Il festival dei candidati alla sagra dell’ipocrisia

(Dott. Paolo Caruso) – Mentre ormai speditamente ci si avvia al 25 settembre, giorno delle consultazioni politiche, e per la Sicilia quelle del rinnovo del parlamento regionale, un senso opprimente di ipocrisia circonda le scelte dei partiti e i comportamenti pubblici dei leader politici. Il centro destra che dice di essere una forza coesa e unita in effetti non riesce a nascondere le crepe presenti all’interno della coalizione riuscendo però a fare una campagna elettorale da nemici e contemporaneamente da promessi sposi. Una pantomima che coinvolge in egual misura tutti i partititi della coalizione di centro destra della quale probabilmente pagheremo le conseguenze nei prossimi anni. Anche perché questo ultimo periodo ha mostrato la totale perdita di centralità del Caimano di Arcore, incapace di determinare la linea degli alleati e di dare un forte apporto programmatico alla stessa coalizione. Così i berlusconiani appaiono quasi marginali nelle scelte operate dagli alleati fascio leghisti e nel futuro organigramma di governo. La “fascio pesciaiola” della Garbatella forte dei sondaggi riesce anche a rabbonire le pretese del “Cazzaro verde” che sembra incartatosi sul discorso monotematico degli immigrati. Il PD di contro non avendo orizzonti programmatici illuminati e appiattitosi su politiche neo liberiste sfrutta l’esistenza di un nemico “brutto, sporco, e cattivo”, rinverdendo i vecchi arnesi dell’antiberlusconismo di facciata e dell’antifascismo. A tal proposito meritatissima la conferma dell’immarcescibile “compagno” Casini che da 39 anni solca il parlamento italiano rappresentandoci “degnamente” e sfornando proposte e leggi salva Italia sempre ad esclusivo interesse delle lobby e mai dei lavoratori. Gli Italiani e soprattutto i cittadini di Bologna di sicuro avrebbero manifestato il proprio dissenso se la segreteria PD non lo avesse incluso in un collegio sicuro come quello della città Felsina. Confermando la linea trasparente di partito progressista il PD ha perfino offerto poltrone e alleanza all’ultima imbarcata di transfughi, “Impegno civico” di Tabacci e dell’Ogm (organismo geneticamente modificato) Di Maio.  E l’Italia intera come avrebbe fatto senza i centrini di Toti e Lupi, e ancora peggio senza il grande piccolo centro del duo più falso d’Italia, il Superbone di Azione e il “Cazzarabo do Riascimento”, al secolo il “Bomba” di Rignano sull’Arno, leader di “Italia Morta” un microcosmo politico del 2%? Ora dopo la bufera degli ultimi giorni nei partiti pare regnare la calma, anche se il fuoco delle polemiche sembra ancora non essersi spento e le minacce, gli abbandoni, le vendette incrociate tra i capi corrente tardano a placarsi. Del resto i partiti si ripresentano con i soliti vizi del passato, con candidati vecchi volponi stagionati come La Russa, Gasparri, Bonino, Berlusconi, Casini, Tabacci, la stessa Meloni, tanto per citarne alcuni, che privi di radicamento territoriale rappresentano veri e propri specchietti per le allodole, o peggio ancora con personaggi noti solo alle cronache giudiziarie. L’agone fuori dal “palazzo” riapre con tanto schiamazzo, ma con le piazze, terminali da sempre dell’impegno politico, semivuote, svuotate da qualsiasi sentimento ideologico e di credibilità, mentre ai soliti contendenti della politica nostrana si associano come da tradizione i commenti delle tifoserie giornalistiche nazionali sempre più servili al potere. Così in questa atmosfera i partiti e i loro leader provano a scaldare “i motori” della politica in vista delle prossime consultazioni con programmi che mostrano i segni trentennali della ripetitività, costellati da vaghe promesse e da progetti difficilmente realizzabili. Riforme a gogo, tasse quasi azzerate e accise abolite definitivamente, finalmente lavoro per tutti con paghe ben retribuite effetto della riduzione della pressione fiscale promessa, insomma grazie ai nostri politici il Bel Paese sta per trasformarsi nel paese di Bengodi. Ogni candidato, come i tanti venditori di caldarroste presenti in autunno nelle nostre città, cercherà di ammaliare dietro una colonna di “fumo” l’attenzione e l’interesse dei cittadini. Il palcoscenico della politica si arricchisce di nuove comparse che si alternano ad altre, tutte pronte comunque a recitare per lo più lo stesso copione, e ad indossare la solita maschera dell’ipocrisia. Un copione su cui puntare e che si ripeterà inesorabilmente al più tra cinque anni, poi si vedrà….Altro giro altra corsa. Intanto i partiti e il prossimo governo  dovranno affrontare concretamente delle scelte vitali per il Paese e non potranno esimersi dall’attuarle. Bisognerà a tal uopo vigilare ed evitare il comodo e deleterio astensionismo.

1 reply

  1. Ottimo ma desolante riassunto della situazione. In ogni caso, Giggino a’pultrona come organismo geneticamente modificato è da Pulitzer ahahah!

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