Gas a peso d’oro? Ringraziamo le privatizzazioni

Quando Eni ed Enel erano pubbliche, i prezzi dell’energia non subivano le oscillazioni del mercato. Così iniziò il miracolo economico degli anni Sessanta. Ucciso dal sistema predatorio neoliberista

(Paolo Maddalena – tpi.it) – Quando l’Italia era governata da uomini di alto livello politico, per i quali tutelare l’interesse del Popolo, e cioè di tutti i cittadini, significava soprattutto emanare leggi conformi alla Costituzione, che di quegli interessi era espressione, la filiera della produzione, trasporto e distribuzione del “gas” e dell’ “elettricità”, era stata nazionalizzata ai sensi dell’articolo 43 della Costituzione, divenendo oggetto della “proprietà collettiva demaniale” del Popolo, e così sottratta alle variazioni, continue e imprevedibili, dei prezzi di mercato.

La gestione di detta filiera fu affidata, a due Enti pubblici economici: l’Eni e l’Enel, i quali non dovevano accumulare profitti, ma solo coprire l’ammontare dei costi, vendendo il loro prodotto a “tariffa”, il cui ricavato era comunque fonte di guadagno per lo Stato. E l’Italia, posti al sicuro questi due fattori di sviluppo dell’intera economia, viaggiava tranquilla sulla via del progresso economico, pervenendo a quello che fu definito il “miracolo economico italiano” degli anni sessanta”.

Sennonché, agli inizi degli anni novanta del secolo scorso, qualche mente bislacca ha sostenuto che tutto dovesse essere messo in concorrenza sul mercato generale, in modo da far godere a ognuno beni migliori a prezzi più bassi. Una vera idiozia, alla quale tuttavia la politica nostrana, anche perché pressata dall’idea di dover entrare nell’Unione europea e, quindi, nella zona euro, vi dette credito, senza pensare che questa opportunità era stata studiata a tavolino, al fine di sostituire il sistema economico di stampo keinesiano, che avvantaggiava tutti, secondo i canoni dell’”eguaglianza” (art.3, comma 2, Cost.) e della “solidarietà politica, economica e sociale” (art. 2 Cost.), per sostituirlo con un ben diverso sistema ispirato al pensiero neoliberista, che avvantaggiava i ricchi, sia che fossero persone singole, sia che fossero Stati.

Eppure si sapeva che questo diverso sistema economico, predatorio e eversivo, era stato fatto proprio dalla P2 di Gelli, il cui “programma”, era stato redatto da Francesco Cosentino e conteneva le norme e i principi di questo nuovo sistema. Norme e principi spesso fedelmente seguiti dai nostri stessi governanti.

Sta di fatto, comunque, che Eni e Enel furono “privatizzati”, cioè trasformati da Enti pubblici economici in SPA, nel 1992, dal Governo Amato, dopo che Draghi, il 2 giugno 1992, a bordo del panfilo Britannia della Regina Elisabetta, che recava a bordo cento delegati della City londinese, aveva dichiarato di aver bisogno di un forte aiuto politico per privatizzare l’economia italiana. E fu il cosiddetto “decreto Letta” (decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164) che “liberalizzò” : la produzione, il trasporto e la distribuzione del gas, in modo che questo importante prodotto servisse più agli interessi degli operatori del settore, anziché all’economia nazionale.

Si deve poi al cosiddetto “decreto Bersani” (decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79) la “liberalizzazione” dell’energia elettrica, la quale fu realizzata, per evitare monopoli, attraverso la suddivisione del ciclo dell’energia nelle fasi della produzione, trasmissione, servizi di dispacciamento e distribuzione, in modo da imporre la separazione societaria tra gli operatori del settore. E su questa strada ha proseguito il decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 210, relativo al tema della distribuzione.

Insomma, non ostante i danni evidentissimi che ha prodotto, il sistema economico neoliberista sembra destinato a durare, distruggendo l’economia e la stessa struttura degli Stati economicamente più deboli, come l’Italia.

Occorrerebbe un cambio di sistema, ma tutti i partiti che più frequentemente appaiono in televisione non appaiono propensi a farlo. C’è soltanto una coalizione, quella dell’Unione Popolare, guidata da De Magistris, che ha scritto nel proprio programma di essere contraria alle privatizzazioni e al pensiero unico dominante del neoliberismo. Soltanto una affermazione di quest’ultima potrebbe davvero preludere a un effettivo cambiamento.

31 replies

  1. Io , contrario a queste privatizzazioni, voterò Unione Popolare.
    La maggioranza degli italiani, che in materia la pensano come me, voteranno PD,, FI, Lega, FdI o rantumaglia varia che di questo disastro sono responsabili.
    Quale logica controversa, incomprensibile (per me) si sarà impossessata del cervello degli italiani? Tanta materia di studio per psichiatri…

    "Mi piace"

  2. mi ricordo molto bene le privatizzazioni di ENI e ENEL, era un continuo martellamento a tutte le ore e le salse, i contrari erano un numero sparuto, ed usati dalla comunicazione per far vedere quanto erano retrogadi, anti-economici ed anti progresso, quasi dei cavernicoli.
    L’era delle privatizzazioni era presentata quale età dell’oro futuro, benessere per tutti a prezzi bassi.
    A quel tempo si doveva passare per la banca per investire, il consulente ogni volta che lo contattavo mi proponeva l’acquisto di questa o quella offerta pubblica, non ho mai aderito e non me ne sono mai pentito.
    Alcune aziende pubbliche erano una vera emorragia di denaro, ma questo era soprattutto dovuto alla politica cialtrona e corrotta, si doveva procedere con molta circospezione e valutazione caso per caso, ma la febbre della privatizzazione aveva colpito tutti, chi non si adeguava veniva corrotto o espulso. Cosa ha spinto Prodi a vendere l’Alfa Romeo alla Fiat, invece che alla Ford?

    "Mi piace"

    • L’Iri vendette Alfa Romeo alla Fiat per ordine del Governo Craxi (tramite Giuliano Amato), motivando che doveva rimanere in Italia (la cosiddetta “italianità”) anche se la Ford pagava di più.

      "Mi piace"

      • @adriano58 No, non mi fido. Ti dico la mia, per quel che può valere (niente o quasi): hanno venduto l’Alfa Romeo alla Fiat perché l’azienda torinese (come tutte le altre che c’erano all’epoca, vedi la Olivetti) garantiva il pagamento delle tangenti ai partiti politici, la Ford no (o comunque ne garantiva meno).

        "Mi piace"

  3. ANCHE IL MOVIMENTO 5 STELLE È SEMPRE STATO CONTRARIO ALLE PRIVATIZZAZIONI, STO SPOT ELETTORALE A DE MAGISTRIS ANCHE NO, GRAZIE.

    "Mi piace"

  4. Se nel 1992 ci sono state le privatizzazioni è anche perché lo Stato non aveva più soldi, a causa di decenni di politica economica “farfallona” condita di corruzione (scoperta da Mani pulite). Mai dimenticarlo.

    "Mi piace"

    • Ma, Ma, ma, ma
      c’erano anche allora degli “asset” attività ed aziende strategiche, tipo le infrastrutture e l’energia.
      Diciamo che la stagione delle privatizzazioni è stata un’orgia incestuosa tra industriali e finanzieri con le pezze al culo, i partiti e i direttori generali dei vari ministeri comprese varie agenzie, appena nate e chi doveva controllare, es. Banca d’Italia ecc.ecc.
      le porte erano molto girevoli.

      "Mi piace"

  5. Qui a Cagliari, M5S, Leu e Unione popolare organizzano incontri preelettorali ASSIEME, precostituendo, in pratica, una sorta di campo progressista, SENZA IL PD.

    "Mi piace"

  6. Minimo intraday del gas quotato a 182€ il Megawattora. Per ora.
    Io tendo a diffidare degli stregoni del giorno dopo, completamente digiuni delle dinamiche speculative. Ora si sta impostando al ribasso e addio a rendite da campagna elettorale tarate sull’Armageddon economico imminente.

    Piace a 1 persona

  7. ” 7 agosto 1962, con questo cablogramma “confidenziale” inviato al Ministero dell’Energia, il Regno Unito viene informato di una conversazione tra un pezzo grosso dell’industria petrolifera ed Enrico Mattei in cui il fondatore dell’ENI dice:

    “Ci ho messo sette anni per portare il Governo verso una “apertura a sinistra”. Posso dirti che ce ne vorranno meno di sette per far uscire l’Italia dalla NATO e metterla alla testa dei paesi neutrali”.

    A Londra sono preoccupati, Mattei è visto come “un manager tosto e un uomo potente e pericoloso […] nelle condizioni di fare gran bene o gran male all’Italia”. Un leader quindi, che col suo incoraggiare i paesi più poveri all’autarchia energetica minaccia direttamente gli interessi del cartello anglo-americano delle multinazionali del petrolio e del colonialismo britannico in Maghreb e Medio Oriente.
    Al ministero dell’Energia non perdono tempo e scrivono al Foreign Office: “L’Eni sta diventando una crescente minaccia agli interessi britannici. Ma non dal punto di vista commerciale […] La minaccia dell’Eni si sviluppa, in molte parti del mondo, nell’infondere una sfiducia latente nei confronti delle compagnie petrolifere occidentali”.
    Il ministero degli Esteri di Sua Maestà informa l’intelligence: “Fino a che punto l’Eni dipende dal petrolio russo? […] È possibile distinguere tra le attività dell’Eni e gli interessi italiani? […] Siamo in grado di affrontare il problema della virulenta propaganda di Mattei contro l’imperialismo e contro le compagnie petrolifere?”

    81 giorni dopo quel cablogramma Enrico Mattei viene ucciso in un attentato. Era il 27 ottobre 1962. Regnante Elisabetta II di Windsor.”
    Di Antonio Di Siena

    Pare che in Italia parlare di energia e di uscita dalla Nato siano argomenti esplosivi……

    "Mi piace"

  8. Quando leggo accuse GRATUITE al processo di privatizzazione e successive liberalizzazioni dei mercati monopolistici protetti mi sale il crimini.
    Erano decisioni che andavano prese. Diverso è l’uso politico che ne fi fatto da una classe politica inetta, ignorante, incapace e corrotta, quale fu ed è quella berlusconiana.
    Il voto di scambio elettorale in cambio di posti di lavoro in aziende decotte lo dimenticate o non lo avevate vissuto?
    Era lo Stato, cioè TUTTI I CITTADINI,COMPRESE LE VITTIME ONESTE, a dover intervenire ogni anno a ripianare le perdite.
    FS aveva un casellante per ogni km di strade ferrate ed equipaggi di 3 persone per ogni treno locale composto da 1 o 2 carrozze.
    Alla fine la società arrivò quasi sull’orlo del fallimento e lo Stato, nuovamente, si fece carico del personale in eccesso col metodo più semplice e veloce, PREPENSIONANDO.
    Me li ricordo alcuni baby pensionati poco più che quarantenni, con una sostanziosa rendita vita Natural durante.
    L’Alfa Romeo ricordava la VAZ sovietica, con progetti di modelli vecchi di 10 anni e nessun investimento su motori innovativi adatti alle nuove marmitte catalitiche.
    Dopo la privatizzazione Telecom competeva in dimensioni con altri monopolisti nazionali come BT, DT, FT conquistando velocemente quote di mercato in Europa. Un suo manager, Vito Gamberale oggi proprietario del fondo infrastrutturale F2I, aveva inventato le schede prepagate per le cabine telefoniche e con la stessa logica investì pesantemente nella rete GSM e nei telefoni ricaricabili con schede.
    Poi arrivarono gli speculatori bresciani amici di D’Alema e Tronchetti Proverà benedetto da Berlusconi con la legge sul leverage, che gli permise di trasferire sulla preda Telecom i debiti contratti dalla scatola finanziaria vuota usata per scalarla, fondendole. Fu così che cominciò il declino di TIM ritrovatasi con oltre 30 miliardi di Euro di debiti.
    Però i fondi raccolti con il primo lotto di azioni quotate furono usati per iniziare a cablare l’Italia con la fibra ottica, 25 ANNI FA.
    ENEL fu costretta ad aprirsi alla concorrenza, ma oggi è ancora leader in Italia, in Spagna perché ha comprato Endesa, la sua omologa locale e controlla gran parte delle società elettriche del Sudamerica, un colosso mondiale.
    La nuova Pignone di Firenze,acquisita da General Electric, ne è diventata l’hub mondiale nella produzione di turbine a gas e nell’idroelettrico, triplicando dimensioni e personale, tutto specializzato.
    Però siete nostalgici dei fasti del pentapartito e delle sue devastazioni sul bilancio pubblico con debiti che ci trasciniamo da allora fino ad oggi, con politici sciacalli padani che insistono per aumentarli.
    Ogni anno lo stato doveva ripianare le perdite immettendo dai 30 ai 50.000 miliardi di Lire. Contraendo nuovi debiti in una spirale inflazionistica che toccò il 15% l’anno e tasso di sconto da applicare a mutui e titoli di stato alla stessa cifra.
    Io quando mi approccio ai numeri preferisco conoscere la materia invece che abbandonarmi a slogan ignoranti. Figli di Dibba.

    "Mi piace"

    • Infatti, la differenza che passa, in generale, tra l’efficienza privata e la pacchia pubblica è la stessa che passa tra la ex Germania dell’Ovest e la ex Germania dell’est.

      Chi ha orecchi per intendere …

      "Mi piace"

    • JB raccontaci la storia della privatizzazione di Autostrade per l’Italia.
      Racconta le gare pubbliche che sono state fatte per vendere le varie aziende statali, se c’è stata un’asta o se se le sono accapparate i pescicani con la complicità politiche e di apparati dello stato.
      Raccontaci perchè Draghi dopo le privatizzazioni, è passato a Goldman Sachs.
      Raccontaci la storia di Alitalia.
      La Nuovo Pignone, che citi continuamente la rivoluzionò l’ENI grazie a Mattei, senza l’intervento dell’ENI, sarebbe stata liquidata.
      General Elettric era un concorrente che si comprò una azienda più forte, aveva un portafoglio ordini di ben 5mila miliardi di lire ed era una delle poche società dell’Eni profittevole.
      E’ stato Franco Bernabè a volerne la vendita.

      "Mi piace"

      • Io ero tendenzialmente contrario a privatizzare un monopolista senza possibilità che avesse un concorrente come Autostrade.
        Lo stesso vale in parte per le municipalizzate muti-utility. Sono solo il rifugio di politici trombati che campano dei gettoni di presenza nei CDA o con ruoli da dirigente, dove possono pavoneggiarsi dei risultati raggiunti. Ma almeno su corrente, acqua, telefonia esiste la possibilità per l’utente di guardarsi attorno scegliendo i concorrenti.
        Sulla nuova Pignone citi Mattei, ammazzato in volo nel 1962. E finanziariamente parlando, la scelta di venderla fu giusta, perchè permise alla capogruppo di espandere il suo business all’estero, sia come contractor nella ricerca di pazzi e giacimenti di gas, che di distributore. Diventando la QUINTA società al mondo nel settore petrolifero per capitalizzazione.
        Ti chiedo, dopo le liberalizzazioni dei mercati protetti di ex monopolisti, come Telecom, le tariffe per gli utenti, nel mobile e nel fisso, sono scese o aumentate?
        I biglietti dei treni veloci, dopo l’apparizione di Italo come concorrente delle Frecce, sono aumentati o diminuiti?
        Devo per forza difendere i posti fissi di lecchini parassiti o da cittadino, utente e consumare, posso sfruttare le occasioni di risparmio?

        "Mi piace"

      • a vendere La Nuovo Pignone è stato Bernabè per fare soldi, l’azienda era già una delle più importanti al mondo, occorreva proprio venderla ad un concorrente???
        Non è un esempio corretto di privatizzazione, ma di acquisizione corsara.
        Le liberalizzazioni sono state le benvenute, anche se con molto ritardo, un forte incentivo affinché ci fosse concorrenza sulle tariffe, ed una spinta a nuove attività, ma molti monopoli erano privati con contratti vergognosamente sfavorevoli per il cittadino.
        Ma si è fatto tutta di un’erba un fascio senza discernimento, dove alcuni benefici sono stati schiacciati da clamorosi fallimenti.
        Chi doveva controllare è stato corrotto e spesso era colluso, la politica è stata usata per scopi privati., i cittadini male informati.

        "Mi piace"

  9. Mi chiedo perché non sia passato il mio commento che contesta questo articolo.
    Indirizzo politico unidirezionale del blog?

    "Mi piace"

    • “Jerome B.
      26 agosto 2020 alle 23:40
      @SOMARO CRIMINALE NEGAZIONISTA.
      Porto buone nuove per gli idioti come te.
      Come mai la moderazione non è intervenuta?
      Che bimbminkia INGENUO che sei!!!!
      Ma l’hai capito o NO che non esiste alcuna moderazione ma i commenti vengono filtrati attraverso determinati algoritmi?
      Io so come scansarli.
      un ignorante NO. Ed è capitato che per la fretta, essendo impegnato in altro, abbia proceduto con qualche parola tabù.
      Ma alla fine… ki se ne fotte.
      Eccoti un fiorino e usalo per comprarti roba forte con cui dimenticare le umiliazioni che ti infliggo”.

      Ah ah ah ah ah!

      https://infosannio.com/2020/08/26/di-maio-il-sabotatore-degli-stati-generali-sara-il-responsabile-della-scissione-del-m5s/

      "Mi piace"

      • Se fossi stato veramente convinto che quanto sostenuto due anni fa, quando mi davi del 3im30minkia INGENUO che credeva ci fosse una moderazione, corrispondesse a verità, non avresti scritto “Mi chiedo perché non sia passato il mio commento che contesta questo articolo. Indirizzo politico unidirezionale del blog?”, perché avresti dovuto sapere con certezza che bastava aspettare, invece di piagnucolare come un piccolo fiammiferaio qualiasi.

        Inoltre, visto che tu sai come scansare gli algoritmi (e si vede… ahahah), mentre gli ignoranti no, prova a scansare questa:

        PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR!!!

        "Mi piace"

  10. Quando leggo accuse GRATUITE al processo di privatizzazione e successive liberalizzazioni dei mercati monopolistici protetti mi sale il.l colesterolo fino al cuore.
    Erano decisioni che andavano prese. Diverso è l’uso politico che ne fu fatto da una classe politica inetta, ignorante, incapace e corrotta, quale fu ed è quella berlusconiana.
    Il voto di scambio elettorale in cambio di posti di lavoro in aziende decotte lo dimenticate o non lo avevate vissuto?
    Era lo Stato, cioè TUTTI I CITTADINI, COMPRESE LE VITTIME ONESTE, a dover intervenire ogni anno a ripianare le perdite.
    FS aveva un casellante per ogni km di strade ferrate ed equipaggi di 3 persone per ogni treno locale composto da 1 o 2 carrozze.
    Alla fine la società arrivò quasi sull’orlo del fallimento e lo Stato, nuovamente, si fece carico del personale in eccesso col metodo più semplice e veloce, PREPENSIONANDO.
    Me li ricordo alcuni baby pensionati poco più che quarantenni, con una sostanziosa rendita vita Natural durante.
    L’Alfa Romeo ricordava la VAZ sovietica, con progetti di modelli vecchi di 10 anni e nessun investimento su motori innovativi adatti alle nuove marmitte catalitiche.
    Dopo la privatizzazione Telecom competeva in dimensioni con altri monopolisti nazionali come BT, DT, FT conquistando velocemente quote di mercato in Europa. Un suo manager, Vito Gamberale oggi proprietario del fondo infrastrutturale F2I, aveva inventato le schede prepagate per le cabine telefoniche e con la stessa logica investì pesantemente nella rete GSM e nei telefoni ricaricabili con schede.
    Poi arrivarono gli speculatori bresciani amici di D’Alema e Tronchetti Provera benedetto da Berlusconi con la legge sul leverage, che gli permise di trasferire sulla preda Telecom i debiti contratti dalla scatola finanziaria vuota usata per scalarla, fondendole. Fu così che cominciò il declino di TIM ritrovatasi con oltre 30 miliardi di Euro di debiti.
    Però i fondi raccolti con il primo lotto di azioni quotate furono usati per iniziare a cablare l’Italia con la fibra ottica, 25 ANNI FA.
    ENEL fu costretta ad aprirsi alla concorrenza, ma oggi è ancora leader in Italia, in Spagna perché ha comprato Endesa, la sua omologa locale e controlla gran parte delle società elettriche del Sudamerica, un colosso mondiale.
    La nuova Pignone di Firenze,acquisita da General Electric, ne è diventata l’hub mondiale nella produzione di turbine a gas e nell’idroelettrico, triplicando dimensioni e personale, tutto specializzato.
    Però siete nostalgici dei fasti del pentapartito e delle sue devastazioni sul bilancio pubblico con debiti che ci trasciniamo da allora fino ad oggi, con politici sciacalli padani che insistono per aumentarli.
    Ogni anno lo stato doveva ripianare le perdite immettendo dai 30 ai 50.000 miliardi di Lire. Contraendo nuovi debiti in una spirale inflazionistica che toccò il 15% l’anno e tasso di sconto da applicare a mutui e titoli di stato alla stessa cifra.
    Io quando mi approccio ai numeri preferisco conoscere la materia invece che abbandonarmi a slogan ignoranti.
    Sperando che venga pubblicato.

    "Mi piace"

  11. Antropologicamente parlando:

    Evidentemente il piano Marshall doveva seguire dei canoni ben precisi.
    L’italia a quell’epoca era il paese
    del patto atlantico confinante col
    l’altro blocco, quindi altamente strategico,
    e super “armamentato” , ancora oggi,
    per cui, diciamo, molto assistito economicamente e non solo,
    pilotato politicamente, (vedi strategia della tensione…. ).
    Dopo il disfacimento dell’URSS, siamo decatutti ai piani più bassi negli interessi della geopolitica degli yankee,
    infatti il nostro ruolo lo assunsero paesi come la Polonia, confinante con la PREDA AGONIZZANTE della confederazione Russa.

    “Sennonché, agli inizi degli anni novanta del secolo scorso, qualche mente bislacca…”

    direi TUTTOCALCOLATO!

    Oggi siamo CANNIBALIZZATI da RAZZE
    colonizzatrici che,
    non fanno altro dalla notte dei tempi!

    LA SHELL MI CHIESE DI ALZARE I PREZZI

    GLI RISPOSI CHE IN ITALIA DECIDIAMO NOI

    POCO DOPO SCOPPIO
    UNO PNEUMATICO
    ALL’ AEREO DOVE VIAGGIAVO ma NON AVEVAMO LA RUOTA DI SCORTA

    PRIMA MI CHIAMAVO ENRICO,
    DOPO fu!

    p. s. tutto vero quanto riportato dalla
    Signora Maddalena,
    e dirò di più,
    è stato esaustivo e convincente,
    tant’è che, io voterò per Gianni Morandi

    "Mi piace"

  12. FOrse sarebbe il caso di rileggersi quanto Engels scrisse in “Stato e rivoluzione” nel 1917.
    Vedendo che i grandi organismi di comunicazione (poste, telegrafi, ferrovie) venivano ovunque statalizzati, interpretava il fenomeno più o meno così: se per consentire al capitalismo stabili condizioni di cornice per il suo sviluppo, lo Stato non può fare a meno di assumere in prima persona la direzione di questi settori, esso non sta solo rafforzandosi, si sta anche auto-sepellendo.
    IL suo agire significa sia “progresso economico in senso capitalistico” ( il capitale, soprattutto ai tempi, necessitava di servizi efficienti e gratuiti) , sia il gradino preliminare affinchè la società stessa tutta si impossessi di tutte le forme produttive.
    Come si sa Lenin estremizzerà il concetto.

    Ma con Carter e poi con Regan iniziò il processo di deregulation mondiale: la privatizzazione, la precarizzazione del lavoro, la riduzione delle tutele sociali.
    I grandi organismi statali dovevano subire la competizione del Mercato, dovevano, esattamente come una industria, “rendere”.
    Si continuò con l’ energia, la scuola, la sanità…
    I dipendenti statali, un tempo orgogliosi di far parte dello Stato e dignitosamente pagati e considerati (gran parte della classe media , con le loro famiglie), ora sono demotivati e stanchi: devono quasi giustificarsi, vergognarsene.
    Controlli zero, dirigenti nominati dalla politica, soldi pochi, tecnologie obsolete ( e personale non in grado di avvalersene), collocamento di amici, parenti, clientes dei politici di ogni risma (nessun partito escluso…), continui cambi di organizzazione (ogni Ministro ci mette del proprio) e ciò che è statale non funziona più.

    Ben pubblicizzati escono libri che mettono in risalto il magna-magna (non a caso targati Corrierone: Rizzo e Stella), se ne parla ovunque.
    L’ odio, come si desiderava, si mette in moto . Soprattutto degli “imprenditori” impovvisati di epoca berlusconiana del “miracolo NOrdEst” che prima si vantavano di “valere perchè rischiano in proprio” e poi non ce l’ hanno fatta – neppure a prendersi uno straccio di impiego pubblico…
    E qui siamo arrivati: tutti cornuti e tutti mazziati.
    Ma una volta che l’ odio si mette in moto ed i frustrati sono tanti… “lassù” si fregano le mani: missione compiuta.

    "Mi piace"

      • No, no, volevo proprio dire Engels, , ma avavo già in mente il Lenin di cui ho parlato dopo, quello di Stato e Rivoluzione, appunto.
        Ovviamente Engels era già morto. Citavo a braccio e l’ ora notturna non aiuta, tra una chat e l’ altra.
        Sono andata a controllare nella edizione che ho delle Opere ( Editori Riuniti 1974) d il concetto è espresso a pag 267 XXV.
        Mi scuso.

        Piace a 1 persona

  13. Lo sapete che il “programma di riarmo” approvato da parassiti che rubano 15.000 €/mese costerá ad ogni italiano 101 €, pensionati al minimo compresi ?

    "Mi piace"