25 settembre

(Giuseppe Di Maio) – L’orientamento politico nasce principalmente dalla condizione sociale. In Italia, come in ogni altro paese occidentale, l’elettorato è suddiviso più o meno tra questi tipi di cittadini. Il primo, il più semplice, è il reazionario. Ambisce a una condizione sociale più solida, è insofferente alle regole e ai doveri, pretende di aver mano libera per combattere il proprio concorrente sociale. Il secondo è il conservatore. Ha raggiunto alcuni obiettivi economici e sociali, e dissemina di “regolette” trappola il percorso di chi potrebbe insidiare il proprio stato. Terzo è il radicale. Scontento della propria condizione e delle regole che l’hanno prodotta, auspica la cancellazione delle leggi inique, l’estinzione della disuguaglianza politica. Quarto, il rivoluzionario. Desidera il sovvertimento dell’ordine sociale, ed è il solo capace di immaginare la fine della lotta di classe.

Il primo, che potremmo chiamare anche “elettore liquido” o infedele, è la maggioranza assoluta della popolazione. Dalla fine degli anni ’70 detta le regole della corsa ai grandi numeri e ha causato la metamorfosi dei partiti novecenteschi. Il secondo, o anche “elettore solido” o fidelizzato, raccoglie il terzo della popolazione votante, e in genere parteggia per l’area di governo. Invece l’elettore radicale in Occidente è sempre più raro: gli ultimi trent’anni di storia hanno attentato alla sua estinzione. Nonostante la disuguaglianza sia intanto salita a livelli insostenibili, il pensiero unico ha strangolato la reazione naturale alla politica dominante. L’ultimo tipo è un polverio di ordine culturale e psicologico e, manco a dirlo, si posiziona in aree politiche estreme, soprattutto di sinistra.

La proposta dei partiti politici è mirata ad accaparrarsi questi elettori. Le destre fanno la parte del leone sguazzando nell’elettorato reazionario, mentre quello conservatore è per buona parte intercettato dai sedicenti partiti di centrosinistra. Purtroppo in Italia la vera sinistra è sparita. Di certo essa avrebbe dovuto rastrellare il poco elettorato radicale, ma da almeno 40 anni la sua proposta non è più indirizzata alla riduzione della disuguaglianza sociale. D’altro canto tutti i partiti, in quanto ambiziosi di accaparrarsi un’area, hanno dovuto emanciparsi dal legame o solo dalla vicinanza con idee sconfitte dalla storia: il comunismo per quelli di sinistra e il fascismo per quelli di destra. Ma ormai ognuno di loro ha superato questo passaggio emancipatore che lo proietta verso il governo del paese; salvo il M5S, da tutti considerato il solo nemico, nonostante i tentativi mimetici di Grillo e dei suoi successori.

Perché? Ma è semplice. Il Movimento rappresenta l’unico erede della defunta sinistra, anche se Conte e gli altri non hanno ancora capito che stanno maneggiando una creatura di indole radicale che aspira a sostituire la dirigenza politica dell’intera area. I balletti in tutù dei personaggi che bisticciano nella zona conservatrice e che con ciò aspirano a fregare alla destra un po’ di voti reazionari, sono pressoché inutili in assenza di una vera proposta politica. Slogan, paradigmi e false accuse amplificate dai rispettivi apparati mediatici, non nascondono la realtà di un vuoto ideale in tutti i partiti. Nessuno di loro mostra con chiarezza di quale idea di società stanno parlando. Ecco perché, se il Movimento vuole uscire dalla sacca del 10% dove l’hanno relegato i sondaggi, deve assolutamente mostrare agli italiani gli obiettivi finali della sua politica; deve indicare chiaramente chi sono i suoi nemici e chi i suoi concorrenti. Deve diventare l’unico partito ideologico.

8 replies

  1. E ridaje!!!

    Ho capito: dopo avere resuscitato il PD occorre resuscitare Democrazia Proletaria.
    Insomma, il Movimento che sia solo Movimento come lo immaginava Casaleggio e ce lo ha venduto Grillo, mai più.
    Deve per forza scomparire nell’ establishment ( eh, sì, anche a “sinistra sinistra” c’è, eccome…)

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  2. Proposta per “Un Nuovo Sistema di Governo”.

    Proprio “nuovo” non è perché si tratta di un semplice “adattamento” della forma di governo attuata dal popolo che ha introdotto la “Democrazia” dalla quale è derivata anche la necessità di “dimostrare” le proprie affermazioni e di conseguenza il “Metodo Scientifico”, gli antichi greci. Questo ha portato il pensiero greco a raggiungere le vette che, per inciso, ci sono pervenute solo grazie agli studiosi islamici che hanno conservato le loro opere (durate il Medioevo il Cristianesimo aveva infatti tentato di cancellarle).
    Purtroppo la nostra “cosiddetta democrazia” è degenerata in una “partitocrazia” che detiene il potere grazie agli stretti collegamenti con il “potere economico” che a sua volta controlla i mezzi d’informazione sui quali il “popolo degli elettori” si forma l’opinione permettendo, di conseguenza, ai partiti di esprimere la loro “classe dirigente” che, spesso, si è dimostrata “incompetente” ma assolutamente “permanente”. Questi sono fatti noti e pertanto non occorre dilungarsi ulteriormente.
    Il movimento 5Stelle, sorto per contrapporsi a questo sistema, ha permesso a chiunque di essere eletto, per un massimo di due mandati, ma ha clamorosamente fallito.
    Era infatti sufficiente avere un certo numero di “amici” che ti votassero per entrare a far parte della “Casta Politica” dalla quale, una volta entrato, nessuno vuole uscire.
    La soluzione proposta, derivata come anticipato dal sistema greco, prevederebbe di ridurre il corpo elettorale (in effetti si configurerebbe come un “corpo eleggibile”) non in base al censo o all’istruzione ma utilizzando un qualche tipo di algoritmo che garantisse un livello minimo di affidabilità. Ad esempio un semplice test attraverso il quale il potenziale elettore (eleggibile) dimostri almeno la capacità di comprendere il significato di un testo scritto. In effetti molti “laureati” non lo supererebbero ma, se non altro, educherebbe tutta la popolazione alla lettura al fine di conseguire il diritto di accedere al “corpo eleggibile”. Questo gruppo di cittadini (il più vicino possibile, gradualmente, a tutta la Società) non avrebbe pertanto acquisito il “diritto di votare” i suoi rappresentanti ma la possibilità di diventarlo, non attraverso un voto ma per “sorteggio casuale” (uno vale uno, nel senso attribuito da Rousseau). Del resto già il grande Mark Twain scrisse “Se votare facesse qualche differenza, non ce lo lascerebbero fare” e comunque nessuno noterebbe alcuna sostanziale differenza tra gli attuali parlamentari “eletti” invece che selezionati “casualmente”. Questo “gruppo di estratti”, rappresentanti della Società in modo assolutamente imparziale grazie alle “leggi del caso”, costituirebbero ogni anno un nuovo “parlamento” nel quale verrebbe eletto, per votazione, un “presidente” avente le funzioni di coordinatore. Il mandato durerebbe infatti un solo anno, con l’esclusione di quello conferito al “presidente” che potrebbe venire confermato dal successivo “parlamento”. La retribuzione non sarebbe la stessa per tutti ma potrebbe essere fissata pari al doppio di quella prodotta dalla professione svolta (oltre al rimborso delle spese) e della quale sarebbe garantita la prosecuzione al termine del mandato. Dovrebbero venire esclusi, a differenza di quanto avviene ora, solo quei soggetti che non avendo mai lavorato non hanno mai prodotto un reddito. In questo “parlamento”, nel quale i presenti effettivamente vi si confronterebbero e gli eventuali “accorpamenti” si formerebbero spontaneamente in base alla convergenza di opinioni (“destra” e “sinistra” sono infatti categorie ormai superate), verrebbero pianificate le linee generali d’indirizzo della Società (attraverso democratiche votazioni che le tradurrebbero, ovviamente, in Leggi). I soggetti in grado di attuarle non verrebbero selezionati nel “parlamento” (formato, lo ricordo, da soggetti provenienti delle più varie estrazioni) ma tra i migliori rappresentanti delle differenti specialità (quelli che oggi sono i “consulenti” degli attuali ministri ricoprirebbero direttamente quel ruolo ma verrebbero scelti dal “parlamento”) e a loro verrebbe conferito direttamente il mandato per svolgere questo compito. Dipenderebbe anche da loro la corretta formulazione di quelle Leggi proposte in modo “informale” dal “parlamento” e di evidenziarne le eventuali incongruenze. Dal momento che si tratterebbe di soggetti dalla “comprovata competenza” e pertanto ai vertici della loro professione, sarebbe necessario garantire anche a loro delle retribuzioni ben superiori a quelle percepite. Naturalmente il loro mandato potrebbe essere revocato in qualunque momento, oppure venire riconfermato da ogni nuovo “parlamento”. In questo modo viene garantita una “continuità” nell’operato dei soggetti “esecutori”, oltre a quello del “coordinatore” (il presidente), se questi hanno perseguito le linee fornite dal parlamento e si sono dimostrati “efficienti e affidabili”. I “rappresentanti del popolo” verrebbero invece sostituiti ogni anno, in ottemperanza alla più completa “Democrazia Diretta” e il loro numero, vista la drastica riduzione della loro retribuzione rispetto a quella attuale, potrebbe essere aumentato. L’abolizione delle consultazioni elettorali e di conseguenza delle “campagne elettorali”, sostituite dalla “verifica di eleggibilità”, comporterebbe un ulteriore notevole risparmio per lo Stato e l’impossibilità di “condizionare” le nomine da parte del “potere economico”. La sostituzione dell’attuale “classe politica permanente” con una “classe politica temporanea”, pertanto immune dalle “lusinghe del potere”, avrebbe come conseguenza anche l’eliminazione dei Partiti Politici e del loro esorbitante costo per la collettività. Il Governo e il Presidente avrebbero invece una durata “variabile” ma, essendo sottoposti annualmente alla verifica da parte dei “rappresentanti del popolo”, sarebbero stimolati ad operare “effettivamente” nell’interesse del Popolo Sovrano e i governi durerebbero sicuramente più a lungo di quelli attuali.

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  3. Se non si esce da questa di SACCA , di cui anche il m5s ne e’ parte integrante, di cosa parliamo?

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  4. Non ha tenuto in considerazione lo schieramento che desidererebbe una compagine politica di non ladri e corrotti, forse è chiedere troppo al Bel Paese visto che i Delinquenti Naturali vengono candidati al Senato.

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