Tele-Giorgia: Meloni a rete unificate! 

Carburanti, Giorgia “chiama” i tg e fa il conclave di FdI. Furia contro i forzisti. A far infuriare la premier sono stati soprattutto i troppi servizi dei talk show Mediaset di casa Berlusconi, che negli ultimi giorni hanno spinto sull’argomento raccogliendo le lamentele dei cittadini e mandando inviati alle pompe di benzina […]

(DI GIACOMO SALVINI – ilfattoquotidiano.it) – Il video sui social in cui voleva “fare chiarezza” è stato un boomerang. Giorgia Meloni lo sa. E quindi, nel suo bunker di Palazzo Chigi, la presidente del Consiglio decide di “chiamare” il Tg1 e il Tg5 per concedere due interviste in prima serata e rispondere alle polemiche sul mancato taglio delle accise sui carburanti e sullo sciopero dei benzinai. Una mossa che dà il senso della difficoltà della premier. Le immagini delle file ai distributori per accaparrarsi l’ultimo litro prima della serrata sarebbero devastanti. A Palazzo Chigi le temono. Così, di fronte alle telecamere, Meloni rivendica la scelta politica (“avevamo 10 miliardi, abbiamo aiutato i più deboli”), ipotizza il taglio se salirà il prezzo e ci saranno maggiori entrate dall’Iva e prova a difendere i benzinai: “Non vogliamo fare lo scaricabarile, ma basta mistificazioni”. Infine accusa l’opposizione di dire bugie sul prezzo della benzina e replica a chi l’accusa di aver promesso il taglio delle accise in campagna elettorale: “Non era nel programma, parlavamo di sterilizzazione. L’opposizione ritenti”. Che Meloni sia all’angolo lo si capisce anche da un’altra frase emblematica che pronuncia alle tv nel cortile di Palazzo Chigi: “Ho paura di non riuscire a raccontare agli italiani cosa sta facendo il governo”.

Un nervosismo che rimbalza per tutto il giorno nelle stanze di governo: non si temono tanto le ricadute in termini di consensi in vista delle Regionali (preoccupazione che invece riguarda Lega e Forza Italia), quanto il timore che sia questo il casus belliche farà terminare la luna di miele tra Meloni e il Paese. Il primo di tanti: “Sarà un anno difficile”, ha già annunciato la presidente del Consiglio ai fedelissimi ricordando che a marzo il governo dovrà nuovamente intervenire contro il caro-energia (ma senza scostamento di bilancio). Così la premier proverà a fare di tutto per evitare lo sciopero dei benzinai (oggi li incontrerà) e chiede ai suoi di abbassare i toni e “coccolare” la categoria. Così parte la trafila di dichiarazioni dei fedelissimi. Inizia il ministro dei Rapporti col Parlamento, Luca Ciriani: “Non ce l’abbiamo coi benzinai ma con gli speculatori internazionali”. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari: “Le nostre norme tutelano i distributori”. Perfino Gilberto Pichetto Fratin, il ministro gaffeur di Forza Italia che ha parlato per primo di “speculazione”, difende il “diritto di scioperare”.

Ma Meloni ha anche il problema degli alleati. Che proprio sul mancato taglio delle accise avevano chiesto un intervento immediato. La premier in tv dice che “c’è grande coesione nella maggioranza” ma nelle ultime ore ha messo nel mirino Matteo Salvini ma soprattutto Forza Italia, che ieri si è fatta sentire addirittura parlando di “misure populiste del governo” (Luca Squeri a La Stampa). “Siete peggio di Fratoianni”, è stata la risposta della presidente del Consiglio ai berlusconiani di governo. Uno sfogo per le troppe uscite pubbliche di Forza Italia contro l’esecutivo.

Ma a far infuriare la premier sono stati soprattutto i troppi servizi dei talk show Mediaset di casa Berlusconi, che negli ultimi giorni hanno spinto sull’argomento raccogliendo le lamentele dei cittadini e mandando inviati alle pompe di benzina. “Tutte fake news, non è un caso che vengano da Cologno Monzese”, dicono sospettosi in FdI ipotizzando una regia politica dietro gli attacchi. Dall’altra parte se Matteo Salvini per ora tace, è stato Silvio Berlusconi a consegnare ai suoi una riflessione dura contro la premier: “La questione è stata gestita male dal punto di vista comunicativo, è il primo errore di Meloni e peserà sul consenso”. Per provare a non incappare in nuovi casi come questo, intanto, Meloni prova la contromossa: lunedì alle 12 ha convocato ministri e capigruppo di FdI per creare una cinghia di trasmissione tra governo e Parlamento. Obiettivo: evitare che sui prossimi provvedimenti si ripetano le spaccature in maggioranza. Che arriveranno presto perché sui principali dossier gli alleati sono divisi su tutto: dalla Concorrenza (ieri FI ha chiesto chiarezza a FdI) all’abuso d’ufficio passando per le nomine. “Sarà un anno difficile”, ripete Meloni.

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16 replies

  1. Si preoccupa di non turbare la suscettibilità dei benzinai ma quando si è trattato di bastonare i percettori di reddito non glie né fregato una beata minghia .Questa racconta bucie lunghe come i vagoni dei treni ma prima o poi il popolo cojotes si sveglierà e allora saranno scanzi.

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    • Il popolo bue che l’ha votata sperando in un cambiamento sta ancora dormichiando, a giudicare dai sondaggi. Vedremo..

      p.s. a proposito di Scanzi, l’ho visto debosciato ultimamente. O forse son solo io che ho (fortunatamente) smesso di seguirlo regolarmente?

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  2. Solo per curiosità. Pare che la Meloni abbia detto che nel programma di FdI non c’era il taglio delle accise…ma la “sterilizzazione” delle stesse.
    Qualcuno è in grado di spiegarmi come le sterilizzava??

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  3. Alle prime difficoltà la presunta donna forte sta già sclerando, e di brutto. Risatine isteriche, il consueto gesticolare ormai fuori controllo e anche un evidente ingrassamento. Ancora un paio di mesi e dovranno raccoglierla col cucchiaino

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    • Sono d’accordo con te. Spero solamente che anche il paese non debba essere raccolto non con il cucchiaino ma con l’aspirapolvere.

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    • Aggiungerei pure qualche lacrima che le è sgorgata, erano un segno di debolezza quando non erano le sue. Chiaro che sta sclerando, ogni problema trova un colpevole da sbattere in prima pagina ,con i pos erano le banche,ora sono i benzinai……quanto mi manca l’aplomb e l’educazione di Giuseppe Conte

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