Il senatore M5S: «Surreale discuterne mentre la destra ha il record di tasse»

(Francesca Schianchi – lastampa.it) – «Con il governo in carica che ha il record di pressione fiscale, vedere le opposizioni in difficoltà sul tema patrimoniale è surreale», sospira il senatore e vicepresidente dei Cinque stelle Stefano Patuanelli, per due volte ministro, nel secondo esecutivo Conte e in quello di Draghi. La prima a parlare di una tassa per i super ricchi è stata la segretaria del Pd Elly Schlein un paio di settimane fa: da quel momento, il carsico dibattito su una imposta ad hoc per patrimoni milionari è riemerso nel dibattito pubblico. Impugnato come una clava dalla destra – «a sinistra sono quelli delle tasse» –, ha diviso anche il campo largo, con Avs e un pezzo di Pd a favore, e Movimento cinque stelle e centristi contrari. Con qualche eccezione: come la deputata stellata Chiara Appendino, che invece perora la causa e insiste perché se ne discuta nel campo progressista. «Parlare oggi di patrimoniale è un errore», valuta invece il suo compagno di partito Patuanelli.
Perché?
«Abbiamo un vantaggio, l’occasione di dire al Paese che il governo Meloni mette le mani nelle tasche degli italiani, e stiamo noi ogni giorno a parlare di una nuova tassa? ».
Ma sarebbe solo per i ricchi. Dice la sua collega Appendino che far credere che riguardi il ceto medio significa inquinare il dibattito.
«Quando si lavora a una proposta politica, bisogna porsi anche il problema delle conseguenze mediatiche. Credo che una tassa come quella, peraltro, se lo si ritiene giusto la si introduce, non la si annuncia».
Ma lei è contrario al principio o la preoccupa la sua impopolarità?
«La progressività delle imposte è prevista in Costituzione, e io penso che vada ampliata, mentre il centrodestra la sta comprimendo. Un governo progressista dovrebbe fare lo sforzo di aumentare la curva di progressività delle imposte, perché chi ha di più aiuti a sostenere chi ha meno. Ma la patrimoniale rischia di avere effetti non positivi».
Quali?
«Significherebbe far tornare l’Ici sulla prima casa, e come si calcola? Con la rendita catastale, che non corrisponde al valore di mercato? Se poi parliamo di tassare i capitali, allora diventa facilmente eludibile spostandoli all’estero».
Il punto, dice Appendino, è che la lotta alle diseguaglianze è nel Dna del Movimento.
«Il Movimento deve lottare contro le diseguaglianze, questo lo pensiamo tutti. Ma la patrimoniale è uno strumento tecnicamente sbagliato, non capisco quale sia il senso politico di lanciarla in un dibattito che diventa subito inevitabilmente aspro».
Forse dare ascolto alla base: secondo la sua collega, molti la pensano come lei.
«Dipende come declini la proposta, certo se si parla in astratto di patrimoni da 5 milioni di euro, tanti probabilmente diranno “bell’idea”. Ma non sempre il pensiero più diffuso è la risposta giusta a un problema. Esistono altri strumenti per rendere più equa la tassazione, e che non inaspriscono il dibattito: per esempio, spostiamo il carico di tasse dal lavoro alle rendite, soprattutto finanziarie, e facciamo una seria lotta all’evasione fiscale».
Il suo collega Ricciardi alla Camera pochi giorni fa ha parlato anche di «tasse di successione ridicole». Sarebbe favorevole a intervenire su quell’imposta?
«Se dovessi dire con cosa partire, direi limite al contante e lotta all’evasione, non solo attraverso controlli ma anche con un sistema di detrazioni e deduzioni».
A che punto siete con l’elaborazione del vostro programma?
«Sabato prossimo e per due sabati riprenderà il confronto, trecento persone divise in tavoli da dieci su dieci temi diversi, un lavoro gigantesco per discutere degli argomenti in modo aperto. Poi ci sarà la fase assembleare. Per metà luglio avremo un quadro preciso del nostro disegno del Paese».
A quel punto sarà il momento del famoso programma del campo largo?
«Penso che il momento del confronto sarà in autunno. Ma come dicono Conte e Schlein, è vero che non partiamo da zero. Sono quattro anni che a livello parlamentare condividiamo il 95 per cento degli argomenti».
La patrimoniale resta però un tabù anche per i progressisti?
«Non sono portato ai proibizionismi, si figuri. Ma resto dell’idea che parlarne è politicamente sbagliato»
Andrea Zhok
S) “Ciao Destra.”
D) “Ciao Sinistra, bello rivedersi, sia pure solo ogni 5 anni”
S) “Per me questa riprogrammazione sarebbe anche superflua, oramai funzionano col pilota automatico”
D) “Lo credo anch’io, ma sai com’è, vuolsi così colà…”
S) “Ok, bando alla ciancie, partiamo. Tu cosa proponi?”
D) “Io partirei in sordina, con una X (da X MAS) appena accennata, in convegno defilato, un qui lo dico qui lo nego, giusto per mettere i tuoi in allarme.”
S) “Ottimo, anch’io la prendo alla lontana: in qualche conferenza di periferia facciamo dire a uno prominente dei nostri che la “famiglia tradizionale è un retaggio patriarcale” e che “famiglia è ovunque ci sia amore”, così i tuoi cominciano a – battutona – vedere rosso.”
D) “Bello, ma non strafare, dobbiamo cuocerli pian piano per quasi un anno. Noi rispondiamo senza esagerare con qualche battutina ammiccante sui gay, chi vuol capire capisce.”
S) “A questo punto direi che noi possiamo tirare fuori un evergreen come lo “Ius Soli” spiegando dalla Gruber che i confini sono convenzioni e che siamo tutti cittadini del mondo.”
D) “Questo comincerà già a scaldare l’atmosfera. E noi tiriamo fuori, in qualche bel comizio paonazzo il “blocco navale” e la “remigrazione”, facendo capire che Trump ci ha provato, ma noi faremo sul serio. – Naturalmente ci sarà qualcuno che si ricorderà che col blocco navale li avevamo già fottuti l’ultima volta, ma basterà ricordargli quanto siete brutti voi e torneranno trotterellando all’ovile.”
S) “A 3-4 mesi dalle elezioni si comincia con gli assi di briscola. Noi tireremo fuori come al solito, in forme generiche e suggestive “LA PATRIMONIALE”, lo faremo ammiccando ai nostri («faremo piangere i ricchi»), ma dando a intendere ai vostri che porteremo via la casa di proprietà alla nonna. Per i messaggi con doppia codifica ci vuole un po’ di sottigliezza, ma sono sempre riusciti.”
D) “Mi piace; intanto, alla prima storiaccia di cronaca nera, meglio se con protagonisti diversamente abbronzati, noi ci lanciamo sull’ “Inasprimento delle pene” e sul “Buttare via la chiave”. Di solito qui partono i mortaretti.”
S) “Si chiude con il solito appello a fare fronte unico contro il Nemico, modello Gandalf – TU-NON-PUOI-PASSARE!!”
D) “CHI NON SALTA COMUNISTA È!!!”
S) “FASCISTI, CAROGNE, TORNATE NELLE FOGNE!!!”
D) “Sipario. Direi che può bastare. La maggioranza cogliona dei nostri due elettorati sarà già bella incaprettata, e andrà alle urne pensando di fermare Mordor. Con la minutaglia rimanente ce la giochiamo, seggio più seggio meno, con qualche spottone. – Epperò, cosa facciamo con quelli che hanno capito il gioco di prestigio? Saranno pure quattro gatti, ma potrebbero svelare il trucco.”
S) “Tranquillo, chiamiamo i nostri giornalisti da riporto e a quei quattro gatti gli facciamo tatuare “Rossobruno” in fronte, facendo capire al pueblo che si tratta di una tale mostruosità, da non poter essere neppure spiegata. Funziona, credimi. E dopo tutto il finanziamento pubblico ai giornali servirà pure a qualcosa, no?”
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Non mi stanco di dirlo; sono dei tre cartari come se non peggio degli altri.
Dimostrazione
«Abbiamo un vantaggio, l’occasione di dire al Paese che il governo Meloni mette le mani nelle tasche degli italiani, e stiamo noi ogni giorno a parlare di una nuova tassa? ».
Nelle tasche degli italiani, deve essere proprio così.
Gli Italiani infatti, è ampiamente risaputo, sono tutti uguali; c’è chi prende sussidi, chi riesce a mala pena a spuntarla a fine mese, chi invece può permettersi una vita decisamente agiata.
Proprio uguali in tutto e per tutto; fare una patrimoniale che sia selettiva dei redditi e dei patrimoni, no.
Sia mai che qualche privato che vi finanzia, smetta di farlo.
Significherebbe far tornare l’Ici sulla prima casa, e come si calcola? Con la rendita catastale, che non corrisponde al valore di mercato? Se poi parliamo di tassare i capitali, allora diventa facilmente eludibile spostandoli all’estero».
Ma rivedi le rendite catastali figliuolo caro; non è normale che uno che vive a Tor Pignattara paghi, per l’abitazione, di più di chi vive a Parioli.
Non è che per caso ai Parioli vive qualcuno che vi finanzia? Così. per curiosità.
Poi ci sarebbe da scrivere sull’incompetenza, ma mi fermo qua; ho raggiunto il limite di tolleranza allo schifo.
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Ma questi nuovi porta voce contiani dove vivono? Usano addirittura luoghi comuni da vecchia destra, tipo: “parlare di patrimoniale spaventa gli italiani perché evoca nuove tasse”. Ma cos’è , una barzelletta? Parlare di patrimoniale fa pensare che finalmente i soldi saranno presi a chi ha patrimoni altissimi. Una mossa che ti avvicina alle classi meno agiate e che ti può far diventare la loro forza politica di riferimento. Perché Conte e i contiani continuano a essere contrari a questa battaglia nel Dna del Movimento (come rimarca giustamente Appendino)? Conte si riempie la bocca di cose astruse, tipo, non siamo populisti ma vicini al popolo. Poi appena gli parlano di patrimoniale se la fa sotto. Siamo al grottesco
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Il partito di Conte ha il suo zoccolo duro, formato prevalentemente da elettori che si sentono di sx e votano quasi esclusivamente per la figura del leader; un’ altra percentuale (minoritaria ma presente ) vota anche per il simbolo e il nome.
Quindi Conte ha il suo elettorato personale che lo vota a prescindere .
Non esistono prove concrete che il partito si muova in maniera seria per conquistare nuovo elettorato, lo dicono i numeri: il partito di Conte, dopo circa quattro anni di opposizione, è valutato uno/due punti sotto le politiche 2022.
Rimane una sola carta a disposizione: drenare voto moderato dall’ alleato principale.
FINE.
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