Morandi, Albano, Ranieri e i Pooh: largo ai giovani! Il festival è villa Arzilla

(DI SILVIA TRUZZI – ilfattoquotidiano.it) – Bocciati. Virtute e canoscenza. Come ormai l’intero orbe terracqueo sa, il ministro Sangiuliano, titolare della Cultura, blaterando di egemonia gramsciana con Pietro Senaldi, ha affermato che Dante è il padre del pensiero di destra. Secondo Luciano Canfora il ministro non è il primo: “Durante il fascismo c’erano vari interpreti più o meno autorevoli della profezia del ‘veltro’, che vincerà il male e lo caccerà da ogni terra, Inferno, Canto 1, verso 105. Secondo loro Dante annunciava l’arrivo di Benito Mussolini per salvare l’Italia”, racconta lo storico alla Stampa. Poi è arrivato Almirante. Ma anche il sindaco di Firenze Piero Bargellini aveva tratteggiato un ritratto “democristiano” del poeta. E ancora: “Quando il Movimento Sociale si trasformò in Alleanza Nazionale, il Secolo d’Italia cominciò ad amoreggiare con Gramsci. Sostenendo che era nazionalpopolare e quindi riconducibile anche a loro. È una forma seppure infantile di propaganda. La propaganda è importante, specie se si riferisce a personaggi famosi. Basta non prenderla sul serio”. Ecco.

La norma e la Russa. Il Presidente del Senato Ignazio La Russa spiega la sua ricetta per preparare la pasta alla Norma nel corso del suo intervento all’evento di Fratelli d’Italia in vista delle elezioni regionali in Lombardia. Ma ve li immaginate Enrico De Nicola o Meuccio Ruini, entrambi presidenti del Senato, a parlare di ricette?

Promossi

Il testimone. Durante un servizio di #Cartabianca un vicino di casa di Matteo Messina Denaro ha dichiarato: “Per me hanno fatto un errore ad arrestarlo. Per trent’anni ci hanno mangiato tutti, dopo trent’anni non è più buono”. Le dichiarazioni hanno fatto saltare i nervi (oltre che a diversi utenti dei social) perfino al mitissimo Pif, che era ospite di Bianca Berlinguer e che dal 9 gennaio è in onda dal lunedì al venerdì dopo Blob con il suo delizioso “Caro Marziano”. “Gli farei vedere la foto della bambina morta a Firenze e gli direi vaff! Mi fa più schifo di Matteo Messina Denaro. Queste persone qua mi fanno più schifo del mafioso, perché nel 2023 non è possibile”. E poi, rivolto a Bianca Berlinguer: “Mi dica il nome e cognome di questo qua e gli dico vaff! Querelami, sei senza dignità! Nel 2023 non c’è giustificazione davanti a questo atteggiamento . La gente di Castelvetrano dovrebbe uscire, essere orgogliosa e non frequentare più né Matteo Messina Denaro né questa persona che ha parlato”. E poi, terminato lo sfogo, ha chiesto perdono per i modi alla maniera di Pif: “ Mi sono coronizzato scusatemi”. Ma quando ci vuole ci vuole…

Non classificati

Quanta bella giovinezza. Saranno i Pooh i superospiti della prima serata del Festival di Sanremo, il 7 febbraio. Sul palco anche Riccardo Fogli, per una performance che, come hanno spiegato gli stessi Roby Facchinetti, Dodi Battaglia e Red Canzian, proporrà le hit della band e sarà anche “un omaggio a Stefano” D’Orazio, morto nel novembre 2020. Chi vuol essere lieto sia: la settimana scorsa Amadeus aveva annunciato l’esibizione di Albano, Morandi e Massimo Ranieri (amici di Nunzio Filogamo). Volodymyr Zelensky sarà invece ospite dell’ultima puntata (dulcis in fundo). Attenzione però: ad annunciare la presenza di Zelensky è stato non il padrone di casa, ma Bruno Vespa durante un collegamento con Domenica In. Il giornalista ha spiegato che il presidente dell’Ucraina gli ha chiesto di poter essere ospite a Sanremo (non si fa mancare nulla). Siccome è difficile che Amadeus, Gianni Morandi o Chiara Ferragni vogliano (possano?) condurre un’intervista vagamente sensata a Zelensky, o ci propineranno un video messaggio o arriverà Bruno Vespa di persona personalmente. Magari con il suo ultimo libro (gli manca giusto il Festival, per il resto l’ha promosso in ogni studio televisivo su piazza, sgabuzzini compresi).

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3 replies

  1. Non vedo il Festival di Sanremo da tanti anni. Mia moglie però in genere si sintonizza, facendo anche altro. Le chiederò almeno, so che concorderà, di spegnere la TV non appena sarà in collegamento il pagliaccio di Kiev. Un segnale forse inutile, tanto non veniamo rilevati dall’Auditel, ma che sarebbe auspicabile facessero in tanti.

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  2. Il punto più basso della RAI non è il festival Villa Arzilla, è il teatrante da due soldi, il burattino senza fili, il pagliaccio di IT. Non doveva essere ospitato in videoconferenza ma bisognava invitarlo a salire sul palco, suo habitat naturale.
    Mi serve un antiemetico 🤢🤢🤢

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