Giorgia Meloni in luna di miele, ma solo con l’elettorato di destra

(PAOLO NATALE – glistatigenerali.com) – Cos’è la luna di miele politico-elettorale? Lo sappiamo: è quel periodo post-voto, di lunghezza variabile, in cui una parte significativa dell’elettorato di un certo paese (o, se volete, di una certa Nazione) tende a cambiare il proprio orientamento di voto, a favore del partito, della coalizione o del candidato vincente.

Accade piuttosto spesso, specie quando la vittoria è stata una sorta di landslide, una vittoria schiacciante di una parte politica: nelle settimane successive al successo di Berlusconi, nel 2001 e poi nel 2008, i sondaggi raccontavano di quasi 10 punti in più negli orientamenti di voto per Forza Italia, con un gradimento per l’allora premier che superava il 65% degli italiani.

È una sorta di effetto bandwagon. In senso letterale il termine inglese bandwagon indica il carro che trasporta la banda musicale in una parata. Salire sul carro della banda è dunque gratificante poiché permette di condividere il centro dell’attrazione del pubblico. Salire sul carro (del vincitore) è una delle principali conseguenze del cosiddetto clima di opinione politico-elettorale, che ha un certo effetto nei sondaggi post-voto: elettori non completamente convinti della propria scelta elettorale, tendono a dichiarare (mentendo) di aver votato il partito o il candidato vincente, salendo in pratica “sul carro del vincitore”, oppure ci salgono nelle dichiarazioni di voto post-elettorali.

Non conterebbero più dunque le appartenenze, o i più stabili atteggiamenti, contano le emozioni del momento, nell’elettore “liquido”, conta il clima di opinione sempre più fluido e intercambiabile, cui il cittadino provvisoriamente si adatta, almeno finchè non ne arriva un altro a sostituirlo.

Dunque, le aspettative dell’attuale post-voto, con Meloni e il destra-centro nettamente vincitori il 25 settembre, andavano in direzione di una significativa luna di miele, almeno fino al momento in cui verranno al pettine tutti i problemi irrisolti nel nostro accidentato paese, tra un paio di mesi.

Ma così non è stato. O meglio, c’è stato sì un movimento significativo di voti e di fiducia verso Fratelli d’Italia e la sua leader, ma quel movimento è sostanzialmente tutto all’interno della sua area politica. L’incremento di 4-5 punti percentuali del partito di Giorgia Meloni è la conseguenza diretta dell’ulteriore tracollo degli altri partiti dell’alleanza: Forza Italia perde altri 2 punti nell’ultimo mese, mentre la Lega lascia oltre un punto percentuale, senza che Fratelli d’Italia né l’attuale premier riescano a convincere, se non in misura alquanto ridotta, gli italiani che non si sono recati alle urne o hanno preferito altre scelte elettorali.
Se dunque il principale partito di governo cresce fagocitando gli elettorati “amici”, gli altri elettori restano ancora in attesa di capire se e quanto il passaggio tra Draghi e Meloni abbia reso il nostro paese più affidabile, sia nel programma economico che nel rapporto con il mondo internazionale.

7 replies

  1. da ex elettore , iscritto, molitante, piccolo dirigente di sinistra da una vita (da due tornate elettorali astenuto) dichiaro che la maggior parte di elettori di sinistra sono affetti ancora da ideologite.

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  2. Sono contento che abbia vinto pur disprezzandola profondamente.
    Non è un controsenso il mio.
    Nei prossimi 3/4 mesi verranno a scadenza tante cambiali, elettorali e di bilancio, con una crescente povertà da contrastare.
    Considero la sua presa di potere in queste condizioni socio-economiche un regalo insperato per togliersela definitivamente dai piedi in modo plateale e fragoroso.
    Vediamo quanti miliardi, tanto per cominciare, saranno in grado di perdere sui fondi UE assegnati con il PNRR.
    Il capitone sciacallo ministro delle infrastrutture è un ruolo degno del Teatro dell’Assurdo.
    Vederlo tutto impettito, incravattato, con gli occhiali da finto intellettuale, entrare a grandi falcate nel suo ministero tra ali di microfoni e telecamere mi provoca tanta ilarità e irritazione.
    Nella sua borsa immagino ci sia qualche batteria di scorta per i device e pagnotte, formaggi, porchetta, mortadella, crudo e salumeria assortita.
    Come al solito usa il ruolo per dettare l’agenda al resto del governo. Con una siccità che ha esaurito le riserve idriche, con perdite nella rete di acquedotti fino al 50%, LVI ha deciso che la priorità sarebbe il Ponte sullo Stretto di Messina.
    Con quel suo ghigno strafottente ignora le necessità del trasporto pubblico locale, su gomma e ferro. Ignora le necessità di deviare il traffico merci dalla gomma al ferro Ignora la messa in sicurezza delle Autostrade e delle strade Statali.
    Continua .ad avallare il deperimento delle ex strade provinciali oramai diventati degli sterrati.
    Dopo l’innalzamento del tetto all’uso del contante passerà alla flat tax, all’abbassamento dell’età della pensione in combinato disposto al tglio del RDC.
    Tutto questo attivismo o porterà a disintegrarsi insieme alla socia fasciocoatta e alla mummia mafiosa e piduista.
    Perchè non dovrei essere allegro?

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  3. JB capisco il tuo livore ma se perderemo tanti soldi de pnrr, l’Italia sarà allo sfacelo!! E poi manderemo di nuovo Conte a farseli ridare? Una prossima volta non ci sarà, anche se sarà Conte a chiederli! Siamo nella 💩.. punto…..

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  4. Il grande Montenelli sosteneva:
    “Io voglio che vinca, faccio voti e faccio fioretti alla Madonna perché lui vinca, in modo che gli italiani vedano chi è questo signore. Berlusconi è una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, Berlusconi anche al Quirinale, Berlusconi dove vuole, Berlusconi al Vaticano. Soltanto dopo saremo immuni. L’immunità che si ottiene col vaccino”.
    ma è dal ’94 che questo vaccino non funziona… e sono 28 anni di vaccini e lo troviamo ancora con le mani sul MISE, Editoria e Giustizia.

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  5. La verità è che gli italiani sono tutti chi in un modo e chi in un’altro dei piccoli berlusconi è tempo di dirselo apertamente

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