
(ilfattoquotidiano.it) – Giù le mani dalla Procuratrice generale, Francesca Nanni! Gli avvocati della Camera penale di Milano ce l’hanno con il direttore del Fatto Quotidiano per “l’attacco scomposto” al lavoro dell’ufficio che si è occupato dell’istruttoria utile a concedere la grazia a Nicole Minetti. E i penalisti, soliti fare le pulci alle toghe oltre che a ogni sorta di procedura (anche più lineare di quella che ha meritato un supplemento per ordine di Sergio Mattarella), hanno tuonato invece contro l’editoriale vergato il 5 giugno. E sì che Travaglio si era permesso di stigmatizzare il comunicato con cui la magistrata Nanni aveva accusato di falso la nostra inchiesta giornalistica.
Ma per i penalisti se c’è un reato non è quello di dare dei falsari ai giornalisti. Ma piuttosto di lesa maestà nei confronti dell’alto magistrato dell’ufficio giudiziario milanese, ma anche delle istituzioni della Repubblica tutte. Perché l’editoriale metterebbe addirittura in discussione lo stesso istituto della grazia “e, non ultimo, mostra – anche questa non è una novità – disprezzo per il ruolo della difesa”. Alti lai anche sul ruolo di social e media “che pretendono di sostituirsi a chi è istituzionalmente chiamato, ciascuno nel proprio ruolo, a esercitare la delicatissima funzione giurisdizionale e, quanto al caso di specie, quella altrettanto complessa di valutare la meritevolezza di un provvedimento di clemenza”. Insomma una deriva che “travolge, oltre ai fragili equilibri della Giustizia, persone e istituzioni, senza arrestarsi nemmeno di fronte a una prerogativa costituzionalmente riconosciuta al Presidente della Repubblica, prima carica dello Stato”. Il Fatto, nemico pubblico numero 1. Troppa grazia.
Continuero’ a sostenere il Fatto e tutta la Sua Redazione….senza se e senza ma…..piaccia o meno…..!!!!
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