Gli italiani e la mafiagrafia

(Stefano Rossi) – Pagani (SA), i tifosi della Paganese e della Casertana, due squadre di calcio della serie D, sono venuti casualmente a contatto. Un pullman dato alle fiamme a ridosso di una casa in parte bruciata. Scene da guerriglia urbana. Chi è della zona sa che tra gli abitanti di queste due città c’è un odio atavico.

Negli anni 80, il sindaco di Pagani fu ucciso dagli uomini del bacarozzo Cutolo. Arrivavano i soldi e gli appalti per il terremoto in Irpinia. La camorra voleva gestire il fiume di danaro.

La gente non si lamenta per la presenza delle camorre ma per una partita di calcio.

La cattura del bacarozzo n. 1, MMD, rende chiara la situazione. Da giorni tutti i tg e programmi osannano, ripeto, osannano le immagini e il mito di un orco sanguinario che passa invero come eroe mafioso. I libri, le foto, i poster, le case, le cartelle cliniche, i selfie, financo il costo delle cene. I più intelligenti insistono sulla possibilità che si penta e fanno la lista delle domande da sottoporre al recluso.

Questa è pornografia, anzi, mafiagrafia! Anche la reazione smisurata delle istituzioni rende plastica la situazione: le mafie forti e rispettate, lo Stato debole e atonico.

Infatti, il bacarozzo arrestato ha goduto di molte protezioni. Lo Stato non ha avuto aiuti da parte di chi lo conosceva.

Un popolo così non ha speranze!

Ancora una volta l’Italia è rappresentata ad un festival del cinema da un film su una delle tante mafie che impestano questo Paese.

Nel 2019, a Cannes, eravamo degnamente rappresentati da “Il traditore”, nel 2022, di nuovo storie torbide del caso Moro. Nel 2023, a Berlino, veniamo rappresentati dal film “The Good Mothers”, storia di donne che per la verità cercano di uscire dalla morsa della ‘ndrangheta.

Scontata l’uscita della serie.

Come non ricordare il successo nazionale di una delle tante serie sulle mafie, “Gomorra”. A Napoli sparavano dai balconi come fosse Capodanno dalla contentezza!

Ecco, noi proprio con le mafie ci conviviamo bene. Qualcuno si arricchisce pure visto i libri e film venduti sul tema.

Di combatterla veramente non se ne parla proprio.

Forse nel prossimo secolo sempre che alla fine l’Italia non si chiami “cosa nostra”.

Mi sembra di sentire Cetto la Qualunque: “Mi è stato chiesto, se vengo eletto, cosa farò contro la mafia. Aazz…io non c’avevo pensato a ‘sta cosa”.

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