“L’Italia è stata meridionalizzata”

(da La Zanzara – Radio24) – “Odio i mafiosi e ho paura dei mafiosi. Quando incontro certe persone al nord mi faccio sempre la domanda: ma non è che questo sarà un capobastone e ce ne accorgiamo dopo un po’ di tempo dai giornali? La mafia va sradicata, e lo Stato deve fare scelte radicali. Non si può fare un esercizio di civiltà coi mafiosi. Con gli altri delinquenti si può usare la civiltà e rieducarli, con i mafiosi è stupido, è un atteggiamento che non serve. Non ci vuole né la pena di morte, né il 41 bis, né carcere ordinario. Li rimettiamo in libertà dopo averli lobotomizzati”.

Lo dice l’imprenditore brianzolo Gianluca Brambilla a La Zanzara su Radio 24. “Ho il terrore dei mafiosi – dice ancora – ho paura per me e la mia famiglia. Facciamo già la castrazione chimica e adesso possiamo castrare la violenza con la chimica. Messina Denaro lo consegniamo alla sua famiglia lobotomizzato, così va in giro per il suo paese per strada completamente sedato. Deve essere neutralizzato cerebralmente, e dato ai suoi familiari. O parli ed esci, oppure vieni lobotomizzato se vuoi fare il mafioso fino in fondo. In milioni al nord la pensano come me. Noi al Nord abbiamo paura dei meridionali, e nessuno lo vuole dire, nessuno lo vuole ammettere. I meridionali li incontriamo nella pubblica amministrazione, a scuola, ovunque”.

“I meridionali – prosegue – sono diversi antropologicamente, hanno la fissazione del potere. Noi abbiamo come cifra la ricchezza, mentre i meridionali vogliono condizionare gli altri, comandare. Dire a uno terrone significa cretino, deficiente, ritardato, pirla. L’altro giorno Dolce, quello di Dolce e Gabbana, è tornato dalla Sicilia e ha detto: la mia terra è puttana, non sarei mai quello che sono se fossi rimasto in Sicilia.

Io una gelateria in Sicilia? Non lo farei mai, avrei una paura incredibile. Per fare cosa? La fine di Bramini…”. Poi attacca pure il ministro degli interni Piantedosi: “Ma non è nato a Bolzano, l’Italia è stata meridionalizzata. E’ un dramma estirpare la mafi dall’Italia perché la complicità, guarda quanta ce n’era in Sicilia per Messina Denaro…”. Aggiunge Brambilla: “Non bisogna festeggiare dopo la cattura di un latitante dopo trent’anni. Va dato il giusto tributo alle forze dell’ordine, ma il trionfalismo non ha senso. Abbiamo fatto per trent’anni una grandissima figura di merda”

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9 replies

    • Il commento cancellato era: sulla “sulla figura di shit ” sono d’accordo. 😂

      Vediamo se passa 😂😂😂con shit al posto di mer.a

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  1. “Non bisogna festeggiare dopo la cattura di un latitante dopo trent’anni. Va dato il giusto tributo alle forze dell’ordine, ma il trionfalismo non ha senso. Abbiamo fatto per trent’anni una grandissima figura di merda”

    In effetti ha ragione lui.

    Comunque, per me il problemino dell’Italia è che è nata.

    Fosse rimasto il regno delle due Sicilie, il mondo (letteralmente) sarebbe stato diverso. Senza il militarismo dei maledetti savoiardi, senza il loro protetto Mussolini e l’emulo Hitler, senza l’emigrazione di massa dei terroni in America (e quindi tra l’altro, niente Al Capone e J.Gotti) per colpa dei maledetti sabaudi.

    Ma purtroppo, le massonerie avevano deciso di fare diversamente e incaricarono un loro confratello, quello rosso di NIZZA, di fare l’impresa. Purtroppo è riuscita. Ma i sabaudi crearono oppressione e ingiustizia, altro che democrazia e progresso.

    Ed eccoci qua. Con lo stato da 150 anni in accordo con i notabili della zona, creando i presupposti per le mafie di ogni sorta.

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    • Al di là delle dissertazioni storiche sul Criminale dei Due Mondi, sui Savoia fantoccio dell’impero britannico e sulle mafie americane, su cui concordo pienamente, il babbione brambilla fa finta di non capire (o forse non ci arriva proprio) che le prime vittime dei mafiosi sono i meridionali stessi.
      L’unica paura che il babbione brambilla dovrebbe avere è quella di un meridione finalmente affrancato dalle mafie (utopia), perché in termini di territorio, bellezze naturali, imprenditorialità, eno-gastronomia, manifattura, qualità della manodopera e tanto altro, semplicemente non ci sarebbe partita. Al di là degli extracomunitari sfruttati a nero che tanti suoi simili tengono nei sottoscala delle loro fabbrichette per incrementare il fatturato alle spalle dello Stato.

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  2. Ma di chi stiamo parlando?
    Del noto idiota, razzista e PRENDITORE SCHIAVISTA Brambilla?
    Se appare in tv cambio canale per non vomitare.
    Ricordo un video in tv, in cui, ad una cena, non accortosi di essere ripreso, brindava con vini carissimi, mentre proponeva agli altri di prendere per il collo i propri dipendenti dandogli una miseria!
    Schifo assoluto.😝

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  3. Sì, è vero, l’Italia si è meridionalizzata, e purtroppo non nelle accezioni positive dell’espressione. Che sono perlomeno tante quante quelle negative. Ma avvisate il cumenda Brambilla che il fenomeno dura da almeno un secolo. Le mafie hanno iniziato a investire a Milano e Torino da ben prima dell’avvento del fascismo, periodo in cui, a dispetto di tante chiacchiere su “quando c’era Lui”, hanno ulteriormente consolidato i loro interessi a nord del Po. Dagli anni del boom economico in poi le mafie fanno affari prevalentemente tra Roma e la Padania (accento sulla “i”checché ne dica “il”Bossi). Se ciò è accaduto, evidentemente i mafiosi hanno trovato terreno fertile, e i mitici colleghi del cumenda Brambilla che colludono avranno il loro bel tornaconto, anche se non glielo sono venuti a dire. Del resto cosa vuoi andare a dire a uno che è rimasto fermo agli stereotipi antimeridionali degli anni ‘50? È troppo stupido perfino per colludere con la mafia

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  4. La mafia e la ndrangheta sono funzionali al sistema ed è per questo che i Brambilla (cognome comunissimo tra i bauscia) si possono arricchire. Se non ci fossero mafia e ndrangheta, anche gli imprenditori meridionali potrebbero lavorare e ingrandirsi facendo concorrenza ai corruttori schiavisti . Purtroppo, in Sicilia e in Calabria nessun imprenditore può diventare troppo grande perché o arriva la mafia e l costringere a pagare o a vendergli l’azienda o arriva lo stato che gli confisca l’azienda con l’accusa che se sei diventato grande non puoi che essere mafioso. Se dopo una decina di anni quell’imprenditore viene assolto e dimostra che era diventato grande nonostante la mafia, l’azienda ormai sarà fallita.

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  5. Faccio presente che il più ” grosso” processo per infiltrazioni ( eufemismo) mafiose si è svolto in Emilia.
    Nessuno si è stracciato le vesti, nessuno ha insultato, tutto è stato subito dimenticato dai media.
    Come mai? Fatevi la domanda e fatevi la risposta.
    Io.ne ho una: qui la mafia ha un volto ” “imprenditoriale e ” laureato”. E fa PIL senza omicidi in strada .
    Penso che nelle altre regioni del Nord sia lo stesso.

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