
(dagospia.com) – Mentre a Washington Palantir si appresta a fagocitare pure le chiavi della cybersicurezza americana, i signori della guerra algoritmica decidono che è tempo di fare una gita fuori porta a Roma. Il motivo? Oltretevere è uscita l’enciclica Magnifica Humanitas, e a quanto pare a Peter Thiel e Alex Karp sono fischiate parecchio le orecchie.
Sarà stato per quel passaggio del Papa che cita testualmente “Il Signore degli Anelli”? Un tantino millenarista, certo, ma d’altronde se battezzi la tua creatura come la pietra magica usata da Sauron per spiare la Terra di Mezzo, non puoi esattamente aspettarti che il Vaticano ti inviti a fare il chierichetto.
Feriti nell’orgoglio (o nel marketing), i tecnocrati della Silicon Valley hanno deciso di rispondere alla chiamata.
L’appuntamento per il duello — rigorosamente intellettuale — è fissato per l’11 giugno alle 14:30, nella cornice decisamente poco digitale del Salone Borromini alla Biblioteca Vallicelliana.
E se la volta precedente l’incontro, rigorosamente su invito personale e riservato a una ristrettissima élite culturale illuminata, aveva destato la morbosa curiosità dei media italiani, con pezzi e servizi dai toni misterici, per l’incontro dell’11 è stata fatta anche una grafica, anche questa riservatissima, da cui si possono leggere i nomi dei selezionatissimi oratori tra i quali il guru della tecnodestra americana Andrea Venanzoni, autore di saggi sul binomio intelligenza artificiale e politica, Dan Calinescu, “tecnoevangelista” della piattaforma digitale Carmel City,
il costituzionalista Alessandro Sterpa, dell’Università della Tuscia, passato a quanto pare dall’ufficio legislativo di Zingaretti in Regione Lazio a Thiel, Michael Severance, ricercatore del think tank religioso-conservatore americano Acton Institute, la bioeticista Giulia Bovassi, vicina a Pro Vita & Famiglia.
L’evento, dal titolo quasi ecumenico “Magnifica Humanitas. Lo sguardo della Chiesa sull’intelligenza artificiale”, è orchestrato dall’Associazione Culturale Vincenzo Gioberti. Sì, proprio gli stessi che avevano già portato Thiel a Roma a pontificare nientemeno che sull’Anticristo. Coincidenze? Noi non crediamo.
Le spie della vigilia sussurrano che Palantir si siederà al tavolo. Sarà il primo scontro frontale tra la tecnodestra americana, convinta che la pace si ottenga a colpi di droni e sorveglianza predittiva, e una Chiesa che testardamente si ostina a voler disarmare gli algoritmi.
Resta da capire cosa uscirà da quel salone: Palantir offrirà un metaforico ramoscello d’ulivo (magari stampato in 3D) o lancerà un guanto di sfida digitale al Pontefice? Di sicuro, per un giorno, la Silicon Valley proverà a spiegare a Dio come si gestisce il Paradiso dei Dati.

