realtà, la moglie di Lollobrigida la pensi esattamente come il marito non fa altro che rendere la satira ancora più efficace. Ripeto: ma chi se ne fotte di Arianna Meloni! Fosse per me avrei disegnato proprio Lollobrigida a letto con un bel “cioccolattino superdotato”, intitolando “la sostituzione della moglie”. 

La vignetta di Osho con Chiara Ferragni dopo il bacio tra Fedez e Rosa Chemical a Sanremo
La vignetta di Osho con Chiara Ferragni dopo il bacio tra Fedez e Rosa Chemical a Sanremo

Misoginia? Sessismo? Ma dove? Tutti abbiamo apprezzato e riso della vignetta di Palmaroli nella quale la Ferragni, dopo il bacio tra Fedez e Rosa Chemical, diceva al marito: “Noo o so, fattelo pure butta’ ar culo no?”. Era una battuta omofoba? Nessuno ci ha pensato. Era satira, era una battuta divertente, com’è divertente la moglie di Lollobrigida (chiunque essa o esso sia) che si sollazza col nero mentre il marito delira di sostituzione etnica, e che poi è una rivisitazione della battuta animalista: “Mentre i vostri mariti vanno a cacciare gli uccelli, le vostre mogli gli uccelli li prendono”… e non mi pare che l’offesa sia diretta alle mogli, bensì, ovviamente, ai cacciatori. Solo la malafede può fare dire che la battuta di Natangelo sia contro Arianna Meloni, che, sinceramente, è una che passava da lì per caso e che per caso è moglie di Lollobrigida (che per caso è ministro) e che è il vero obiettivo della bellissima vignetta. Ma quello che fa più incazzare, e non solo con la politica, ma anche coi giornalisti che sono corsi a intervistarlo, è questo inedito ruolo di Palmaroli/Osho come satiro di regime, che sentenzia, giudica, pontifica: questa battuta se po’ fa ques’artra no. Sai che c’è, Osho? Ma vattela a pijia in der culo (metaforicamente e satiricamente, è ovvio). Er satirico laureato, er satirico ufficiale, ma anche no. E stacce

I meme che circolano su Federico Palmaroli (Osho)
I meme che circolano su Federico Palmaroli (Osho)

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8 replies

  1. Cappellani io lo assumerei in pianta stabile come traduttore delle vignette a Lollobrigida & camerati. Temo però che sia opera difficilissima, dal momento che quella cricca non ha nessun senso dell’ironia e nemmeno una cultura se non quella dell’ancien régime, condizione essenziale per capire, non dico un minimo concetto filosofico, ma neanche l’essenziale di un disegnino per bimbi delle elementari. Per costoro vige l’ordine gerarchico da rispettare prima di qualsivoglia operazione intellettuale: chi sta più in alto è intoccabile per definizione. Un capo non è più un capo se viene preso per il kulo! Massima che hanno interiorizzato almeno dalla Marcia su Roma in poi. Un capo va semmai esaltato. Del Duce il popolino diceva che avesse tre palle grandi così! Mentre Donna Giorgia ne ha solo due ma virtuali. Gli psicologi sostengono che soffre dell’”invidia del pene”. In compenso è cristiana (non sposata) e madre che, declamate a ritmo di rap… fanno voti. E tanto basta! Il resto sono quisquilie intellettualoidi de sinistra, da condannare!

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    • Mi permetto solamente di aggiungere una piccola riflessione a margine della citata invidia del pene…a giudicare di come certe volte si sbraita a destra quando si tocca il capo o la capa di turno, Freud si sbagliava di grosso quando attribuiva detta invidia alle sole donne.

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      • Il vittimismo e la suscettibilità alla presunta lesa maestà (maestà? Ma quale maestà…) sono la dimostrazione lampante che, nonostante il successo politico, la pesciara nera ha scarsa self-confidence (-100000€ per me!). Forse addirittura si tratta di invidia del pene?

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  2. Le vignette non sono altro che la rappresentazione in modo sintetico ciò che pensa l’autore. La differenza tra la vignetta e un effluvio di parole sta nel fatto che se scrivi quello che pensi puoi finire in tribunale per diffamazione, mentre con la vignetta puoi sempre dire che quello che la interpreta come diffamazione non ha capito una mazza perché lui, l’autore voleva solo fare ridere, perciò chi lo critica vuole censurare la satira.
    Ovviamente, gli imbecilli sinistrati sono sempre pronti a sproloquiare sul fascismo .

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  3. Natangelo legge, immagina e disegna

    FaSho prende un immagine dalla rete e/o dai quotidiani e ci scrive su:Capirai che sforzo ha fatto.

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