La modernità dei brontosauri.

(Stefano Rossi) – 29 aprile 2013, Enrico Letta si era da poco insediato a Palazzo Chigi e disse alla Camera dei Deputati: “Un piano pluriennale di Ricerca e Innovazione in cui l’Agenda digitale giocherà un ruolo chiave. Verrà finanziato con project bonds. L’Agenda digitale, l’economia verde insieme all’aerospazio e alle nanotecnologie. L’obiettivo è mettere in campo una politica industriale moderna”.

Tutte b(a)elle parole.

2023, per il prossimo congresso del Pd, la Schlein chiedeva che si votasse anche online come del resto si usa in tutto il mondo civile: elezioni del presidente Usa, riunioni nelle banche, smart working, ecc., invece, Enrico Letta ha detto no. Sarà ammesso solo per i disabili, residente all’estero o lontano dai seggi.

La sua tremebonda paura di copiare il M5S è tale che preferirebbe accendere il fuoco con le pietre.

Poveretto. Egli non sa che per nessuna ragione al mondo, uno come lui, potrebbe anche solo vagamente ricordare la politica del M5S.

Neanche se ci fumassimo tutta la colla del mondo!